Sbarramento alla prova scritta del concorso docenti PNRR3? Ancora non lo sappiamo.
Ora, appena uscita dalla mia prova scritta, una cosa è certa e il resto no.
Il punteggio minimo per accedere all’orale del concorso docenti PNRR3 si farà attendere ancora per un pò.
Non sappiamo dove verrà fissato lo sbarramento, né quanti candidati passeranno alla fase successiva.
Quello che so, invece, è che anche questa volta sono riuscita a ottenere 84/100. Un risultato che porto a casa con soddisfazione, ma anche con molta consapevolezza: questa prova è stata nettamente più difficile rispetto alle due precedenti.
Le domande erano più insidiose, soprattutto per la presenza di distrattori molto simili tra loro e per la complessità dei contenuti. Non bastava riconoscere una parola chiave: bisognava capire davvero il contesto, la logica della domanda, le sfumature e aggrapparsi al tanto studio e ad una solida preparazione.
Come ho studiato (e cosa rifarei)?
Avevo già molto materiale a disposizione dai concorsi precedenti, è vero. Ma non significa partire avvantaggiati. Ogni concorso è una storia a sé, e io lo sapevo bene, soprattutto per due mie difficoltà specifiche: l’inglese e la memoria corta.
Per me, la prova, non è mai una parte “automatica”.
Quindi ho scelto consapevolmente di ripartire quasi da zero, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli errori evitabili.
Inoltre, questa volta ho riguardato anche la parte di Normativa, perchè la normativa scolastica non è una materia statica. Cambia, si aggiorna, si arricchisce di nuovi decreti, linee guida, circolari. Per questo non basta “averla già studiata”: va ripassata ogni volta, come se fosse nuova.
Ho lavorato soprattutto per concetti chiave estrapolati dagli Allegati al Bando, ricordando che sto concorrendo per la scuola secondaria di I e di II grado.
Ricordando anche che le prove scritte sono sia per posto comune che per posto su sostegno.
Tenere a mente questi nodi concettuali fondamentali, mi ha aiutata a fare collegamenti logici tra le norme, gli Autori, le teorie psico-pedagogiche e le metodologie.
Non per memorizzare tutto, ma per capire la direzione della scuola di oggi.
Studiare per categorie, non per accumulo.
Uno degli errori più comuni è studiare in modo lineare, pagina dopo pagina. Io ho fatto il contrario.
Ho diviso tutto il materiale in rubriche colorate, come quelle che una volta si usavano per segnare i numeri di telefono. Ogni rubrica aveva una funzione precisa:
- rubriche per autori,
- rubriche per tematiche,
- rubriche per batterie di domande ricorrenti
Questo mi ha permesso di creare mappe mentali implicite, anche senza scriverle formalmente.
Il colore come strumento cognitivo.
Sui manuali ho usato colori diversi, sempre con la stessa logica:
- un colore per le date,
- uno per le opere,
- uno per gli autori,
- uno per i concetti chiave
Non è un vezzo estetico: il colore aiuta la memoria visiva e riduce il carico cognitivo, soprattutto quando si studia sotto pressione.
Cosa resta adesso?
Adesso resta l’attesa. So il mio punteggio ottenuto, ma non so ancora quale sarà lo sbarramento per accedere all’orale.
Finché non verrà comunicato ufficialmente, ogni previsione resta tale.
Nel frattempo, però, una cosa è chiara: studiare in modo strategico, consapevole e personalizzato fa la differenza, anche quando la prova è più difficile del previsto.
Quando usciranno i dati ufficiali, ne riparlerò.
E tu come hai studiato?
Scrivimi nei commenti e confrontiamoci insieme sulle strategie di studio.


