Ho ottenuto il ruolo. E adesso che succede?
Ti avviso subito: se ti aspetti un post sulle procedure di immissione in ruolo o sull'anno di prova non continuare a leggere.
Oggi voglio raccontarti di obiettivi, di illusioni e di cambiamenti.
A settembre entrerò in classe da docente di ruolo.
Ancora sto metabolizzando questo importante cambiamento che sta per avvenire nella mia vita e che in parte ha già iniziato il suo processo cliccando "accetta" sulla convocazione.
Dopo aver trascorso anni di tentativi nel cercare il mio cammino, dopo tante prove concorsuali, dopo tanto tempo trascorso a studiare, non è facile lasciarsi andare immediatamente alla buone notizia e ripensare la propria vita futura sotto un'altra lente.
Ecco, diciamo che non è automatico vedersi proiettati nel futuro perchè troppa è l'abitudine a progettare soltanto nell'immediato.
Se anche tu hai attraversato periodi di incertezze, dovute alla situazione lavorativa, forse riesci a comprendere cosa sto vivendo ora.
Ancora sento che è presto per potermi rilassare e poter finalmente dire:
ce l’ho fatta.
Il tempo del docente precario è scandito da ritmi di graduatorie e punteggi, lavoro e studio, attese e corse.
Studi, fai un concorso, aspetti una graduatoria, ricominci.
Nel frattempo continui a vivere (o sopravvivere), a lavorare, a chiederti se la strada che hai scelto sia davvero quella giusta.
Poi, finalmente, un giorno, arriva la notizia: hai conquistato il tuo posto.
Per anni ho pensato che ottenere il ruolo avrebbe rappresentato un punto di arrivo: la stabilità, la sicurezza, la possibilità, finalmente, di smettere di inseguire qualcosa e di poter programmare la mia vita.
Ma una volta raggiunto il traguardo, mi è successa una cosa strana: mi sono accorta che nonostante abbia ottenuto ciò che desideravo ardentemente, non ha significato automaticamente sapere cosa fare dopo.
Anzi, a volte è proprio lì che sono cominciate le 1000 domande più importanti, che ancora devono avere una risposta ciascuna.
Forse, perché per me la scuola non è semplicemente un lavoro, ma ci sono arrivata alla fine di un percorso lungo, fatto di tentativi, cambiamenti di direzione e domande su chi fossi e su cosa volessi davvero costruire nella mia vita.
Voglio infatti ricordare con te che la mia storia, infatti, non è iniziata in un’aula scolastica.
Prima della scuola ero con i cani.
Per molti anni il centro della mia vita personale e professionale è stata la cinofilia.
Ho studiato, mi sono formata, ho lavorato in questo mondo e ho provato anche a costruire una mia attività.
Alcuni progetti mi hanno dato enormi soddisfazioni, certi sono rimasti soltanto idee, altri non sono riusciti a crescere come speravo.
Ci sono stati momenti in cui ho pensato di aver sbagliato strada e momenti in cui ogni tentativo che non funzionava sembrava confermare una convinzione sempre più difficile da scacciare: forse non ero abbastanza capace.
Ma, guardando indietro, oggi penso che quei tentativi non siano stati inutili: erano semplicemente parte del percorso.
Perché proprio mentre cercavo la mia strada, continuavo a imparare, continuavo, senza rendermene conto, a costruire competenze e a scoprire parti di me che sarebbero diventate importanti più avanti, nel mondo della scuola.
Oggi, sussurro quella frase semplice e potente insieme a te che stai leggendo e ti ringrazio perchè mi aiuti ad entrare, tra poche settimane, nella mia nuova versione migliore.
Docente di ruolo.
Una frase semplice, che per me contiene molti più anni di quelli che potrebbero sembrare.
Ma proprio ora che ho raggiunto quella stabilità che desideravo da tempo, mi sono resa conto che non voglio semplicemente arrivare a un obiettivo: voglio continuare a lavorare su me stessa per scoprire le mie versioni migliori che verranno negli anni.
Ogni arrivo può diventare un nuovo punto di partenza per imparare competenze nuove e scoprire lati di noi stessi che ancora ignoriamo.
Forse è questo che sto sperimentando: davanti a noi c'è sempre spazio per imparare, per cambiare, per riprendere qualcosa che avevamo lasciato indietro, per iniziare un progetto nuovo, per provare a fare meglio, per scoprire capacità che forse avevamo dimenticato di possedere.
Se anche tu ti ritrovi in queste parole, e ti va, condividi la tua esperienza.