lunedì 27 luglio 2026

Il posto come docente di ruolo alla scuola secondaria di II grado.

Ci sono traguardi che arrivano dopo anni di studio.
E poi ce ne sono altri che arrivano dopo anni di vita.

Quest'anno vinco due concorsi PNRR3 e ottengo finalmente il ruolo come docente di lingua e cultura francese nella scuola secondaria di secondo grado, vicino a casa.

Per molti potrebbe sembrare semplicemente un posto di lavoro.

Per me è molto di più: è il punto di incontro tra tutto quello che sono stata.

La studentessa che lavorava per mantenersi gli studi;

l'educatrice cinofila che ha imparato a osservare prima di giudicare;

la madre che ha visto suo figlio soffrire a scuola senza riuscire, all'inizio, a comprenderne il motivo;

la docente precaria che ha attraversato scuole diverse, incontrando studenti, colleghi e realtà molto differenti.

E oggi, finalmente, la docente di ruolo.

Non vivo questa nomina come un punto di arrivo.

La vivo come il mio personalissimo punto di partenza.

Per anni mi sono chiesta perché alcuni ragazzi, pur essendo intelligenti, curiosi e ricchi di potenzialità, finissero per convincersi di non essere abbastanza.

Ho visto studenti perdere fiducia.

Famiglie sentirsi sole.

Docenti fare il possibile con strumenti spesso insufficienti.

Nel frattempo, a casa, vivevo la stessa domanda come madre.

Queste due esperienze hanno finito per incontrarsi.

È lì che nasce la mia ricerca.

Da adesso in poi, entrerò ogni mattina a scuola con uno sguardo diverso.

Non soltanto per insegnare il francese, ma anche per comprendere cosa posso fare davvero per un ambiente di apprendimento inclusivo.

Per verificare, giorno dopo giorno, se ciò che studio può migliorare concretamente la carriera scolastica dei ragazzi.

Avere il ruolo significa anche questo: poter costruire nel tempo.

  • conoscere i ragazzi;
  • vedere i risultati;
  • correggere gli errori;
  • migliorare le pratiche;
  • fare ricerca partendo dalla realtà.

Per molti il concorso rappresenta il traguardo.

Per me rappresenta la possibilità di mantenere una promessa.

Quella che, senza saperlo, ho fatto tanti anni fa guardando mio figlio tornare da scuola.