Un giorno, mentre si preparava per il grande ballo organizzato dal Principe del regno, la fanciulla fece la conoscenza della magica Fata Madrina.
Questa Fata, con uno scintillio di polvere di stelle e la sua bacchetta incantata, trasformò Cenerentola in una bellissima principessa e una zucca nella sua carrozza splendente.
Cenerentola andò al ballo e fece il suo ingresso finalmente in società.
Una società luccicante, rumorosa e sorridente. Spensierata ed allegra.
Tuttavia, proprio mentre il Principe Azzurro stava per chiederla in sposa, un terribile evento si abbatté sul regno.
Un gruppo di vandali temerari invase il castello, distruggendo tutto quanto capitasse loro a tiro e portandosi via tutte le risorse nel fragore di una notte terrificante.
Il Principe, Cenerentola e tutti i sudditi furono costretti a cercare un riparo di fortuna nelle vicinanze nel tentativo di sfuggire alla distruzione e al panico.
Si nascosero in una grotta buia, nel folto della foresta.
Dove rimasero il tempo necessario per ascoltare finalmente il silenzio, calato allo scomparire dei vandali tumultuosi.
Con grande coraggio e col cuore in gola, il Principe fu il primo ad uscire dal nascondiglio, per assicurarsi che il terreno fosse tornato sgombro dalla presenza minacciosa dell'invasore.
Ciò che vide fu distruzione e mutismo.
Il suo amato Castello aveva perso completamente quell'aria di sicurezza, che per sua natura trasmetteva da secoli al villaggio sottostante.
Le timide casette dei suoi adorati sudditi piangevano della notte di flagello che avevano dovuto subire.
Tutto doveva essere quanto prima ricostruito per l'affetto che lo legava al suo popolo.
Cenerentola desiderava nel più intimo angolo del suo cuore, trovare una collocazione stabile e sicura per loro, per la famiglia che insieme avrebbero potuto costruire.
Quella mattina osservava cupamente lo sguardo del suo innamorato, posato continuamente sulle rovine da sistemare e risollevare.
Cosa sarebbe dunque successo adesso?
Il suo amato Principe desiderava solamente rimanere fedele alle sue terre e al suo popolo?
"Non era possibile", lei si ripeteva continuamente nella sua testa per tranquillizzarsi.
Lui le era profondamente legato e non avrebbe mai messo niente e nessuno al primo posto nella sua vita se non lei e soltanto lei.
Oppure non era così?
Glielo aveva promesso, durante quella notte di barbarie e di saccheggio.
D'altronde Cenerentola però, non era nata principessa e non sapeva cosa volesse dire restare accanto al proprio popolo.
Un nobile di nascita, al contrario, sa esattamente cosa fare verso il suo regno nei momenti di depressione economica.
Un nobile per nascita sa che deve assolutamente aiutare i propri sudditi a risollevarsi.
Ci sono diritti e doveri sanciti da taciti accordi e scritti nei tempi.
Al contrario, lei sentiva fortemente la chiamata di scappare da quella situazione rovinosa, verso un mondo prospero che potesse accogliere i due innamorati.
Decise di parlare col suo amato Principe.
Ahimè, egli le rispose quanto si sentisse cucito addosso il ruolo di leader.
Le disse anche, che un vero capo non abbandona mai la sua ciurma davanti alla prima difficoltà.
Era nato per governare quel popolo, non poteva certo lasciare tutti allo sbaraglio più completo.
Una guida nasce guida e non può mai abbandonare il suo compito.
E questo lui lo sapeva fina dalla nascita.
Tutta la sua educazione, il suo percorso di crescita e le sue esperienze erano state guidate da quel principio.
Lei forse non lo sapeva, perché non era nata principessa. Anzi, lei dall'alto della soffitta dove era rinchiusa aveva sognato, fantasticato e ricamato su quelle avventure meravigliose che si dice ogni principe viva.
Non aveva coscienza lei, in fondo, che erano storie tramandate di nobile, in nobile per fortificare lo spirito di attaccamento alla propria terra.
Servivano soltanto per unire tutti i principi della terra in una grande missione: rimanere fedeli alle proprie origini.
Iniziò così un lungo percorso di infelicità in quella coppia che era stata scelta dall'Universo per essere insieme felici e contenti.
Cenerentola e il suo autore (Cenerentola su Wikipedia) mi perdoneranno se mi sono presa la libertà di pensare a un finale diverso.
Che ne pensi? Secondo te, potrebbe veramente terminare così?
Scrivimi