Poca fortuna, tanta strategia: cosa mi hanno insegnato i concorsi docenti.
In questi due anni ho affrontato i concorsi PNRR1, PNRR2 soltanto la prova scritta e PNRR3, per la scuola secondaria di I e di II grado, per la classe di concorso AS2A e AM2A (francese) ed ho sempre superato le prove orali.
Non lo scrivo per vantarmi, tu che mi leggi da diverso tempo sai bene che non è nel mio stile, ma desidero fare chiarezza su una cosa che spesso si dice:
“Se passi, è anche fortuna.”
Fortuna per ben 7 prove concorsuali tra scritti e orali?
E la fortuna sarebbe sempre toccata a me?
Non è possibile che sia soltanto questione di fortuna.
Dal mio punto di vista, tutto, o in gran parte, si basa su una buona strategia per affrontare la prova, sul metodo di studio e sulla costanza.
Ma attenzione bene: la preparazione per il concorso docenti di area comune presuppone un modo diverso di intendere lo studio, rispetto ad un esame universitario per esempio.
Studiare non basta
All’inizio anche io facevo quello che fanno molti e che forse hai fatto anche tu:
studiare tanto, accumulare contenuti e cercare di sapere tutto.
Ma il concorso non premia chi sa di più: premia chi sa esprimere bene ciò che conosce.
La differenza tra chi supera una prova e chi no, risiede nella qualità della preparazione e non soltanto nella quantità.
Ecco cosa ha fatto davvero la differenza nelle mie prove:
l' approccio ai contenuti espressi negli allegati del bando.
Sono passata da:
A:
Ho iniziato a chiedermi:
Se mi facessero questa domanda, cosa risponderei?
E da lì ho costruito tutto.
Un errore comune è pensare che basti “sapere”.
In realtà bisogna:
Sono competenze.
E come tutte le competenze, si allenano.
La costanza batte tutto
Non ho mai studiato in modo perfetto, ma ho studiato in modo costante: anche quando ero stanca, quando avevo dubbi di non riuscire, quando non avevo risultati immediati.
Ho continuato, perchè ho sempre avuto il mio obiettivo chiaro davanti agli occhi a guidarmi.
Ogni volta che mi è sembrato di perdere la motivazione, perchè sentivo che lo sforzo richiesto era troppo, ho guardato il mio obiettivo.
E adesso?
Adesso che i concorsi sono finiti, mi accorgo di una cosa importante: ho una consapevolezza nuova.
Per molto tempo ho pensato di non essere in grado di studiare, i risultati che ottenevo erano sempre lenti e mediocri.
Spesso fallivo anche nelle prove più semplici ed ero quasi sempre quella che ci metteva il doppio del tempo degli altri.
Quando studiavo al liceo o all'università, non sapevo che era soltanto una questione di applicare la giusta strategia allo studio.
Nessuno mi aveva mai detto che potevo farcela come gli altri se soltanto avessi trovato il mio modo per poter apprendere e ricordare.
Sono stati anni di grandi sacrifici e di frustrazioni, perchè stavo sui libri ore e giorni interi senza riuscire a ricordare niente, senza arrivare mai sufficientemente pronta agli esami per quanto avevo studiato.
Ma sta volta è stato diverso.
Questa volta ho applicato il modo corretto per il mio stile di apprendimento ed ha funzionato.
Se anche tu stai preparando un concorso, ti lascio questa riflessione personale: costruisci il tuo modo per valorizzare quello che sai.
È lì che cambia tutto.
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