mercoledì 9 gennaio 2019

Socializzazione tra cani maschi adulti: pastore maremmano e meticcio



INCONTRO MAREMMANO E METICCIO





Spesso si dice che "i maschio tra loro non vanno d'accordo e si azzuffano", come in realtà si dice anche degli incontri tra femmine.
Insomma pensiamo quasi sempre che gli incontri che avvengono tra gli stessi sessi debbano per forza finire in lite.
Purtroppo spesso è così, perchè la socializzazione che facciamo ai nostri cani quasi sempre si limita al gioco, finisce cioè nel momento in cui il cane smette di giocare perchè dalla fase cucciola diventa adulto e vuole misurarsi con i suoi simili e stabilire il suo posizionamento sociale. 
Nello specifico vi consiglio il post Indizi di posizionamento sociale per avere una lettura di ciò che è importante per il cane, diciamo, come lui vede le regole della relazione.
Dovremmo invece mantenere la fase di socializzazione per tutta la vita del nostro cane aiutandolo così a costruirsi un vocabolario adatto a tutte le fasi della sua crescita e a tutti i momenti di relazione intraspecifica che dovrà affrontare.
Sappiamo tutti che quando sono cuccioli gli adulti sono molto più permissivi, mentre la fase critica è quella adolescenziale, dove spesso emergono comportamenti "prepotenti" che dovrebbero essere guidati verso atteggiamenti più maturi attraverso le corrette esperienze per non diventare comportamenti problematici una volta diventati adulti. 
In questo video vediamo chiaramente che i due maschi sono adulti e già sicuri del loro posizionamento sociale, del loro rango e del loro ruolo all'interno della relazione.
Queste certezza danno loro la sicurezza necessaria per mettere in atto una comunicazione adulta, matura, serena ed equilibrata.
Il maremmano prova a dimostrare assertività verso il più piccolo mettendogli una zampa addosso, ma Pingu reagisce fermamente con sicurezza senza arrabbiarsi inutilmente e dicendogli che non avrebbe accettato la sua supremazia: infatti resta immobile, ma non abbassa la coda e neanche lo sguardo.
Tutto si conclude nel gioco quando il maremmano accetta la situazione senza disagio.

martedì 8 gennaio 2019

Come creare un comportamento ossessivo-compulsivo



Il comportamento ossessivo-compulsivo è un comportamento altamente problematico, che bisogna evitare di creare in ogni caso.
Ovviamente in questo caso il video è stato girato per esempio esplicativo come sia semplice gratificare un comportamento che potrà essere altamente problematico se troppo sviluppato.
Uri è il protagonista del video, in un momento in cui in casa stavamo tutti giocando con la pista delle macchinine di mio figlio più piccolo.
Uri all'epoca era cucciolo quindi ovviamente interessato da tutto ciò che si muove e facilmente "stimolabile" da quel punto di vista.
Chiaramente NON ho mai più insistito sull'attività che si vede nel video, proprio per non generare un comportamento tanto radicato dalla gratificazione auto-appagante da diventare un giorno ossessivo e compulsivo.



Collare o pettorina?


Come scegliere lo strumento di cui veramente abbiamo bisogno?

Come è fatto il nostro cane? Come si muove? Che posti frequentiamo?

Ecco alcuni spunti dai quali partire per riflettere e scegliere correttamente ciò che fa al caso nostro

Molto spesso pensiamo che portare a passeggio il nostro cane sia un'azione spontanea ed istintiva dove sia sufficente far indossare qualcosa al cane, con non chalance, e partire a spasso.
Appena portiamo a casa il nostro amico per la prima volta, cucciolo o adulto adottato che sia, entriamo in un negozio di animali ed acquistiamo ciò che ci colpisce oppure ciò che troviamo economico oppure ciò che ci è comodo da sentirci nelle mani.
In realtà dovremmo osservare le caratteristiche del nostro cane in base alla taglia, per la quale potrebbe rendersi obbligatorio uno piuttosto che l'altro; all'età, infatti sarebbe impensabile dal mio punto di vista mportare a passeggio un nonnino di 10 anni pieno di doloretti con un collare rigido e doloroso per un essere così sensibile; al tipo di passeggiata che vorremmo condurre, se ad esempio in pieno centro cambia da una stradina di campagna isolata; e agli spazi che abbiamo a disposizione, ad esempio un prato libero e ampio è ben diverso da un marciapiede stretto ed affollato, per scegliere gli strumenti di conduzione adeguati.
In questo periodo storico della cinofilia, assistiamo spesso e volentieri a faide contrapposte tra chi caldeggia esclusivamente le pettorine, pensando che coloro che utilizzano il collare stiano maltrattando il cane, e chi invece si ostina soltanto al collare pensando che le pettorine siano inutili.
Personalmente ritengo che ogni strumento abbia il proprio modo di utilizzo corretto e che tutto vada deciso in base alle esigenze della coppia uomo-cane.
Un bravo educatore dovrebbe conoscere qualsiasi mezzo in commercio per saper consigliare al meglio il proprietario già dalla prima consulenza.
esempio pettorina corretta


La pettorina è adeguata nella maggior parte delle situazioni di normale passeggiata, perchè lascia libero il cane nei movimenti e non gli procura danno o fastidio alla base del rachide cervicale.
Infatti la trazione del guinzaglio non si riversa soltanto sul collo, ma viene distribuita su tutto il baricentro del corpo del cane, di modo che un'azione scorretta del guinzaglio, sia esse perchè il cane tira oppure perchè noi abbiamo neccessità di fermare improvvisamente il cane, non sarà dannosa sulle vertrebe di fido.
Questa però deve essere di adeguata fattezza, quindi non sforzare sotto le ascelle per non lussare le spalle, deve avere una misura corretta per non far scivolare fuori la testa del cane che quindi potrebbe sfuggire e mettersi in pericolo e inoltre dovrebbe essere morbida nei tessuti e nei ganci.
Spesso e volentieri ho utilizzato questo strumento per portare a spasso i miei cani, sperimentando in prima persona le dinamiche che avrebbero potuto essere più difficoltose per i proprietari, imparando così a gestire tutte le situazioni, anche con cani importanti come i miei molossi del tempo.

collare esposizione

I collari sono di vario genere, dimensioni e materiali in base ai loro scopi.
Infatti abbiamo materiali che vanno dalla pelle morbida e alta, spesso utilizzati per levrieri o colli linghi e sottili; i diversi tipi di nylon dai più sottili ai più robusti oppure collari a catena, anche questa alta o bassa, per addestramento classico, quindi agonistico e competizioni di vario genere.
Non è nel mio stile criticare o caldeggiare nessuno in particolare, ma vorrei soltanto far riflettere sulle situazioni migliori in cui usare uno piuttosto che l'altro.
Pensiamo anche soltanto alle pettorine da cani cross, quanto siano specializzate nelle loro fattezze.
Sarebbe impensansbile farle indossare ai nostri cani per una normale uscita.
O ancora ai collari di dimensioni veramente sottili, che invece si usano normalmente in esposizione, ma assolutamente contro indicati per una quotidiana uscita perchè rischierebbero di danneggiare carotide o cervicale.
Come al contrario potrebbe essere un collare morbido alto circa 15 centrimeti non andrebbe bene per un'attività sportiva, perchè rischioso di impigliarsi anche soltanto in un attrezzo.
Per cui, come sempre, l'unico consiglio che sinceramente mi sento di dare è di pensare a quale attività si vuole impostare col proprio amico a quattro zampe e comprare di conseguenza l'attrezzatura necessaria.
Considernado che alle volte potrebbe essere normale avere qualche guinzaglio o pettorina diversi nell'armadio delle uscite col nostro pet per poter soddisfare le sue esigenze fisiologiche, morfologiche e di conforts.




martedì 23 ottobre 2018

Disciplina sportiva col tuo cane: l'obedience.




Conosci l'obedience? sicuramente ne avrai sentito parlare come quella disciplina che "fa tanti esercizi di obbedienza".

Ebbene non è soltanto questo.
Scopriamolo insieme.


Origini 

L' origine dell' obedience è veramente molto discussa.
Alcuni dicono che risalga agli anni '30 dibattendo la paternità tra Inghilterra e Stati Uniti.
Altri sostengono che fosse praticata negli anni '50/ '60 in Nord Europa.
Per certo sappiamo che si sviluppa in Italia solo verso la fine degli anni '90 quando i grandi campioni svedesi iniziano a fare stage.
L' ENCI ne riconosce l'ufficialità come disciplina nel 2000.


Ma come si costruisce questo alto livello tecnico e performativo?
Quali cani sono adatti?


La traduzione di obedience diventa in italiano “obbedienza”, ma niente di più erroneo nell'interpretare e nell'approcciarsi a questa disciplina! 
Il nostro termine non rende per niente il vero significato di questo sport.
Forse per questo nessuno non lo traduce....


Piper, di Alessandra Bellini


L' obedience è prima di tutto uno sport, quindi divertimento, affiatamento uomo-cane collaborazione della coppia.
In quanto disciplina ha un regolamento che puoi trovare sul sito ufficiale.
Troverai la descrizione degli esercizi precisi nello schema e nell'esecuzione; le modalità di partecipazione e tutte le categorie.
Si sviluppa in difficoltà crescente in base alle categorie.
Partiamo dalla predebuttanti, debuttanti fino ad arrivare ai mondiali dove si disputa un titolo molto importante, ma soprattutto dove si assiste ad un vero spettacolo di esibizione.

Tutte le razze possono partecipare a questo tipo di competizione.


Questo non vuol dire che ogni cane sia adatto!
Ed è bene che ogni proprietario osservi con attenzione se l'attitudine e la predisposizione del proprio cane sia consona a questo tipo di allenamento.
Infatti si richiede al cane grande autocontrollo, capacità di referenza verso il conduttore, dinamicità e grande concentrazione, volontà di giocare e anche un buon predatorio non guasta.

Proprio perchè l'obedience non è assolutamente una disciplina per pigroni!

La preparazione è molto attiva, basata quasi esclusivamente sulle attività di gioco che diventano la gratifica a fine di ogni esercizio.
Probabilmente le razze che vediamo di più sono i border collie e il pastore belga malinois (vedi Ion)
Queste due tipologie di cani riassumono abbastanza tutte queste doti all'interno del loro patrimonio genetico, come risultato di selezione genetica di razza.
Abbiamo detto nessuno escluso: per cui alle volte potremmo avere bravi rottweiler, oppure bracchi, cocker, beagle, golden retriever, labrador ed anche meticci.
Certo è vero che se esistono tante razze è perchè ognuna di queste racchiude un patrimonio genetico fatto di selezione specifica per diverse attività.
Quindi trovo che sia buona norma informarsi sulle predisposizioni di razza e sarebbe preferibile avere anche almeno una vaga idea su ciò che più ci appassiona e diverte insieme al nostro cane, per non rischiare di essere delusi o avere aspettative disattese.
Abbiamo parlato delle attitudini che dovrebbe avere il cane più "portato" verso l'obedience.

Ma quali doti deve avere il conduttore?


Infatti anche al conduttore è richiesta qualche dote particolare.
  • grande attenzione verso ogni piccolo comportamento del proprio cane
  • deve avere uno spiccato spirito di osservazione verso il cane
  • premiarlo al momento giusto
  • capire il contesto
  • sapere intervenire con tempismo
  • calma e gestione delle emozioni
  • interagire in modo adeguato
Queste sono soltanto alcune delle caratteristiche principali che mi vengono in mente ora.
Ne potrei elencare ancora molte altre.
Come ad esempio saper giocare col cane.
Molti proprietari pensano che basti lanciare una pallina, ma assolutamente il gioco mette in moto tutta la nostra capacità comunicativa e relazionale col nostro cane.
Avrai sicuramente capito a questo punto, che l'esecuzione tecnica degli esercizi di obedience riassumono tutta questa preparazione a monte.
I bellissimi “seduto e terra”, la chiamata, il riporto sono il risultato di tanta passione e della condivisione costante del binomio di gioie e delusioni.


Winalmik's Discovery One





Gli sport cinofili


Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione delle discipline sportive in ambito cinofilo, che si sono diversificate per andare incontro ai bisogni più esigenti di proprietari ed anche alle tipicità di razza dei nostri amici a 4 zampe.
Semplicemente un decennio fa l’offerta sportiva dei centri cinofili era molto meno ricca rispetto a quella attuale, un po’ come per le nostre palestre, che non disponevano di tanti corsi differenti in grado di soddisfare tante richieste sia fisiche sia di gusto.
Per quanto riguarda il settore cinofilo andiamo dallo sheepdog, al free style, all’ obedience, all’ agility, la mobilitydog, il flayball, fino ad arrivare alle discipline di morso, che in Italia si riassumono in Ipo e in mondioring.
Ogni centro cinofilo porta avanti la propria ideologia ed esperienza formativa nell’ambito a cui ha preferito dedicarsi, oppure si preoccupa di organizzare stage formativi chiamando esperti del settore che illustrino il loro sport.
Qualsiasi tipo di sport vogliate intraprendere col vostro cane, assinceratevi della professionalità di chi ve lo propone per non mettere in situazioni di disagio il vostro amico fido e anzi per vivere le sessioni di allenamento in modo piacevole, costruttivo e perché no, anche educativo.
Cercate di informarvi su quali esperti del settore organizzino eventi adeguati al vostro livello, magari perdete qualche ora per visualizzare alcuni video e leggetevi attentamente il regolamento per capire se avete scelto lo sport adeguato alle caratteristiche fisiche e motivazionali del vostro cane.
Ritengo che le regole principali per praticare sport con il nostro Fido siano semplici e sostanzialmente riassunte così:
  • la prima e fondamentale è il rispetto delle caratteristiche morfologiche e di razza, che ci eliminerà a priori qualche ambito lasciandoci comunque amplia scelta;
  • la seconda è che sia il nostro cane, sia noi dobbiamo essere felici e a nostro agio durante le fasi di training, insomma dobbiamo divertirci insieme (pur faticando, perché lo sport è sana fatica e ottimo divertimento!);
  • la terza è che per una buona riuscita delle prime due dobbiamo consultare un professionista serio che ci proponga qualcosa di adeguato alla nostra coppia pet-partner e non soltanto quello di cui è capace;
  • infine dobbiamo essere sempre in grado di smettere quando il cane ce lo chiede.




Ritengo che gli sport siano un ottimo passatempo sia per noi che per i nostri cani, che siano costruttivi sia a livello relazionale come coppia uomo-cane sia per l’individuo che mettendosi alla prova cresce e si rafforza, gli sport aiutano ad uscire dalla noia e dalla monotonia ed hanno anche finalità educative e riabilitative del comportamento.
Purtroppo l’abuso e la scorrettezza di alcuni nei metodi e nelle proposte al pubblico sta convincendo certi proprietari soltanto dei suoi aspetti negativi e coercitivi.
Personalmente credo che come sempre sia utile avere buon senso nelle scelte come dicevamo dei professionisti che ci insegnano e che dobbiamo portare la nostra attenzione verso il benessere del nostro cane, che sempre in ogni momento cerca di farsi capire nelle sue necessità.




venerdì 3 agosto 2018

La memoria razionale e la memoria emotiva




Secondo Goleman esistono due tipi di memoria: una legata alla razionalità e l'altra connessa alla sfera emotiva.

Di facile comprensione risulta il primo tipo, perchè è piuttosto intuitivo comprendere che ogni essere vivente è in grado di ricordare un avvenimento, un modo di fare, l'associazione di stimoli, alcune persone, certi luoghi vissuti o altri individui che non siano della stessa specie, oppure oggetti sia gradevoli che non e così via.

Ma che dire della memoria emotiva?

Quest' ultima è nettamente superiore alla sua consorella in spessore e portata, anche se succede che non sempre ne abbiamo coscienza e consapevolezza a livello razionale.
In altre parole significa che può capitarci che la nostra sfera logico/razionale non si trovi in accordo quella emotiva.

Quante volte ricordiamo esattamente una sensazione vissuta in un determinato contesto senza però riuscire a descriverlo nei dettagli?
Quante volte ricordiamo esattamente una persona per il male che ci ha inferto senza ricordarne le parole o anche i fatti avvenuti?

Le emozioni che proviamo in un qualsiasi istante della nostra vita lasciano un segno più o meno profondo a seconda dell'intensità con cui vengono avvertite.
Così nei cani abbiamo il trauma dell'abbandono, oppure l'ansia nel restare da soli o ancora la paura di certi rumori.
Ad alcuni succede che quando ci accingiamo a prepararci per andare al lavoro il cane inizi subito ad ansimare, questa è la classica manifestazione di un'ansia emotiva.
Ma capita anche di vederli illuminarsi nello sguardo quando sortiamo davanti a loro un determinato oggetto, perchè è associato alla piacevoleza di un momento vissuto insieme.
Li vediamo festosi e scodinzolanti, quasi tutti, quando prendiamo il guinzaglio in mano, perchè questo oggetto anticipa emotivamente un momento piacevole che arriverà a breve: la passeggiata insieme.
Sto cercando di semplificare al massimo il meccanismo di apprendimento attraverso le emozioni per riuscire a trasporre per iscritto quel complicatissimo procedimento che si apre in un qualsiasi soggetto tutte le volte che si avvia un “sentire”.
Il primo dato importante di questo meccanismo è dovuto al fatto che le emozioni hanno un nome ed una forma di espressione a livello di comunicazione non verbale (volontaria o meno): lo sbadiglio del cane davanti ad un oggetto, l'abbaio da eccitazione o da paura, oppure la fuga causata da uno stimolo avversivo, sono soltanto alcuni degli esempi possibili che mi vengono in mente in questo momento di comunicazione emotiva.
L'altra componente fondamentale utile alla realizzazione del processo di apprendimento attraverso le emozioni è il grado di empatia che un soggetto instaura con un altro, tanto che possa essere guidato a una progressiva modificazione dell'espressione outpout del comportamento.
Ciò vuol dire che perchè ci sia apprendimento razionale emotiva guidato dall'empatia, il soggetto discente deve essere riferito alla sua guida, altrimenti l'emozione si aprirà senza però riuscire ad essere agganciata dalla parte razionale, che deve rimanere molto più lucida e distaccata dalla circostanza in atto.
Per esempio, succede anche a noi, che se ci spaventiamo per un fatto improvviso impieghiamo molto meno tempo di recupero della calma, se al nostro fianco abbiamo una persona di fiducia alla quale riferirci, che riesca a rimanere calmo e quindi a trasmettercela empaticamente.
Tale correzione può essere fissata dall'apprendimento nella memoria e recuperata in base agli stimoli affrontati nella vita quotidiana.

Goleman ci insegna infatti che tutti gli apprendimenti fissati nella nostra memoria attraverso forti impatti emotivi rimangono molto più solidi ed indelebili che non quelli avvenuti a livello emotivo medio-basso.

Secondo questa teoria e cercando goffamente di applicarla in cinofilia, dico “goffamente” perchè è molto empirica la traduzione emotiva che possiamo fare di un linguaggio non verbale di una specie diversa dalla nostra, la figura del proprietario diventa centrale, perchè il cane entra pienamente in dinamica sistemica con la famiglia e di conseguenza con tutto il suo ambiente di vita.
Il proprietario non è più soltanto il comandante che impartisce ordini o la balia che accudisce il cane, ma è un individuo aperto alla relazione e al confronto con un'identità diversa dalla propria.
Vivere con un cane significa, secondo la mia prospettiva, superare le proprie difficoltà individuali, analizzare le proprie carenze ed accettare le divergenze di necessità per poter assaporare la soddisfazione di una sana relazione col proprio amico a 4 zampe.


venerdì 2 febbraio 2018

Cosa sono le motivazioni di razza nel cane?

Cosa sono le motivazioni di specie? 
e quelle di razza? 
Cosa contraddistingue una razza dall'altra?


                                                                                       


Le motivazioni di un soggetto, insieme ad arousal ed emozioni, formano il pacchetto dei caratteri posizionali della mente, per cui fanno sì che il soggetto non sia esposto al mondo trasportato dagli stimoli, ma dialoghi con gli stimoli stessi diventando proattivo.
Le motivazioni sono stati mentali di orientamento nel mondo, cioè "cosa" il soggetto cerca e "come" si propone, questa immersione sensoriale ed orientativa producono il target a cui il soggetto si interessa e non viceversa.
Un esempio molto semplice: tirare la pallina ad un border collie susciterà un comportamento diverso che non tirare la stessa pallina ad un pastore del caucaso, eppure lo stimolo è sempre lo stesso!
Quando lancerò la pallina al border questo partirà come un razzo mosso dall' esigenza di dare soddisfazione al suo comportamento predatorio, mentre il caucaso troverà correre dietro a una pallina talmente tanto inutile che se ne resterà a dormire o a guardarci con quell'aria dubbiosa tipica di chi non ha capito perchè ci entusiasmiamo tanto con la palla.
Questo fanno le motivazioni di razza: orientano il soggetto nel mondo in base alla propria predisposizione.


L'insieme delle motivazioni e il loro peso individuano il carattere del soggetto, perchè sono orientamenti della mente e quindi ci dicono cosa il soggetto sarà portato a fare e come agirà davanti a uno stimolo.
Il valore delle motivazioni, cioè la tendenza ad accendersi dell' una rispetto all' altra nell 'insieme complessivo ci indica la VOCAZIONE del soggetto.
In qualità di orientamenti le motivazioni possono essere la fonte o di gratificazione o di frustrazione per tanto il mondo si divide in cose interessanti o meno.
Le motivazioni sono il retaggio filogenetico specie/specifico, questo vuol dire che ogni specie ha sviluppato le proprie in base all'adattamento che ha dovuto avere nell'evoluzione, ma vuol dire anche che ogni specie possiede tutte quelle appartenenti.
Quindi ogni razza di cane possiede tutte le motivazioni che appartengono alla sua specie, ma ogni razza avrà un volume diverso di ogni motivazione che occuperà uno spazio differente a livello neurologico, dando l'impronta a caratteristiche diverse.
Questo perchè sotto il profilo neurobiologico la motivazione è un set neurale di attivazione a cascata: quando si accende una motivazione il soggetto sviluppa quelle particolari sinapsi a scapito di altre.
Le motivazioni non possono nè essere aggiunte nè tanto meno tolte, possono solo essere modificate in volume di neuroni e in modalità espressiva.
Come dicevamo sopra bisogna che il soggetto impari ad esprimere le proprie motivazioni di razza in modo adeguato, quindi indirizzandole sui target corretti, in modo da non risultare frustranti ma appaganti!
Se abbiamo a casa con noi un rottweiler che ama mordere e fare la guardia, dovremmo insegnargli adeguatamente quali saranno i partner sociali della sua vita perchè possa vivere serenamente in mezzo a noi dirigendo le sue motivazioni di razza verso target corretti.
Le teorie psico energetiche vedevano le motivazioni come energie in eccesso da dover sfogare, mentre la teoria cognitivista reputa che siano tendenze pro-attive del soggetto che fa le sue individuali proposte al mondo.

Ogni educatore o addestratore deve quindi tener conto che tutte le attività proposte ad un cane avranno maggior efficacia se realizzate attraverso il consenso motivazionale.
se il soggetto svolge un'attività senza il consenso della motivazione si trova in uno stato di "conazione"e sicuramente non potremmo attenderci risultati permanenti di quell'esercizio.
Infatti abbiamo la voglia di riproporre un comportamento solo quando siamo in una condizione di agio e benessere.
Faccio l'esempio del mio Uri.
Lo stesso esercizio di "terra" è eseguito più volentieri, in modo più energico e costante se la gratifica arriva dal gioco e non dal cibo.

Vediamo alcuni esempi di motivazione.

  • Possessiva: mantenere il possesso di un oggetto o di uno spazio;
  • Predatoria: volgere la propria attenzione verso soggetti o oggetti in movimento più piccoli per poterli raggiungere;
  • Territoriale: difendere uno spazio ampio o un ambiente circostante;
  • Competitiva: confrontarsi o gareggiare con un compagno;



  • Perlustrativa: esplorare un ambiente;
  • Esplorativa: analizzare un oggetto nel dettaglio;
  • Di ricerca: cercare oggetti nascosti;
  • Somestesica: esplorare il proprio corpo;
  • Cinestesica: fare movimento, correre, saltare;


  • Comunicativa: esprimere uno stato o indicare qualcosa;
  • Collaborativa: fare un'attività col partner sociale, concertarsi a un'attività di gruppo;
  • Affiliativa: far parte di un gruppo ristretto;
  • Sociale: partecipare alle attività di un gruppo;
  • Epimeletica ed et-epimeletica: prendersi cura o lasciarsi prendere cura.
Volete sapere quale razza fa al caso vostro per esigenze reciproche?
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