sabato 31 gennaio 2026

Orale del concorso docenti di francese PNRR3. come prepararsi

 

Facciamo il focus sullo studio della letteratura (senza perdersi)

Se stai preparando l’orale del concorso docenti PNRR3 per la classe di concorso di francese, probabilmente ti sei già reso conto di una cosa:
la letteratura spaventa più della grammatica.

Non perché sia più difficile, ma perché è un argomento vasto, concatenato alla cultura e al quadro storico-sociale, e spesso è studiata in modo dispersivo.

In questo post voglio condividere come sto affrontando io lo studio della letteratura. 

Ho riflettuto per trovare un metodo pensato per:

  • ottimizzare il tempo

  • evitare accumulo sterile di nozioni

  • arrivare all’orale con una visione chiara e spendibile

Vediamo nel dettaglio quale strategia sto applicando. 

1. Non cerco di ricordare “tutta” la letteratura a memoria (è impossibile)

Il primo errore è pensare di dover tenere in mente tutto in modo enciclopedico.

Se hai di problemi di memoria come me devi anche tu pensare ad un metodo per creare collegamenti efficaci per riuscire ad avere il quadro letterario il più completo possibile.

Dall'edizione PNRR1 ho imparato che all’orale può capitare qualsiasi domanda ed è quindi importante: 

  • saper collocare autori e opere nel contesto letterario (periodo storico, opere principali, tema narrativo fondamentale)

  • saper leggere i testi in relazione al contesto

  • dimostrare competenza didattica

Io parto sempre da una domanda guida:

Questo autore, perché è significativo nella storia culturale e letteraria francese?

Se non so rispondere a questa domanda in modo chiaro, sto studiando male.


2. Lavoro per nuclei storico-culturali, non per elenco di autori

Sto organizzando lo studio per grandi cornici, non per nomi isolati:


All’interno di ogni nucleo:

  • autori chiave 

  • opere essenziali

  • temi ricorrenti


Questo mi permette di orientarmi, anche se la domanda è trasversale.


3. Per ogni autore faccio una scheda minima ma solida

Per ogni autore sto costruendo schede essenziali, sempre con la stessa struttura:

  • periodo storico

  • contesto culturale

  • opere principali

  • temi chiave

  • perché può essere didatticamente interessante oggi


Niente biografie infinite.
Meglio poche informazioni, ma collegate.


Ti svelo un segreto: utilizzo una rubrica del telefono perchè così è già divisa in ordine alfabetico.


4. Collego la letteratura alla didattica (sempre)

Questo mi avvantaggia nella preparazione della lezione simulata

Infatti, ricordati che parte della valutazione orale è data anche dalla presentazione di una lezione simulata.

Non fare l'errore che ho fatto io al PNRR1: mi sono concentrata troppo sulla metodologia della lezione, sulla presentazione formale e sull'esposizione orale.

Per questioni di tempo ho purtroppo trascurato lo studio approfondito dell'Autore e questo ha giocato punti in meno, purtroppo.

Sto allenandomi a fare sempre questo passaggio mentale:

Come potrei portare questo autore o questo testo in classe?

Anche in modo semplice:

  • lettura guidata

  • lavoro sui temi

  • collegamenti interdisciplinari

  • adattamenti per studenti con livelli diversi


Questo dimostra competenza professionale, non solo teorica.


5. Ripasso a voce alta (come se fossi già all’orale)

Ultimo punto, ma fondamentale.

Sto dedicando parte dello studio alla verbalizzazione:

  • spiegare un autore a voce alta

  • simulare risposte brevi ma strutturate

  • allenarmi a tenere il filo del discorso


Se riesci a spiegare un autore in 2–3 minuti in modo chiaro, sei sulla strada giusta.


Ultima riflessione:

preparare l’orale del concorso PNRR3 non significa accumulare pagine studiate, ma costruire una visione solida e spendibile.

Continuerò a condividere il mio percorso di preparazione,
perché studiare bene non è solo una questione di impegno, ma di strategie giuste.

Se anche tu stai preparando l’orale, sappi che non sei solo/a.
E che un metodo sostenibile fa davvero la differenza.
Scrivimi nei commenti a che punto sei e condividiamo insieme la fatica anche a distanza. 

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