mercoledì 20 dicembre 2017

Natale senza doni per tutti: consigli da scuola.

Consiglio delle insegnanti: niente regalo di Natale per Piccolosoul


Come tutti i giorni, sono andata a scuola a prendere Piccolosoul.

Ma oggi sono uscita da scuola con un peso sullo stomaco.

Le insegnanti mi hanno preso da parte, mi hanno chiesto di aspettare che tutti i bambini fossero riconsegnati alle loro famiglie, perchè volevano parlare con me di una cosa molto importante.

Guardavo quei genitori felici di andare a scuola a prendere i loro figli.

E dentro di me qualcosa si rompeva.

Poi mi sono guardata la mano, che stringeva quella dolce manina così calda e tenera, che subito i miei pensieri si sono volati via.

Siamo stati chiamati dalle insegnanti, che dopo un discorso lunghissimo e confuso sul sistema delle punizioni e dei rinforzi positivi, mi hanno consigliato di fare un gesto forte, molto forte, per far capire al mio Piccolosoul di sette anni, che il suo comportamento in classe così non va bene. 

“Un segnale chiaro”, hanno detto. 

“Niente regalo di Natale. Così capisce che come genitori non siete contenti.”

Natale. La parola mi rimbomba in testa mentre torno a casa.

Mi guardo intorno e mi chiedo quando abbiamo deciso che l’amore può essere sospeso per insegnare qualcosa. Quando abbiamo iniziato a pensare che togliere, privare, punire sia l’unico linguaggio comprensibile per un bambino.

Lui, non è cattivo. Non è maleducato. Non è menefreghista.

È confuso. È stanco. È spesso altrove, come se il mondo che gli chiediamo di abitare andasse troppo veloce per lui.

E io dovrei punirlo per questo?

Dovrei dirgli, proprio a Natale, che non merita un dono. Che il suo valore passa attraverso il suo comportamento. Che l’approvazione degli adulti è condizionata.

Mi dicono che le punizioni servono. Che senza conseguenze i bambini non imparano. Che devo essere più dura.

Ma dentro di me qualcosa resiste. Una voce piccola, ma insistente, che mi chiede: e se invece stesse chiedendo aiuto?

E se il problema non fosse lui, ma il modo in cui stiamo guardando la sua fatica? E se togliere non insegnasse nulla, se non la paura di sbagliare?

Non ho risposte oggi. Ho solo domande scomode.

So solo che nemmeno alla scuola di cinofilia mi hanno insegnato a punire i cani.

Oggi non so ancora come andrà a finire. So solo che questa richiesta mi ha fatto male. E che, da qualche parte dentro di me, sento che così non può essere l’unico modo.


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