mercoledì 20 febbraio 2013

INDIZI DI POSIZIONAMENTO SOCIALE

Nella cinofilia attuale si cerca di non parlare più di dominanza e di sottomissione quando ci si riferisce al cane in relazione al suo gruppo famigliare.
Ci si è resi conto che è molto riduttivo portare una distinzione soltanto tra chi comanda (dominante) e chi ubbidisce (sottomesso) per il fatto che il gruppo costituito di cani, o anche di lupi, per funzionare stabilisce regole molto più articolate e complesse, dove si instaurano ruoli precisi per ogni individuo all'interno del branco o gruppo famigliare che consentono la vita del gruppo stesso.
Detto ciò è forse più semplice capire quali aspetti della vita in famiglia saranno importanti agli occhi del nostro cane, quali indizi cercherà di scorgere nella nostra gestione quotidiana della vita insieme che gli consentano di capire il proprio ruolo e rango all'interno del gruppo e di conseguenza quelli di tutti i componenti del gruppo stesso.
La cinofilia moderna parla appunto di posizionamento sociale del cane all'interno del suo clan di appartenenza e con questo si intendono soprattutto due questioni fondamentali che il cane ha bisogno di capire per vivere insieme a noi: si chiederà che cosa ci aspettiamo da lui e se siamo in grado di far sopravvivere il branco.
E' chiaro allora che gli indizi sui quali dovremo soffermarci maggiormente sono:

- la gestione della risorsa cibo;
- la gestione delle uscite e ricongiungimenti col gruppo;
- la gestione delle interazioni col nostro cane;
- la gestione delle interazioni tra i membri del gruppo famigliare.

Tutti questi aspetti in natura sarebbero fondamentali per garantire: l'approvvigionamento di cibo; abolire le risse tra i membri componenti quindi garantire la sopravvivenza delle progenie; l'allontanamento dal gruppo per la caccia e il successivo ricongiungimento senza inutili stress.
Se vogliamo parlare di dominante per in realtà riferirci a colui che ha la completa gestione del gruppo dobbiamo renderci conto che il suo compito principale sarà quello di garantire cibo, cuccioli e quindi tranquillità sia da intrusioni esterne sia di inutili aggressività tra i membri del branco, questo per dire che il proprietario che vorrà essere a capo del gruppo famigliare non dovrà dimostrare al cane di saperlo gestire attraverso la prestanza fisica, ma sarà riconosciuto come "capo" colui che avrà buona gestione delle risorse sopra elencate, che sarà costante e coerente, colui che saprà evitare inutili scontri.
Non è pensabile che il "capo lupo" per "governare" il suo branco sia sempre all'attacco degli omega o beta e che questi continuamente lo minaccino: avete idea della dispersione di energie, tempo, fatiche che avrebbero? nel branco deve regnare armonia, equilibrio e collaborazione attraverso la distribuzione di compiti precisi e la coerenza dei membri nel seguire le regole.
Noi proprietari siamo chiamati a fare questo per avere un cane sereno che viva con noi: dobbiamo essere capaci di dimostrargli che sappiamo procacciare cibo e che per questo seguiremo una rigida gerarchia;
dobbiamo farci vedere sicuri nell'allontanarci dal gruppo e nel rientrare senza dover chiedere il permesso al nostro cane; dobbiamo fargli capire quando è momento di un'attività e quando invece è il caso di dare un alt fermo e deciso: ma non aggressivo!

Vediamo nello specifico cosa implica una gestione di questo tipo.

GESTIONE DEL CIBO

Chiaramente nulla dalla nostra tavola deve essere dato al cane nel momento del nostro pasto.
Credo che tutti ormai abbiamo visto almeno una volta un documentario sui lupi quando mangiano o almeno abbiamo visto due o più cani che mangiano insieme: chi ha un rango più alto degli altri si nutre per primo e non accetta vicino quelli di rango più basso.
Così deve diventare nelle nostre case: non divido il cibo col mio cane perchè non abbiamo lo stesso rango, cioè non siamo sullo stesso piano.
Inoltre una volta distribuita la ciotola al cane si darà un tempo preciso e limitato perchè possa consumare il pasto e se cercherà di verificare cosa succede se gli avanza cibo lo dovrò togliere.
Non si è mai visto che l'ultimo lupo della scala gerarchica non finisse gli avanzi!
(sto cercando di semplificare per essere chiara il più possibile).

GESTIONE DEGLI ALLONTANAMENTI

Anche in questo caso sarà importante per il cane capire che noi usciamo ed entriamo in casa senza dover chiedere il permesso a lui, pensate al "capo branco" che saluta tutti i membri del suo gruppo prima di partire per la caccia? o per andare a fare un riposino?
Per questo sarà bene imparare ad uscire da casa senza salutare, coccolare, chiamare, o dare un ossetto in bocca al cane e così anche al nostro rientro.
Ignorare non vuol dire non-amare, ma vuol dire aiutare il cane a capire quando una cosa o un'azione non sono rilevanti e quando invece sì.

GESTIONE DELLE INTERAZIONI col cane

Questo ambito riguarda le coccole, le attività ludiche, le passeggiate, la spazzolata, gli esercizi di educazione/addestramento.....tutto ciò che ci coinvolge col cane.
Anche in questo caso non dobbiamo cedere alla tentazione di farci coinvolgere dal nostro cane (almeno non troppo spesso) ma anzi di essere noi a proporre qualche attività da fare insieme e chiuderla quando ancora il cane ne abbia voglia.
Quante volte si vedono proprietari che vorrebbero giocare a palla col cane e questo o che si corica o che magari porta loro una treccia? bene, molto probabilmente questi gesti da parte del cane non sono altro che un testaggio per cercare di capire se il proprietario è uno da seguire o uno che ama seguire...

GESTIONE DELLE INTERAZIONI tra i membri della famiglia

Questo aspetto riguarda due o più persone coinvolte della famiglia che parlano, si abbracciano o litigano alla presenza del cane e questo si mette in mezzo, cerca di dividere, abbaia, raspa con la zampa o alla peggio ringhia e tira per i pantaloni...
Anche questo non è giusto: siamo noi a dover gestire il quotidiano e non il nostro cane.
Soprattutto non è giusto per il nostro cane che non sapendo cosa sia buono o meno all'interno della famiglia rischierà sicuramente di andare a caso nei suoi tentativi!
Dobbiamo fargli capire chiaramente attraverso una comunicazione non verbale corretta se deve o meno intervenire tra i membri della famiglia.
Spesso mi sento dire che "mio marito non può abbracciarmi" oppure "non posso parlare con la vicina" perchè il cane abbaia...........

Una volta che avremo messo in atto tutti gli indizi di posizionamento sociale importanti per il cane, la nostra vita insieme più facilmente sarà equilibrata e serena.
Soprattutto il nostro cane ci ringrazierà per non farlo vivere sempre in prima linea: essere capi è un compito oneroso e difficile e non sono convinta che ai nostri cani piaccia poi così tanto........

giovedì 31 gennaio 2013

Alcune pagine della mia tesi di laurea



Questo sono alcune pagine prese dalla mia tesi di laurea in lingue straniere, quando già pensavo che ci fosse una Poetica della Relazione, come sosteneva Glissant.
Ho amato lavorare su quegli scritti e ancora oggi le Sue parole mi emozionano.

Credo fermamente che esista una relazione che lega tutti gli esseri viventi e che la nostra identità debba costruirsi su tali concetti, sganciandosi dall'ossessione di doversi riconoscere in tanti piccoli mondi isolati, proprio come delle isole che insieme costituiscono un arcipelago.

  • Oggi amo pensare che i cani, con i quali condividiamo tante ore della nostra vita, contribuiscano a ridisegnare la nostra nuova identità.
  • Oggi so che per me è stato, è adesso e sarà ancora così: ho scoperto lati di me stessa attraverso la relazione con i miei cani che non avevo mai notato prima.

In fondo la relazione che instauriamo con loro è costruita su una base comunicativa: dove uno manda dei segnali e l'altro, dopo averli capiti ed ascoltati, questo manda la risposta.

Il linguaggio non è solo quello verbale riservato a noi umani,
la comunicazione riguarda tutti gli esseri presenti sul pianeta,
comunicare vuol dire relazionarsi,
la relazione, qualunque essa sia,
 ti mette allo specchio ed esige introspezione.

I cani sono molto bravi nel relazionarsi, tanto alle volte hanno il "potere" di farci rendere conto dei nostri aspetti più nascosti.

martedì 15 gennaio 2013

Adozione cane adulto da canile in casa con gatti. Si può fare?

Come funziona lo sportello di ascolto del "consultorio del cane" ?

Da un pò di tempo è in funzione questo spazio completamente gratuito per i proprietari che hanno appena adottato il cane dal canile.
E' un servizio di ascolto e di prima consulenza, per intervenire in una prima necessità con formule tampone di pronto uso.
Nessun programma specializzato dunque e per questo nessun costo.
Tuttavia voglio essere utile e provare a dare una mano a chi ha deciso di adottare.
Per questo ho pensato di limitare in questo modo i rientri in canile tramite una consulenza per gestire una prima emergenza.
Spesso le adozioni non vanno a buon fine entro il primo mese dall'arrivo a casa, perchè si possono verificare comportamenti indesiderati ai quali non sei preparato.
Per cui niente paura! Vieni al CONSULTORIO DEL CANE.

A questo proposito ti racconto cosa mi è successo lunedì durante il servizio in ufficio.
Ho ricevuto una visita di una signora, che sabato ha adottato due fratelli: Lucky e Rolly, due meticci di taglia medio grande, di circa 6 anni che sembrano un pò pastori bergamaschi e un pò irish.
Buonissimi e a quanto sembra già abbastanza auto-educati: in casa non sporcano, non distruggono niente, cercano di capire le intenzioni della proprietaria.
Insomma sembra proprio essere un'adozione perfetta....ma....questa famiglia ha 3 gatti adulti.
Mi hanno cercata perchè la sera dopo l'adozione un gatto si è presentato sulla porta della cucina e i cani quando l'hanno visto hanno cercato di alzarsi per andarlo a vedere.
La signora ha intimato loro di stare fermi e questi sono rimasti bravissimi e immobili.
Quindi direi zero problemi.

La domanda a questo punto è stata: potranno convivere pacificamente o i cani cercheranno di prendere i gatti?


A mio parere se avessero avuto cattive intenzioni nei confronti dei gatti sicuramente i cani sarebbero già scattati e non si sarebbero fermati soltanto con un tono fermo della voce.
Questo mi fa già ben sperare che possano tutti arrivare a convivere pacificamente senza per forza dover interagire: proprio come è nello stile felino, che non per forza deve stabilire un contatto per poter dormire sotto lo stesso tetto.
Ben diverso invece per la specie canina: che ha un bisogno fisiologico di stabilire legami all'interno del gruppo per poter accettarne tutti gli elementi.
Forse è proprio questo che sta disturbando questi cani in questo momento: non hanno ancora capito come è composto questo nucleo famigliare e soprattutto non hanno mai potuto socializzare con gatti, quindi credo siano ancora un pò confusi sulla situazione.
Ma sono fiduciosa: non sono aggressivi e i proprietari stanno cercando di mettere giù delle buone basi relazionali e comunicative. 
Tutti si stanno impegnando e questo spero che li porti ad un buon risultato, il fatto stesso che abbiano cercato di capire la situazione (sia i cani sia le persone di questo gruppo) li porta tutti su un'unica strada comune: la convivenza.

Sono veramente contenta che questa signora sia venuta a cercarmi al Consultorio del cane.
Sono contenta di averla ascoltata e consigliata nell'inserimento dei cani.
Immagina che si fosse trovata da sola a gestire le sue paure.
Secondo te, i cani appena arrivati a casa dal canile sarebbero rimasti o avrebbe preferito la sernità dei suoi gatti?

Motivazione silleggica o forte possessività?


Qui ho cambiato la disposizione degli oggetti per valutare che cosa poteva cambiare nelle intenzioni del cane.
In effetti qualche cosa è cambiato: quando i giocattoli sono in centro al setting il cane manifesta maggiormente la motivazione sillegica, quindi li prende e li sposta in un punto lontano dal gruppo di persone.
Alcuni li scuote anche in bocca come per uccidere la preda.
Mentre se dispongo i giocattoli già in un punto solo, ben ammucchiati il cane non sa più cosa fare, sembra sentirsi come spaesato, perchè non ha altro interesse che portarli in tana.
Appunto non è collaborativo e di conseguenza non può andare dai proprietari per cercare l'interazione, perchè in lui quella parte motivazionale non è ancora illuminata.
Questo cane come abbiamo già visto in altro post morde i proprietari quando vogliono toccarlo, accarezzarlo o mettergli il guinzaglio.
Ecco perchè è importante, quando si fa la valutazione del cane analizzare attentamente la stessa situazione anche da punti di vista differenti.
Spesso si ha la tentazione di dare un giudizio o appunto una valutazione fermandosi a pochi fotogrammi comportamentali del cane, ma non dobbiamo mai dimenticarci che in quanto essere vivente presenta sicuramente più sfumature e quindi dobbiamo sempre fare tanti scatti da tante angolazioni diverse dello stesso soggetto.

Mix di possessività e aggressività da contatto


Questo cane fa parte dei miei casi di riabilitazione comportamentale.
Nello specifico ha dei grossi problemi legati al proprio corpo: è in conflitto se farsi o meno accarezzare, gli da fastidio essere maneggiato e come conseguenza estrema i proprietari non sempre possono portarlo a passeggio perchè è difficile mettergli il guinzaglio.
Ha una sorta di aggressività scatenata dal contatto.
Tra le altre cose manifesta anche una spiccata possessività nei confronti delle proprie cose: ciotola, coperta, cuccia e giocattoli.
Questo cane è stato adottato giovane e da poco tempo: all'inizio era impossibile potersi anche solo avvicinare ad una cosa che aveva deciso fosse sua, fosse anche solo un oggetto caduto casualmente a terra.
Con i proprietari abbiamo lavorato sempre tanto sulla fiducia: il cane non ha mai potuto pensare o sospettare che i proprietari volessero rubargli le sue cose o fossero in competizione con lui per stabilire il possesso di qualche cosa.
Persino la richiesta del seduto o il concedere un premio in nessun gesto o mimica deve essere anche solo tendenzialmente competitivo.
Ma qui il cane fa anche un'altra cosa molto importante: sposta gli oggetti che gli piacciono in un unico punto, cioè li raccoglie nella sua ipotetica tana.
Si chiama: espressione della motivazione sillegica, si prendono degli oggetti sparsi e raggruppano in un punto.
Infatti questo cane ha degli atteggiamenti di gioco molto individuali e predatori, non chiede mai di collaborare con l'uomo in nessuna attività, non ingaggia mai nessuno a giocare con lui.
Questo cane ha le capacità, anzi sarebbe meglio dire che pensa di avere le capacità di poter fare tutto da solo ed è proprio per questo che non ama farsi toccare, che difende le sue posizioni e che non ama farsi condurre in passeggiata.

martedì 8 gennaio 2013

Lo slalom

Questo esercizio è ottimo per affinare la gestione del cane al guinzaglio durante la passeggiata.
Nei post precedenti abbiamo visto come insegnare al nostro cane a seguirci e anche un esempio di condotta al guinzaglio, che però non è possibile realizzare costantemente durante tutta la passeggiata, perchè richiede una costante attenzione sul proprietario che può essere paragonato ad un "lavoro" da parte del cane, mentre abbiamo già sottolineato che la passeggiata è una delle attività educative e formative che investono la coppia cane/ uomo.
Invece lo slalom aiuta il cane a focalizzare l'attenzione sugli spostamenti del proprietario senza obbligarlo ad una stretta vicinanza come nella condotta.
Passare a zig-zag in mezzo a birilli, oppure piante, lampioni, fioriere e tutto quello che potete trovare in ambito urbano o domestico, come per esempio un percorso fatto da seggiole nel proprio salotto di casa o nel proprio cortile, aiutano il cane a concentrarsi maggiormente sugli spostamenti del conduttore, allo stesso tempo il conduttore può capire maggiormente come muoversi per permettere al cane di seguire sempre più agilmente.
Infatti stiamo sempre parlando di coppia cane/proprietario che si muove insieme e come tale lo spazio per gli spostamenti deve essere calcolato per tutti e 2: il conduttore deve calcolare lo spazio di ingombro del proprio cane, deve saper anticipare le direzioni per gestire l'attenzione del cane e soprattutto non deve mettere il cane in situazioni di rischio o difficoltà come potrebbe essere affrontare "apertamente" una situazione di paura.
Pensiamo che i birilli che costituiscono l'esercizio, oltre a dare le direzioni, abbiano anche un'altra funzione: rappresentare degli ostacoli.
In questo modo il proprietario si eserciterà anche attraverso una corretta comunicazione non verbale  nel sistemare il proprio cane sempre oltre la propria persona cosicchè il cane non si senta obbligato ad affrontare l'ostacolo (che potrebbe essere un altro cane, una persona, un passeggino, un'auto....)
Quindi il conduttore dovrà esercitarsi attraverso lo slalom nel farsi seguire anticipando sempre le direzioni che il cane potrebbe prendere di propria iniziativa, applicando una corretta comunicazione non verbale che tuteli il proprio cane togliendolo da ogni obbligo di dover far fronte a qualsiasi situazione; mentre il cane riceverà un premio ogni volta che seguirà il suo proprietario senza anticiparlo nei movimenti ed affiancandolo nel percorso, dato per intenso che in questo caso non sarà obbligato a tenere il passo vicino alla gamba, ma potrà fiutare ed esplorare senza mettere in tensione il guinzaglio.

lunedì 10 dicembre 2012

Il cane da pastore

Facciamo una distinzione tra i cani da pastore: quelli guardiani degli armenti e quelli che conducono le greggi insieme al pastore, detti cani conduttori.
E' importante sapere che il primo gruppo fa parte delle razze non specializzate e che l'altro fa parte delle razze specializzate, selezionate per servire ad uno scopo ben preciso.
Questo vuol dire che nei secoli l'uomo ha selezionato solo quei soggetti che hanno dimostrato di corrispondere a caratteri ben precisi, tra cui quasi sempre NON compare l'aggressività, ma c'è invece più collaborazione con l'uomo.
Anche se è difficile che un cane pastore guardiano degli armenti faccia riferimento all'uomo quanto un border collie, nella selezione era comunque un elemento indispensabile per la sopravvivenza di quel cucciolo. Infatti nonostante il poco rapporto che un pastore maremmano-abruzzese debba avere con l'uomo, è però fondamentale che ascolti l'uomo e le sue indicazioni. 
Il gruppo dei guardiani degli armenti doveva far fronte ad un lavoro molto diverso da quelli che conducevano: questi dovevano rimanere su un pascolo, da soli, insieme alle pecore o altri animali, mentre il pastore tornava a casa.
Quindi, anche se tutti i cani da pastore reagiscono agli stessi stimoli, non tutti hanno le stesse caratteristiche.
Infatti i cani conduttori di bestiame dovevano saper rispondere prontamente ai comandi impartiti dal pastore per obbligare le bestie a spostarsi o riunirsi o spingerle in una direzione.
Ora anche se questi cani non svolgono più il loro lavoro è importante da sapere per chi si accosti a queste razze per sapere come rapportarsi e soprattutto per non avere aspettative eccessive: non si potrà mai pretendere che un soggetto di maremmano sia "coccolone" con tutti gli estranei come un cucciolo di labrador; ma neanche che un soggetto adolescente di border collie stia sempre in casa a sonnecchiare come un cucciolo di mastino napoletano.
E' importante sapere che le caratteristiche di razza che sono state selezionate per genealogie e genealogie non si perdono soltanto perchè al momento attuale il cane non lavora più accanto a noi, o per lo meno quasi tutti i cani non hanno più un ruolo ben definito come invece avevano in passato.
Molto si aggiusta con una buona educazione, ma il DNA non si può cancellare a suon di crocchette e di esercizi: sempre resteranno delle tendenze di razza, che attraverso una buona educazione o addestramento al lavoro non saranno mai espresse nella sua totalità.
Tradotto vuol dire che anche se il pastore guardiano degli armenti è un buon guardiano della casa, sarà meglio non lasciargli quel ruolo per poter continuare facilmente a ricevere gente senza avere difficoltà; così come per un pastore conduttore sarà bene portare le sue tendenze di formare gruppi non sulle persone e nemmeno sui cani, per non avere difficoltà nell'inserimento nel tessuto urbano, ma magari mettere queste capacità in giochi costruttivi.
Cerchiamo di capire nel dettaglio quali siano queste razze di:

PASTORI GUARDIANI DEGLI ARMENTI

- Akbash dell'Anatolia;
-pastore di Tatra (Polonia);
- Tchouvatch slovacco;
- Kuvasz ungherese;
- pastore del Caucaso;
- pastore maremmano-abruzzese;
- pastore Mongolico;
- Sarplanina;
- cane da pastore del massiccio di Karst;
- mastino del Tibet;
- mastino spagnolo;
- mastino dei pirenei;
- cane da montagna dei pirenei;
- cao de serra estrela (Portogallo);
- bovari svizzeri (4 razze);

- San bernardo;
- Terranova.

Un aspetto molto interessante è la linea che ne venne dal Terranova: i Labrador retrievr, diversi per morfologia e per caratteristiche comportamentali.

CANI DA PASTORE CONDUTTORI DI BESTIAME:

- pastore tedesco;
- pastore americano-canadese;
- pastore belga;
- pastore olandese;
- pastore della picardia;
- Komondor ungherese;
- Puli;
- tibetan terrier;
- Tibetan Bearded dog (Kya-apso);
- Bearded collie;

- pastore della Brie;
- pastore dei pirenei;
- pastore catalano;
- pastore bergamasco;
- Beauceron;
- bovaro delle fiandre;
- schanuzer;
- pinscher;
- dobermann;
-bobtail;
- collie;
- border collie;
- welsh corgie pembroke;
- welsh corgie cardigan;
- pastore scozzese;
- asutralian cattle dog;
- australian scheperd