giovedì 15 marzo 2012

Il guinzaglio e la comunicazione

Molto spesso si pensa che il guinzaglio sia il volante del cane, ma come le redini non fanno un buon cavaliere così il guinzaglio non è lo strumento che "conduce" il cane.
Quando andavo a cavallo e facevo la preparazione per le gare di salto ostacoli, la mia istruttrice mi ha insegnato per prima cosa che il cavallo si "guida" con le gambe e non con le mani.
Ci faceva fare un mini percorso con le redini allacciate sul collo del cavallo e le mani sui fianchi per farci imparare una pressione adeguata delle gambe per dare il giusto ritmo all'andatura del cavallo e ci faceva spostare il baricentro per farlo girare da una parte piuttosto che dall'altra.
Ora, quando devo insegnare ai proprietari ad usare correttamente il guinzaglio ripenso sempre a quell'esperienza personale: la passeggiata non può essere affidata e delegata completamente all'uso del guinzaglio!
Così, alle volte faccio legare in vita il guinzaglio ai proprietari o lo faccio togliere se vedo che serve loro per indirizzare il cane.
Sia il cavallo, sia il cane (ma anche tantissimi altri animali) sono in grado di leggere perfettamente ogni minima variazione del nostro corpo, quindi perchè non gestire la passeggiata usando il più possibile una buona comunicazione non verbale?
Dorian anche se mi sta quasi sempre davanti, sa se voglio andare a destra o a sinistra, sa se mi sto per fermare anche senza dirglielo verbalmente ad ogni volta: non è un mago!
Ma ogni volta che intendo cambiare direzione o andatura il mio corpo si predispone a farlo ancora prima che la mia testa abbia finito di pensarlo.
I cani osservano molto la direzione dei nostri piedi e delle nostre spalle; sentono il peso che si sbilancia da una parte o dall'altra ed intuiscono dove vogliamo dirigerci.
Inoltre quando intendiamo prendere una direzione il nostro sguardo vi si dirige per monitorare lo spazio che andremo ad occupare.
Quindi, questo mi insegna un'altra cosa molto importante: che se NON voglio che il cane vada in una direzione non dovrò nemmeno io nè guardarci nè tanto meno volgervi le mie spalle, perchè sarebbe come invitare il cane a partire in quella direzione.
Quando siamo al guinzaglio a mio avviso tutto è più complicato rispetto alla gestione in libertà, perchè bisogna essere molto chiari nella comunicazione non verbale e controllare molto bene ogni piccola variazione accidentale, cercando di provocare volontariamente quelle desiderate.
Facciamo un esempio: la scena classica del cane che tira al guinzaglio quando vede passare un altro cane.
Cosa si fa?
Per prima cosa bisogna considerare: che in quel caso c'è una grande frustrazione a livello di socializzazione, che provoca eccitazione, che a sua volta provoca una risposta comportamentale molto poco riflessiva;
oppure in secondo luogo, potrebbe esserci irritabilità per lo spazio individuale che si sente minacciato dalla presenza dell'intruso.
Ma ammettiamo che il cane non abbia problemi di socializzazione e non si senta minacciato: perchè dovrebbe comportarsi così?
molto spesso è dovuto ad una cattiva gestione del guinzaglio da parte del proprietario che non sapendo cosa fare inizia a tirare, urlare, strattonare, dare pacche sul muso...oppure l'altro stile di proprietario è quello che pensa che il suo cane ami stare con tutti e che tutti debbano amarlo e senza preoccuparsi dei segnali comunicativi butta il proprio cane con tutti!
IL GUINZAGLIO è COMUNICAZIONE: imparare a leggere il proprio cane; ad anticiparlo nelle mosse che pensiamo potrebbero creare situazioni problematiche (come questa analizzata); imparare a capire se sta o meno affrontando una situazione di difficoltà, come potrebbe essere passare vicino a strade rumorose o gruppi di ragazzini urlanti; imparare se preferisce tenere delle distanze di un certo tipo a seconda delle situazioni più o meno rilassate che si incontrano nella passeggiata; imparare a capire se al guinzaglio con noi ama o meno incontrare e conoscere altri cani....
La cosa fondamentale quando si esce al guinzaglio è di ricordarsi che, anche se al cane piace seguirci e ama la nostra compagnia, ha bisogno di rispetto della propria individualità.
Per cui è essenziale che per una buona riuscita di passeggiata serena e collaborativa ci sia una buona intesa comunicativa: sulle intenzioni, sulle direzioni, nelle situazioni critiche e nei momenti di relax.


martedì 28 febbraio 2012

Come educare il cucciolo a sporcare fuori?

Su questo argomento ho assistito alle teorie più disparate: molti usano ancora mettere il naso del cucciolo nella pipì, prenderlo per la collottola e scuoterlo dicendogli forte di no; altri danno la giornalata (molto classica); altri ancora mettono pannoloni traversine e simili in terra nella speranza che non siano confusi con il tappeto persiano del salotto; altri ancora utilizzano le lettiere dei gatti e altri usano balconi e terrazzini come wc...insomma negli anni ho potuto raccogliere un prontuario ricco di esperienze personali circa l'argomento, ma purtroppo ancora tante leggende metropolitane ( i proprietari mi scuseranno per la franchezza...).
Quindi come procediamo?
per prima cosa bisogna tenere in considerazione che esiste un'età fisiologica ed organica in cui il cucciolo sviluppa il controllo degli sfinteri, attorno ai 6 mesi (così comprendiamo tutte le razze, visto che le taglie giganti sono più tardive rispetto alle altre) ed è quindi impensabile che prima della fine dello sviluppo fisiologico sia in grado di trattenere urine e feci per tutta la notte o per un periodo superiore alle 2 ore circa.
Quindi dovremmo considerare che ogni 2 ore più o meno bisognerà accompagnare il cucciolo, fino ai 4 mesi circa, fuori perchè possa sporcare nel luogo più consono;
bisognerà anche considerare che dopo ogni pisolino, dopo che ha bevuto o mangiato, dopo che ha giocato con o senza di noi, dopo un giretto per casa dovrà fare pipì e quindi sarà buona regola accompagnarlo fuori prima che trovi in casa un luogo che gli piaccia di più.
Non si può pensare di mettere in terra dei pannoloni per qualche mese per facilitare le pulizie e poi toglierli senza che lascino uno strascico di confusione a livello comportamentale.
E' meglio pulire qualche volta il pavimento ed essere sicuri che nel futuro il cane adulto non confonderà tappeti, cuscini, divani, trapunte e simili per la traversina che aveva da cucciolo per fare la pipì....e non è pensabile che il cane si comporti per le deiezioni come il gatto!
Quindi, se non siamo in sincronia con i tempi del nostro cucciolo puliamo SENZA che ci veda, perchè altrimenti potrebbe pensare che ci stiamo interessando a ciò che ha fatto e facciamo finta di nulla: il rimprovero a cosa fatte non serva a nulla, anzi il cucciolo non capendo perchè siamo così duri con lui potrebbe faticare a darci fiducia. Infatti bisogna tenere presente che quando arriva in casa con noi ancora non ci conosce e che ha bisogno di tempo, di coerenza e di costanza per potersi fidare di noi e dei nostri atteggiamenti.
A questo punto, per insegnargli una cosa così difficile per lui armiamoci di tanta pazienza e costanza per essere sicuri di avere in futuro un risultato solido e duraturo.
Il cucciolo deve imparare che nello spazio domestico non si sporca e per lui è naturale avere lo spazio di vita pulito, infatti il cane, per natura, non sporca mai dove vive, mangia e dorme.
Ha bisogno di crescere per non avere paura a fare la pipì dove passano tanti altri odori, infatti quando il cane sporca lascia una traccia di sè nel mondo e quindi sarà buona cosa scegliere un luogo dove ad esempio non passano tanti cani adulti che potrebbero inibirlo anche se presenti solo attraverso il proprio odore;
ha bisogno dei suoi tempi per fiutare e guardare, non bisogna avere fretta perchè per lui è tutto nuovo e sarà meglio scegliere un posto vicino a casa e piuttosto tranquillo di rumori e passanti;
ha bisogno di concentrarsi su poche cosa per volta, quindi meglio rimandare le sedute di "guinzaglio" a quando avrà già fatti i suoi bisognini....
Sì: è un compito duro insegnare bene a sporcare fuori, ma molto utile! basti pensare al disagio che proveremmo quando andiamo in un bar, in albergo, in un negozio se il cane non fosse abituato a farla fuori!
Per questo è bene che gli si insegni a sporcare soprattutto nel verde, perchè il tipo di terreno fa la differenza nello sveltire l'apprendimento!
Inoltre trovo che sia segno di maggiore civiltà non lasciare che il cane sporchi sulle gomme delle auto, sulle fioriere dei negozi, contro lampioni e panchine....e se i proprietari saranno più attenti anche a queste piccole cose tutti i nostri cani saranno sempre più inseriti nel tessuto urbano....è normale, è così: più c'è rispetto, più c'è integrazione...

giovedì 23 febbraio 2012

insegnare ad aspettare



Insegnare al cane ad aspettare è importantissimo per l'equilibrio della sua vita e della sua famiglia.

Molto spesso abbiamo la tendenza a gratificare maggiormente quando il cane ci segue, come abbiam visto nella parte relativa al guinzaglio, oppure quando il cane ci invita a giocare o è comunque attivo. Invece abbiamo anche parlato dell'importanza dell'educazione alla calma.

La capacità di aspettare è inserita sia nella parte che comprende l'importanza di gratificare il cane anche quando è calmo e rilassato nelle situazioni, ma anche di insegnargli l'auto-controllo nei vari contesti interattivi.

Questo vuol dire che dovremmo fin da subito iniziare ad insegnare al nostro cucciolo che è buona educazione chiedere il permesso sugli oggetti che lo interessano e il permesso di accedervi solo attraverso la capacità di stare calmi e di guardare il proprietario.

Spesso si cade nell'errore di concedere al cucciolo l'oggetto desiderato quando mostra bramosia di averlo, ma serebbe buona cosa insegnargli che con la fretta e la pretesa non si ottengono le cose.

Inoltre bisognerebbe gradualmente e nel rispetto delle tappe evolutive insegnare al cucciolo a stare da solo senza che questa situazione sia vissuta come problematica, da dove spesso si sviluppa la preoccupazione e quindi abbaia frequenti, latrati, uggiolii e distruttività.

Si parte sempre da un contesto vissuto dal cane come sicuro e tranquillo, quindi magari da casa e lo si lascia casualmente da solo nella stanza dove ha a disposizione la cuccia e i suoi giochi.

Bisogna valutare se piange e cerca la nostra compagnia in che modo e con quale intensità: se è un ululato o un abbaio da richiesta, se raspa alla porta è inutile precipitarsi da lui: non faremmo altro che aumentare la sua insicurezza nello stare da solo. Come è contro producente salutare il cane prima di iniziare questa attività o prima di allontanarci, così come lo è quando rientriamo.

Apriamo al cane quando è per lo meno in silenzio, per non gratificare attraverso la nostra presenza le sue richieste decisamente fuori luogo.

Immaginiamo un branco o un gruppo famigliare di cani: il leader del gruppo decide che bisogna andare a caccia, sicuramente non si metterà a salutare tutti i membri del suo clan.

I licaoni invece lo fanno e si nota quanta eccitazione questo produce all'interno del gruppo: abbaiano acutamente, si girano intorno freneticamente e alle volte urinano per l'incapacità di trattenersi e quindi è un comportamento completamente contrastante rispetto a quello che è adattativo nella nostra società.

Sarebbe impensabile vivere in condomio dove esistono regole molto rigide che regolamentano i rumori ed avere un cane che abbaia tutto il tempo che non è in nostra presenza e per questo che ci impedisce di allontanarci da lui.

Bisogna entrare nell'ordine delle idee che è vero che per un animale sociale come il cane restare solo non sia il massimo dell'aspettattiva, ma dobbiamo considerare che è utile ed indispensabile che impari a convivere con noi il più serenamente possibile e quindi questo lato meno piacevole rientra nel "pacchetto vivere insieme".

Non dobbiamo vivere noi per primi con senso di colpa o di abbandono il lasciare a casa il cane che ci aspetta al rientro, perchè altrimenti trasmettiamo questo messaggio ad uno degli animali più empatici della terra e questo creerebbe il caos emotivo nella nostra relazione!

Sarebbe come piangere tutte le mattine quando portiamo all'asilo i nostri cuccioli: vivrebbero il distacco con ansia ed angoscia e non li lascieremmo liberi di aspettarci con calma e serenità.

venerdì 3 febbraio 2012

Come insegnare il Kong a un Rottweiler di 10 anni adottato.




Che carina Paoletta alle prese con il suo kong!! 




Il Kong è una bellissima attività per tutti i cani e per tutte le età.


Oggi è la prima volta che lo propongo a Paola e glielo tengo in mano, perchè voglio essere sicura che possa provare un'esperienza positiva.
Nonostante i suoi 10 anni suonati e le scarse esperienze ludiche, ha dimostrato di avere un sacco di competenze adeguate al problema e una buonissima riflessività. 
All'inizio ha provato a dare un morsetto al kong ma visto che non usciva niente ha pensato bene che doveva adottare una strategia diversa.
Per questo ho deciso di rimanere con lei e tenere tra le mani il gioco.
Paola ha capito subito di dover utilizzare la sua bocca non per mordere o strappare!
Dimostra sempre una grande riflessività.
Analizza la situazione e cerca sempre la strategia migliore per ottenere i risultato.
Questo è uno dei motivi per cui adoro i cani anziani.
Sono consapevoli di avere meno energie di un giovane e le utilizzano saggiamente per non sprecarle.
Ti invito a seguire il post su come insegnare il Kong-------







lunedì 23 gennaio 2012

Il gioco con Dorian



Giocare si sa, non è solo un'attività divertente, rilassante, ricreativa, ma è soprattutto un forte strumento educativo e comunicativo.
Attraverso il gioco, qualsiasi cucciolo: cane, gatto, cavallo, scimmia o bambino, impara lo stile di vita dell'ambiente nel quale dovrà essere adulto.
Quindi Dorian ha imparato lo scambio degli oggetti e di conseguenza abbiamo lavorato per abbassare la sua tendenziale possessività, ha imparato infatti che non avrebbe avuto bisogno di proteggere, difendere o trattenere nulla perchè nè io nè mio marito gli avremmo mai RUBATO niente dalla bocca, ma anche nello spazio di casa. Attraverso l'impostazione adeguata delle attività ludiche finalizzate al riporto e al "lasciare" quanto posseduto nella bocca ha capito che la grtificazione non era solo nel prendere, ma anche nello scambiare. Ovviamente per i cani è fondamentale la COERENZA, quindi seguendo questo stile di gioco, anche i gesti quotidiani hanno dovuto adattarsi: al cane non è mai stato tolto niente dalla bocca con la forza, ma sempre ottenendo il suo consenso; non l'ho mai disturbato quando mangiava tranquillamente l'osso o rosicchiava un bastone; non gli abbiamo mai toccato la ciotola mentre consumava un pasto; abbiamo sempre mantenuto le distanze corrette mentre beveva o riposava....tutto questo per insegnargli a fidarsi di noi.
Altre attività ludiche che abbiamo fatto insieme a Dorian sono state proiettate verso l'esplorazione e la perlustrazione per gratificarlo attraverso l'uso del naso nei ritrovamenti di cibo, oggetti o persone (spesso o io o mio marito ci siamo nascosti nei boschi e l'altro inviava il cane a cercare)e per abbassare il suo stato di vigilanza nei confronti dell'esterno, tipica di un molosso.
Abbiamo anche lavorato molto sull' apprendimento attraverso il movimento perchè spesso i cani di grossa talia fanno fatica ad avere una rappresentazione mentale chiara di quanto sono grandi, quanto sono forti e quali sono le loro capacità di movimento nello spazio. Questi tipi di esercizi lo hanno aiutato ad avere una buonissima conoscenza di se, con una conseguente buonissima autostima. Infatti avere consapevolezza del proprio corpo e di come spostarlo nello spazio, è il primo passo per avere sicurezza nelle proprie capacità.
Ma fin ora abbiamo parlato di attività ludiche, che sono ben diverse dal gioco libero e selvaggio!
per tutta la durata del periodo educativo fino alla maturità sociale, quindi fino a circa un anno fa (considerando che Dorian ora ha 5 anni!)mi sono dedicata esclusivamente o quasi ad attività ludiche guidate e mirate all'apprendimento di determinate capacità trascurando il gioco ludico, libero e sfrenato che hanno due amici. Non so se sia stato un comportamento equilibrato e corretto, ma i risultati ottenuti mi danno veramente molta soddisfazione. E'stato difficilissimo non cogliere le sue iniziative di invito al gioco di "cane corso", quindi tirare gli stracci, rincorrersi, fare la lotta e tutte le altre cose tanto rilassanti e simpatiche e ha richiesto da parte mia moltissima coerenza e costanza, ma ora POSSIAMO giocare liberi!



Ora che la nostra relazione è salda, solida ed equilibrata, ora che i ruoli e i ranghi del posizionamento sociale sono chiari e determinati, ora che ci conosciamo e che abbiamo fiducia l'uno nell'altra, ora possiamo essere in totale sintonia e permetterci anche di giocare nel modo più libero ed istintivo che io abbia mai provato.



L'altra mattina sono andata a prendere le ciotole, in giardino, e Dorian è arrivato davanti a me con un grosso bastone in bocca ringhiottante e scodinzolante: mi ha veramente invitato a giocare in modo competitivo e molto "canino", mi sono lasciata coinvolgere più che volentieri! mi sono messa tutta chinata in avanti con le braccia aperte balzando di tanto in tanto in avanti e ringhiando col labro alzato! insomma tutti i segnali comunicativi più minacciosi che conosco e che riesco a riprodurre...lui ha alzato il tono del ringhio ed io ancora più forte!!!se devo dire tutta la verità ho persino abbaiato...poi ho iniziato anche a tiragli il bastone dalla bocca e mi sono divertita un mondo!!!! il tutto è durato pochi minuti, perchè comunque sia è stato meglio fossi io a interrompere la situazione, come si addice al mio ruolo e un pò anche perchè Paola si stava preoccupando di tutto il baccano che stavamo facendo...



E' stata una sensazione bellissima: tutto quello che abbiamo faticato per costruire in questi anni finalmente ha trovato lo spazio che merita: possiamo lasciarci andare così, solo perchè tra di noi tutto è molto chiaro e sereno ed è l'augurio che faccio a tutti i cani e proprietari, di poter arrivare con pazienza ad avere un rapporto sereno e una conoscenza così profonda da poter entrare costantemente in comunicazione.



Ci è voluto del tempo per poterci conoscere e rispettare, ma ora possiamo veramente essere nella relazione.



mercoledì 11 gennaio 2012

LA PREGHIERA DEL CANE

...un giorno il Sacerdote di un paese vicino al mio mi ha regalato questa poesia ed ho pensato di condividerla con tutti coloro che amano i cani:

"O Signore di tutte le creature, fa che l'uomo, mio padrone, sia così fedele verso gli altri uomini come sono io fedele a lui.
Fa che egli sia affezionato alla sua famiglia e ai suoi amici come io sono affezionato a lui.
Fa che egli custodisca onestamente i bene che Tu gli affidi come io custodisco onestamente i suoi.
Dagli, o Signore, un sorriso felice e spontaneo come facile e spontaneo è il mio scodinzolare.
Fa che egli sia pronto alla gratitudine come io sono pronto a lambire.
Concedigli una pazienza pari alla mia, che attendo i suoi ritorni senza lagnarmi.
Dagli il coraggio, e la mia prontezza a sacrificare per lui tutto, da ogni comodità fino alla vita stessa.
Conservagli la mia giovinezza di cuore e il mio sguardo attento e sereno.
O Signore di tutte le creature, come io sono sempre veramente cane, fa che egli sia sempre veramente uomo."

giovedì 5 gennaio 2012

E con più di un cane?

foro dal web

E come possiamo fare quando in famiglia si ha più di un cane per uscire serenamente al guinzaglio in passeggiata tutti insieme?
Credo che sia fondamentale, come sempre, la GRADUALITA', per cui bisognerebbe avere la pazienza di affrontare tutti i singoli passaggi visti fin ora nei post precedenti prima con un cane e poi con l'altro.
Questo vale sia che si facciano entrare da subito in famiglia più cuccioli contemporaneamente, sia che si inserisca successivamente un nuovo arrivato (cucciolo o non più tanto giovane).
Dicendo questo mi riconduco sia alla mia esperienza di istruttore, che spesso ha dovuto affrontare dinamiche di gruppo, ma anche alla mia esperienza personale-famigliare.
Mi piace più parlare di quello che ho vissuto per cui vediamo insieme cosa è successo a casa mia.
Ormai si sa che Dorian è stato il primo ed è arrivato da cucciolo. Non riesco ad immaginare che 4 anni fa abbondanti potesse essere pensabile camminare al guinzaglio con anche un altro cane, per il fatto che aveva bisogno di instaurare con me un legame profondo, solido e duraturo, basato sulla fiducia e sul rispetto.
Mi ricordo che quando uscivamo da casa le prime volte tirava tantissimo sulla strada del ritorno, mentre in andata mi stava sempre appiccicato e guardava più che fiutare...il che è molto significativo di quali fossero per lui le esigenze prioritarie di quel momento. Infatti solitamente i cani tirano di più in uscita che non al ritorno verso casa, anzi di solito per tornare a casa indugiano a fiutare, si distraggono con tutto per ritardare sempre di più il momento di rincasare.
Dorian invece VOLEVA tornare di corsa a casa...che cosa vi viene in mente?
Insicurezza nel mondo circostante, scarsa esperienza, scarsa autostima ed auto-efficacia, "ansia" da abbandono del luogo protetto, ma io ero li con lui: perchè non gli bastava?
Perchè era un piccolo cucciolo di Cane Corso, quindi alla basa profondamente diffidente, che aveva bisogno di conoscermi per potersi fidare e lasciarsi guidare nella crescita e di conseguenza nelle esperienze della vita che avremmo affrontato in seguito.
Come potevo portarmi un altro cane in passeggiata con questa consapevolezza?
Avrei rischiato di perdere di vista lui che mi stava accanto per dedicarmi anche alle esigenze dell'altro.
Ha avuto bisogno di un profondo rispetto dei suoi tempi e dei suoi momenti per potermi dare la sua fiducia e attraverso questa fare passare tutti gli insegnamenti che gli sono serviti per poter diventare il cane solido ed equilibrato che è ora.
Insieme abbiamo giocato, corso, ci siamo persi nei boschi e poi ritrovati, siamo andati insieme in paese e poi in città, abbiamo incontrato altri cani, altre persone, siamo andati al bar al ristorante ed in vacanza, al parco, al fiume, al mare, al lago....abbiamo vissuto tante esperienze ma: INSIEME, io non mi sono mai dimenticata che attaccato al guinzaglio avevo il mio più caro amico e lui non si è mai dimenticato di chiedermi aiuto nelle situazioni nuove e/o problematiche.
Il guinzaglio non è un semplice pezzo di corda o di cuoio, ma è il trait-d'-union tra uomo e cane: è come camminare fianco a fianco ed essere in armonia nei movimenti.
Potete pensare ad un branco di lupi che per camminare insieme si ringhiano, si sgridano, si mordono o discutono?
Non riuscirebbero nemmeno un giorno a cacciare! così dovrebbe essere camminare insieme al guinzaglio: sinergia nello spostamento, nell'andatura, nella direzione e soprattutto negli obbiettivi....

Poi, nemmeno un anno fa è arrivata Paola, che aveva visto il guinzaglio ben poche volte nella sua vita e di sicuro non avrei potuto accelerare i suoi ritmi perchè invece a passeggio con Dorian le basi erano già poste!
All'inizio, per un paio di mesi circa, ho fatto sempre passeggiate al guinzaglio separate, per poter dare anche a lei il tempo di studiarmi e di capire chi io fossi per lei e che cosa volessi da lei, ma anche piccoli tratti con tutti e due i cani perchè l'apprendimento per mimesi è uno dei più diretti e contavo molto sul fatto che potesse imparare tanto dagli atteggiamenti di Dorian.
Mi ricordo che le prime volte Paola si girava subito a guardarmi quando sentiva il guinzaglio andare in tensione per capire cosa le stava succedendo: bella questa, a lei dava fastidio sentire tirare mentre di solito è al conduttore che non piace!!!
Quindi all'inizio tutto si è basato su una buona comunicazione non verbale: rimanevo tranquilla, con le braccia lungo i fianchi per farle capire che non ero io a "farle male" sulla pettorina, ma era lei a non guardare la mia traiettoria.
Con lei il guinzaglio è servito semplicemente da freno per darle l'idea che il suo punto di riferimento dovevo essere io: è sempre stata da sola a prendere le decisioni per se stessa, mentre ora dovevo dirle che poteva affidarsi a me.
Devo dire che è stata ben felice di lasciarmi "il timone", come tutti i cani direi sono lieti di non dover essere caricati di responsabilità se siamo noi a prendercele!

Quindi con entrambi i cani ho dovuto impegnarmi per essere ACCREDITATA, ma in modo completamente differente, perchè ogni individuo ha una struttura diversa e bisogna essere in grado di accorgersi quali sono le esigenze preponderanti di uno e dell'altro,quali tipo di richieste fa uno e fa l'altro, che modalità espressiva ha uno e l'altro, che aspettative ha uno e l' altro...

Una volta che Paola ha stabilito che: la passeggiata era uno svago insieme, il guinzaglio non era uno strumento di tortura ma la mia spalla vicina alla sua, i suoi tempi per fiutare guardare e marcare sarebbero stati rispettati...ho potuto portare i cani insieme in passeggiata molto più frequentemente.

Ritengo quindi che in una situazione di pluralità sia importante riservarsi sempre dei momenti di rapporto a due esclusivi, per avere modo di leggere e capire bene la soggettività di ogni cane che emerge esclusivamente quando si è da soli.