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martedì 9 aprile 2024

Malinois work and beauty: malinois in standard o malinois da lavoro?

Facciamo le presentazioni della pagina Instagram di Malinois work and beauty 

Perchè l'esigenza di questo profilo?

Nel mondo della cinofilia, ho sempre creduto che passione e competenza possano coesistere, dando vita a risultati straordinari. 
Da professionista istruttrice cinofila con anni di esperienza, ho avuto la fortuna di lavorare con cani dalle qualità eccezionali, ma uno in particolare ha segnato un traguardo importante in questa fase del mio percorso: 
Winalmik's Discovery One, Uri.




Un Malinois di linea standard che ho portato a gareggiare fino all’IGP3. 
Con lui, ho messo in gioco tutta me stessa per poter mettere in risalto le sue doti caratteriali e per portarlo anche ad ottenere importanti riconoscimenti espositivi a livello internazionale. 

È proprio per condividere questo lavoro, raccontare il percorso dietro a questi successi e connettermi con altri appassionati come me, che ho sentito l’esigenza di aprire un profilo Instagram e una pagina Facebook dedicati a Malinois Work and Beauty

Nei profili, desidero mostrarti come sia possibile coniugare bellezza e prestazioni in un cane di questa razza, valorizzando sia l’aspetto estetico sia quello funzionale, con grande soddisfazione personale e professionale.

Troppo spesso l'appassionato del Pastore Belga Malinois si sente intrappolato ad un bivio: lavoro o bellezza?

Una scelta difficile ed impegnativa a causa degli esiti di questa razza meravigliosa degli ultimi decenni.
Infatti, saprai anche tu, che la razza si distingue sempre di più tra linee in standard e linee lavoro.
Già sentita questa storia, vero?

Uno degli aspetti che mi preoccupa maggiormente è la divisione sempre più marcata all'interno del Malinois, con la separazione tra le due linee.

Dove questo dualismo rischia di compromettere seriamente l’essenza stessa di questa razza straordinaria. 

Da un lato, vediamo soggetti che, per inseguire canoni estetici, perdono la vitalità e le doti caratteriali che hanno reso il Malinois un cane versatile e instancabile. Dall’altro lato, ci sono linee di sangue eccessivamente selezionate per il lavoro, che producono cani nevrili, iperattivi, rigidamente focalizzati sul morso, dunque difficili da gestire nella vita quotidiana e poco adatti a vivere in armonia con le esigenze di una famiglia.

Questa tendenza rischia di appiattire la bellezza intrinseca del Malinois: quella di un cane equilibrato, sportivo, volenteroso, sano e generoso, com’era stato concepito decenni fa. 

La mia visione è chiara: continuare a ricercare soggetti che incarnino l’equilibrio perfetto tra bellezza e doti caratteriali. Senza mai perdere di vista la loro funzionalità originaria e la capacità di vivere al fianco delle persone, quindi non solo come atleti o guardiani, ma anche come compagni di vita stabili e affidabili.

Per questo motivo, il mio interesse verso un allevamento punta in coloro che preservano il vero spirito del Malinois, coltivando quelle caratteristiche che ne fanno un cane completo: forza, resistenza, equilibrio caratteriale e un’indole generosa. 

Il mio obiettivo è soprattutto di poter contribuire a valorizzare soggetti che possano dare un futuro della razza che non sia frammentato tra due estremi, ma che celebri la sua bellezza globale, così com’è stata concepita fin dall’inizio.


Conosciamo il cane: 
Winalmik's Discovery One, aka Uri

Per prima cosa ti invito a scoprire il suo pedigree sul sito e la sua genealogia.
Le numerose vittorie in competizioni a livello nazionale e internazionale nelle esposizioni di bellezza, confermano la tipicità morfologica.
Uri è un soggetto estremamente prezioso per la razza. Racchiude la più completa tipicità dello standard, con antiche linee di sangue che hanno saputo dare risultati sia in lavoro sia in esposizione.
Linee che hanno fatto la storia del Pastore Belga Malinois.

Da subito 

la mia intenzione è stata quella di far riemergere in Uri quelle antiche linee di sangue che appartengono al suo DNA per farle tornare a brillare in campo da lavoro. 

Decidere di portare in campo di utilità e difesa, Uri è stata una scelta che mi ha messo alla prova più di quanto avessi immaginato. Sapevo fin dall'inizio che il percorso sarebbe stato complesso, ma la realtà si è rivelata ancora più dura. Ci sono stati momenti di sconforto in cui ho seriamente pensato di non farcela, soprattutto perché nell’ambiente dell’addestramento sportivo c’è ancora una forte tendenza a escludere chi si dedica anche all’aspetto estetico della razza, i cosiddetti “bellezzari”, come li definiscono certi addestratori.

Ma in cuor mio, sapevo che Uri aveva il potenziale per dimostrare che un Malinois di linea standard, selezionato anche per la bellezza, potesse farcela in un campo dominato da linee di lavoro puro. 

Il sogno di realizzare questo equilibrio mi ha spinto a non arrendermi, anche quando sembrava tutto più difficile del previsto. Fortunatamente, non sono stata sola in questo viaggio. Ho avuto accanto allevatori che hanno saputo comprendere le mie difficoltà e sostenermi nei momenti critici. Con loro ho condiviso non solo le lacrime e la frustrazione, ma anche la gioia di ogni piccolo progresso e il piacere di ogni traguardo raggiunto.

Questa rete di supporto è stata il mio motore. Sapere di avere persone che credevano in me e nella mia visione mi ha dato la forza di andare avanti, di superare gli ostacoli e di continuare a lottare per dimostrare che il Malinois può essere un campione a tutto tondo, senza rinunciare alla sua bellezza originaria.


Winalmik's Discovery One
Nazionale di allevamento, Francia




Winalmik's Discovery One

Nazionale di allevamento, Francia.
Ha iniziato a vincere la categoria nell'agosto 2016, diventando Giovane Campione di Francia.
L'anno seguente primo eccellente in libera maschi, diventando Soggetto Raccomandato alla riproduzione.
Nel 2019 RCACS della Nazionale  e miglior soggetto in classe lavoro.










Perchè anche Ermione Chetan Soul (aka Ion) è entrata a far parte della nostra famiglia?


Vai al pedigree 



Lei è forte, muscolosa ed atletica, adatta quasi esclusivamente alla vita sportiva.
Non le piace la vita in casa, difficilmente si corica tranquilla insieme a noi.
Spinta dalla volontà di comprendere a fondo le differenze, ho deciso di prendere un cane di linea da lavoro per sperimentare in prima persona cosa significhi convivere con un Malinois selezionato esclusivamente per le prestazioni agonistiche.
Volevo toccare con mano le peculiarità di questi cani e confrontarle con quelle di Uri, che invece rappresenta l’equilibrio tra lavoro e bellezza. 
Fa parte del mio carattere: non mi piace giudicare senza avere una conoscenza diretta delle cose. Prima di trarre conclusioni, desidero sempre farmi un’idea personale delle situazioni.

L’esperienza si è rivelata illuminante. 

La vita accanto a un Malinois di linea da lavoro è completamente diversa rispetto a quella con Uri. Ho constatato quanto l’energia, l’intensità e le necessità di gestione siano amplificate, richiedendo un impegno quotidiano costante e molto più mirato per evitare che il cane diventi ingestibile. Nonostante le sue indiscutibili doti in ambito sportivo, questa esperienza ha rafforzato in me la convinzione che il Malinois ideale sia quello in standard, capace di mantenere quell’equilibrio caratteriale che lo rende un eccellente compagno di vita oltre che un valido atleta.

Questa consapevolezza mi permette di affermare con sicurezza che accanto a me desidero un Malinois che rispecchi lo standard originario, per tutte le ragioni che ho già esposto: un cane versatile, equilibrato, capace di eccellere nel lavoro senza perdere la sua bellezza e la sua adattabilità alla vita di tutti i giorni. Questa è la visione che continuerò a perseguire e difendere nella mia selezione.

Oggi affermo con orgoglio di poter stare accanto a quei pochi conduttori/proprietari ad aver portato un Malinois in standard non solo a raggiungere l’IGP3, ma anche a diventare un pluricampione in esposizioni di bellezza. 

Questo risultato non è solo il frutto di un lavoro tecnico e di tanta determinazione, ma anche della mia preparazione professionale come istruttrice cinofila.


Ecco, spiegato il "perchè" che mi ha spinta a creare Malinois Work and Beauty: desidero che il mio percorso sia un esempio concreto, di come un Malinois completo possa esprimersi al meglio in entrambi i contesti. 

Sogno di vedere un' alta qualità della razza, che valorizzi i punti di forza eccellenti in entrambe i mondi.


Adesso sai, perchè dovresti seguirmi su IG. e Fb. 










venerdì 23 settembre 2022

Dal campo di gara all’arena digitale: cosa mi ha insegnato l’Obedience sul mondo online

Gara obedience debuttanti CSEN cinofilia: Classe debuttanti: 1° eccellente!!!


Hai presente quando vai ad una gara e continui a ripeterti nella testa: sto andando a un allenamento.
Certo, nella testa è tutto chiaro. Fin quando però varchi il cancello del campo e fai la presentazione al giudice.
Ecco allora, la tua mente si rende perfettamente conto che prima stavi mentendo per rimanere calma.
Così è successo a me questa domenica appena trascorsa.
Sono arrivata alla segreteria per registrarmi serenissima.
ho chiacchierato, ho salutato tutti, ho fatto un giro con Ion nel campo davanti.
Mi sembrava tutto nella norma.
Entra la prima concorrente, vado dalla macchina, faccio scendere la mia "ragazza" e ci mettiamo in prossimità del cancello all'ombra senza disturbare la gara.
Ok, ci fanno cenno che tocca a noi.
Non so se sei mai stato a una gara di obedience.
L'ambiente è tranquillo, silenzioso. Rispettoso dei partecipanti.
Questo aiuta molto la concentrazione.
Perfetto, ci avviciniamo al cancello del campo in ordine, al piede, cane in posizione pronta per fare esercizio.
Appena finita la presentazione al giudice ho perso il respiro.

Ti è mai capitato che la tua mente volesse tanto convincersi di una cosa, ma che le tue emozioni prendessero il sopravvento?


Ecco, a me è capitato proprio quella cosa lì.
E cosa puoi fare il quel momento?
Se vuoi ti dico cosa faccio io.
Guardo il cane e mi concentro insieme a lei.
Distolgo lo sguardo dal resto del mondo e penso soltanto a lei.
Mi bastano pochi secondi per rendermi conto che a lei non importa dove siamo, con chi siamo e cosa stiamo facendo.
Lei è lì accanto come sempre.
Questa prima cosa mi tranquillizza.

Poi, però devo fare immediatamente una cosa anch'io per tranquillizzare lei.
Nel mentre che la guardo, respiro profondamente e le sorrido.
Così vedo le sue belle orecchie che si aprono, si drizzano e mi dicono che lei c'è, che è pronta.

Bastano questi pochissimi secondi per rirendere la concentrazione e partire negli esercizi.

Se ci pensi, il percorso di una gara è brevissimo!
Che lo rende estremamente lungo come sensazione è soltanto la tensione!
Basta soltanto imparare a gestire bene le proprie emozioni e il cane lo sa.

Quante volte ti hanno detto: "se sei agitato il cane lo sente"?

Appunto, varcare il cancello di una competizione sportiva è:

Hai già acquisito tutte queste competenze?
Ti hanno già spiegato come fare?

Sono sicura che hai già innumerevoli strumenti a tua disposizione.
Tuttavia, sarai d'accordo con me che condividere gioie e dolori con gli altri implementa di gran lunga le conoscenze reciproche. 


Adesso però voglio farti un regalo:  l’Obedience non è solo disciplina, è comunicazione pura. 


E mentre affrontavamo la nostra gara, ho realizzato qualcosa di fondamentale: il lavoro che facciamo con i nostri cani è esattamente ciò che serve per avere successo anche nel mondo online.

Leggi qui: 

1. Costruire una connessione solida

Nel lavoro con il cane, tutto parte dalla relazione. Se manca la fiducia, i comandi restano parole vuote. Lo stesso vale nel digitale: un centro cinofilo non può limitarsi a pubblicare contenuti sporadici e sperare che le persone arrivino. Serve creare una connessione autentica con il pubblico, essere presenti, dare valore.

2. Strutturare un percorso chiaro

In gara, ogni esercizio ha una sequenza precisa: niente è lasciato al caso. Se vuoi che il tuo centro cinofilo abbia successo online, devi costruire una strategia: sapere cosa comunicare, a chi e in che modo. Post, video, interazioni—ogni elemento deve avere un ruolo.

3. Allenamento costante = risultati

Non si arriva sul podio senza costanza. L’allenamento quotidiano crea la perfezione nel binomio. Anche nel digitale, la costanza è la chiave: pubblicare con regolarità, rispondere ai commenti, adattarsi alle esigenze del pubblico. Non esistono risultati immediati, ma il lavoro fatto bene porta lontano.

4. Adattarsi alle situazioni

In gara, ogni ambiente è diverso: rumori, distrazioni, vento che scompiglia i piani. Nel digitale, gli algoritmi cambiano, le tendenze si evolvono. Un centro cinofilo deve essere pronto a modificare la propria strategia, sperimentare nuovi format, trovare il modo di distinguersi.

5. Farsi guidare da un esperto

Per raggiungere il massimo livello, un binomio ha bisogno di un istruttore che sappia indicare la strada giusta. Lo stesso vale per il digitale: improvvisare può far perdere tempo e opportunità. Con la giusta guida, un centro cinofilo può trasformare la sua presenza online in un vero strumento di crescita.

Se vuoi portare il tuo centro cinofilo al livello successivo nel mondo digitale continua a leggere questo blog e a seguirmi su tutti i miei canali social.  



gara

 

lunedì 10 gennaio 2022

Chi è Robert Kiyosaki? conosciamolo meglio.

Robert Kiyosaki e le intelligenze finanziarie. Come possiamo applicarle?

Passiamo subito al sodo: perchè è così famoso?
Nel 1977 fondò la sua prima azienda, che vide nascere il portafoglio in nylon con chiusura in velcro.
Innovativo vero?
Ma non è di certo la parte più interessante della vita di Kiyosaki.
La parte che più mi ha affascinata della sua storia risale al 1994 quando esce il suo libro "Padre ricco, padre povero" che diventerà un best seller.
Lo trovi in vendita anche qui www.ilgiardinodeilibri.it o in altre librerie che più ti piacciono.
Lo so, adesso sei curios* di sapere di cosa tratta questo libro.
Normalmente pensiamo di avere un solo padre.
Ebbene R. Kiyosaki descrive suo padre biologico, come quello povero. Sempre dedito al benessere della sua famiglia.
Mentre nel libro dialoga anche con un padre ricco, che è esperto nell'utilizzo di tutta la sua intelligenza finanziaria.
Per capire rapidamente di cosa stiamo parlando ti lascio questo fantastico video riassuntivo.
Guarda questo video.



A questo punto vorrai anche tu capire come poter sfruttare il potenziale della tua intelligenza finanziaria.
Personalmente ho guardato anche questo video, che ti condivido qui.
Che ne dici?



Robert Kiyosaki rompe il paradigma che bisogna lavorare molto per guadagnare molti soldi e considerarsi ricchi.
Sostiene che le persone ricche non risparmiano, anzi: investono in modo che siano i soldi stessi che lavorino per loro.
Fantastico vero?
Questo tipo di mentalità ha spiazzato il mondo intero quando ha fatto la sua comparsa.
Robert è stato spesso attaccato per la sua filosofia sul denaro e sulla ricchezza.
Spesso è stato accusato di illeciti nelle sue attività.
Rimane un fatto importante:
ha parlato di soldi e di ricchezza, che è uno degli argomenti più spinosi che esistano.
E ne ha parlato invitando a un cambiamento di mentalità.
Secondo Kiyosaki la maggior parte delle persone povere parte dalla parte sinistra in alto del quadrante del cashflow da lui ideato.
Sostiene che siamo ereditariamente poveri. 
Nel senso che quando nasciamo in una famiglia con lavoro dipendente, non ci viene insegnato come sfruttare il potenziale del denaro.
Anzi, nemmeno la nostra istruzione è in grado di insegnarci come diventare ricchi.
Quindi, attraverso la nostra mente, la nostra volontà e le nostre competenze, dobbiamo scalare ogni parte del quadrante per arrivare nella parte più adeguata a fare in modo che sia il denaro a lavorare per noi.
Ciò diventare investitori.
Guadra, ti metto qui il quadrante per farti vedere che cosa intenda l'autore.
Sono certa che dopo aver ascoltato i video che ti ho messo e osservato attentamente questa immagine, ti renderai conto dove convenga stare!



tratto dal web




Per me è' vero, nessun tipo di istruzione mi aveva mai messo sulla strada delle intelligenze finanziarie se non la mia mente e la mia volontà di realizzare il mio sogno.
Forse è vero, la povertà è ereditaria...
Ma allora è anche vero che possiamo, a grande fatica, attraversare ogni quadrante del cashflow e scalare la montagna che porta alla nostra ricchezza?
Io, ci voglio credere.

Concedi almeno alla tua mente di uscire dalla zona di confort e di provare a raggiungere ciò che desideri.

Non c'è niente di male a voler essere felici.


Io ti aspetto nei commenti per conoscere il tuo punto di vista.


domenica 2 maggio 2021

4 consigli come impostare Facebook per il proprio brand

Stai cercando di generare nuovi contatti attraverso i tuoi profili social? 

Il mondo social è enorme e noi ci sentiamo enormemente piccoli ed ignoti.
Come puoi fare per far notare il tuo profilo in mezzo a tantissimi altri? Perchè dovrei scegliere di seguire proprio te?

Spesso, queste sono le domande più ricorrenti per chi vuole piazzare la propria attività sui social.

La frase più ricorrente nel mondo del social media marketing che sentirai è: crea valore e sii originale.

Io preferisco dire:  esprimi qualcosa che ti appartenga in modo diverso dal solito.

Una volta fatto questo primo passaggio devi intercettare quali strumenti vuoi utilizzare. 

Vediamo 4 semplici funzioni di uno dei principali social network: Facebook.

Ormai tutti abbiamo un profilo, ma spesso non sappiamo come muoverci sul social quando si tratta della propria attività.


Simona Guidotti


Come suddividere i contenuti.

1. I post in bacheca del nostro account.

Come devono essere?

  • Niente argomenti di politica o di religione. E se proprio vuoi dare la tua opinione sempre in modo moderato e diplomatico.
  • Niente piagnistei o autocommiserazione: sorridi. Ricorda il detto "sorridi e la vita ti sorride"? Ecco, tienilo a mente quando ti accingi a postare qualcosa.
  • Rispondi sempre ai commenti: un "grazie" è sempre ben accetto e l'educazione prima di tutto.
  • Invita le persone all'azione: chiamami, scrivimi, lascia un commento, ecc... Cerca di coinvolgere il tuo pubblico. Il social serve proprio a questo: creare relazione.
  • Commenta solo i post che ti piacciono e non fare spam sotto quelli delle altre persone
  • Racconta di te nell'ottica della tua attività o del tuo brand

2. Cosa metto nelle storie?

  • Devono raccontare di te in un momento particolare e pertinente con l'immagine che vuoi dare al tuo pubblico. 
  • Possono essere anche più di una al giorno.
  • Dallo stato di Whatsapp sono condivisibili direttamente nelle storie di Facebook
  • Possono essere frasi, foto, video, sati d'animo: ciò che ti rappresenta

Per esempio metto quando cucino coi miei figli, una canzone che mi piace. 

Segreto: i sondaggi e le domande sono importanti per coinvolgere il pubblico.

3. Le pagine

Raccontano invece della tua attività.

Io ho diviso il più possibile le pagine per argomento della mia attività. 

I post diventano più specifici del settore dove operi. Ricorda di citare la fonte da dove prendi le notizie.


4. I gruppi 

Raccolgono le persone attorno a un argomento in comune.

Per esempio il mio gruppo  Facebook Vado col cane, si ma dove...?  è rivolto ai proprietari di cani che vogliono fare cose insieme al proprio amico a 4 zampe. 

Hai le idee un pò più chiare? 
Grazie di aver letto fin qui. Lasciami un saluto nei commenti e fammi sapere se ti sono stata utile, la tua opinione è importante per me.


sabato 23 gennaio 2021

Come ho scoperto il cuore del mio brand grazie a Riccardo Scandellari: un maestro per ogni professionista

Quando ero una bambina sognavo di diventare una grande imprenditrice.


Esattamente non sapevo di cosa, ma sapevo che mi sarei occupata di comunicazione e che avrei agito in modo etico.


Crescendo ho pagato a duro prezzo i miei insuccessi scolastici: non capivo, e non capisco tutt'ora, i numeri.
Inoltre mi dicevano che non sapevo scrivere.
Così, con l' autostima sotto i piedi, ma con la sfida nel cuore come si addice alla stragrande maggioranza degli adolescenti, ho scelto il liceo scientifico sperimentale informatico e successivamente la laurea in lingue straniere: francese e tedesco.

Ho chiuso in un cassetto il sogno di essere quella grande manager che vedevo ogni volta quando chiudevo gli occhi.
Ho ascoltato per anni quella Scimmia nel cassetto che ogni giorno costantemente mi faceva credere a un sacco di fesserie.
Sono riuscita a tenerla a bada, fino a quando non è esplosa la pandemia Covid-19.
Come molti di noi, anch'io ho perso l' attività decennale che avevo costruito tra le mille fatiche di essere madre e mi sono ritrovata a dovermi reinventarmi di colpo.
Obbligata dalle circostanze, ho tirato fuori da un vecchio scaffale, la laurea impolverata, però ho anche cominciato a prendermi cura di quel vecchio desiderio che ancora custodivo nel più profondo: poter fare comunicazione e marketing.
L'online avanzava di gran carriera, era il momento di agire.

Oggi ti risparmio il dibattimento interiore tra me e me, i dubbi, le insicurezze, le paure e il tormento di sentirmi perennemente inadeguata.
Ora, voglio guidarti a conoscere la persona che mi ha "preso per mano" in questo passaggio cruciale di cambiamento: Riccardo Scandellari. visita il sito

Tutto inizia da qui: un post. 





Immediatamente, questa locandina, senza saperne ancora niente dell' argomento, mi ha fatto dire: "Wow! Che bella persona deve essere".

Mi sono detta che dovevo saperne di più.
Dopo aver girovagato qua e là in internet, qualche tempo dopo, sono capitata sull'iscrizione gratuita a un webinar dove sarebbe stato presente.
Ecco, finalmente il momento ideale per vederlo in azione.








Pura magia: il cassetto si è aperto.

Le sue parole mi hanno introdotto fin da subito a quel mestiere che cercavo da tempo: questo è stato il momento in cui ho potuto scoprire cosa sognavo da bambina.
Ho iniziato da questo webinar a conoscere un mondo che desideravo e che allontanavo per paura di non essere adeguata.
Ho iniziato a seguire Riccardo Scandellari, a leggere il suo blog, uno dei suoi libri, le sue newsletter, a interagire sui suoi profili.

Ogni parola risuonava col mio tono di voce.

Per un periodo ho seguito contemporaneamente anche altri professionisti del settore.
La scelta definitiva è arrivata spontaneamente quando, leggendo un suo articolo, spiegava passo dopo passo l'importanza di gestire un blog in una strategia di marketing narrativo, nonostante l'avanzata del social network.
Da quel momento, non ho più avuto vergogna di sentirmi a mio agio a scrivere con passione il mio piccolo blog.
Da quel momento me ne sono presa cura come se fosse il mio giardino prezioso.
È stato come se, finalmente, qualcuno mi avesse detto col sorriso: "Non c’è niente da rimproverarti se sei fatta così."


Allora, immagini la liberazione che ho provato?



Ho percepito che il mio modo di interpretare la comunicazione e il marketing erano condivisi con qualcuno, in questo grande oceano che è il web.
Perché Scandellari spiega cosa è un brand, non grida per farsi ascoltare, posta cose in cui credo, risponde pacatamente in modo molto professionale e invia contenuti utili.
Ma hai mai letto una sua newsletter?
Bhè, devi provare! 
Quando la finisci, hai voglia di scrivergli subito per saperne ancora.
Quando vedo un post so già che è scritto per me!

Non conoscevo il grande potenziale dell'online, perchè non mi sono mai sentita a mio agio nel mostrarmi con troppi filtri, a recitare balletti e via di seguito.
Cercavo qualcuno che mi mostrasse come presenziare sul web secondo le mie caratteristiche uniche; come comunicare col pubblico partendo dal mio modo individuale di esprimermi: tono di voce basso, parole scelte con cura e moderazione, senza frenesia.


Ci è voluto circa un anno prima che mi fidassi completamente. Oggi, è il mio punto di riferimento per lo storytelling online fondato su costanza, coerenza e autenticità. 
È stato possibile perchè è riuscito a trasmettermi il suo messaggio in modo chiaro e facilmente applicabile, senza promesse irrealistiche. 
Questa visione è stata un punto di svolta, poiché Scandellari mi ha mostrato che è possibile fare marketing e crescere nel mondo digitale rimanendo fedeli a se stessi e ai propri valori.

Ogni contenuto, social, libro, newsletter che pubblica non mi delude mai: mi interessa, mi serve e mi aiuta a crescere come professionista.


Ho tantissima strada da fare, anzi sono appena partita.
Però so dove voglio arrivare e soprattutto so come voglio percorrere la strada.
E so a chi rivolgermi per i momenti di sconforto creativo.

Adesso però, che hai avuto la bontà di legger fin qui, è giusto che io confessi tutta la storia per intero. 
Ho tutti i suoi libri?
Purtroppo ancora no, perché nel fondo più segreto di uno dei miei desideri da fan sfegatata quale sono, spero che un giorno, quando entrerò in libreria, per l'acquisto del suo ultimo libro, potrò portarmene a casa uno firmato in diretta: dedica scritta a biro, come ogni grande Autore che appartiene al cerchio letterario.

Ora non ti resta che iniziare a seguirlo, iscriverti alla sua newsletter e comprare i suoi libri per cominciare a raccontare il tuo più grande capolavoro: la tua storia. 



martedì 5 gennaio 2021

Prove tecniche per creare un video curriculum vitae (efficace)

Alcuni consigli per creare un video cv efficace e trovare lavoro. 

Come fare? Quali regole devo seguire per un buon video curriculum vitae?

Vediamo i punti principali per montare un buon video cv ed essere sicuri di essere visti.

Regole da seguire per un video cv ascoltato:


  • abbigliamento chiaro: meglio la camicia bianca. Indossate la giacca se vi presentate per una posizione dirigenziale o molto formale
  • trucco per le signore: sobrio e leggero, ma deve esserci
  • gioielli: pochi e non invadenti
  • acconciatura: curata e non appariscente, valido per uomini e donne
  • ambiente: sfondo neutro, meglio uno studio con libreria
  • linguaggio: come se foste a colloquio, formale e adatto alla posizione ricercata
  • durata del video di circa 2 minuti, non parlate della vostra vita privata

Cosa bisogna dire nel video curriculum vitae?


Pensa a una frase introduttiva per far sapere al tuo interlocutore perchè vi state proponendo.
Dichiara subito chi sei, quanti anni hai e dove abiti.
Successivamente passa al percorso di studi, elencando quelli principali e se hai formazione attinente al tipo di lavoro per il quale ti proponi.
Evita di elencare tutti i corsi che hai fatto se non sono richiesti dalla posizione di lavoro per la quale ti stai proponendo.

Ricorda infatti che il video cv deve essere adeguato ad ogni posizione aperta: non esiste un cv che vada bene per tutto.

Introduci alcune skill che facciano capire subito che sei la persona giusta per quel ruolo.

Parla del tuo obiettivo lavorativo col desiderio di poterlo compiere.

I cv impersonali non sono ascoltati volentieri.
I datori di lavoro o i recrutiers preferiscono persone appassionate.
Specifica il motivo che ti ha spinto nel tuo percorso scolastico o nelle tue precedenti mansioni.
Non avere timore a dichiarare gli interessi che hai maturato ora per la nuova posizione lavorativa che ricerchi.
Concludi il tuo cv facendo finta di rispondere alla classica domanda: "mi parli di lei".

Fornisci informazioni concrete e utili a farti scegliere.

Ricorda che sarai un cv tra 1000 e tu vuoi che il tuo sia quello selezionato.
Rimani focalizzato sull'obiettivo, perchè vuoi la possibilità di farti conoscere.
Il focus del video cv è quello di suscitare interesse e farti chiamare a colloquio in ufficio.

Frasi che non devono mancare:

  • la mia tesi di laurea già presupponeva...
  • ho pensato di essere la persona adatta per voi, perchè...
  • spero di non peccare di superbia, ma credo di essere il/la candidato/a ideale, perchè...
  • questa esperienza mi ha confermato che...
  • uno dei miei principali punti di forza è...

A fine del video ricordati di elencare tutti i tuoi contatti oppure falli scorrere in una schermata finale in fermo immagine.
Devi dare la possibilità di leggere chiaramente i tuoi recapiti.
Puoi fare come ho fatto io nel mio video cv dove ho proprio disegnato un cartello colorato.
Nel mio esempio vedete un cv pensato per scuole di lingua francese.

Grazie per aver letto fino a qui. Lasciami un commento qui sotto per sapere come è andata.





martedì 15 dicembre 2020

Conosci il progetto #40minuti?

          Conosci il progetto #40minuti di Veronica Gentili?


veronica gentili

#40minuti: un’esperienza di formazione e solidarietà professionale

Il progetto #40minuti nasce in un momento storico complesso – segnato da difficoltà economiche, sociali e sanitarie – con un obiettivo semplice e potente: dare una mano, gratuitamente e senza fini di lucro, a chi si trova in difficoltà nel proprio settore professionale.


Per sapere tutti i dettagli della mia partecipazione vedi progetto direttamente sul mio sito. 



A chi è rivolto?

A tutti i professionisti di qualsiasi settore che hanno bisogno di un supporto concreto a causa del momento veramente difficile in cui tutti ci troviamo.
Ad esempio nel gruppo si leggono richieste da parte del settore ristorazione, matrimoni, insegnanti, istruttori cinofili, fotografi...che necessitano di una consulenza per migliorare la propria pagina aziendale, oppure per implementare i contatti o per riuscire ad affiliarli, oppure per migliorare la propria immagine di brand o tanti altri esempi sempre legati al marketing o social media. Insomma, per migliorare la propria presenza online. 

Chi è coinvolto?


I partecipanti sono manager, grafici, social media manager e tutta quella categoria di professionisti che hanno voluto spontaneamente aderire per fornire strumenti, tecniche, consigli, sostegno e supporto.
Un gesto semplice, ma capace di fare la differenza, nel pieno rispetto di un regolamento chiaro e trasparente.


E come lo fanno?

Con 40 minuti di consulenza gratuita dove erogano un servizio in base alle richieste.
Il regolamento del gruppo parla molto chiaro nei termini e nelle condizioni del servizio: si ha diritto soltanto a una consulenza, inoltre è specificato che questa non sostituisce un piano di marketing aziendale strutturato e tagliato su misura per il cliente, ma ha l'intenzione di essere una boccata d'ossigeno buono per la difficoltà più impellente.

Trovate tutte le specifiche nelle comunicazioni al seguente link del gruppo Facebook.

Nelle comunicazioni troverete le indicazioni dettagliate di ciò che si può fare e di ciò che non si deve fare.

Come ho scoperto la sua esistenza?

Ne sono venuta a conoscenza leggendo una discussione in Facebook dove ne parlavano veramente malissimo e subito mi sono detta:
" forse se ne parlano male vuol dire che è una buona idea, devo conoscere di persona e trarre da sola le mie conclusioni".

Quindi sono andata a cercarlo quando ho visto quale fossero vision e mission, mi sono data ragione da sola di ciò che avevo intuito: 
è un progetto buono, che fin da subito ti travolge come un'ondata di energie positive, come una sferzata di vitalità in un momento in cui tutto attorno a noi ci appare buio, statico e incerto.

Mi sono iscritta senza esitare, specificando che non sono un'esperta del settore, ma che sento il profondo desiderio di diventare una brava professionista e soprattutto di approfondire le mie conoscenze.

Con mio grandissimo stupore il mio desiderio è stato soddisfatto: sono stata ammessa senza nessuna difficoltà e posso postare educatamente la mia opinione e fare educatamente domande! 

Essere accolta da professionisti in questo modo è già da 10 e lode!
Stare nel gruppo è una grande opportunità di crescita e di apprendimento, perchè mi aiuta a scoprire quelle che sono le vere esigenze che si debbono affrontare sul campo.
Sto studiando e frequentando corsi è vero, sto studiando anche tanto e con costanza, ma l'esperienza diretta e l'osservazione rimangono sempre le modalità migliori di apprendimento in praticamente tutte le attività professionali.

Perchè sono contenta dell'esperienza?

Questo progetto arriva nel periodo in cui ovunque rivolgiamo l'attenzione abbiamo la spiacevole sensazione di essere avvolti dentro qualcosa di terribile e di sconosciuto, mentre lui arriva e squarcia il cielo con la sua energia positiva e apre le nuvole lasciando passare ossigeno e luce; la speranza di qualcosa di diverso e di buono arriva dritta e ti colpisce inevitabilmente destandoti.
Questo è per me #40minuti: guardare nuovamente la realtà con un rinnovato entusiasmo, respirare stimoli positivi che nutrono la voglia di mettermi nuovamente in gioco, perchè ne vale sempre la pena. 
Grazie #40minuti


Cosa mi ha dato #40minuti?


Stimoli, strumenti e soprattutto la consapevolezza che progettare insieme è possibile, anche in tempi difficili.
Questa esperienza ha arricchito il mio bagaglio professionale e personale, e rappresenta per me un esempio concreto di comunità formativa, capace di generare impatto sociale e rigenerazione professionale.



mercoledì 9 dicembre 2020

Marketing gamification è possibile nell'industria alimentare?

Che cosa vuol dire gamification?

Questa parola tradotta in italiano suonerebbe come ludicizzazione, suggerendo quindi gli elementi ripresi dal mondo ludico dei video giochi e trasportando quegli ingredienti in un contesto completamente diverso dal gioco propriamente identificato.

Da quando se ne sente parlare?


Circa dal 2010 e la valenza dei video giochi nella nostra vita quotidiana comincia ad essere studiata nel 2011, da Jane Mcgonigal.

Quali numeri oggi?


Tanti! Un fatturato che aumenta tanto da far girare la testa, sia nell'industria dei video giochi, sia nelle aziende che hanno deciso di utilizzarla come tecnica di marketing per i loro prodotti o servizi.
L'aumento degli utenti di video giochi cresce in modo esponenziale ogni anno, colpendo fasce di età sempre più differenziate e uomini e donne indistintamente.
I giochi preferiti sono quelli di action e di strategia.

Qual è il profilo dell'utente medio?


Il videogiocatore è un individuo attivo ed energico, che vive attorniato da tante amicizie, diversamente da ciò che era lo stereotipo pensato anni fa, che dipingeva il videogiocatore come un tipo passivo e isolato dal mondo.
Fino al secolo scorso c'era la tendenza a pensare che i video giochi facessero male ai nostri ragazzi, che potessero addirittura inibirne le funzioni cognitive.
Oggi al contrario, dopo attenti studi di psicologia, si è scoperto quanto le persone che videogiocano siano molto più esplorative di altre, e quanto amino il divertimento e siano attente ed incuriosite dalle novità.

Quali risultati sono attesi dal marketing gamification?


Utilizzare la tecnica del gamification produce grandi e duraturi risultati, solidificati nel corso del tempo, proprio grazie al ricorso delle emozioni positive suscitate dal divertimento.
L'interazione diretta tra utente e prodotto/servizio migliora il posizionamento mentale del brand nella memoria dell'utente; il coinvolgimento mirato crea un legame unico tra azienda ed utente.

Perchè la gamification funziona come tecnica del marketing?

  • il gioco tiene alta l'attenzione verso il brand;
  • i traguardi da raggiungere stimolano una continua e costante attività;
  • i premi da ottenere suscitano una sana competizione con se stessi e con gli altri;
  • la possibilità di personalizzare il gioco aumenta la fiducia nel brand;
  • il divertimento fissa il ricordo nella nostra mente
La gamification nel marketing arriva anche nell'industria del food, in Italia ne abbiamo già alcuni esempi.

Dove posizionare il marketing gamification in azienda?


Sia all'interno del personale dipendente, sia all'esterno tra la clientela.

Vediamo come in azienda:

  • sono utilizzati strumenti alternativi di collaborazione nel team;
  • la definizione di obiettivi è più specifica; 
  • la modalità del raggiungimento degli obiettivi aziendali è individuata più facilmente;
  • il numero delle informazioni disponibili è maggiore;
  • i talenti individuali sono valorizzati implementando la produttività in azienda;
  • i dipendenti aumentano in efficacia ed efficienza perchè auto-motivati;
  • sono stimolati nuovi apprendimenti favorendo la continua formazione;
  • si aumenta la competitività positiva tra il team ricercando sempre il miglioramento
Marketing gamification verso l'esterno:
  • i consumatori sono maggiormente attratti dal brand;
  • gli utenti si sentono fidelizzati;
  • customer experience e  customer loyalty sono assicurati;
  • maggiore e approfondita conoscenza del prodotto/servizio;
  • coinvolgimento di diversi target;
  • conquista di nuovi mercati
Non possiamo fermare l'orologio, dobbiamo soltanto cercare di essere puntuali.

Stiamo crescendo i consumatori di domani: il futuro è già qui e ci sta dicendo che i nuovi clienti saranno i nativi digitali di oggi.
I nostri figli, sono gli adulti che tra 20 anni andranno a fare la spesa e oggi sono molto socializzati con tutto ciò che è digitale e tecnologico, con tutto ciò che è smart e virtuale.
Allora forse dovremmo guardare nella stessa direzione e cercare di vedere ciò che loro stanno già guardando costantemente.



mercoledì 25 novembre 2020

Quali piattaforme social scegliere in base alle diverse esigenze

Ti lascio qui di seguito l' elenco dei social network nel mondo.


Lunga lista, vero?  Le piattaforme sono veramente molto numerose e ben specifiche per ogni tipo di esigenza o di interesse.


Ti illustro adesso quelle che utilizzo e ti motivo le scelte. 



è la piattaforma che utilizzo da più tempo. E' sempre stato il luogo dove coltivo la mia grande passione cinofila, dove il maggior numero di contatti che mi circonda ruota proprio attorno all'ambiente canino. Mi piace poter condividere con gli altri il mio grande amore per i cani, le mie esperienze in questo ambito, ma anche ascoltare quella degli altri, tenermi costantemente aggiornata e informata su: gare, esposizioni, seminari, nuove tecniche di addestramento, pensioni, corsi migliori, gruppi dedicati ai diversi settori e qualsiasi cosa possa portare l'aggettivo "cinofilo". Quando si dice "cani" spesso si ha l'abitudine di pensare soltanto a pochi argomenti: razze, addestramento, nutrizione o oggettistica. Invece c'è un mondo variegato in grado di soddisfare le tante esigenze e tanti gusti diversi. 

Professionale, dove parlo di comunicazione, della creazione nel web, dove metto in gioco e in rilievo tutto il bagaglio completo delle mie competenze. Dove sfoggio risultati, attestati e certificazioni, tra cui l'ultima ottenuta da Google Digital Training in marketing digitale di base.




E' la piattaforma dove emerge preponderante tutta la mia formazione umanistica nella scelta oculata della terminologia, dove ogni frase rispecchia ciò che sono, come lo sono diventata e dove voglio arrivare.

è lo scatto dei miei momenti migliori, quelli per cui le parole non servono; è la concretizzazione dell'emotività del mio vissuto quotidiano.

racchiude le foto come se fosse un cassetto dei ricordi, dove dentro ci sono tanti album fotografici che descrivono l'arco della vita, quelli che ritraggono momenti sia professionali, sia dei miei interessi personali: lo stile e gli hobby, la vita quotidiana nelle sue diverse istantanee.

è il canale nato soprattutto per immortalare i momenti di mia più grande soddisfazione professionale, come ad esempio le interviste o le rubriche registrate per la televisione. Successivamente ho deciso di integrare altre playlist soprattutto per necessità di condivisione nei post del blog costruito con Blogger. In questo modo ho voluto rendere più nella pratica ciò di cui parlo nella teoria dei post, una sorta di esercitazione finalizzata alla messa in pratica della teoria appena letta.

  • Blog 
è la mia rotta: da dove vengo, fino a dove voglio arrivare, tenendo traccia di tutto il percorso necessario e realizzato per arrivare alla meta. Il blog ancora porta il nome delle sue origini, perchè voglio restare fedele alla mia identità, bisogna sempre tenere a mente chi siamo e da dove veniamo. Se siamo ciò che siamo oggi, è anche grazie a ciò che siamo stati ieri.


E tu come hai impostato i tuoi profili?
Scrivimi e sarò felice di condividere con te i segreti per il posting perfetto