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lunedì 10 agosto 2026

Quando il traguardo dell'immissione in ruolo non è la fine.

Ho ottenuto il ruolo. E adesso che succede?

Ti avviso subito: se ti aspetti un post sulle procedure di immissione in ruolo o sull'anno di prova non continuare a leggere.
Oggi voglio raccontarti di obiettivi, di illusioni e di cambiamenti.

A settembre entrerò in classe da docente di ruolo.
Ancora sto metabolizzando questo importante cambiamento che sta per avvenire nella mia vita e che in parte ha già iniziato il suo processo cliccando "accetta" sulla convocazione.
Dopo aver trascorso anni di tentativi nel cercare il mio cammino, dopo tante prove concorsuali, dopo tanto tempo trascorso a studiare, non è facile lasciarsi andare immediatamente alla buone notizia e ripensare la propria vita futura sotto un'altra lente.
Ecco, diciamo che non è automatico vedersi proiettati nel futuro perchè troppa è l'abitudine a progettare soltanto nell'immediato.
Se anche tu hai attraversato periodi di incertezze, dovute alla situazione lavorativa, forse riesci a comprendere cosa sto vivendo ora.
Ancora sento che è presto per potermi rilassare e poter finalmente dire: 
ce l’ho fatta.
Il tempo del docente precario è scandito da ritmi di graduatorie e punteggi, lavoro e studio, attese e corse.
Studi, fai un concorso, aspetti una graduatoria, ricominci. 
Nel frattempo continui a vivere (o sopravvivere), a lavorare, a chiederti se la strada che hai scelto sia davvero quella giusta.
Poi, finalmente, un giorno, arriva la notizia: hai conquistato il tuo posto. 

Per anni ho pensato che ottenere il ruolo avrebbe rappresentato un punto di arrivo: la stabilità, la sicurezza, la possibilità, finalmente, di smettere di inseguire qualcosa e di poter programmare la mia vita.
Ma una volta raggiunto il traguardo, mi è successa una cosa strana: mi sono accorta che nonostante abbia ottenuto ciò che desideravo ardentemente, non ha significato automaticamente sapere cosa fare dopo.
Anzi, a volte è proprio lì che sono cominciate le 1000 domande più importanti, che ancora devono avere una risposta ciascuna.

Forse, perché per me la scuola non è semplicemente un lavoro, ma ci sono arrivata alla fine di un percorso lungo, fatto di tentativi, cambiamenti di direzione e domande su chi fossi e su cosa volessi davvero costruire nella mia vita.
Voglio infatti ricordare con te che la mia storia, infatti, non è iniziata in un’aula scolastica.

Prima della scuola ero con i cani.
Per molti anni il centro della mia vita personale e professionale è stata la cinofilia.
Ho studiato, mi sono formata, ho lavorato in questo mondo e ho provato anche a costruire una mia attività. 
Alcuni progetti mi hanno dato enormi soddisfazioni, certi sono rimasti soltanto idee, altri non sono riusciti a crescere come speravo.
Ci sono stati momenti in cui ho pensato di aver sbagliato strada e momenti in cui ogni tentativo che non funzionava sembrava confermare una convinzione sempre più difficile da scacciare: forse non ero abbastanza capace.
Ma, guardando indietro, oggi penso che quei tentativi non siano stati inutili: erano semplicemente parte del percorso.
Perché proprio mentre cercavo la mia strada, continuavo a imparare, continuavo, senza rendermene conto, a costruire competenze e a scoprire parti di me che sarebbero diventate importanti più avanti, nel mondo della scuola. 
Oggi, sussurro quella frase semplice e potente insieme a te che stai leggendo e ti ringrazio perchè mi aiuti ad entrare, tra poche settimane, nella mia nuova versione migliore.


Docente di ruolo.

Una frase semplice, che per me contiene molti più anni di quelli che potrebbero sembrare.
Ma proprio ora che ho raggiunto quella stabilità che desideravo da tempo, mi sono resa conto che non voglio semplicemente arrivare a un obiettivo: voglio continuare a lavorare su me stessa per scoprire le mie versioni migliori che verranno negli anni.

Ogni arrivo può diventare un nuovo punto di partenza per imparare competenze nuove e scoprire lati di noi stessi che ancora ignoriamo. 
Forse è questo che sto sperimentando: davanti a noi c'è sempre spazio per imparare, per cambiare, per riprendere qualcosa che avevamo lasciato indietro, per iniziare un progetto nuovo, per provare a fare meglio, per scoprire capacità che forse avevamo dimenticato di possedere.

Se anche tu ti ritrovi in queste parole, e ti va, condividi la tua esperienza. 




venerdì 17 gennaio 2025

Credi in te anche quando tutto va a rotoli: come restare in focus sull'obiettivo

 


Mantieni la concentrazione anche nei momenti di down 


Ti è mai capitato quel momento in cui sembra proprio che tutto vada storto? 
Quel giorno in cui apri il frigo e… niente di buono, il telefono cade, piove quando hai dimenticato l’ombrello e il tuo capo ti chiama proprio mentre stai per uscire, oppure studi per ore e non ti rimane niente in mente? 

La tentazione di mollare si insinua nei tuoi pensieri, e mano a mano che le sfortune si ammucchiano, si fa sempre più forte.

Tranquy, succede a tutti. 
E sai cosa? 
Anche se sembra che l’universo si sia coalizzato contro di te, c’è un modo per non perdere la fiducia in te stess*: fidati di Te! 
Rimani in piedi anche se tutto in quel momento attorno a te scricchiola.

Quando la vita ti gioca brutti scherzi, la prima cosa che rischi è dubitare di te stess*. 
Ma la verità è che la sfortuna non ha nulla a che vedere con il tuo valore.
La vita è imprevedibile e ha tanto da insegnarci, anche nei modi più strani.

Hai già letto La legge di Murphy
Se non lo hai fatto ti lascio il link al libro, altrimenti facciamo insieme un rapido ripassino dei punti focali.

3 Modi per tenere alta la fiducia 

(anche in una giornata proprio no)

1. Ridi (anche se ti tremano le ginocchia)

Prendila con ironia: se la tua torta cade sempre dalla parte sbagliata, forse fa solo parte della sceneggiatura.
A volte il disastro è solo un segnale che sei viva e stai facendo sul serio. 
Ridere di sé stessi è il primo passo per non farsi schiacciare.


2. Ricorda i tuoi piccoli successi

Focalizzati su ciò che puoi controllare: non puoi controllare l'esito di un esame (ad esempio) ma puoi controllare il tuo impegno.
Ogni giorno hai fatto qualcosa di buono, anche se non sembra: è il carburante per il futuro.
Sono i piccoli gesti quotidiani che costruiscono la fiducia per raggiungere le piccole vittorie. 

3. Fai un piano: questa situazione non durerà per sempre. 

Non puoi prevedere tutto, ma puoi prepararti: il momento down è un capitolo della tua storia, non tutto il libro.
Coltiva piccole strategie segrete salva fiducia e serenità, che ti aiuteranno nei momenti bui a ritrovare l'energia giusta per lo slancio.


Ricordati: ogni prova è un’occasione per dimostrare a te stess* quanto vali.

Quindi alza la testa, sorridi e preparati a trasformare ogni “disastro” in un nuovo inizio.


Spoiler: la fatica che senti oggi è il prezzo del sorriso che farai domani.


Un giorno non lontano (molto meno lontano di quanto pensi) guarderai indietro e dirai: “Ho fatto bene a non mollare.”

Ti va di condividere i tuoi "antidoti" anti-momento down? Raccontami nei commenti come hai fatto a rialzarti!

venerdì 10 gennaio 2025

5 sane abitudini che possono trasformare la tua vita

Scopri con me, come Marta (la nostra protagonista di fantasia) ha cambiato la sua vita con 5 piccole azioni: la metamorfosi inizia da dentro.




alano arlecchino
Erin, che mi hai spiegato la dolcezza



Da qualche tempo, Marta percepiva quella sensazione di malessere inspiegabile, come un seme rimasto troppo a lungo sotto terra, avvolto dall'ombra di una routine che non le apparteneva più. 

Sentiva il peso dell’invisibilità.

Poi, un giorno, neanche più riesce a ricordare come sia potuto accadere, ha deciso che fosse giunto il momento di muovere i primi, piccoli passi verso il cambiamento. 
Ha iniziato da cinque semplici gesti, ma potenti, che hanno nutrito la sua crescita, permettendole di sbocciare. 

1. Tutto è iniziato ascoltando il suo respiro: profondo, lento, vivo, potente.
Come il vento che accarezza le foglie all’alba, Marta ha lasciato che l’aria fresca le riempisse i polmoni e spazzasse via la pesantezza dei pensieri stagnanti. Ogni inspirazione era un nuovo inizio, ogni espirazione un lasciar andare.

2. Ogni boccata d'aria nutriva la sua mente con immagini di parole nuove, che sbocciavano come fiori delicati, profumati, colorati. 

Le parole, come semi, possono far sbocciare giardini rigogliosi.


E Marta ha imparato ad innaffiare la sua mente con pensieri luminosi e voci ispiranti, lasciando che la sua anima si colorasse di nuova energia.

3. Ha coltivato il silenzio
Come la rugiada che si posa lieve sul prato prima dell’alba, il silenzio ha reso più limpide le sue intuizioni. 
Ha imparato ad ascoltarsi, a percepire la sua essenza, a riconoscere i battiti del cuore come note di una melodia segreta.

4. Ha fatto spazio alla gratitudine, inalata a pieni polmoni.
Ogni giorno ha cercato un motivo per dire grazie alla SUA vita:  ha trasformato la sua prospettiva, rendendo più luminose anche le giornate nuvolose.

5. Si è librata finalmente al Sole, muovendosi al ritmo della danza della vita.
Così come un ramo non nutre nessun timore ad allungarsi verso il cielo, Marta ha preso coraggio nel protendersi verso nuovi orizzonti. 
Il cielo, il movimento, l'aria: un Inno alla Vita vibrante, partecipe al Tutto.

La trasformazione: il risveglio dell'Essere donna.


Oggi Marta sente le sue radici al sicuro nella Madre Terra ed è come un albero libero di svilupparsi, il suo tronco è più forte, le sue foglie sono portatrici di nuova energia. 

E tu, sei pronta a piantare il primo seme del tuo cambiamento?


Scrivimi subito per sapere dirmi a che punto sei.


alberi
by jplenio on pixabay



sabato 28 dicembre 2024

Un nuovo anno sta per iniziare: ricomincia da te.


Cosa vuoi fare di diverso? Quale parte di te vuoi far brillare l'anno prossimo?

Queste domande non sono solo un modo per riempire una pagina bianca o per darti qualche spunto di riflessione: sono un invito. 

Un invito a guardarti dentro, a immaginare la donna che vuoi essere, a progettare un futuro dove sei tu la protagonista assoluta.

A volte, però, sembra impossibile, vero? Le giornate scorrono come un fiume in piena: bambini da accudire, casa da sistemare, bollette da pagare e un lavoro che non sempre è appagante...quando c'è...

E nel caos di tutto questo, i tuoi sogni? Dove sono finiti? Forse li hai messi in un angolo, magari pensando che non fosse il momento giusto, che ci fosse qualcosa di più urgente da fare.

Ma ti svelo un segreto: non c'è mai un momento perfetto: sei tu a creare il momento giusto!

E l'anno prossimo, tra qualche giorno,  può essere l'anno in cui scegli di far brillare quella parte di te che hai nascosto per troppo tempo.

Il tuo riscatto inizia da una scelta.

E' successo anche a me: ad un certo punto ho percepito una voglia immensa di cambiare, di costruire qualcosa di mio, qualcosa che mi permettesse di essere indipendente e, al tempo stesso, presente per i miei figli. 

Qualcosa che mi consentisse di sentirmi appagata e realizzata. Era una sfida, sì, ma è stata anche la decisione migliore che potessi prendere.

Non è stato facile. Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita stanca, persa, con il dubbio di non essere abbastanza. Ma ogni piccolo passo avanti mi ha ricordato una cosa: non si tratta di essere perfetta, si tratta di essere costante, di credere in te stessa e di non mollare.

Puoi farlo anche tu!

Tu che stai leggendo queste righe, tu che ti senti bloccata in una vita che non ti rispecchia più, tu che vorresti fare di più ma non sai da dove cominciare... tu hai tutto quello che ti serve per cambiare.

Sì, hai letto bene: hai già dentro di te le risorse per farcela. Serve solo un po' di guida, un po' di supporto, e un piano chiaro: un progetto.

Il tuo progetto, che ti accompagnerà passo dopo passo, che ti aiuterà a trasformare i tuoi sogni in realtà.

Un anno per risplendere. 

Immagina: tra un anno da oggi, il tuo progetto potrebbe essere realizzato e la tua storia potrebbe diventare un punto di riferimento per altre mamme come te. 

Potresti essere la dimostrazione vivente che è possibile conciliare la vita familiare con un progetto lavorativo che ti fa sentire viva e soddisfatta.

Non è solo un sogno. È un obiettivo raggiungibile, se decidi di iniziare ora.

Inizia a camminare da un piccolo passo


Non sarai sola e sarà un viaggio fantastico.

Allora, cosa vuoi fare di diverso?

Rispondi a questa domanda oggi. Non domani, non il mese prossimo. Oggi. Scrivila su un foglio, urlale a te stessa davanti allo specchio, condividila nei commenti se ti va. 

Quale parte di te vuoi far brillare l'anno prossimo?


Inizia ora. Il tuo riscatto comincia con una scelta.

venerdì 27 dicembre 2024

Le sfide che cambiano la vita: diventare mamma.


Due sfide, una più grande dell'altra, e io in mezzo a cercare di non perdere me stessa.

Avevo 27 anni, circa, quando mi sono trovata davanti a due delle sfide più grandi e trasformative della mia vita. 
Da un lato, la famiglia, tutta da costruire: aspettavo il mio primo figlio, con tutta l'incertezza, la paura e la responsabilità che comporta diventare mamma per la prima volta e c'era Dorian, il mio primo ed unico Cane Corso, un cucciolo dolcissimo ma impegnativo, che richiedeva cura, educazione e attenzione costante.

Dall'altro lato, c'ero io. 
Giovane, appena laureata, una vita piena di sacrifici e di sogni da realizzare.
Sogni ancora dentro al cassetto, in attesa del momento giusto per uscire.
Ma lo sappiamo: 

Diventare mamma significa mettere in pausa sogni e ambizioni per dedicarsi completamente alla famiglia.

Ricordo di quegli anni la fatica, l'amarezza e la solitudine.

Quando ero una ragazza, avevo tanti sogni nel cassetto, come forse ognuna di noi. Volevo viaggiare, scoprire il mondo, vivere esperienze che mi avrebbero resa libera e felice. Mi immaginavo a camminare tra le strade di Parigi, a studiare arte in Italia o magari a imparare a suonare il pianoforte in una piccola stanza di una città che non conoscevo ancora. Ma c’era un problema: non avevo le risorse per farlo. Studiavo con impegno, ma i soldi scarseggiavano, e spesso dovevo scegliere tra un libro e un paio di scarpe nuove. 

Non vedevo l'ora di finire l'Università e di sposarmi, perchè pensavo che avrei avuto più risorse insieme a qualcuno.

Ho sempre creduto nel detto "l'unione fa la forza".

Ma la realtà, mi è arrivata addosso senza chiedere scusa, tanto che ogni sogno sembrava allontanarsi sempre di più, sostituito da un senso di responsabilità che mi pesava sulle spalle.

La gioia immensa di essere mamma si è mescolata alle rinunce e ai sacrifici per crescere una creatura così piccola e bisognosa. Ogni giorno era una lotta tra il desiderio di essere la madre migliore possibile e la consapevolezza che qualcosa di me stessa si stava perdendo. Guardavo le mie coetanee che viaggiavano, uscivano, inseguivano i loro sogni, mentre io rimanevo a casa, circondata da pannolini, poppate e notti insonni e un corpo che non riconoscevo.

E, anche se l’amore per mio figlio riempiva il mio cuore, non potevo fare a meno di sentire una punta di amarezza. Mi sentivo intrappolata, come se la vita scorresse davanti a me e io fossi solo una spettatrice.

La solitudine era forse la parte più difficile. Non avere accanto qualcuno che capisse davvero cosa stessi vivendo, qualcuno con cui condividere il peso delle responsabilità e dei sogni infranti, mi faceva sentire invisibile. C’erano giorni in cui mi chiedevo se sarei mai riuscita a trovare uno spazio per me stessa, a recuperare quei sogni che avevo messo da parte e a riprendere il corpo che mi apparteneva da sempre.

Ma poi è successo qualcosa. Ho capito che, anche se il mio percorso era diverso, non era meno importante. Ho smesso di guardare la vita degli altri e ho iniziato a concentrarmi sulla mia. Ho deciso che meritavo il mio riscatto, nonostante tutto.

È stato un cammino lungo e difficile, fatto di piccoli passi: iniziare a credere di nuovo in me stessa, ritagliarmi momenti di tempo per coltivare le mie passioni, imparare nuove competenze, ricostruire la mia identità oltre al ruolo di madre. E lentamente, ho iniziato a sentirmi viva, a vedere che il cambiamento è possibile anche quando sembra tutto perduto.

Oggi, quando guardo indietro, non vedo più solo rinunce e sacrifici. Vedo forza, resilienza e la prova che noi donne possiamo trasformare anche le situazioni più difficili in opportunità per rinascere. Non è mai troppo tardi per riprendere in mano la nostra vita, per inseguire i nostri sogni e costruire qualcosa che ci faccia sentire orgogliose di noi stesse.

Anche tu ti senti intrappolata e senti che la vita sta scorrendo davanti a te senza darti la possibilità di esprimerti? 

Non sei sola. Il riscatto è possibile. Puoi riprenderti i tuoi sogni, un passo alla volta. E io sono qui, pronta a camminare accanto a te in questo percorso.

Io non avevo nessuno a quel tempo, ma essere guida per Dorian mi ha aiutata ad esserlo anche per me stessa.
Devo tanto a questo cane...
È stato un momento duro, pieno di notti insonni e domande: "Sono all'altezza? Riuscirò a fare tutto questo?"
Ma sai una cosa? 

È stata proprio quella doppia sfida a farmi capire quanto siamo forti noi donne. 

Se riusciamo a crescere figli, ad educare, a prenderci cura di tutto e di tutti... possiamo fare qualunque cosa!
Oggi voglio dire a te, che magari stai vivendo qualcosa di simile, che puoi farcela se lo vuoi!
Che anche se hai messo da parte i tuoi sogni per dedicarti alla famiglia, c’è sempre tempo per riscoprirti, per costruire la tua indipendenza, per prenderti il tuo riscatto.
Io ce l’ho fatta: ho trasformato le difficoltà in lezioni di vita e le paure in forza. 
Tu puoi fare lo stesso. 
Raccontami la tua storia nei commenti o in privato: sono qui per ascoltarti e, se posso, per aiutarti a trovare la tua strada verso l’indipendenza.

domenica 7 febbraio 2021

Non devi scegliere tra la tua famiglia e te stessa: puoi avere entrambi.

Quante volte ti sei guardata allo specchio cercando la vera te stessa?

Quante volte hai pensato: "Dove ho messo i miei sogni? Perchè avevo studiato tanto da ragazza? Chi volevo essere?"

Adesso, sei diventata una mamma straordinaria, hai fatto sacrifici immensi per essere il pilastro della tua famiglia. 
Ti occupi con attenzione dei tuoi bambini, della tua casa e del tuo compagno.
E poi, quando ti corichi la sera, stanca e distrutta, c’è quella vocina dentro di te che si fa spazio tra i pensieri. 
È lì per ricordarti chi sei davvero e quali erano i tuoi sogni, quelli che aspettano ancora di essere raggiunti.

E' capitato anche a me, per tanto tempo


Ma lascia che te lo dica: non devi rinunciare a te stessa per amare chi ti sta accanto.

Ricordi perchè ho iniziato la mia prima attività come istruttrice cinofila?
Avevo il bisogno di trovare un lavoro che mi consentisse di stare accanto ai miei figli.
Tuttavia nel cuore, custodivo lo stesso dubbio che forse hai anche tu ora e ripetevo a me stessa:

Se provo a realizzare ciò che sento, sconvolgerò gli equilibri della mia famiglia? Trascurerò i miei figli? Mio marito mi lascerà?

Guardandomi indietro, ho imparato una cosa importante: quando una mamma ritrova la sua felicità, tutto il resto migliora.

Il cambiamento fa paura, ma può essere dolcemente rivoluzionario.

Sì, cambiare fa paura. È normale. 

Ma sai cosa mi ha spaventata di più un giorno? 
Il timore che avrei potuto guardarmi allo specchio ed accorgermi di aver perso l’occasione di essere la donna e la mamma che volevo davvero essere.

Non ti sto dicendo di stravolgere tutto o di lasciare i tuoi figli per inseguire i tuoi sogni. 
Ti sto solamente dicendo che puoi costruire qualcosa di straordinario senza rinunciare alla tua famiglia.
Ho scelto di diventare istruttrice cinofila perché era l’unico lavoro che mi permetteva di stare con i miei figli, ma i miei sogni erano nascosti, così in profondità che nemmeno io riuscivo più a vederli. 
Ci sono voluti anni per ritrovarli e farli splendere di nuovo, finalmente oggi sono qui, più vivi che mai!

Voglio condividere con te questo messaggio importante: 
hai il diritto di essere felice come tutte le altre persone di questo mondo.

Essere una mamma non significa mettere sempre te stessa all’ultimo posto. 

Al contrario, il tuo esempio potrà essere una lezione di vita anche per i tuoi figli. 
Stai mostrando loro che è possibile inseguire i propri sogni senza sacrificare ciò che conta di più.

Non ti chiedo di fare salti nel vuoto e neanche di sconvolgere la tua routine.

All'epoca, se me lo avessero chiesto, non l' avrei fatto nemmeno io.

Alcuni cambiamenti richiedono tempo, quello necessario ad una giusta maturazione, che puoi stabilire soltanto tu.

Ti invito semplicemente a fare un passo piccolo, ma tuo. 





Inizia con una lista. 

Prenditi 10 minuti oggi per scrivere:

Questo piccolo suggerimento è il primo passo per ritrovare in te stessa dove si nascondono i tuoi sogni. A volte, sono lì, a un passo da te, pronti a rinascere.

La tua felicità non è un lusso: è una necessità, per te e per chi ti ama.

Tu sei il motore del tuo cambiamento. Sei pronta?

Scrivimi nei commenti un semplice "sì" quando sarai pronta. 

venerdì 13 novembre 2020

Crema viso anti età




Quale crema viso utilizzi per contrastare l'effetto del tempo e delle rughe?

Oggi voglio presentarti la crema viso da giorno che utilizzo quotidianamente per iniziare a prevenire le rughe, sai quelle piccole rughette di espressione che abbiamo nel contorno labbra o occhi?
Ecco, ci siamo capite alla perfezione!
Normalmente la pelle è sottoposta a invecchiamento e tende a perdere elasticità, ma non devi preoccuparti.
Concentrarti soltanto su come  prevenire.
Ad esempio puoi mettere in atto un buon piano anti età con la giusta progressione.
Vuol dire che è consigliabile partire con una crema anti età poco aggressiva se ancora non ne hai bisogno.

Io ho compiuto 43 anni proprio un paio di giorni fa.
Non mi sento vecchia, ma ho consapevolezza di non essere neanche più giovanissima.
So che ho un bisogno specifico di iniziare a prendermi cura delle prime rughe che iniziano a caratterizzare il mio viso ed ho un preciso obiettivo: voglio cercare di piacermi ancora per tanto tempo, perchè ho capito che quando stiamo bene con noi stessi, anche gli altri che ci stanno accanto stanno bene.  
Conosco ogni singolo cambiamento del mio volto e me ne occupo con amore, perchè segna il tempo e le esperienze che ho vissuto.
Un giorno, guardandomi in una fotografia ho scoperto che stava iniziando il mio cambiamento.
Così ho deciso che fosse arrivato il momento di utilizzare una crema anti age per le donne proprio come me.
Studiata apposta per mantenere la pelle nutrita ed elastica.

Io ho scelto Snep perchè q
uesta ditta consegna a casa, posso acquistare quando ho tempo e il rapporto qualità/prezzo è ottimo. 
Sul sito di Snep puoi trovare la descrizione di ogni prodotto, qui di seguito ti metto il link di questa crema viso in particolare antiage

Vai a curiosare a questo link e accedi direttamente alla  pagina Snep home del sito dove trovi i prodotti e lo shop online.

Fammi sapere come ti trovi.


mercoledì 28 ottobre 2020

Riscopri i tuoi talenti e fai uscire il tuo potenziale

5 Passi per Riscoprire i Tuoi Talenti e Riprendere in Mano la Tua Vita

Ho attraversato momenti nella vita in cui mi sono sentita bloccata, come se tutto fosse già stato deciso. 
E' capitato anche a te?
In fondo siamo mamme, e tutti i nostri pensieri e tutte le nostre azioni, sono principalmente proiettati verso i nostri figli.

Ma il giorno è arrivato in cui ho sentito quella voce dentro al cuore che sussurrava: “E io? Dov’è il mio spazio? Dov’è la mia occasione?”


simona guidotti
questa sono io prima di iniziare il mio percorso 


Oggi ti racconto la storia di Marta (userò un nome di fantasia)


La storia di Marta: riprendere in mano la propria vita è possibile

Marta era sempre stata una donna brillante. 
A 35 anni, con una laurea in fisica e un dottorato concluso a pieni voti, era pronta a conquistare il mondo. 
I suoi colleghi parlavano di lei come di un talento raro, capace di risolvere problemi complessi con una facilità disarmante. 
Ma poi arrivò l’amore.
Quando conobbe Alessandro, pensò di aver trovato tutto ciò che cercava. 
Lui sembrava l’uomo perfetto: affascinante, sicuro di sé, con mille sogni nel cassetto. 
Dopo pochi mesi, si sposarono. Marta era innamorata, e come molte donne, mise da parte i propri desideri per costruire insieme una vita familiare.

La scelta di lasciare tutto

Quando nacque il primo figlio, Marta decise di lasciare il lavoro. 
"Solo per un po’", si disse, "giusto il tempo di stare con lui nei suoi primi anni di vita." 
Ma il tempo passava, e poi arrivarono altri due bambini. 
La casa era sempre piena di risate, giocattoli sparsi e amore, ma dentro di lei qualcosa si stava spegnendo.

Alessandro lavorava molto, e anche se era un buon padre, non comprendeva davvero il peso che Marta portava. 

Lei aveva lasciato tutto: le sue ambizioni, la sua carriera, persino il tempo per sé stessa. "Dovresti essere felice," le diceva lui. "Hai tutto: una casa, i bambini, me."

Ma Marta non era felice. 

Si sentiva in trappola, limitata, come se la sua vita si fosse ridotta a un ciclo infinito di compiti domestici e doveri familiari. Il suo cuore sognava di più, ma la sua mente le ripeteva che ormai era troppo tardi.

L’incontro al parco

Una mattina, Marta uscì con i bambini al parco. 
Era stanca, con i capelli raccolti in una coda veloce e uno sguardo perso nel vuoto. 
Stava osservando i figli giocare sull’altalena, quando una voce familiare la fece voltare.

“Marta? Sei tu?”, le corse incontro col sorriso raggiante un’amica dei tempi dell’università, una donna solare e piena di energia. 

Marta la ricordava diversa: allora era sempre stanca e insicura. 
Ma quella mattina, Gioia sembrava raggiante. Aveva un sorriso contagioso e un entusiasmo che non si poteva ignorare.
Si sedettero su una panchina e cominciarono a parlare. 
Gioia raccontò che anche lei, qualche anno prima, si era sentita persa. Ma poi aveva scoperto un’opportunità che le aveva cambiato la vita: il network marketing.

“All’inizio ero scettica,” ammise Gioia. “Pensavo che non fosse per me, che non avrei mai avuto successo. 

Ma avevo bisogno di fare qualcosa per me stessa, di sentirmi di nuovo utile. 

Così ho deciso di provarci. E sai cosa? È stata la scelta migliore che potessi fare.”

Marta ascoltava in silenzio, sentendo un piccolo bagliore accendersi dentro di lei. Gioia le raccontò di come il network le avesse permesso di guadagnare lavorando da casa, di gestire il suo tempo e, soprattutto, di ritrovare sé stessa.

Un nuovo inizio

Quella sera, Marta tornò a casa con una nuova consapevolezza. Forse non era troppo tardi per cambiare. Forse anche lei poteva ritrovare la sua luce, come aveva fatto Gioia.

Cominciò a informarsi, a fare domande, a immaginare una vita diversa. E un giorno, con il cuore pieno di speranza, fece il primo passo e iniziò il suo percorso insieme all'amica e ad una reta incredibile di donne come lei in cerca di riscatto: non era sola.

Marta scoprì una forza dentro di sé che pensava di aver perso. 

Oggi Marta non è solo una mamma, ma anche una donna indipendente, realizzata e felice. Ha ritrovato la gioia di vivere e, soprattutto, ha capito che non è mai troppo tardi per riscoprire i propri talenti e riprendere in mano la propria vita.

E tu?

Se la storia di Marta ti ha colpita, sappi che anche tu puoi scrivere un nuovo capitolo della tua vita. 

Scrivimi per saperne di più. 

Ti aspetto, perché il primo passo verso il cambiamento è sempre il più importante.


Anche io mi sono sentita come Marta.
La routine aveva inghiottito i miei sogni, ma poi è arrivata una svolta. 
Ho scoperto che non era troppo tardi per trasformare quella sensazione in azione. 
Ecco come ho fatto, e come puoi farlo anche tu.

1. Fermati e ascoltati
Quando è stata l’ultima volta che ti sei chiesta cosa desideri davvero? La vita di una mamma è piena di rumore: la casa, i bambini, i doveri. 
Ma c’è una voce dentro di te, sepolta sotto tutto quel caos, che aspetta solo di essere ascoltata. 

Prenditi cinque minuti al giorno per stare in silenzio e chiederti: “Cosa mi rende felice? Cosa mi dà energia?”


2. Fai pace con il passato
Spesso ci tratteniamo perché abbiamo paura di sbagliare o perché pensiamo che sia troppo tardi. 
Io stessa ho avuto questi dubbi. 
Poi ho capito che ogni esperienza, ogni errore, è stato un mattoncino del mio percorso. 

Anche il tuo passato può diventare una risorsa: i tuoi talenti non sono spariti, sono solo addormentati.


3. Scopri qualcosa di nuovo
Quando ho incontrato la rete del network, è stato come aprire una finestra in una stanza buia. 
Sono partita da zero, ma ho deciso di mettermi in gioco. 
Non solo ho imparato una nuova competenza, ma ho scoperto che potevo farlo rispettando i miei ritmi e le mie priorità di mamma. 

Questo percorso mi ha fatto riscoprire il piacere di imparare e crescere.


4. Circondati di persone che ti ispirano
Il cambiamento da sole fa paura. 
Ho trovato una rete di donne incredibili che, come me, avevano deciso di dire basta alle scuse. 
Col network, ho scoperto una comunità che crede nel valore della condivisione, dove ogni successo è il risultato di un supporto reciproco. 

Quando ti circondi di persone che credono in te, i tuoi sogni sembrano più vicini.


5. Agisci, anche se hai paura
Riscoprire i tuoi talenti richiede coraggio. 
Ma non serve fare grandi passi: inizia con uno piccolo, ogni giorno. 
Io ho cominciato pubblicando un post, parlando con una mamma al parco, raccontando la mia storia. 

Ogni piccola azione mi ha portata dove sono oggi, più forte e più consapevole.


Perché tutto questo è importante?
Perché tu meriti di più
Meriti di sentirti realizzata, di essere indipendente e di costruire un futuro che riflette chi sei davvero. 
E io sono qui per dirti che è possibile.

Vuoi approfondire?


Scrivimi  e  scoprirai come questa esperienza può trasformare anche la tua vita.
Non lasciare che il tempo passi senza fare il primo passo. 
Hai talento, hai forza, e hai tutto ciò che serve per riprendere in mano la tua vita. 

Scrivimi, ti aspetto! 

lunedì 17 febbraio 2020

Riconoscere un bravo allevatore

Winalmik's Discovery One e ma il giorno in cui andiamo a casa

Come possiamo fare per scegliere un allevamento responsabile?

Vorremmo acquistare un cucciolo, abbiamo capito quale razza sia adatta al nostro stile di vita e dobbiamo capire però quale allevamento sia "serio", chi scegliamo?

Tra tutti quelli che ci capitano in elenco su internet, quale veramente rispetta il benessere animale?

Quali sono le domande che dobbiamo porci per valutare se effettivamente le cose sono come ci vengono raccontate?

Ormai saprete che non è nel mio stile dare giudizi senza prima aver sperimentato personalmente e così anche in questo caso vi racconto le mie esperienze.
Il primo cane che ho acquistato è stato Dorian, il mio Cane Corso.
Avevo valutato attentamente la razza che secondo me avrebbe corrisposto alle esigenze di quel momento particolare della mia vita, quindi desideravo un cane da guardia della proprietà, italiano, potente e rustico.
Dopo di che, al tempo non avevamo ancora così tanto l'utilizzo di internet, ho comprato varie riviste specializzate sui cani dove in fondo c'erano sempre gli annunci dei diversi allevamenti.
Tra tutti ho scelto quello di M.F. vicino a noi.
L'ho chiamato innanzitutto al telefono per fissare un appuntamento e poter parlare direttamente e soprattutto vedere i suoi cani.
Volevo passare un po' di tempo a contatto con i Corso per sentire se effettivamente stessi facendo la scelta adeguata alle mie capacità.
Quando gli ho visti sono rimasta affascinata e mi sono innamorata perdutamente di quei cani forti, possenti, con capacità fisiche notevoli, ma tanto tanto festosi.
Una bomba di energie contenute soltanto dalla presenza dell'allevatore.
Mi sono arrivati incontro come due treni, mi hanno travolto di baci e feste, erano due cucciolone di circa un anno, nel pieno della vitalità e della socievolezza.
Sotto il controllo vigile dell' allevatore non si sono preoccupate che noi fossimo nella loro proprietà e questo mi ha fatto capire quanto fossero in equilibrio, serene e ben cresciute e quanto si fidassero della sua presenza.
Questo voleva dire che avevano un rapporto sano, che i cani stavano bene dove si trovavano e che quindi potevo anch'io fidarmi di essere nel posto giusto.

Questa è una cosa a cui dovremmo tutti stare attenti: quale rapporto ha l'allevatore coi suoi soggetti?
Come sono i cani nei suoi confronti?

Se sono beati e fiduciosi è chiaro che con lui stanno bene, sono ben tenuti, ben nutriti, sono in equilibrio anche tra cani, in questo caso avremo già importanti notizie sulla serietà che questa persona sta mettendo nel suo lavoro.

Mi è successo anni dopo di vedere quasi regolarmente M. perché voleva sapere come stesse il suo Dorian, cosa stessimo facendo, se stava bene fisicamente e quando è capitato che si è ammalato M. si è preoccupato e dispiaciuto come se ancora fosse il suo.

Successivamente ho acquistato Uri e direi che la foto sotto parla da sola….

allevatrice ed il mioWinalmik's  Disceovery One

Con gli allevatori di Uri abbiamo costruito un rapporto che dura dal giorno in cui l'ho portato a casa.
Gli ho chiamati per qualsiasi cosa: terapie, alimentazione, addestramento, esposizioni...
Per ogni dubbio su qualsiasi scelta ho potuto avere loro come suggerimento o guida.
Non esiste l'allevatore che vi vende il cane e sparisce!
Si crea un legame amicale o quasi quasi famigliare!
Ci sono stati anche momenti di tensione dovuti a visioni ed esigenze differenti come normalmente accade in tante relazioni, ma questo non ci ha impedito di riappacificarci e riprendere da dove avevamo lasciato.
I nostri allevatori diventano una parte importante di sostegno nel percorso di crescita del cucciolo.
Non importa che siate neofiti o super esperti, un consiglio da chi fa nascere il vostro cane è prezioso, perché vede le cose da una prospettiva differente e soprattutto perché vede tanti soggetti diversi con tante diverse sfumature.
Probabilmente saprà anche dirvi se una cosa gli è già capitata, se assomiglia a un comportamento di un parente del nostro cane e magari ci darà indicazioni su come ha risolto una data situazione.

Ad esempio il terzo allevatore della mia carriera cinofila, dove ho preso Ermione Chetan Soul, ha saputo guidarmi in base al pedigree nelle scelte addestrative più appropriate.

Ermione Chetan Soul e me i primi giorni a casa
Ion è una malinoise con un pedigree molto particolare, con la quale desidero intraprendere un percorso in Igp.
Tecniche addestrative poco consone alla sua indole avrebbero sicuramente incrinato il rapporto tra lei e me e certamente non avrebbero dato nessun risultato, anzi avrei un cane infelice.
Ho sempre chiamato L. per qualsiasi dubbio.
E lui, come è giusto che sia un allevatore affezionato al proprio cane, è sempre stato al telefono a spiegarmi tutto il tempo necessario i diversi passaggi da fare.
Ion ormai ha due anni e ancora chiamo L. se non riesco a impostare bene un esercizio, se vedo che non sta tanto bene, chiedo sul calendario gare quali siano le migliori, gli racconto dei nostri progressi e dove invece mi sento proprio scarsa...
Insomma, anche lui è diventato un componente importante nella mia storia con Ion, tanto quanto gli altri dell' allevamento di Uri.

Spero di avervi aiutato nel capire chi sia un "bravo allevatore".
Per prima cosa deve avere il pedigree di tutti i suoi soggetti, devono essere cani sani, guardate quali fattrici vengono scelte e per quante volte, dovete chiedergli come vive coi suoi cani, osservare come sono tenuti (norme igeniche ma anche che rapporto hanno: se sono cani spaventati o non vuole lasciarveli vedere indagate!), infine sapere a quanti giorni vi consegnerà il cucciolo.
Cercate di capire già dal primo contatto telefonico se ha piacere a chiaccherare con voi o se invece è sempre indaffarato e di fretta senza potervi mai rispondere con calma.
Se in allevamento c'è una corretta gestione, il cucciolo che vi portate a casa sarà sereno e vi regalerà una vita sorprendentemente appagante insieme.

Ermione Chetan Soul e me, ogni tanto a nanna


sabato 14 dicembre 2019

Raduno pastore belga enci winner 2019


Ermione Chetan Soul ed io

Libretto delle qualifiche


Oggi Ion (Ermione Chetan Soul, il suo nome da pedigree su working-dog.com) ed io siamo andate al raduno dei pastori belgi all' Enci Winner per la qualifica in bellezza che poi servirà in lavoro.

Non sapete cosa sto dicendo?

Sito capb-club.com dove potete trovare tutte le informazioni necessarie ed aggiornate per le selezioni e altri regolamenti utili.

Il pastore belga (così come altre razze) deve affrontare e superare la prova di valutazione in bellezza perché bisogna che la sua conformazione sia nel rispetto dello standard di razza.
In questo modo potrà accedere a gare di importanza internazionale, mentre senza la qualifica in bellezza non potrebbe anche se con le vittorie sufficienti alle selezioni.

Tutto chiaro? Non tanto?
Facciamo un esempio.
Supponiamo che io riesca con Ion a passare in Igp3 le due gare che ci sono in un anno che servono per qualificarsi al mondiale.
Se non avessi fatto l'esposizione in bellezza non potrei partecipare.
Oppure la stessa cosa è uguale in agility o Obedience, il senso di tutto ciò è: anche se siete bravi nello sport che avete scelto il cane deve corrispondere allo standard di razza.

Così è più chiaro?

Ebbene, oggi siamo state bravissime a presentarci sul ring davanti al giudice!
Lei è sempre con me, quando siamo insieme il mondo attorno sparisce e riusciamo a fare tutto!
In mezzo a tanti cani è stata bravissima, serena e a suo agio.
È una "ragazza" solida ed equilibrata, che non si lascia mai prendere da strane ansie o preoccupazioni.
Quando ha un dubbio su qualche circostanza lei mi guarda e mi chiede cosa fare oppure mi guarda per sapere se sono tranquilla e allora si mette tranquilla anche lei.
Abbiamo ottenuto la nostra qualifica e adesso possiamo concentrarci sul nostro lavoro in campo.
Ho intenzione di impegnarmi molto con lei perché ha tante buone qualità che voglio tirar fuori.
Inoltre è una brava maestra: con lei ho l'opportunità di imparare tantissimo su come si conduce correttamente un cane in lavoro e non voglio perdere questa grande occasione.
E poi è la mia piccola Ion e le voglio un sacco di bene.

Grazie Ion di avermi scelta.


lunedì 9 dicembre 2019

Corso conduttori DEMIS BENEDETTI 2019

Ho scelto di partecipare al corso conduttori tenuto da Demis Benedetti per approfondire la relazione col cane in ambito sportivo. Tre punti fondamentali affrontati: disciplina, fiducia, rispetto.



Questo sabato sono andata al "corso conduttori" di Demis Benedetti a Sona centro cinofilo

centro cinofilo

Com'è il centro cinofilo?

L'atmosfera che mi accoglie è serena e rassicurante, perchè tutto è ben gestito.
Arrivando con i cani c'è la tranquillità che nulla di spiacevole possa accadere, come per esempio zuffe tra cani o gente che non sappia gestire il guinzaglio, avvicinamenti inconsapevoli...o cose così.
Allo staff non sfugge nulla.
Niente è lasciato al caso o all' improvvisazione dei partecipanti: gli accessi dove devono entrare e uscire i cani sono tenuti sgombri dalle auto, è presente l' area sgambamento e ci sono due campi per lavorare e fare esercizi.
La casetta è calda e confortevole.
Caffè al mattino, certamente!     Grazie!
Il parcheggio è ben adorno di alberi che danno una bella ombra sulle auto di modo che non si ha la preoccupazione di lasciare i cani al troppo caldo nel mentre si fa teoria o si guardano gli altri lavorare.
L' ombra desiderata da tutti i cinofili!
E chi viaggia o chi gareggia col proprio cane mi capisce benissimo!

Oggi è Uri ad accompagnarmi, perché ho bisogno di capirlo sempre di più, perché ci siamo quasi a costruire la nostra compliance ma ancora di lui mi sfugge qualche cosa, quella sensazione che siamo sulla strada giusta ma che c'è quel dettaglio in più che potrebbe fare la differenza.
Oggi siamo qui per questo, perché spero di portarmi a casa quel pezzetto del mio cane che ancora non riesco a comprendere.

Inizia il corso senza perdere tempo, le cose da fare sono tante.


Arrivano i partecipanti, si entra e si comincia.
A questi corsi non si perde tanto tempo, l' ho già visto al corso figuranti di primo livello corso figuranti, si fa una breve presentazione dei presenti e si comincia senza tante pause, il materiale da affrontare è tanto. 

  








A turno parliamo di noi e delle nostre esigenze o aspettative.
Qualcosa ci accomuna, abbiamo tutti un grande ed unico obbiettivo: 
comunicare con chiarezza e comprendere il nostro cane.







Ok mi dico, sono nel posto giusto!
Partiamo con un po' di teoria di addestramento classico, motivazione e spinta, rapporto armonico e comunicazione uomo/cane.
Tutto ciò in cui credo da sempre e che ho sempre cercato di portare avanti come meglio ho potuto e che ho anche raccolto nel mio libro Dorian ed i nostri amici.

Sono trattati argomenti dell'addestramento classico, ma in modo completamente innovativo.


Tutto diventa INASPETTATO!
Per questo non svelerò come tutto il corso si svolge, perché sarebbe come togliergli quella magia che fino alla fine lo accompagna.
Non è possibile descrivere soltanto con le parole come la giornata si sia svolta.
E' una commistione di cani, persone, addestramento, emozioni, respiri, il TUTTO talmente tanto legati assieme che ogni parola sarebbe di disturbo nello spezzare il laccio che unisce uomo-cane in quegli istanti.


Questo corso è stato una SORPRESA 




Fin dall' inizio è stato un crescendo di apertura sul mondo della comunicazione col cane vista con la lente delle emozioni, tutto ciò che amo e in cui credo, ma POI….

Anche di più!

L' addestramento e lo sport diventano il mezzo per realizzare tutto questo.

La direzione presa nella pratica è andata oltre la teoria.
La realizzazione di ciò in cui credo! Si può fare!
Gli esercizi sono il mezzo e non il fine!
Fantastico!
La bellezza dei corsi fatti qui con Demis Benedetti è proprio nella sua capacità di rappresentare attraverso la tecnica la teoria che ci sta dietro.

Ho partecipato a tanti corsi di diverso tipo e diversa origine anche al di là della cinofilia e purtroppo mi è capitato spesso di poter o recepire tanta buona teoria, che poi non ha potuto trovare applicazione nella pratica perché magari troppo filosofica, oppure al contrario tanta tecnica ma senza spiegazione teorica, che allora si vede risultato nell' immediato, ma non capendo il motivo una volta usciti dal corso non si sa più come continuare.

Sabato invece ho ascoltato con orecchie tese le parole ma che poi hanno trovato subito in campo applicazione, quindi tutto resta ben impresso nella memoria.
Per questo sono due giorni che vanno vissuti sulla propria pelle, perché ognuno di noi è talmente diverso con esigenze differenti che si porta a casa ciò di cui necessita.

In che modo?
seguite il post  aumentare la motivazione del cane in condotta


Certo, lui, il cane, è il nostro specchio e dovremmo imparare a guardarlo di più per sapere come stiamo e se la direzione dove stiamo andando è quella giusta per noi.
Dentro di noi tutto è scritto fin dall' inizio, ma poi ci perdiamo, ci lasciamo condizionare dagli altri e dal senso di colpa, cresciamo e disperdiamo tutto il nostro potenziale che ci è donato fin dall' inizio in inutili giri senza meta.
Dovremmo riuscire a tenere sempre lo sguardo dritto verso il nostro obbiettivo, che è unico ed irripetibile tanto quanto noi e proprio perché accompagna soltanto uno di noi.
Quella condotta di sabato mi ha ricordato questo.
Del perché sono qui.                   Di ciò che desideravo quando ero bambina.
Non è stato importante rivelarlo al mondo intero, ma è importante ricordarmelo tutti i giorni.

Chi sono? Dove voglio andare?

Dovremmo ricordare alla nostra mente ogni tanto di fare silenzio, perché dobbiamo dare spazio alle nostre sensazioni.
Il nostro cane vuole questo: che siamo onesti e sinceri con noi stessi e lui comunque ci accompagnerà senza giudizio.
E' stata una sorpresa sentire che ancora con Uri sono condizionata, pensavo di essermene liberata tanto tempo fa e invece un pezzettino ancora va cancellato.
Sono felice che nella mia vita siano presenti i cani, perché ho la possibilità osservandoli di sapere sempre come sto, di sapere sempre se le cose che sto facendo sono veramente le mie o fanno parte invece di un bagaglio che porto come un peso di cui non riesco sempre a liberarmi ma che non è la mia valigia.
Io stessa ho scritto
 "Vivere con un cane significa, secondo la mia prospettiva, superare le proprio difficoltà individuali, analizzare le proprie carenze ed accettare le divergenze di necessità per poter assaporare la soddisfazione di una sana relazione col proprio amico a quattro zampe" 
(tratto da "Dorian ed i nostri amici").

Partecipare a questo corso è stata una grande opportunità, perché è stato imparare a gestire la tecnica per metterla al servizio della relazione uomo-cane.
Ciò che cercavo!
Ritrovare l'identità di noi stessi attraverso la vicinanza col cane dove tutto il resto sparisce, dove non ci sono rumori e non c'è altro che il NOI.
Ecco che ho risposto alla mia domanda dell' inizio, perché alle volte ho una buona condotta?
Mentre assolutamente non ci siamo?
Quando si riesce ad impostare un esercizio col cane dove il mondo esterno non esiste più e ci si sente soltanto un TUTT'UNO è allora che la connessione tra il cane e noi è stabilita ad alta intensità.
Tutti i cani che mi hanno regalato la loro presenza nella mia vita mi hanno fatto da guida per imparare a vivere appieno di me stessa.
Dorian è stato il primo grande maestro, senza di lui non avrei mai capito chi sono.
Adesso fortunatamente si tratta soltanto di ricordarmelo ogni giorno.
Ho rivissuto in alcuni partecipanti di sabato tanto di ciò che sono stata anch'io.
Mi sono commossa e ringrazio che mi ha dato l' opportunità di commuovermi, perché mi ha regalato parte delle proprie emozioni.
Ma il ringraziamento più grande va sempre ai miei cani, che con pazienza, costanza e perseveranza mi accompagnano ogni giorno a realizzare ciò che sento di essere.

"Questo per me è il dono più grande che ci offre la vita insieme a un cane: la conoscenza di noi stessi"
(tratto da "Dorian ed i nostri amici")

Il corso conduttori di sabato è riuscito a mettere in pratica proprio questo.
Gli altri corsi chissà dove potrebbero portarmi!

Grazie a Demis Benedetti e a sua moglie Francesca per l' accoglienza e per gli insegnamenti che sempre terrò stretti a me.