domenica 10 luglio 2016

Il primo incontro con le pecore: lo sheepdog con pastore malinois




 bhe, direi che si vede dalla mia faccia perplessa che, in quel momento, non ho assolutamente capito come muovermi, cosa fare e soprattutto chi sono le pecore? come si comportano? perché mi circondano se non sanno neanche chi sono? e poi, cosa dovrebbe fare Uri?








In realtà Uri sembra molto più pronto di me! sa da subito cosa
deve fare, girare intorno alle pecore, portarle da me sembra gli nasca da dentro, fa parte di lui e vederlo così accanto a me mi da la sensazione che ci unisca ancora di più.
Non ci sono esercizi, cordini, palline e bocconcini, non ci sono artifici che ci facciano cooperare: soltanto l'uomo ed il suo cane.







venerdì 13 maggio 2016

Intervista salone internazionale del libro, TO 2016

video intervista  al salone del libro di Torino e potevo andare da sola senza cane?

Uri non poteva mancare!  
La prima cosa che ho fatto quando sono stata invitata al salone del libro è stata chiedere se il cane potesse entrare.


Quando sono stata invitata al Salone del Libro di Torino per presentare Dorian e i nostri amici, la gioia si è mescolata subito a una domanda: "Posso portare Uri con me?". 
Per me era impensabile separarmi dal mio fedele compagno, e quando ho saputo che poteva accompagnarmi, è stato come ricevere un doppio regalo.
Non dimenticherò mai l’emozione di quella giornata. 
Arrivare al Salone, un luogo ricco di cultura e storie, e vedere l'interesse delle persone per il mio libro è stato incredibile. 
Uri, accanto a me, sembrava capire l’importanza del momento: il suo sguardo dolce e la sua presenza rassicurante mi hanno dato forza e sicurezza durante l'intervista.
Raccontare la nostra storia, di Dorian e la mia, a un pubblico così attento è stato un sogno che diventava realtà. 
Ho sentito che Dorian e i nostri amici non era più solo un libro, ma un ponte per connettermi con persone che condividevano il mio amore per gli animali e la narrazione.
Quella giornata è stata un punto di svolta. 
Mi ha insegnato il potere delle parole, non solo nel raccontare, ma nel creare legami autentici. 
E tu, hai mai sognato di condividere la tua storia con il mondo?

Scrivimi per scoprire come possiamo farlo insieme: simoguidotti@tiscali.it o chiamami al 3339883231

intervista per la casa editrice

intervista al salone del libro di Torino

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la copertina del mio libro "Dorian ed i nostri amici"


mercoledì 27 aprile 2016

Expo amatoriale Gavi (Al) 25 aprile 2016






il nostro vicino Bassethound




questo è stato difficile: stare sul podio e guardare avanti per la foto, pazienza impareremo....sinceramente anch'io non sapevo come aiutare il cane...











impariamo ad aspettare composti anche vicino ad altri cani, non importa siano maschi o femmine o se abbiamo giocato insieme, l'importante è saper stare tranquilli anche in presenza di altri


trotto sul ring






bhe direi che si vede che si divertiamo!


stavo chiamando mio marito perché a sua volta chiamasse Uri da fuori ring, così il cane si mette in attenzione e la postura risulta più elegante



sabato 23 aprile 2016

Le passeggiate non sono solo passeggiate tranquille....

Qualche giorno fa riflettevo con mia figlia del "lavoro" impostato fin ora col nostro piccolo Uri.
Pensavo di non aver fatto nessun esercizio in particolare e non capivo come mai il cane sapesse già fare tante cose ed affrontare tante situazioni, allora lei mi scrive un lungo elenco di tutte le attività che faccio con i cani durante una semplice passeggiata e ne viene fuori questo:

Quando la mia mamma ed io andare a fare delle passeggiate con il cane, la mamma lavora. Ad esempio:
1- quando c'è un mucchio di persone la mamma insegna al cane a non abbaiare contro le persone;
2- se ci sono di fianco alla mamma delle persone, insegna al cane ad indietro;
3- a Erinni ha insegnato ad andare sopra la panchina;
4- insegna al cane a stare solo da una parte e a non fare zig-zag quando si cammina;
5- insegna al cane a non inseguire le bici e i bambini che corrono;
6- insegna al cane a non tirare al guinzaglio;
7- a non abbaiare nei bar o nei negozi;
8- a non avere paura dei rumori;
9- ad andare in macchina;
10- se un cane è libero e anche quello della mamma è libero, gli insegna a non inseguirlo;
11- di non abbaiare alle macchine;
12- a trovare la persona quando si nasconde per gioco

...viste queste riflessioni mi viene solo da dire che le nostre passeggiate sono un bel esempio di "passeggiata interattiva" dove niente è lasciato al caso da parte del proprietario, ma anzi: ogni imprevisto viene sfruttato per approfondire l'apprendimento del cane o migliorarne gli atteggiamenti per superarlo e conoscerlo. Ogni momento diventa conoscenza, relazione sia tra uomo-cane, sia del cane nei confronti dell'esterno.
Ecco perché nel mio modo di approcciarmi al lavoro, un campo educazione non è così fondamentale.

Articolo protezione civile NOCTraversetolo


Leggi l'articolo on line de "Il Parmense" e scopri un grande progetto al quale lavoro da tanto tempo.



Ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo davvero parte di qualcosa di grande, qualcosa che fa la differenza. 
Per me, quei momenti si sono concretizzati nell'ingresso in Protezione Civile, settore cinofilia, ricerca dispersi.

So che potrebbe essere una sfida, ogni volta che si renderà necessario.
Sapere che qualcuno là fuori potrebbe aver bisogno di noi, sapere che ogni minuto potrebbe essere decisivo, mi fa sentire viva, presente, determinata. 

Con il mio fidato compagno a quattro zampe al mio fianco, potremmo essere chiamati ad affrontare boschi fitti, terreni impervi, e condizioni meteorologiche imprevedibili. 
Ma non saranno le difficoltà ad avere il sopravvento: saranno l'adrenalina, il senso di responsabilità, e, soprattutto, la speranza.
Lavorare nel settore cinofilia non è solo addestrare il cane: è costruire un legame unico, un'intesa che va oltre le parole. Sarò orgogliosa dei momenti in cui il mio cane capterà una traccia e io saprò che, insieme, stiamo facendo qualcosa di straordinario. 
Ogni ricerca, ogni intervento, sarà un'occasione per imparare, per crescere e per scoprire quanto potessimo essere resilienti, noi come squadra.
So che il nostro lavoro, come squadra e come binomio, non si fermerà mai alla fine della missione. 
Si tratterà anche di consolare famiglie, di condividere sorrisi di sollievo o lacrime di solidarietà. 
Sarà lì che capirò quanto sia importante il nostro impegno e sarà valsa la pena di ogni ora passata ad allenarci, ogni sacrificio. 
Essere parte della Protezione Civile mi sta insegnando il valore della comunità, della dedizione, e del credere in un obiettivo più grande di noi stessi. 
Ogni volta che indosso quella divisa, sento il peso e l’onore di rappresentare un gruppo di persone straordinarie, unite da un’unica missione: aiutare gli altri.
Ogni volta che ripenserò a quei giorni, sentirò un misto di nostalgia e gratitudine. 
La protezione civile non è solo un’esperienza: è una scuola di vita, un luogo in cui ho scoperto quanto possiamo essere forti quando lavoriamo insieme per il bene comune.
Se anche tu hai pensato di diventare volontario/a, ti incoraggio a seguire quella chiamata. 
Potresti scoprire dentro di te un potenziale che non immaginavi, e vivere emozioni che ti accompagneranno per sempre.

A tutti i miei compagni di squadra, a tutti coloro che credono nella forza del gruppo: grazie per aver reso possibile questo viaggio.



Intervista "Cani, gatti e Co." di Simona Guidotti



Un grazie di cuore a Natalie Baronio per avermi dato l'opportunità di raccontare del mio libro, di cosa si nasconde dentro le sue pagine, da dove nasce la voglia di scriverlo. 
Insomma ho potuto parlare liberamente di cosa provo nel stringerlo tra le mani e nel mostrarlo agli altri.


Un grazie di cuore a Natalie Baronio, una donna straordinaria che mi ha regalato una delle esperienze più intense della mia vita: l’opportunità di raccontare del mio libro, della sua anima e di ciò che si cela dietro ogni pagina. Parlare del mio libro è come aprire una finestra sul mio mondo interiore, un mondo fatto di emozioni, ricordi e sfide.

Quel giorno, davanti al microfono e al pubblico che mi seguirà da casa, ho sentito per la prima volta cosa significa condividere una parte di sé con gli altri. Non si trattava solo di raccontare una trama o spiegare un’idea, ma di svelare la radice più profonda di ciò che mi ha spinta a scrivere.

Dorian e i nostri amici non è solo un libro; è una storia vera e pulsante, nata dal legame indissolubile tra me e i miei animali. È il racconto di momenti di vita condivisi, di sfide affrontate insieme e di quell’amore incondizionato che solo un animale sa dare. Quando Natalie mi ha chiesto di parlare di ciò che mi ha spinto a scriverlo, la mia mente è corsa a quei giorni in cui, con la penna in mano, riversavo su carta tutte le emozioni che non riuscivo a esprimere a parole.

Scrivere questo libro è stata una forma di terapia, un modo per rimettere insieme i pezzi di un puzzle fatto di ricordi, gratitudine e crescita personale. Raccontare questo processo durante l’intervista è stato come rivivere ogni emozione. La voglia di scriverlo è nata dalla necessità di fermare nel tempo quegli istanti speciali, per non perderli mai e allo stesso tempo per superarli. 

Stringere il mio libro tra le mani è una sensazione che non riesco a descrivere pienamente: è come tenere tra le dita un pezzo della mia anima. E ogni volta che lo mostro agli altri, vedo nei loro occhi una scintilla di curiosità, di empatia, di connessione. 

È la conferma che le storie hanno il potere di avvicinare le persone, di creare legami autentici e di trasformare le emozioni in esperienze condivise.

Natalie mi ha dato la possibilità di esprimermi liberamente, di raccontare non solo il libro, ma anche il suo dietro le quinte: il perché di certe scelte, la scelta dei personaggi e il messaggio che desidero trasmettere. Ho potuto parlare del significato profondo che questo progetto ha per me e di quanto sia stata importante la sua realizzazione nel mio percorso di vita.

L’intervista non è stata solo un momento di promozione, ma un’esperienza di introspezione e connessione. Ho sentito il pubblico con me, coinvolto e partecipe, come se ognuno di loro stesse camminando al mio fianco attraverso le pagine del libro. È una sensazione meravigliosa sapere che le tue parole possono toccare il cuore delle persone, ispirarle o semplicemente regalare loro un sorriso.

Alla fine dell’intervista, quando ho stretto la mano a Natalie per ringraziarla, ho sentito un’enorme gratitudine per tutto ciò che questo libro mi ha dato. 

Non è solo un risultato editoriale, ma un viaggio che mi ha arricchita come persona e come narratrice.

Se anche tu hai una storia da raccontare, un’idea che ti frulla in testa o un progetto che senti tuo ma non sai come realizzarlo, non esitare a scrivermi. Posso aiutarti a trasformare i tuoi pensieri in parole, a trovare la tua voce narrativa e a portare la tua storia nel mondo.

📩 Contattami: simoguidotti@tiscali.it
📞 Oppure chiamami: 3339883231

Perché ogni storia merita di essere raccontata, e io sono qui per aiutarti a farlo.