lunedì 3 marzo 2025
Stanca di sentirti invisibile: come puoi uscire da questa brutta sensazione.
E tu ti sei mai sentita così?
lunedì 29 aprile 2024
Come catturare l'attenzione del tuo lettore. 5 Consigli pratici più 1
Coinvolgere qualcuno nella tua storia è un elemento cruciale.
Vuoi catturare l'attenzione dei tuoi lettori con una storia avvincente?
che cosa conosci veramente bene per poterti spingere fin nel più piccolo dettaglio descrittivo?
5 consigli pratici per rendere il tuo racconto più vivo e partecipato
- Dettagli sensoriali. Utilizza tutti i sensi per far percepire l'atmosfera del tuo racconto. Descrivi non solo ciò che i personaggi vedono, ma anche ciò che odono, toccano, odorano e gustano. Questi dettagli sensoriali immergeranno direttamente chi legge le tue pagine nel tuo mondo, facendoli sentire parte della tua storia.
- Caratterizzazione profonda. Crea personaggi tridimensionali, fatti di desideri, di paure e di sfumature. I lettori si affezioneranno immediatamente a loro, perchè li sentiranno vicini. Ami anche tu vero quel supereroe che piange per la perdita di un affetto? Prenditi il tempo di sviluppare le loro personalità, analizzali nei loro limiti, nelle loro debolezze e nei loro punti di forza.
- Dialoghi autentici. I dialoghi sono una potente arma nella tua cassetta degli attrezzi narrativi. Assicurati che suonino autentici: fai parlare i tuoi personaggi nel rispetto della loro personalità. Trova il giusto equilibrio tra tecnica narrativa e fluidità.
- Ambientazione vivida. La tua ambientazione è il palcoscenico in cui far svolgere la storia. Descrivi dettagliatamente i luoghi in cui si trovano i tuoi personaggi, facendo attenzione a includere elementi che contribuiscano a creare atmosfera e tensione.
- Conflitto tangibile. Ogni buona storia ha un conflitto centrale che tiene incollati i lettori alle pagine. Assicurati che il tuo conflitto sia tangibile e che i lettori possano comprendere appieno le sue implicazioni. Questo renderà la narrazione più coinvolgente ed avvincente.
mercoledì 24 aprile 2024
L'arte dello stereotipo e come superarlo nella narrazione creativa
Quanto ti lasci condizionare dagli stereotipi?
Ti piacerebbe scrivere, diventare uno scrittore che vive solo della propria arte. Tuttavia qualcosa ti blocca.
Ti sei mai dett° che potresti essere vittima di uno stereotipo?
Esercizio 2
Scriviamo una storia breve sul classico cliché del professore. Normalmente pensiamo che porti gli occhiali sul naso, che abbia la borsa pesante piena di libri e che metta la nota disciplinare appena in classe si crei un pò di confusione.
Lo pensi anche tu?
Vediamo come redigere un possibile incipit di racconto breve in base a questi elementi tipici.
Nelle righe che seguono mi divertirò a dare vita a un modello a cui sono particolarmente affezionata e che è puramente di fantasia.
Adesso tocca a te.
Prova a scrivere una storia breve di uno stereotipo focalizzato su un' ambientazione, i suoi personaggi e i suoi luoghi che ti sono famigliari.
Successivamente, trasforma quella stessa storia in un modo nuovo: il tuo.
All'inizio sarà sicuramente difficile cercare nella tua fantasia e nel tuo vissuto gli elementi di una narrazione fresca e originale.
Prova con questi semplici consigli:
- esplora le sfumature dei personaggi nella loro complessità, crea la loro psicologia, i loro desideri, dai spazio alle loro paure e alle loro contraddizioni
- rovescia le aspettative del tuo lettore dando vita a una narrazione complessa ed intrigante e immagina i suoi sentimenti
- esplora nuovi contesti e nuove culture: espandendo i tuoi orizzonti ti permetterà di descrivere in modo più arricchito
- sfida i tuoi pregiudizi, interrogati e metti in discussione le tue idee, analizza nuovi punti di vista
sabato 20 aprile 2024
Osservare con occhi nuovi: il primo passo nelle esercitazioni di scrittura
Primo passo verso la carriera da scrittore: imparare ad osservare
Inizia oggi la prima sezione di esercizi di narrazione.
La fonte di ispirazione è tratta dalla raccolta dei libri redatti da Scuola Holden in collaborazione con I progetti del Corriere della Sera.
Perchè questa scelta così convinta?
Primi passi per una buona narrazione
1 esercizio
Soluzione personale
mercoledì 19 luglio 2023
Dietro ogni storia di successo c'è sempre una grande battaglia. Cenerentola secondo me.
Conosci anche tu la storia di Cenerentola, vero?
E' la storia di una giovane, bellissima e gentilissima fanciulla, che una sera decide di fare qualcosa di extra-ordinario: andare al ballo reale.
Perchè anche tu non puoi fare questo per te stessa? (o stesso)
Te lo sai già chiesto?
Immagina con me, che la conclusione sia "...non vissero felici e contenti".
Cominciamo la nostra storia.
Cosa sarebbe dunque successo adesso?
Cenerentola e il suo autore (Cenerentola su Wikipedia) mi perdoneranno se mi sono presa la libertà di pensare a un finale diverso.
Che ne pensi? Secondo te, potrebbe veramente terminare così?
Scrivimi
sabato 5 dicembre 2020
Intervista in diretta per @booksprintedizioni di Dorian ed i nostri amici
Guarda l'intervista in Diretta Facebook che ho tenuto questa mattina per @booksprintedizioni, grazie alla qualche anno fa ho potuto realizzare un grande desiderio: pubblicare Dorian ed i nostri amici.
Il lancio di un libro richiede sempre tanto lavoro e devo dire che le opportunità che Booksprintedizioni mi aveva offerto dopo la pubblicazione, si sono dimostrate validi strumenti per partire nella promozione.
Il mio libro è stato ben accolto dal pubblico: ho rilasciato diverse interviste sia per un'antenna televisiva locale, sia per riviste e quotidiani online, inoltre ho tenuto diversi eventi dove l'ho presentato.
Se hai una storia da raccontare o un progetto da promuovere, posso aiutarti a trasformarla in una realtà concreta.
sabato 30 novembre 2019
Alcuni spunti per Dorian ed i nostri amici
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| Un estratto da Goleman |
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| Il mio libro durante una presentazione |
domenica 24 novembre 2019
Pagine inedite di Dorian ed i nostri amici, il mio libro
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| Alcune ricerche |
sabato 23 dicembre 2017
Natale senza un dono: quando la scuola entra troppo in casa
È arrivato Natale, ma sotto l'albero manca un dono.
Quest’anno, sotto l’albero, per la prima volta, manca un regalo.
Ma dentro di me c’è una frattura, dalla quale inizia a farsi spazio un dubbio: da quando la scuola può entrare nelle scelte educative famigliari così prepotentemente?
Da quando, un gruppo di insegnanti elementari può decidere sui festeggiamenti natalizi di una famiglia?
quando un bambino fa fatica a scuola, cosa è giusto fare?
mercoledì 20 dicembre 2017
Natale senza doni per tutti: consigli da scuola.
Consiglio delle insegnanti: niente regalo di Natale per Piccolosoul
Come tutti i giorni, sono andata a scuola a prendere Piccolosoul.
Ma oggi sono uscita da scuola con un peso sullo stomaco.
Le insegnanti mi hanno preso da parte, mi hanno chiesto di aspettare che tutti i bambini fossero riconsegnati alle loro famiglie, perchè volevano parlare con me di una cosa molto importante.
Guardavo quei genitori felici di andare a scuola a prendere i loro figli.
E dentro di me qualcosa si rompeva.
Poi mi sono guardata la mano, che stringeva quella dolce manina così calda e tenera, che subito i miei pensieri si sono volati via.
Siamo stati chiamati dalle insegnanti, che dopo un discorso lunghissimo e confuso sul sistema delle punizioni e dei rinforzi positivi, mi hanno consigliato di fare un gesto forte, molto forte, per far capire al mio Piccolosoul di sette anni, che il suo comportamento in classe così non va bene.
“Un segnale chiaro”, hanno detto.
“Niente regalo di Natale. Così capisce che come genitori non siete contenti.”
Natale. La parola mi rimbomba in testa mentre torno a casa.
Mi guardo intorno e mi chiedo quando abbiamo deciso che l’amore può essere sospeso per insegnare qualcosa. Quando abbiamo iniziato a pensare che togliere, privare, punire sia l’unico linguaggio comprensibile per un bambino.
Lui, non è cattivo. Non è maleducato. Non è menefreghista.
È confuso. È stanco. È spesso altrove, come se il mondo che gli chiediamo di abitare andasse troppo veloce per lui.
E io dovrei punirlo per questo?
Dovrei dirgli, proprio a Natale, che non merita un dono. Che il suo valore passa attraverso il suo comportamento. Che l’approvazione degli adulti è condizionata.
Mi dicono che le punizioni servono. Che senza conseguenze i bambini non imparano. Che devo essere più dura.
Ma dentro di me qualcosa resiste. Una voce piccola, ma insistente, che mi chiede: e se invece stesse chiedendo aiuto?
E se il problema non fosse lui, ma il modo in cui stiamo guardando la sua fatica? E se togliere non insegnasse nulla, se non la paura di sbagliare?
Non ho risposte oggi. Ho solo domande scomode.
So solo che nemmeno alla scuola di cinofilia mi hanno insegnato a punire i cani.
Oggi non so ancora come andrà a finire. So solo che questa richiesta mi ha fatto male. E che, da qualche parte dentro di me, sento che così non può essere l’unico modo.
lunedì 6 novembre 2017
Difficoltà scolastiche: inizio a scrivere
Ci sono momenti in cui scrivere non è una scelta, ma una necessità.
domenica 15 ottobre 2017
Inizio di giorni drammatici alla scuola elementare.
Siamo soltanto all'inizio della seconda elementare: la strada verso la fine dell'obbligo scolastico si prospetta lunga, tortuosa e difficile.
Ma cosa sta succedendo?
I primi giorni in classe sono stati un vero dramma.
Anzi no. E' tutto così strano e terribile, che spero proprio non debba succedere a nessuno.
Chiamiamo il protagonista di questa triste faccenda PiccoloSoul.
Allora, il nostro PiccoloSoul non riesce a stare fermo al banco per tutte le ore di scuola, non riesce a stare concentrato e aihmè disturba e chiacchiera.
Riferiscono le maestre, che ogni attività sembra diventare una battaglia: sedersi, ascoltare, seguire le consegne, stare in silenzio.
Tutte le attività scolastiche tranne collaborare coi compagni o col personale scolastico: in quei momenti il PiccoloSoul si concentra e presta attenzione.
Tuttavia, a seguito delle lamentele delle insegnanti, le punizioni si susseguono senza sosta.
Ma come se non bastasse l'atmosfera pesante in classe, il PiccoloSoul, torna a casa frustrato, arrabbiato e chiuso in un silenzio che non avevamo mai visto prima in famiglia.
Ancora non sa leggere le letterine e non sa scrivere.
Siamo preoccupati a casa, ogni volta che proviamo a capire cosa non va, il muro di frustrazione sembra diventare insormontabile. Ogni pomeriggio è un’esperienza difficile, piena di urla trattenute, lacrime e sconforto.
Non sappiamo che cosa si nasconda dietro tutto questo malessere.
Quali ragioni profonde si nascondano dentro a questo piccolo e meraviglioso alunno. Tutto quello che vediamo è un bambino arrabbiato, stanco e scoraggiato.
La scuola non ha soluzioni e dentro di noi crescono timore e angoscia: come possiamo aiutarlo a stare meglio?
Questi giorni ci stanno segnando profondamente come famiglia. Ma per certo sappiamo una cosa: non smetteremo mai smesso di cercare la strada giusta per lui.
domenica 10 settembre 2017
Il primo giorno di scuola si avvicina: tra gioie e dubbi
Ormai ci siamo: il primo giorno di scuola sta per arrivare.
Eppure, dentro di me, si affaccia un dubbio leggero, quasi impercettibile.
Che la scuola saprà accoglierlo, capirlo, valorizzarlo.
venerdì 13 maggio 2016
Intervista salone internazionale del libro, TO 2016
Il video della mia intervista al salone del libro di Torino
e non potevo certo andare da sola senza cane!
Uri non poteva mancare!
La prima cosa che ho fatto quando sono stata invitata al salone del libro è stata chiedere se il cane potesse entrare.
Non dimenticherò mai l’emozione di quella giornata.
Quella giornata è stata un punto di svolta.
Scrivimi e ti guiderò passo dopo passo per realizzare il tuo sogno.
ACQUISTA LA TUA COPIA
sabato 23 aprile 2016
Articolo protezione civile NOCTraversetolo
Leggi l'articolo on line de "Il Parmense" e scopri un grande progetto al quale lavoro da tanto tempo.
A tutti i miei compagni di squadra, a tutti coloro che credono nella forza del gruppo: grazie per aver reso possibile questo viaggio.
Intervista "Cani, gatti e Co." di Simona Guidotti
Un grazie di cuore a Natalie Baronio, una donna straordinaria che mi ha regalato una delle esperienze più intense della mia vita: l’opportunità di raccontare del mio libro, della sua anima e di ciò che si cela dietro ogni pagina. Parlare del mio libro è come aprire una finestra sul mio mondo interiore, un mondo fatto di emozioni, ricordi e sfide.
Quel giorno, davanti al microfono e al pubblico che mi seguirà da casa, ho sentito per la prima volta cosa significa condividere una parte di sé con gli altri. Non si trattava solo di raccontare una trama o spiegare un’idea, ma di svelare la radice più profonda di ciò che mi ha spinta a scrivere.
Dorian e i nostri amici non è solo un libro; è una storia vera e pulsante, nata dal legame indissolubile tra me e i miei animali. È il racconto di momenti di vita condivisi, di sfide affrontate insieme e di quell’amore incondizionato che solo un animale sa dare. Quando Natalie mi ha chiesto di parlare di ciò che mi ha spinto a scriverlo, la mia mente è corsa a quei giorni in cui, con la penna in mano, riversavo su carta tutte le emozioni che non riuscivo a esprimere a parole.
Scrivere questo libro è stata una forma di terapia, un modo per rimettere insieme i pezzi di un puzzle fatto di ricordi, gratitudine e crescita personale. Raccontare questo processo durante l’intervista è stato come rivivere ogni emozione. La voglia di scriverlo è nata dalla necessità di fermare nel tempo quegli istanti speciali, per non perderli mai e allo stesso tempo per superarli.
Stringere il mio libro tra le mani è una sensazione che non riesco a descrivere pienamente: è come tenere tra le dita un pezzo della mia anima. E ogni volta che lo mostro agli altri, vedo nei loro occhi una scintilla di curiosità, di empatia, di connessione.
È la conferma che le storie hanno il potere di avvicinare le persone, di creare legami autentici e di trasformare le emozioni in esperienze condivise.
Natalie mi ha dato la possibilità di esprimermi liberamente, di raccontare non solo il libro, ma anche il suo dietro le quinte: il perché di certe scelte, la scelta dei personaggi e il messaggio che desidero trasmettere. Ho potuto parlare del significato profondo che questo progetto ha per me e di quanto sia stata importante la sua realizzazione nel mio percorso di vita.
L’intervista non è stata solo un momento di promozione, ma un’esperienza di introspezione e connessione. Ho sentito il pubblico con me, coinvolto e partecipe, come se ognuno di loro stesse camminando al mio fianco attraverso le pagine del libro. È una sensazione meravigliosa sapere che le tue parole possono toccare il cuore delle persone, ispirarle o semplicemente regalare loro un sorriso.
Alla fine dell’intervista, quando ho stretto la mano a Natalie per ringraziarla, ho sentito un’enorme gratitudine per tutto ciò che questo libro mi ha dato.
Non è solo un risultato editoriale, ma un viaggio che mi ha arricchita come persona e come narratrice.
Se anche tu hai una storia da raccontare, un’idea che ti frulla in testa o un progetto che senti tuo ma non sai come realizzarlo, non esitare a scrivermi. Posso aiutarti a trasformare i tuoi pensieri in parole, a trovare la tua voce narrativa e a portare la tua storia nel mondo.
Perché ogni storia merita di essere raccontata, e io sono qui per aiutarti a farlo.
giovedì 7 aprile 2016
Come è nato il libro Dorian ed i nostri amici?
Come ho trasformato il dolore in qualcosa di significativo.
Guarda la mia intervista per la casa editrice Booksprint Edizioni e acquista il mio libro, Dorian e i nostri amici, direttamente sul loro sito.
Come è nato Dorian e i nostri amici?
La scrittura è stata la mia ancora di salvezza. Questo libro è nato dalla necessità di liberarmi dal dolore di una disavventura vissuta con il mio Cane Corso, Dorian. In quei momenti difficili, la penna è diventata il mio strumento per dare voce a ciò che il cuore non riusciva più a contenere.
Costretta a letto con la gamba bloccata e il cuore pieno di rabbia, ho trovato nella scrittura il mio rifugio. Dorian, sempre al mio fianco, condivideva il mio dolore. Non avevamo bisogno di parole: la sua presenza era sufficiente per ricordarmi che non ero sola.
Eravamo in preda alla rabbia e allo sconforto, da soli, come spesso ci è accaduto durante la nostra vita insieme.
La scrittura ha accolto la voce risonante della mia disperazione.
La scrittura come terapia
All'inizio la penna, che si muoveva nevroticamente su quei fogli bianchi, seguiva i tormenti della mia mente e soprattutto del mio cuore, aiutandomi a trascrivere scompostamente ciò che continuava a darmi dispiacere.
Erano solo annotazioni confuse, appunti sparsi di una mente tormentata. Poi, quelle parole hanno cominciato a prendere forma, a raccontare una storia. La mia storia. La nostra storia.
Scrivere significava trasformare il caos delle emozioni in ordine, affrontare i miei fantasmi e, alla fine, lasciarli andare. Ogni pagina scritta era un passo avanti verso la guarigione, un modo per ritrovare me stessa e quel legame speciale con Dorian, che non si era mai spezzato, nemmeno nei momenti più bui.
La consapevolezza attraverso le parole
Rileggere le bozze è stato difficile, forse più della stesura stessa. Ogni frase mi riportava indietro, costringendomi a rivivere momenti che avevo cercato di dimenticare. Ma affrontare quei ricordi è stato anche liberatorio.
Dorian e i nostri amici non è solo una raccolta di episodi, ma un tributo alla forza dell’amicizia e dell’amore incondizionato. È un viaggio attraverso la sofferenza e la rinascita, un messaggio di speranza per chiunque stia affrontando un periodo difficile.
Perché leggere Dorian e i nostri amici?
Se ami le storie vere, autentiche, che parlano al cuore, questo libro fa per te. È un invito a riflettere sul valore delle relazioni, sulla capacità di superare le avversità e sulla bellezza della connessione tra esseri umani e animali.
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📹 Non perderti la mia intervista, dove racconto tutto questo e molto altro!
Seguimi per altre storie, aggiornamenti e dietro le quinte della mia vita di scrittrice.
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