sabato 31 gennaio 2026

Orale del concorso docenti di francese PNRR3. come prepararsi

 

Facciamo il focus sullo studio della letteratura (senza perdersi)

Se stai preparando l’orale del concorso docenti PNRR3 per la classe di concorso di francese, probabilmente ti sei già reso conto di una cosa:
la letteratura spaventa più della grammatica.

Non perché sia più difficile, ma perché è un argomento vasto, concatenato alla cultura e al quadro storico-sociale, e spesso è studiata in modo dispersivo.

In questo post voglio condividere come sto affrontando io lo studio della letteratura. 

Ho riflettuto per trovare un metodo pensato per:

  • ottimizzare il tempo

  • evitare accumulo sterile di nozioni

  • arrivare all’orale con una visione chiara e spendibile

Vediamo nel dettaglio quale strategia sto applicando. 

1. Non cerco di ricordare “tutta” la letteratura a memoria (è impossibile)

Il primo errore è pensare di dover tenere in mente tutto in modo enciclopedico.

Se hai di problemi di memoria come me devi anche tu pensare ad un metodo per creare collegamenti efficaci per riuscire ad avere il quadro letterario il più completo possibile.

Dall'edizione PNRR1 ho imparato che all’orale può capitare qualsiasi domanda ed è quindi importante: 

  • saper collocare autori e opere nel contesto letterario (periodo storico, opere principali, tema narrativo fondamentale)

  • saper leggere i testi in relazione al contesto

  • dimostrare competenza didattica

Io parto sempre da una domanda guida:

Questo autore, perché è significativo nella storia culturale e letteraria francese?

Se non so rispondere a questa domanda in modo chiaro, sto studiando male.


2. Lavoro per nuclei storico-culturali, non per elenco di autori

Sto organizzando lo studio per grandi cornici, non per nomi isolati:


All’interno di ogni nucleo:

  • autori chiave 

  • opere essenziali

  • temi ricorrenti


Questo mi permette di orientarmi, anche se la domanda è trasversale.


3. Per ogni autore faccio una scheda minima ma solida

Per ogni autore sto costruendo schede essenziali, sempre con la stessa struttura:

  • periodo storico

  • contesto culturale

  • opere principali

  • temi chiave

  • perché può essere didatticamente interessante oggi


Niente biografie infinite.
Meglio poche informazioni, ma collegate.


Ti svelo un segreto: utilizzo una rubrica del telefono perchè così è già divisa in ordine alfabetico.


4. Collego la letteratura alla didattica (sempre)

Questo mi avvantaggia nella preparazione della lezione simulata

Infatti, ricordati che parte della valutazione orale è data anche dalla presentazione di una lezione simulata.

Non fare l'errore che ho fatto io al PNRR1: mi sono concentrata troppo sulla metodologia della lezione, sulla presentazione formale e sull'esposizione orale.

Per questioni di tempo ho purtroppo trascurato lo studio approfondito dell'Autore e questo ha giocato punti in meno, purtroppo.

Sto allenandomi a fare sempre questo passaggio mentale:

Come potrei portare questo autore o questo testo in classe?

Anche in modo semplice:

  • lettura guidata

  • lavoro sui temi

  • collegamenti interdisciplinari

  • adattamenti per studenti con livelli diversi


Questo dimostra competenza professionale, non solo teorica.


5. Ripasso a voce alta (come se fossi già all’orale)

Ultimo punto, ma fondamentale.

Sto dedicando parte dello studio alla verbalizzazione:

  • spiegare un autore a voce alta

  • simulare risposte brevi ma strutturate

  • allenarmi a tenere il filo del discorso


Se riesci a spiegare un autore in 2–3 minuti in modo chiaro, sei sulla strada giusta.


Ultima riflessione:

preparare l’orale del concorso PNRR3 non significa accumulare pagine studiate, ma costruire una visione solida e spendibile.

Continuerò a condividere il mio percorso di preparazione,
perché studiare bene non è solo una questione di impegno, ma di strategie giuste.

Se anche tu stai preparando l’orale, sappi che non sei solo/a.
E che un metodo sostenibile fa davvero la differenza.
Scrivimi nei commenti a che punto sei e condividiamo insieme la fatica anche a distanza. 

venerdì 16 gennaio 2026

5 consigli di come sto preparando l'orale concorso docenti PNRR3: letteratura I

 

Concorso docenti PNRR3: ammessa all’orale. Ora si  studia.

Da qualche tempo avevo iniziato a studiare i contenuti per la prova orale del concorso docenti PNRR3, ma da oggi, inizio a fare sul serio.

Oggi sono usciti i punteggi minimi di ammissione alla prova orale del concorso PNRR3 e posso finalmente dirlo: rientro. Sono ammessa all’orale.

È una soddisfazione, inutile negarlo.
Ma soprattutto, sento che è un passaggio di fase importante.

Lo scritto è alle spalle.
Adesso serve un altro tipo di studio fatto con organizzazione, struttura e profondità sui contenuti caratteristici della disciplina.

In questi giorni mi sto organizzando con una routine costante, sostenibile, pensata per arrivare all’orale lucida e solida, non stanca e confusa.

Sono partita riprendendo la letteratura, ma questa volta con un metodo più maturo.
Non solo autori e opere, ma storia, contesto culturale e nessi, perché all’orale non basta sapere: bisogna argomentare.

Sto trovando utili questi 5 punti strategici per prepararmi al meglio.

Te li condivido qui di seguito:


1. Routine quotidiana breve ma non negoziabile

Ho smesso di pensare “quando avrò tempo”.
Ho deciso quanto tempo dedicare ogni giorno allo studio e lo faccio.

La costanza batte qualunque maratona.



2. Letteratura: dalla lista alla mappa

Sto affrontando la letteratura per quadri storici, non per elenco.

Per ogni periodo lavoro su:

  • contesto storico e culturale

  • grandi temi (ad esempio visione filosofica, società, sviluppo della lingua)

  • autori chiave ed opere centrali

  • collegamenti interdisciplinari possibili

L’obiettivo non è “dire tutto”, ma saper spiegare bene.



3. Studio attivo, non ripetizione passiva

Niente riletture infinite.

Uso:

  • mappe concettuali

  • schemi 

  • brevi esposizioni orali simulate (anche da sola)

Se non riesco a spiegarlo a voce, non lo so davvero.



4. Allenamento all’orale, non solo ai contenuti

Preparo ogni argomento già pensando:

  • come lo direi a una commissione

  • che esempio porterei

  • che collegamento farei alla didattica

L’orale non valuta solo cosa sai, ma come pensi da docente.



5. Alterno le settimane

I contenuti presenti nell'Allegato al Bando sono veramente tanti.
Ho pensato che la strategia migliore sia alternare le settimane negli argomenti.
Questa settimana per esempio sono partita dallo studio della letteratura.
Mi sono data un obiettivo realistico: dal Medioevo al Rinascimento compreso.
La settimana prossima invece affronterò un tema differente.

Infatti, non sapendo la data di convocazione alla prova orale, devo considerare di conoscere almeno gli argomenti più importanti legati alla lingua e cultura francese.
In questo modo abbasso il livello di ansia legato alla preparazione e dunque alla prestazione. 
Ma soprattutto rimango dentro la cornice di un processo di studio consapevole. 

E tu, a che punto sei?

Nei prossimi post continuerò a raccontare come mi organizzo,
cosa funziona davvero e cosa invece ho deciso di lasciare andare.

Perché prepararsi bene non significa fare tutto d'un fiato:
significa darsi una struttura che regga fino in fondo.

Raccontami come ti stai preparando al prossimo concorso docenti PNRR3 e scambiamoci consigli preziosi se ti va.

martedì 2 dicembre 2025

Concorso docenti PNRR3: come sono riuscita a prendere 84 alla prova scritta

Sbarramento alla prova scritta del concorso docenti PNRR3? Ancora non lo sappiamo.

Ora, appena uscita dalla mia prova scritta, una cosa è certa e il resto no. 

Il punteggio minimo per accedere all’orale del concorso docenti PNRR3 si farà attendere ancora per un pò.

Non sappiamo dove verrà fissato lo sbarramento, né quanti candidati passeranno alla fase successiva.

Quello che so, invece, è che anche questa volta sono riuscita a ottenere 84/100. Un risultato che porto a casa con soddisfazione, ma anche con molta consapevolezza: questa prova è stata nettamente più difficile rispetto alle due precedenti.

Le domande erano più insidiose, soprattutto per la presenza di distrattori molto simili tra loro e per la complessità dei contenuti. Non bastava riconoscere una parola chiave: bisognava capire davvero il contesto, la logica della domanda, le sfumature e aggrapparsi al tanto studio e ad una solida preparazione.

Come ho studiato (e cosa rifarei)?

Avevo già molto materiale a disposizione dai concorsi precedenti, è vero. Ma non significa partire avvantaggiati. Ogni concorso è una storia a sé, e io lo sapevo bene, soprattutto per due mie difficoltà specifiche: l’inglese e la memoria corta.

Per me, la prova, non è mai una parte “automatica”.

Quindi ho scelto consapevolmente di ripartire quasi da zero, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli errori evitabili.

Inoltre, questa volta ho riguardato anche la parte di Normativa, perchè la normativa scolastica non è una materia statica. Cambia, si aggiorna, si arricchisce di nuovi decreti, linee guida, circolari. Per questo non basta “averla già studiata”: va ripassata ogni volta, come se fosse nuova.

Ho lavorato soprattutto per concetti chiave estrapolati dagli Allegati al Bando, ricordando che sto concorrendo per la scuola secondaria di I e di II grado.

Ricordando anche che le prove scritte sono sia per posto comune che per posto su sostegno.

Tenere a mente questi nodi concettuali fondamentali, mi ha aiutata a fare collegamenti logici tra le norme, gli Autori, le teorie psico-pedagogiche e le metodologie.

Non per memorizzare tutto, ma per capire la direzione della scuola di oggi.

Studiare per categorie, non per accumulo.

Uno degli errori più comuni è studiare in modo lineare, pagina dopo pagina. Io ho fatto il contrario.

Ho diviso tutto il materiale in rubriche colorate, come quelle che una volta si usavano per segnare i numeri di telefono. Ogni rubrica aveva una funzione precisa:

  • rubriche per autori,
  • rubriche per tematiche,
  • rubriche per batterie di domande ricorrenti

Questo mi ha permesso di creare mappe mentali implicite, anche senza scriverle formalmente.

Il colore come strumento cognitivo.

Sui manuali ho usato colori diversi, sempre con la stessa logica:

  • un colore per le date,
  • uno per le opere,
  • uno per gli autori,
  • uno per i concetti chiave

Non è un vezzo estetico: il colore aiuta la memoria visiva e riduce il carico cognitivo, soprattutto quando si studia sotto pressione.

Cosa resta adesso?

Adesso resta l’attesa. So il mio punteggio ottenuto, ma non so ancora quale sarà lo sbarramento per accedere all’orale.

Finché non verrà comunicato ufficialmente, ogni previsione resta tale. 

Nel frattempo, però, una cosa è chiara: studiare in modo strategico, consapevole e personalizzato fa la differenza, anche quando la prova è più difficile del previsto.

Quando usciranno i dati ufficiali, ne riparlerò.

E tu come hai studiato?

Scrivimi nei commenti e confrontiamoci insieme sulle strategie di studio. 

domenica 5 ottobre 2025

Quando il cambio di scuola è l'ultima alternativa.

Dopo anni di colloqui, note disciplinari, sospensioni, telefonate da scuola, incomprensioni e sensazione costante di essere "quello che disturba", faccio fatica a credere che possa davvero andare diversamente.

Ci sono momenti in cui capisci che tuo figlio non può più restare: il cambio di scuola è l'ultima possibilità.


Quest'anno il mio "ragazzo" ha terminato il suo percorso nella scuola secondaria di II grado, in anticipo sulla tabella di marcia.
A un mese appena dall'inizio dell'anno scolastico, in un attimo tutto è cambiato. 
Ha iniziato una nuova esperienza presso un Ente di formazione.
Confesso che sono partita con il cuore in gola tra dispiacere, preoccupazione e curiosità di vedere a cosa porterà questa brusca virata rispetto al progetto iniziale.

E invece succede qualcosa che aspettavo da anni: cambiato l'ambiente, in cambiamento il figlio.


Adesso è entrato in un contesto dove può imparare anche attraverso il fare, dove le attività pratiche hanno un valore, dove le sue energie non sono più considerate un problema da contenere, ma una risorsa da orientare.
Piano piano cambia: persino nello sguardo e nella sua postura.

Finalmente lo vedo tornare a casa più leggero. 
Ha voglia di raccontarmi tutto quello che ha fatto durante la giornata. 
Inizia a parlare di progetti, di idee, di futuro.

Da quanto tempo non succedeva?

Come genitori ci accorgiamo che, per la prima volta dopo tanti anni, ci stiamo rilassando.
Non aspettiamo più la telefonata della scuola con il timore che sia successo qualcosa.
Non viviamo nell'ansia della prossima nota disciplinare.
Non ci prepariamo all'ennesimo colloquio in cui ci verrà spiegato tutto ciò che nostro figlio non riesce a fare.

Respiriamo.
E soprattutto respira lui.

Questa esperienza mi porta a una riflessione che non riesco più a mettere da parte.

In classe, come possiamo aiutare efficacemente gli apprendenti con ADHD perchè possano essere costruttori attivi del loro sapere?


Negli anni ho visto tanti ragazzi intelligenti, curiosi, creativi, pieni di idee, sentirsi inadeguati perché costretti a imparare in un unico modo.
E ho iniziato a chiedermi quanti di loro rinuncino ai percorsi di studio più impegnativi non per mancanza di capacità, ma perché non riescono a sentirsi valorizzati nel loro potenziale.
Non riescono a sentirsi all'altezza di potercela fare.

È in questo momento che il desiderio di fare ricerca diventa una responsabilità.
Non voglio dimostrare che gli apprendenti con ADHD siano "speciali".
Voglio capire come costruire contesti didattici nei quali possano sperimentarsi ed accrescere le proprie competenze senza dover lottare ogni giorno contro la sensazione di "essere sbagliati".  
La mia ricerca nasce da qui.
Dal cambiamento nello sguardo di un ragazzo.
E dalla convinzione che nessun bambino dovrebbe aspettare anni per scoprire di avere valore.
Se questa storia ti ricorda quella di tuo figlio, di un tuo studente o persino la tua, spero che queste pagine possano offrirti almeno una certezza: non sempre è la persona a dover cambiare. 
A volte è l'ambiente che deve imparare ad accogliere modi diversi di apprendere, di comunicare e di crescere.

martedì 11 marzo 2025

Come costruire una routine di studio alla scuola secondaria di II grado che funzioni davvero.

Apprendere il francese alla scuola secondaria di II grado: difficoltà e strategie. 


L'apprendimento della lingua francese richiede tanta costanza e attenzione, soprattutto quando arrivi alla scuola secondaria di II grado e non l'hai mai affrontata prima.
Voglio tranquillizzarti: molti apprendenti, proprio come te, iniziano con entusiasmo di conoscere una lingua nuova ed  anche il timore di sbagliare.
Perchè lo sai anche tu: il francese è armonioso e melodico nei suoni, ma quanta fatica per la pronuncia!
Alle volte, anche la grammatica può sembrare ostile.
Fatta di molte eccezioni alle regole da ricordare: hai appena imparato una cosa per poterti esprimere, che subito deve conoscere le diverse casistiche.

Ma voglio tranquillizzarti: il francese è così per quasi tutti.
Se ti stai chiedendo se anch'io ho attraversato queste difficoltà, sappi che la risposta è sì.
Mi sono sentita in imbarazzo nel pronunciare le prime parole e ho fatto molta fatica a ricordare tutte le regole di grammatica per potermi esprimere.

Per questo oggi, desidero aiutarti con questo post a costruire una routine di apprendimento.
Ti darò: 

  • alcuni consigli pratici se studi
  • alcuni suggerimenti se sei un genitore che vuole supportare senza pressare
  • una strategia vincente da usare in classe se sei un docente
Ricorda: costruire una routine è fondamentale. 

L'apprendimento di una lingua straniera non si impara in breve tempo e nemmeno correndo. 
Servono piccole azioni quotidiane ben calmirate (ogni giorno concentrati su un aspetto); impegno costante (anche solo 10-15 minuti al giorno sono ottimi per mantenersi in allenamento); un pò di sforzo iniziale (pianifica il tuo percorso) e motivazione (trova il tuo "perchè" vuoi apprendere).

Adesso siamo pronti per creare la tua routine e iniziare a ridurre lo stress, aumentare la memoria a lungo termine  e creare la sicurezza in te stess*.

Vediamo nel dettaglio. 

Consigli per gli studenti

  1. Trova il momento giusto
    Non serve studiare 3 ore: bastano blocchi di 15-20 minuti in un momento in cui sei più concentrat*.

  2. Usa il metodo “piccoli passi”
    Scegli un obiettivo al giorno: oggi memorizzo 5 parole nuove, domani ripeto i verbi di ieri. Ti consiglio il diario di bordo come strumento, trovi la spiegazione a questo link.

  3. Rendi visibile il progresso
    Spunta ogni giorno sul calendario: la continuità motiva più della perfezione. Puoi utilizzare anche Google calendar o tool simili, integrando con allegati o icone. In questo modo avrai anche la tua gratificazione visiva nel vedere i tuoi progressi e il tuo impegno (rinforzo positivo). 

Consigli per i genitori

  • Evita pressioni e frasi come “studia di più”: meglio chiedere “Hai fatto la tua piccola parte di francese oggi?”.

  • Offri spazi e strumenti: un angolo tranquillo, un dizionario a portata di mano; una poltrona comoda; un angolo studio della casa. Oppure offri l'esempio leggendo qualcosa. 

  • Premia la costanza, non il voto: interessati al percorso di apprendimento con curiosità. 

Ora veniamo a noi docenti: prova questa piccola strategia: “3 parole al giorno”

  • ogni lezione, scrivi 3 parole nuove alla lavagna (es. bonjour, maison, livre).

  • gli apprendenti devono:
    - copiarle e leggerle ad alta voce
    - scrivere una frase per ogni parola entro la lezione seguente

In 1 mese avranno 90 parole in più nel vocabolario, senza sentirne il peso, e altrettante frasi di utilizzo in contesto scelto da loro come protagonisti del loro apprendimento. 

Perché funziona?

Ognuno farà piccoli passi quotidiani, alla propria velocità ed intensità, abbassando la soglia dell'ansia e delle diffidenza nei confronti della lingua. 
Inoltre, ogni apprendente potrà esprimere la propria individualità nella costruzione delle frasi, aumentando la motivazione allo studio.
Infine, la memoria: sarà contenta di ricordare di più e con meno sforzo, perchè attivata attraverso una proposta operativa multicanale.

E tu, da che parte stai nel costruire la tua routine?
Scrivimi nei commenti e dai anche tu il tuo contributo per aiutare gli altri ad apprendere meglio. 
La cooperazione è il motore della conoscenza. 


lunedì 3 marzo 2025

Stanca di sentirti invisibile: come puoi uscire da questa brutta sensazione.

Stanca di sentirti invisibile: la storia di Marta


Marta era una bambina allegra e solare, ma che aveva presto dovuto imparare a stare in silenzio.
La sua grande energia non passava certo inosservata, tuttavia Marta non lo sapeva.
La sua poteva sembrare un'infanzia come tante altre: frequentava la scuola del paese, giocava al pomeriggio nel cortile con i suoi amici, cenava con i suoi genitori e frequentava il corso di nuoto.
Eppure, molto spesso sentiva dentro lo stomaco un gran freddo e la notte era costretta a combattere contro mostri terribili che spuntavano da sotto il letto soltanto per il piacere di farle paura.

I suoi genitori erano troppo presi dai loro problemi per accorgersi di lei e dei suoi pianti notturni.
Figuriamoci poi se avrebbero avuto il tempo di ascoltare la sua solitudine.
Nella sua cameretta, passava ore con un cane di pezza, cercando di riempire quel vuoto con la fantasia, con i libri, con i disegni che non osava mostrare a nessuno.
Ogni giorno, Marta giurava a se stessa che avrebbe costruito una famiglia diversa e la disegnava.
Disegnava la casa dei suoi desideri con la famiglia felice che avrebbe avuto un giorno.
Una bellissima casetta nella tranquillità della campagna, con tanti alberi attorno, colorata, animata, ricca di voci e di allegria.

Purtroppo però, subito dopo gli studi, sposa un uomo che non la vede. 

O meglio, la vede, ma non la riconosce davvero nelle sue emozioni.
Tanto che i suoi bisogni, le sue parole sembrano scivolare su di lui senza lasciare traccia. 
E Marta continua a piangere. 
I mostri sono spariti da sotto al letto, ma Marta piange ancora nella speranza di poter essere accolta almeno in una lacrima. 
Ogni giorno si ripropone quella orrenda sensazione di trasparenza, che conosceva fin dentro le viscere.
Continua a sentirsi sempre più invisibile, come se lentamente stesse scomparendo dalla sua stessa vita.  

La solitudine dell’infanzia era tornata a stringerla in una morsa fredda.

L'essere diventata madre non aveva colmato quei vuoti assurdi che si trascinavano nel tempo.
Il grido disperato di bambina ancora torna a riecheggiare nella sua nuova casa.

Un giorno, guardandosi allo specchio, Marta decide di parlare a se stessa con tutta l'onestà che non aveva mai pronunciato fino a quel momento.
"Sei veramente disposta a continuare a percepire quel doloroso senso di vuoto senza mai volerti concedere  l'occasione di sentirti veramente amata per la splendida donna che sei?" Si chiese.

Fu in quel momento, che Marta ha deciso che in fondo, meritava l'amore come tutti gli altri esseri viventi su questo pianeta.
Ha deciso che non avrebbe più voluto vivere accanto all'ombra di se stessa. 
Ha deciso che era giunto il momento di sentire il calore dell'affetto su di sè, bruciante come il Sole che riscalda la Terra.

Finalmente le fu chiaro, che nessuno l’avrebbe salvata dal vuoto, che l’unica persona capace di spezzare quelle catene era proprio lei stessa. 
Ma da dove avrebbe dovuto cominciare?
Cambiamento, certo, ovvio. Ma come? 
Smettere di aspettare che qualcuno le desse il valore che sapeva di meritare. Iniziare a prenderselo da sola.
Sì, certo: tutte cose sentite una volta o l'altra.
Ma come fare?
Marta non aveva mai pensato seriamente di poter uscire da quel tunnel di buio. Era abituata a piangere, a sentirsi abbandonata e incompresa. Era abituata a prendersi cura degli altri, nella speranza che gli altri lo facessero per lei.
Era abituata a mettersi da parte, a nascondere le sue esigenze ed era abituata ad arrivare sempre per ultima.

Marta aveva bisogno di accarezzare le sue cicatrici, di farle brillare ai raggi del Sole.
Fu così che ha iniziato a frequentare un gruppo online.
E certo, perchè questo le consentiva di restare nel suo angolo ad osservare: troppo difficile diventare subito protagonista della sua vita, troppo difficile saltare verso un nuovo orizzonte.
Questa rete di donne era composta da persone vere che, come lei, avevano deciso di non essere più spettatrici della propria vita. 
Osservandole, ha potuto imparare a dire no, a mettere confini, a scegliersi ogni giorno.
Oggi Marta, con grande sforzo e grande fatica, ha imparato a non sentirsi più invisibile. 
Oggi Marta si guarda allo specchio e può vedere una donna forte, capace, felice. 
Una donna che non si sente più sola, perché ha imparato a stare bene con se stessa.
Oggi il buio, il pianto, il dolore della solitudine e dell'inadeguatezza hanno fatto spazio all'aria leggera e libera di portare nuovi profumi.


E tu ti sei mai sentita così?
Sarà difficile, ma sappi che puoi cambiare la tua storia. Come ha fatto Marta. Continua a seguirmi e scrivimi.

giovedì 20 febbraio 2025

Ottimizza la tua progettazione didattica: scarica gratis la mia lezione simulata da 95/100 al concorso orale AA25 francese

Ti ho raccontato come mi sto preparando al nuovo concorso a cattedra del PNRR2 e ti ho anche raccontato come ho ottenuto un ottimo punteggio all'orale di 95/100 del PNRR1 AA25 Francese, pur non sapendo l'inglese.
Ti ho anche spiegato come interpretare la griglia di valutazione che è fondamentale per ottenere una  preparazione al top.


orale concorso docenti


Oggi voglio farti un regalo, perchè 


hai fatto tanto per gli altri e ora è arrivato il momento di prenderti ciò che meriti! 


So che sei una donna, che come me, ha dato tutto per i suoi cari e per la sua famiglia.
Rannicchiandosi in un angolo, raggomitolandosi su se stessa per essere sempre presente alle esigenze dei suoi cari.

Quante volte hai messo i tuoi sogni in fondo alla lista? 
Quante volte hai pensato "Lo farò dopo", mentre la vita scorreva e gli altri ottenevano ciò che tu desideravi?

Io ci sono passata. 
In questo post voglio regalarti qualcosa che può fare la differenza nel tuo percorso: le slide della progettazione didattica della lezione simulata che mi hanno fatto ottenere 95/100 all'orale del concorso AA25 a giugno.

Queste slide non sono solo un file. 
Sono il metodo, la strategia, la chiarezza che mi hanno permesso di spiccare e di dimostrare il mio valore. 
E ora le voglio condividere con te.

Cosa devi fare per riceverle? 

Non voglio nulla in cambio. 
Se sei qui, significa che sei pronta a prendere in mano la tua vita e a costruirti il futuro che desideri. 
Quindi, contattami subito alla mail che trovi in homepage o scrivimi in privato direttamente wa.link, e ti invierò il materiale gratuitamente. 
Basta scrivere "concorso"

lezione simulata concorso docenti orale
lo schema della mia lezione simulata AA25 francese



Ma c'è di più!

Non è solo questione di slide, è questione di mentalità e di  strategia. 

Se vuoi sapere come applicarle, se vuoi un confronto per non sentirti più sola in questa sfida, entra in contatto con me subito.

Parliamone, troviamo la strada migliore per far sì che questa volta TU arrivi prima!


Vuoi ascoltare il mio discorso davanti alla commissione?


Puoi metterti in contatto con me per una consulenza personalizzata del discorso che ho fatto alla commissione quando ho discusso la mia lezione simulata. 
Un'opportunità preziosa per capire esattamente come strutturare il tuo intervento e convincere la commissione del tuo valore!

Perchè non sei sola in questa importante sfida della tua vita.
Entra in contatto con me. 

È IL TUO MOMENTO. PRENDILO.

Scrivimi subito.