lunedì 10 gennaio 2022

Chi è Robert Kiyosaki? conosciamolo meglio.

Robert Kiyosaki e le intelligenze finanziarie. Come possiamo applicarle?

Passiamo subito al sodo: perchè è così famoso?
Nel 1977 fondò la sua prima azienda, che vide nascere il portafoglio in nylon con chiusura in velcro.
Innovativo vero?
Ma non è di certo la parte più interessante della vita di Kiyosaki.
La parte che più mi ha affascinata della sua storia risale al 1994 quando esce il suo libro "Padre ricco, padre povero" che diventerà un best seller.
Lo trovi in vendita anche qui www.ilgiardinodeilibri.it o in altre librerie che più ti piacciono.
Lo so, adesso sei curios* di sapere di cosa tratta questo libro.
Normalmente pensiamo di avere un solo padre.
Ebbene R. Kiyosaki descrive suo padre biologico, come quello povero. Sempre dedito al benessere della sua famiglia.
Mentre nel libro dialoga anche con un padre ricco, che è esperto nell'utilizzo di tutta la sua intelligenza finanziaria.
Per capire rapidamente di cosa stiamo parlando ti lascio questo fantastico video riassuntivo.
Guarda questo video.



A questo punto vorrai anche tu capire come poter sfruttare il potenziale della tua intelligenza finanziaria.
Personalmente ho guardato anche questo video, che ti condivido qui.
Che ne dici?



Robert Kiyosaki rompe il paradigma che bisogna lavorare molto per guadagnare molti soldi e considerarsi ricchi.
Sostiene che le persone ricche non risparmiano, anzi: investono in modo che siano i soldi stessi che lavorino per loro.
Fantastico vero?
Questo tipo di mentalità ha spiazzato il mondo intero quando ha fatto la sua comparsa.
Robert è stato spesso attaccato per la sua filosofia sul denaro e sulla ricchezza.
Spesso è stato accusato di illeciti nelle sue attività.
Rimane un fatto importante:
ha parlato di soldi e di ricchezza, che è uno degli argomenti più spinosi che esistano.
E ne ha parlato invitando a un cambiamento di mentalità.
Secondo Kiyosaki la maggior parte delle persone povere parte dalla parte sinistra in alto del quadrante del cashflow da lui ideato.
Sostiene che siamo ereditariamente poveri. 
Nel senso che quando nasciamo in una famiglia con lavoro dipendente, non ci viene insegnato come sfruttare il potenziale del denaro.
Anzi, nemmeno la nostra istruzione è in grado di insegnarci come diventare ricchi.
Quindi, attraverso la nostra mente, la nostra volontà e le nostre competenze, dobbiamo scalare ogni parte del quadrante per arrivare nella parte più adeguata a fare in modo che sia il denaro a lavorare per noi.
Ciò diventare investitori.
Guadra, ti metto qui il quadrante per farti vedere che cosa intenda l'autore.
Sono certa che dopo aver ascoltato i video che ti ho messo e osservato attentamente questa immagine, ti renderai conto dove convenga stare!



tratto dal web




Per me è' vero, nessun tipo di istruzione mi aveva mai messo sulla strada delle intelligenze finanziarie se non la mia mente e la mia volontà di realizzare il mio sogno.
Forse è vero, la povertà è ereditaria...
Ma allora è anche vero che possiamo, a grande fatica, attraversare ogni quadrante del cashflow e scalare la montagna che porta alla nostra ricchezza?
Io, ci voglio credere.

Concedi almeno alla tua mente di uscire dalla zona di confort e di provare a raggiungere ciò che desideri.

Non c'è niente di male a voler essere felici.


Io ti aspetto nei commenti per conoscere il tuo punto di vista.


domenica 2 maggio 2021

4 consigli come impostare Facebook per il proprio brand

Stai cercando di generare nuovi contatti attraverso i tuoi profili social? 

Il mondo social è enorme e noi ci sentiamo enormemente piccoli ed ignoti.
Come puoi fare per far notare il tuo profilo in mezzo a tantissimi altri? Perchè dovrei scegliere di seguire proprio te?

Spesso, queste sono le domande più ricorrenti per chi vuole piazzare la propria attività sui social.

La frase più ricorrente nel mondo del social media marketing che sentirai è: crea valore e sii originale.

Io preferisco dire:  esprimi qualcosa che ti appartenga in modo diverso dal solito.

Una volta fatto questo primo passaggio devi intercettare quali strumenti vuoi utilizzare. 

Vediamo 4 semplici funzioni di uno dei principali social network: Facebook.

Ormai tutti abbiamo un profilo, ma spesso non sappiamo come muoverci sul social quando si tratta della propria attività.


Simona Guidotti


Come suddividere i contenuti.

1. I post in bacheca del nostro account.

Come devono essere?

  • Niente argomenti di politica o di religione. E se proprio vuoi dare la tua opinione sempre in modo moderato e diplomatico.
  • Niente piagnistei o autocommiserazione: sorridi. Ricorda il detto "sorridi e la vita ti sorride"? Ecco, tienilo a mente quando ti accingi a postare qualcosa.
  • Rispondi sempre ai commenti: un "grazie" è sempre ben accetto e l'educazione prima di tutto.
  • Invita le persone all'azione: chiamami, scrivimi, lascia un commento, ecc... Cerca di coinvolgere il tuo pubblico. Il social serve proprio a questo: creare relazione.
  • Commenta solo i post che ti piacciono e non fare spam sotto quelli delle altre persone
  • Racconta di te nell'ottica della tua attività o del tuo brand

2. Cosa metto nelle storie?

  • Devono raccontare di te in un momento particolare e pertinente con l'immagine che vuoi dare al tuo pubblico. 
  • Possono essere anche più di una al giorno.
  • Dallo stato di Whatsapp sono condivisibili direttamente nelle storie di Facebook
  • Possono essere frasi, foto, video, sati d'animo: ciò che ti rappresenta

Per esempio metto quando cucino coi miei figli, una canzone che mi piace. 

Segreto: i sondaggi e le domande sono importanti per coinvolgere il pubblico.

3. Le pagine

Raccontano invece della tua attività.

Io ho diviso il più possibile le pagine per argomento della mia attività. 

I post diventano più specifici del settore dove operi. Ricorda di citare la fonte da dove prendi le notizie.


4. I gruppi 

Raccolgono le persone attorno a un argomento in comune.

Per esempio il mio gruppo  Facebook Vado col cane, si ma dove...?  è rivolto ai proprietari di cani che vogliono fare cose insieme al proprio amico a 4 zampe. 

Hai le idee un pò più chiare? 
Grazie di aver letto fin qui. Lasciami un saluto nei commenti e fammi sapere se ti sono stata utile, la tua opinione è importante per me.


domenica 7 febbraio 2021

Non devi scegliere tra la tua famiglia e te stessa: puoi avere entrambi.

Quante volte ti sei guardata allo specchio cercando la vera te stessa?

Quante volte hai pensato: "Dove ho messo i miei sogni? Perchè avevo studiato tanto da ragazza? Chi volevo essere?"

Adesso, sei diventata una mamma straordinaria, hai fatto sacrifici immensi per essere il pilastro della tua famiglia. 
Ti occupi con attenzione dei tuoi bambini, della tua casa e del tuo compagno.
E poi, quando ti corichi la sera, stanca e distrutta, c’è quella vocina dentro di te che si fa spazio tra i pensieri. 
È lì per ricordarti chi sei davvero e quali erano i tuoi sogni, quelli che aspettano ancora di essere raggiunti.

E' capitato anche a me, per tanto tempo


Ma lascia che te lo dica: non devi rinunciare a te stessa per amare chi ti sta accanto.

Ricordi perchè ho iniziato la mia prima attività come istruttrice cinofila?
Avevo il bisogno di trovare un lavoro che mi consentisse di stare accanto ai miei figli.
Tuttavia nel cuore, custodivo lo stesso dubbio che forse hai anche tu ora e ripetevo a me stessa:

Se provo a realizzare ciò che sento, sconvolgerò gli equilibri della mia famiglia? Trascurerò i miei figli? Mio marito mi lascerà?

Guardandomi indietro, ho imparato una cosa importante: quando una mamma ritrova la sua felicità, tutto il resto migliora.

Il cambiamento fa paura, ma può essere dolcemente rivoluzionario.

Sì, cambiare fa paura. È normale. 

Ma sai cosa mi ha spaventata di più un giorno? 
Il timore che avrei potuto guardarmi allo specchio ed accorgermi di aver perso l’occasione di essere la donna e la mamma che volevo davvero essere.

Non ti sto dicendo di stravolgere tutto o di lasciare i tuoi figli per inseguire i tuoi sogni. 
Ti sto solamente dicendo che puoi costruire qualcosa di straordinario senza rinunciare alla tua famiglia.
Ho scelto di diventare istruttrice cinofila perché era l’unico lavoro che mi permetteva di stare con i miei figli, ma i miei sogni erano nascosti, così in profondità che nemmeno io riuscivo più a vederli. 
Ci sono voluti anni per ritrovarli e farli splendere di nuovo, finalmente oggi sono qui, più vivi che mai!

Voglio condividere con te questo messaggio importante: 
hai il diritto di essere felice come tutte le altre persone di questo mondo.

Essere una mamma non significa mettere sempre te stessa all’ultimo posto. 

Al contrario, il tuo esempio potrà essere una lezione di vita anche per i tuoi figli. 
Stai mostrando loro che è possibile inseguire i propri sogni senza sacrificare ciò che conta di più.

Non ti chiedo di fare salti nel vuoto e neanche di sconvolgere la tua routine.

All'epoca, se me lo avessero chiesto, non l' avrei fatto nemmeno io.

Alcuni cambiamenti richiedono tempo, quello necessario ad una giusta maturazione, che puoi stabilire soltanto tu.

Ti invito semplicemente a fare un passo piccolo, ma tuo. 





Inizia con una lista. 

Prenditi 10 minuti oggi per scrivere:

Questo piccolo suggerimento è il primo passo per ritrovare in te stessa dove si nascondono i tuoi sogni. A volte, sono lì, a un passo da te, pronti a rinascere.

La tua felicità non è un lusso: è una necessità, per te e per chi ti ama.

Tu sei il motore del tuo cambiamento. Sei pronta?

Scrivimi nei commenti un semplice "sì" quando sarai pronta. 

sabato 23 gennaio 2021

Come ho scoperto il cuore del mio brand grazie a Riccardo Scandellari: un maestro per ogni professionista

Quando ero una bambina sognavo di diventare una grande imprenditrice.


Esattamente non sapevo di cosa, ma sapevo che mi sarei occupata di comunicazione e che avrei agito in modo etico.


Crescendo ho pagato a duro prezzo i miei insuccessi scolastici: non capivo, e non capisco tutt'ora, i numeri.
Inoltre mi dicevano che non sapevo scrivere.
Così, con l' autostima sotto i piedi, ma con la sfida nel cuore come si addice alla stragrande maggioranza degli adolescenti, ho scelto il liceo scientifico sperimentale informatico e successivamente la laurea in lingue straniere: francese e tedesco.

Ho chiuso in un cassetto il sogno di essere quella grande manager che vedevo ogni volta quando chiudevo gli occhi.
Ho ascoltato per anni quella Scimmia nel cassetto che ogni giorno costantemente mi faceva credere a un sacco di fesserie.
Sono riuscita a tenerla a bada, fino a quando non è esplosa la pandemia Covid-19.
Come molti di noi, anch'io ho perso l' attività decennale che avevo costruito tra le mille fatiche di essere madre e mi sono ritrovata a dovermi reinventarmi di colpo.
Obbligata dalle circostanze, ho tirato fuori da un vecchio scaffale, la laurea impolverata, però ho anche cominciato a prendermi cura di quel vecchio desiderio che ancora custodivo nel più profondo: poter fare comunicazione e marketing.
L'online avanzava di gran carriera, era il momento di agire.

Oggi ti risparmio il dibattimento interiore tra me e me, i dubbi, le insicurezze, le paure e il tormento di sentirmi perennemente inadeguata.
Ora, voglio guidarti a conoscere la persona che mi ha "preso per mano" in questo passaggio cruciale di cambiamento: Riccardo Scandellari. visita il sito

Tutto inizia da qui: un post. 





Immediatamente, questa locandina, senza saperne ancora niente dell' argomento, mi ha fatto dire: "Wow! Che bella persona deve essere".

Mi sono detta che dovevo saperne di più.
Dopo aver girovagato qua e là in internet, qualche tempo dopo, sono capitata sull'iscrizione gratuita a un webinar dove sarebbe stato presente.
Ecco, finalmente il momento ideale per vederlo in azione.








Pura magia: il cassetto si è aperto.

Le sue parole mi hanno introdotto fin da subito a quel mestiere che cercavo da tempo: questo è stato il momento in cui ho potuto scoprire cosa sognavo da bambina.
Ho iniziato da questo webinar a conoscere un mondo che desideravo e che allontanavo per paura di non essere adeguata.
Ho iniziato a seguire Riccardo Scandellari, a leggere il suo blog, uno dei suoi libri, le sue newsletter, a interagire sui suoi profili.

Ogni parola risuonava col mio tono di voce.

Per un periodo ho seguito contemporaneamente anche altri professionisti del settore.
La scelta definitiva è arrivata spontaneamente quando, leggendo un suo articolo, spiegava passo dopo passo l'importanza di gestire un blog in una strategia di marketing narrativo, nonostante l'avanzata del social network.
Da quel momento, non ho più avuto vergogna di sentirmi a mio agio a scrivere con passione il mio piccolo blog.
Da quel momento me ne sono presa cura come se fosse il mio giardino prezioso.
È stato come se, finalmente, qualcuno mi avesse detto col sorriso: "Non c’è niente da rimproverarti se sei fatta così."


Allora, immagini la liberazione che ho provato?



Ho percepito che il mio modo di interpretare la comunicazione e il marketing erano condivisi con qualcuno, in questo grande oceano che è il web.
Perché Scandellari spiega cosa è un brand, non grida per farsi ascoltare, posta cose in cui credo, risponde pacatamente in modo molto professionale e invia contenuti utili.
Ma hai mai letto una sua newsletter?
Bhè, devi provare! 
Quando la finisci, hai voglia di scrivergli subito per saperne ancora.
Quando vedo un post so già che è scritto per me!

Non conoscevo il grande potenziale dell'online, perchè non mi sono mai sentita a mio agio nel mostrarmi con troppi filtri, a recitare balletti e via di seguito.
Cercavo qualcuno che mi mostrasse come presenziare sul web secondo le mie caratteristiche uniche; come comunicare col pubblico partendo dal mio modo individuale di esprimermi: tono di voce basso, parole scelte con cura e moderazione, senza frenesia.


Ci è voluto circa un anno prima che mi fidassi completamente. Oggi, è il mio punto di riferimento per lo storytelling online fondato su costanza, coerenza e autenticità. 
È stato possibile perchè è riuscito a trasmettermi il suo messaggio in modo chiaro e facilmente applicabile, senza promesse irrealistiche. 
Questa visione è stata un punto di svolta, poiché Scandellari mi ha mostrato che è possibile fare marketing e crescere nel mondo digitale rimanendo fedeli a se stessi e ai propri valori.

Ogni contenuto, social, libro, newsletter che pubblica non mi delude mai: mi interessa, mi serve e mi aiuta a crescere come professionista.


Ho tantissima strada da fare, anzi sono appena partita.
Però so dove voglio arrivare e soprattutto so come voglio percorrere la strada.
E so a chi rivolgermi per i momenti di sconforto creativo.

Adesso però, che hai avuto la bontà di legger fin qui, è giusto che io confessi tutta la storia per intero. 
Ho tutti i suoi libri?
Purtroppo ancora no, perché nel fondo più segreto di uno dei miei desideri da fan sfegatata quale sono, spero che un giorno, quando entrerò in libreria, per l'acquisto del suo ultimo libro, potrò portarmene a casa uno firmato in diretta: dedica scritta a biro, come ogni grande Autore che appartiene al cerchio letterario.

Ora non ti resta che iniziare a seguirlo, iscriverti alla sua newsletter e comprare i suoi libri per cominciare a raccontare il tuo più grande capolavoro: la tua storia. 



martedì 5 gennaio 2021

Prove tecniche per creare un video curriculum vitae (efficace)

Alcuni consigli per creare un video cv efficace e trovare lavoro. 

Come fare? Quali regole devo seguire per un buon video curriculum vitae?

Vediamo i punti principali per montare un buon video cv ed essere sicuri di essere visti.

Regole da seguire per un video cv ascoltato:


  • abbigliamento chiaro: meglio la camicia bianca. Indossate la giacca se vi presentate per una posizione dirigenziale o molto formale
  • trucco per le signore: sobrio e leggero, ma deve esserci
  • gioielli: pochi e non invadenti
  • acconciatura: curata e non appariscente, valido per uomini e donne
  • ambiente: sfondo neutro, meglio uno studio con libreria
  • linguaggio: come se foste a colloquio, formale e adatto alla posizione ricercata
  • durata del video di circa 2 minuti, non parlate della vostra vita privata

Cosa bisogna dire nel video curriculum vitae?


Pensa a una frase introduttiva per far sapere al tuo interlocutore perchè vi state proponendo.
Dichiara subito chi sei, quanti anni hai e dove abiti.
Successivamente passa al percorso di studi, elencando quelli principali e se hai formazione attinente al tipo di lavoro per il quale ti proponi.
Evita di elencare tutti i corsi che hai fatto se non sono richiesti dalla posizione di lavoro per la quale ti stai proponendo.

Ricorda infatti che il video cv deve essere adeguato ad ogni posizione aperta: non esiste un cv che vada bene per tutto.

Introduci alcune skill che facciano capire subito che sei la persona giusta per quel ruolo.

Parla del tuo obiettivo lavorativo col desiderio di poterlo compiere.

I cv impersonali non sono ascoltati volentieri.
I datori di lavoro o i recrutiers preferiscono persone appassionate.
Specifica il motivo che ti ha spinto nel tuo percorso scolastico o nelle tue precedenti mansioni.
Non avere timore a dichiarare gli interessi che hai maturato ora per la nuova posizione lavorativa che ricerchi.
Concludi il tuo cv facendo finta di rispondere alla classica domanda: "mi parli di lei".

Fornisci informazioni concrete e utili a farti scegliere.

Ricorda che sarai un cv tra 1000 e tu vuoi che il tuo sia quello selezionato.
Rimani focalizzato sull'obiettivo, perchè vuoi la possibilità di farti conoscere.
Il focus del video cv è quello di suscitare interesse e farti chiamare a colloquio in ufficio.

Frasi che non devono mancare:

  • la mia tesi di laurea già presupponeva...
  • ho pensato di essere la persona adatta per voi, perchè...
  • spero di non peccare di superbia, ma credo di essere il/la candidato/a ideale, perchè...
  • questa esperienza mi ha confermato che...
  • uno dei miei principali punti di forza è...

A fine del video ricordati di elencare tutti i tuoi contatti oppure falli scorrere in una schermata finale in fermo immagine.
Devi dare la possibilità di leggere chiaramente i tuoi recapiti.
Puoi fare come ho fatto io nel mio video cv dove ho proprio disegnato un cartello colorato.
Nel mio esempio vedete un cv pensato per scuole di lingua francese.

Grazie per aver letto fino a qui. Lasciami un commento qui sotto per sapere come è andata.





martedì 15 dicembre 2020

Conosci il progetto #40minuti?

          Conosci il progetto #40minuti di Veronica Gentili?


veronica gentili

#40minuti: un’esperienza di formazione e solidarietà professionale

Il progetto #40minuti nasce in un momento storico complesso – segnato da difficoltà economiche, sociali e sanitarie – con un obiettivo semplice e potente: dare una mano, gratuitamente e senza fini di lucro, a chi si trova in difficoltà nel proprio settore professionale.


Per sapere tutti i dettagli della mia partecipazione vedi progetto direttamente sul mio sito. 



A chi è rivolto?

A tutti i professionisti di qualsiasi settore che hanno bisogno di un supporto concreto a causa del momento veramente difficile in cui tutti ci troviamo.
Ad esempio nel gruppo si leggono richieste da parte del settore ristorazione, matrimoni, insegnanti, istruttori cinofili, fotografi...che necessitano di una consulenza per migliorare la propria pagina aziendale, oppure per implementare i contatti o per riuscire ad affiliarli, oppure per migliorare la propria immagine di brand o tanti altri esempi sempre legati al marketing o social media. Insomma, per migliorare la propria presenza online. 

Chi è coinvolto?


I partecipanti sono manager, grafici, social media manager e tutta quella categoria di professionisti che hanno voluto spontaneamente aderire per fornire strumenti, tecniche, consigli, sostegno e supporto.
Un gesto semplice, ma capace di fare la differenza, nel pieno rispetto di un regolamento chiaro e trasparente.


E come lo fanno?

Con 40 minuti di consulenza gratuita dove erogano un servizio in base alle richieste.
Il regolamento del gruppo parla molto chiaro nei termini e nelle condizioni del servizio: si ha diritto soltanto a una consulenza, inoltre è specificato che questa non sostituisce un piano di marketing aziendale strutturato e tagliato su misura per il cliente, ma ha l'intenzione di essere una boccata d'ossigeno buono per la difficoltà più impellente.

Trovate tutte le specifiche nelle comunicazioni al seguente link del gruppo Facebook.

Nelle comunicazioni troverete le indicazioni dettagliate di ciò che si può fare e di ciò che non si deve fare.

Come ho scoperto la sua esistenza?

Ne sono venuta a conoscenza leggendo una discussione in Facebook dove ne parlavano veramente malissimo e subito mi sono detta:
" forse se ne parlano male vuol dire che è una buona idea, devo conoscere di persona e trarre da sola le mie conclusioni".

Quindi sono andata a cercarlo quando ho visto quale fossero vision e mission, mi sono data ragione da sola di ciò che avevo intuito: 
è un progetto buono, che fin da subito ti travolge come un'ondata di energie positive, come una sferzata di vitalità in un momento in cui tutto attorno a noi ci appare buio, statico e incerto.

Mi sono iscritta senza esitare, specificando che non sono un'esperta del settore, ma che sento il profondo desiderio di diventare una brava professionista e soprattutto di approfondire le mie conoscenze.

Con mio grandissimo stupore il mio desiderio è stato soddisfatto: sono stata ammessa senza nessuna difficoltà e posso postare educatamente la mia opinione e fare educatamente domande! 

Essere accolta da professionisti in questo modo è già da 10 e lode!
Stare nel gruppo è una grande opportunità di crescita e di apprendimento, perchè mi aiuta a scoprire quelle che sono le vere esigenze che si debbono affrontare sul campo.
Sto studiando e frequentando corsi è vero, sto studiando anche tanto e con costanza, ma l'esperienza diretta e l'osservazione rimangono sempre le modalità migliori di apprendimento in praticamente tutte le attività professionali.

Perchè sono contenta dell'esperienza?

Questo progetto arriva nel periodo in cui ovunque rivolgiamo l'attenzione abbiamo la spiacevole sensazione di essere avvolti dentro qualcosa di terribile e di sconosciuto, mentre lui arriva e squarcia il cielo con la sua energia positiva e apre le nuvole lasciando passare ossigeno e luce; la speranza di qualcosa di diverso e di buono arriva dritta e ti colpisce inevitabilmente destandoti.
Questo è per me #40minuti: guardare nuovamente la realtà con un rinnovato entusiasmo, respirare stimoli positivi che nutrono la voglia di mettermi nuovamente in gioco, perchè ne vale sempre la pena. 
Grazie #40minuti


Cosa mi ha dato #40minuti?


Stimoli, strumenti e soprattutto la consapevolezza che progettare insieme è possibile, anche in tempi difficili.
Questa esperienza ha arricchito il mio bagaglio professionale e personale, e rappresenta per me un esempio concreto di comunità formativa, capace di generare impatto sociale e rigenerazione professionale.



mercoledì 9 dicembre 2020

Marketing gamification è possibile nell'industria alimentare?

Che cosa vuol dire gamification?

Questa parola tradotta in italiano suonerebbe come ludicizzazione, suggerendo quindi gli elementi ripresi dal mondo ludico dei video giochi e trasportando quegli ingredienti in un contesto completamente diverso dal gioco propriamente identificato.

Da quando se ne sente parlare?


Circa dal 2010 e la valenza dei video giochi nella nostra vita quotidiana comincia ad essere studiata nel 2011, da Jane Mcgonigal.

Quali numeri oggi?


Tanti! Un fatturato che aumenta tanto da far girare la testa, sia nell'industria dei video giochi, sia nelle aziende che hanno deciso di utilizzarla come tecnica di marketing per i loro prodotti o servizi.
L'aumento degli utenti di video giochi cresce in modo esponenziale ogni anno, colpendo fasce di età sempre più differenziate e uomini e donne indistintamente.
I giochi preferiti sono quelli di action e di strategia.

Qual è il profilo dell'utente medio?


Il videogiocatore è un individuo attivo ed energico, che vive attorniato da tante amicizie, diversamente da ciò che era lo stereotipo pensato anni fa, che dipingeva il videogiocatore come un tipo passivo e isolato dal mondo.
Fino al secolo scorso c'era la tendenza a pensare che i video giochi facessero male ai nostri ragazzi, che potessero addirittura inibirne le funzioni cognitive.
Oggi al contrario, dopo attenti studi di psicologia, si è scoperto quanto le persone che videogiocano siano molto più esplorative di altre, e quanto amino il divertimento e siano attente ed incuriosite dalle novità.

Quali risultati sono attesi dal marketing gamification?


Utilizzare la tecnica del gamification produce grandi e duraturi risultati, solidificati nel corso del tempo, proprio grazie al ricorso delle emozioni positive suscitate dal divertimento.
L'interazione diretta tra utente e prodotto/servizio migliora il posizionamento mentale del brand nella memoria dell'utente; il coinvolgimento mirato crea un legame unico tra azienda ed utente.

Perchè la gamification funziona come tecnica del marketing?

  • il gioco tiene alta l'attenzione verso il brand;
  • i traguardi da raggiungere stimolano una continua e costante attività;
  • i premi da ottenere suscitano una sana competizione con se stessi e con gli altri;
  • la possibilità di personalizzare il gioco aumenta la fiducia nel brand;
  • il divertimento fissa il ricordo nella nostra mente
La gamification nel marketing arriva anche nell'industria del food, in Italia ne abbiamo già alcuni esempi.

Dove posizionare il marketing gamification in azienda?


Sia all'interno del personale dipendente, sia all'esterno tra la clientela.

Vediamo come in azienda:

  • sono utilizzati strumenti alternativi di collaborazione nel team;
  • la definizione di obiettivi è più specifica; 
  • la modalità del raggiungimento degli obiettivi aziendali è individuata più facilmente;
  • il numero delle informazioni disponibili è maggiore;
  • i talenti individuali sono valorizzati implementando la produttività in azienda;
  • i dipendenti aumentano in efficacia ed efficienza perchè auto-motivati;
  • sono stimolati nuovi apprendimenti favorendo la continua formazione;
  • si aumenta la competitività positiva tra il team ricercando sempre il miglioramento
Marketing gamification verso l'esterno:
  • i consumatori sono maggiormente attratti dal brand;
  • gli utenti si sentono fidelizzati;
  • customer experience e  customer loyalty sono assicurati;
  • maggiore e approfondita conoscenza del prodotto/servizio;
  • coinvolgimento di diversi target;
  • conquista di nuovi mercati
Non possiamo fermare l'orologio, dobbiamo soltanto cercare di essere puntuali.

Stiamo crescendo i consumatori di domani: il futuro è già qui e ci sta dicendo che i nuovi clienti saranno i nativi digitali di oggi.
I nostri figli, sono gli adulti che tra 20 anni andranno a fare la spesa e oggi sono molto socializzati con tutto ciò che è digitale e tecnologico, con tutto ciò che è smart e virtuale.
Allora forse dovremmo guardare nella stessa direzione e cercare di vedere ciò che loro stanno già guardando costantemente.