| Ermione Chetan Soul e me "seduta" |
mercoledì 21 febbraio 2018
Una delle tecniche per insegnare al cane il "seduto"
venerdì 2 febbraio 2018
Cosa sono le motivazioni di razza nel cane?
- Possessiva: mantenere il possesso di un oggetto o di uno spazio;
- Predatoria: volgere la propria attenzione verso soggetti o oggetti in movimento più piccoli per poterli raggiungere;
- Territoriale: difendere uno spazio ampio o un ambiente circostante;
- Competitiva: confrontarsi o gareggiare con un compagno;
- Perlustrativa: esplorare un ambiente;
- Esplorativa: analizzare un oggetto nel dettaglio;
- Di ricerca: cercare oggetti nascosti;
- Somestesica: esplorare il proprio corpo;
- Cinestesica: fare movimento, correre, saltare;
- Comunicativa: esprimere uno stato o indicare qualcosa;
- Collaborativa: fare un'attività col partner sociale, concertarsi a un'attività di gruppo;
- Affiliativa: far parte di un gruppo ristretto;
- Sociale: partecipare alle attività di un gruppo;
- Epimeletica ed et-epimeletica: prendersi cura o lasciarsi prendere cura.
mercoledì 10 gennaio 2018
Insegna al cane il rifiuto del boccone in 4 semplici passaggi
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Il parco è un momento di svago e relax,
cane sempre coi proprietari sotto controllo
|
Desiderio principale di ogni proprietario è tutelare la salute del proprio amico a 4 zampe.
Il secondo desiderio è proteggerlo anche dai possibili incontri con bocconi avvelenati.
Ti spiego cosa puoi fare per tutelare il tuo cane.
Vediamo come fare nella pratica: primo passaggio
Ricordati che hai tu sempre le cose migliori
Secondo passaggio: posizione di segnalazione
- Insegna al cane una posizione a scelta tra in piedi, seduto o a terra, che dovrà assumere quando troverà cibo lungo il suo cammino (passeggiata o anche giardino)
- Tieni una scatolina chiusa a cui praticherai dei fori per lasciare uscire il profumo del cibo, che in questo caso sarà il più appetitoso possibile, ma evita che il cane possa inghiottirlo
- Prendi in mano la scatolina e nel mentre l' appoggi sul pavimento dai il comando "terra" (se è quello che hai scelto)
Quando hai ben accertato questo comportamento, fai un TOTE (text operation text exit) senza scatolina per verificare che effettivamente il cane abbia imparato a segnalare cibo "straniero" MA senza mangiarlo.
Terzo passaggio discriminazione olfattiva
L'unica differenza è che in questo caso il cane riceverà cibo soltanto associato al TUO odore.
Impostare l' esercizio in due modi:
1. fai toccare qualche scatolina da altri (che non abitano con voi) e quindi premia il cane soltanto quando sceglie quella intrisa del tuo odore
oppure
Questo è un esercizio che risulta molto utile per rafforzare il punto precedente di segnalazione.
La discriminazione olfattiva aiuta il cane a fare chiarezza in tutti gli altri esercizi perché rafforza il concetto che soltanto dal proprietario deve ricevere il cibo.
Quarto passaggio: hai bisogno di un gruppo
Meglio qualche settimana in più ma cementa bene l'esercizio.
Se non sei sicuro di come stai impostando le cose, fatti aiutare da un buon professionista.
Grazie per aver letto fino a qui. Lasciami un commento con la tua esperienza.
Oppure contattami per qualsiasi informazione.
Conclusione
Questo post non è solo una riflessione sulla responsabilità e l’educazione cinofila, ma un esempio di come il marketing narrativo possa essere usato per affrontare temi importanti e coinvolgere il proprio pubblico.
Raccontare storie autentiche e affrontare argomenti che toccano le emozioni delle persone è una strategia potente per chi opera nel mondo cinofilo, sia che si tratti di educatori, allevatori o operatori di strutture dedicate ai cani.
Se hai trovato utile questo spunto, sentiti libero di prendere ispirazione per il tuo blog o i tuoi post social.
Ricorda, però, che ogni attività è unica, e personalizzare il messaggio per il tuo pubblico specifico può fare la differenza.
Per idee su misura o strategie più specifiche per la tua situazione, contattami subito!
Sarò felice di aiutarti a costruire una comunicazione efficace e autentica, che rispecchi i valori della tua attività. E, se decidi di condividere il tuo contenuto ispirato a questo post, sarebbe carino citare la fonte: far sapere da dove nasce l’ispirazione è un gesto di rispetto e arricchisce il dialogo nella community cinofila.
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sabato 23 dicembre 2017
Natale senza un dono: quando la scuola entra troppo in casa
È arrivato Natale, ma sotto l'albero manca un dono.
Quest’anno, sotto l’albero, per la prima volta, manca un regalo.
Ma dentro di me c’è una frattura, dalla quale inizia a farsi spazio un dubbio: da quando la scuola può entrare nelle scelte educative famigliari così prepotentemente?
Da quando, un gruppo di insegnanti elementari può decidere sui festeggiamenti natalizi di una famiglia?
quando un bambino fa fatica a scuola, cosa è giusto fare?
mercoledì 20 dicembre 2017
Natale senza doni per tutti: consigli da scuola.
Consiglio delle insegnanti: niente regalo di Natale per Piccolosoul
Come tutti i giorni, sono andata a scuola a prendere Piccolosoul.
Ma oggi sono uscita da scuola con un peso sullo stomaco.
Le insegnanti mi hanno preso da parte, mi hanno chiesto di aspettare che tutti i bambini fossero riconsegnati alle loro famiglie, perchè volevano parlare con me di una cosa molto importante.
Guardavo quei genitori felici di andare a scuola a prendere i loro figli.
E dentro di me qualcosa si rompeva.
Poi mi sono guardata la mano, che stringeva quella dolce manina così calda e tenera, che subito i miei pensieri si sono volati via.
Siamo stati chiamati dalle insegnanti, che dopo un discorso lunghissimo e confuso sul sistema delle punizioni e dei rinforzi positivi, mi hanno consigliato di fare un gesto forte, molto forte, per far capire al mio Piccolosoul di sette anni, che il suo comportamento in classe così non va bene.
“Un segnale chiaro”, hanno detto.
“Niente regalo di Natale. Così capisce che come genitori non siete contenti.”
Natale. La parola mi rimbomba in testa mentre torno a casa.
Mi guardo intorno e mi chiedo quando abbiamo deciso che l’amore può essere sospeso per insegnare qualcosa. Quando abbiamo iniziato a pensare che togliere, privare, punire sia l’unico linguaggio comprensibile per un bambino.
Lui, non è cattivo. Non è maleducato. Non è menefreghista.
È confuso. È stanco. È spesso altrove, come se il mondo che gli chiediamo di abitare andasse troppo veloce per lui.
E io dovrei punirlo per questo?
Dovrei dirgli, proprio a Natale, che non merita un dono. Che il suo valore passa attraverso il suo comportamento. Che l’approvazione degli adulti è condizionata.
Mi dicono che le punizioni servono. Che senza conseguenze i bambini non imparano. Che devo essere più dura.
Ma dentro di me qualcosa resiste. Una voce piccola, ma insistente, che mi chiede: e se invece stesse chiedendo aiuto?
E se il problema non fosse lui, ma il modo in cui stiamo guardando la sua fatica? E se togliere non insegnasse nulla, se non la paura di sbagliare?
Non ho risposte oggi. Ho solo domande scomode.
So solo che nemmeno alla scuola di cinofilia mi hanno insegnato a punire i cani.
Oggi non so ancora come andrà a finire. So solo che questa richiesta mi ha fatto male. E che, da qualche parte dentro di me, sento che così non può essere l’unico modo.
lunedì 6 novembre 2017
Difficoltà scolastiche: inizio a scrivere
Ci sono momenti in cui scrivere non è una scelta, ma una necessità.
domenica 15 ottobre 2017
Inizio di giorni drammatici alla scuola elementare.
Siamo soltanto all'inizio della seconda elementare: la strada verso la fine dell'obbligo scolastico si prospetta lunga, tortuosa e difficile.
Ma cosa sta succedendo?
I primi giorni in classe sono stati un vero dramma.
Anzi no. E' tutto così strano e terribile, che spero proprio non debba succedere a nessuno.
Chiamiamo il protagonista di questa triste faccenda PiccoloSoul.
Allora, il nostro PiccoloSoul non riesce a stare fermo al banco per tutte le ore di scuola, non riesce a stare concentrato e aihmè disturba e chiacchiera.
Riferiscono le maestre, che ogni attività sembra diventare una battaglia: sedersi, ascoltare, seguire le consegne, stare in silenzio.
Tutte le attività scolastiche tranne collaborare coi compagni o col personale scolastico: in quei momenti il PiccoloSoul si concentra e presta attenzione.
Tuttavia, a seguito delle lamentele delle insegnanti, le punizioni si susseguono senza sosta.
Ma come se non bastasse l'atmosfera pesante in classe, il PiccoloSoul, torna a casa frustrato, arrabbiato e chiuso in un silenzio che non avevamo mai visto prima in famiglia.
Ancora non sa leggere le letterine e non sa scrivere.
Siamo preoccupati a casa, ogni volta che proviamo a capire cosa non va, il muro di frustrazione sembra diventare insormontabile. Ogni pomeriggio è un’esperienza difficile, piena di urla trattenute, lacrime e sconforto.
Non sappiamo che cosa si nasconda dietro tutto questo malessere.
Quali ragioni profonde si nascondano dentro a questo piccolo e meraviglioso alunno. Tutto quello che vediamo è un bambino arrabbiato, stanco e scoraggiato.
La scuola non ha soluzioni e dentro di noi crescono timore e angoscia: come possiamo aiutarlo a stare meglio?
Questi giorni ci stanno segnando profondamente come famiglia. Ma per certo sappiamo una cosa: non smetteremo mai smesso di cercare la strada giusta per lui.
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