lunedì 11 maggio 2026

Candidatura del nostro progetto al Festival dell’Innovazione Scolastica

Ci sono momenti in cui una ricerca smette di essere soltanto un'idea scritta su un quaderno.

Quando vedi che piano piano, le idee che prendono forma e struttura, che diventano un progetto, materiali e una pratica da sperimentare, acquisisci la consapevolezza che ormai sono entrate nel reale.

Smettono di restare chiuse nella tua testa e cominciano ad interfacciarsi con gli altri.

E questo è proprio uno di quei momenti.

Dopo mesi di studio, riflessioni, progettazione e sperimentazione, alcuni colleghi ed io, arriviamo finalmente alla fase della candidatura al Festival dell'Innovazione Scolastica di Valdobbiadene edizione 2026. 

Puoi scoprire tutti i dettagli sul sito ufficiale: https://festivalinnovazionescolastica.it/

Per quanto riguarda noi, abbiamo lavorato duramente e finalmente la scheda di candidatura è pronta per essere inviata. 

Abbiamo terminato la progettazione, preparato i materiali e raccolto tutto ciò che serve per presentare il nostro lavoro.

Adesso dobbiamo semplicemente fare un passo che, in realtà, sento tutt'altro che semplice: attende l'esito della candidatura.

Da dove siamo partiti

Il tema del Festival di questo anno mi ha subito ispirata e chiamata all'azione: si tratta di impatto dell'IA sugli apprendimenti.

Nella mia pratica didattica, la consapevolezza dell'uso corretto dell'IA, lato docente ed apprendente, è molto importante.

Ma andiamo per gradi. 

La partenza 

Alcuni anni fa, quando ho iniziato a interrogarmi sulle difficoltà degli apprendenti con ADHD, non avevo una risposta.

Avevo soltanto una storia molto personale e molto potente, che mi ha spinta a saperne di più sull'inclusione e le sue pratiche didattiche.

Avevo assistito ad anni di disastro scolastico quando un ragazzo fatica a mantenere l'attenzione, ad organizzarsi, a partecipare e a sentirsi competente, in quei casi trovare il proprio spazio all'interno della scuola sembra quasi impossibile. 

Poi sono diventata docente.

E quella domanda personale ha iniziato a trasformarsi in una domanda professionale:

come possiamo progettare una scuola capace di valorizzare anche modi diversi di apprendere, comunicare e partecipare?

Guarda il sito dedicato alla mia ricerca didattica in presenza di apprendenti con ADHD.

Da questa domanda è iniziato il mio percorso di ricerca sulla didattica narrativa, sul valore della cooperazione, sull'importanza dello scaffolding dell'IA e sull'efficacia della metodologia EAS. 


preparazione versione definitiva del poster per il Congresso DILLE



L'idea diventa progetto


Il lavoro presentato al Festival nasce dall'idea che la narrazione possa diventare uno strumento didattico potente.
Il raccontare porta con se l'ascolto, la condivisione e la costruzione di significati, la propria esperienza viene messa in relazione con quella  quella degli altri.
Non soltanto per apprendere una lingua, ma anche per apprendere a stare nella relazione e a diventare progressivamente consapevoli del proprio processo di apprendimento.
Nel progetto abbiamo cercato di integrare questa prospettiva con strumenti digitali e con l'intelligenza artificiale, utilizzata come supporto e scaffolding all'interno del percorso.
L'obiettivo è di mettere il docente nelle condizioni di progettare esperienze più personalizzabili e accessibili.
Per maggiori dettagli sui contenuti e la descrizione del progetto puoi consultare il sito
Ti lascio anche il video riassuntivo della nostra progettualità, per ulteriori dettagli scrivimi che sarò felice di darti tutte gli approfondimenti che ti servono. 




Perché il Festival

La candidatura al Festival dell'Innovazione Scolastica rappresenta per me un passaggio importante.

Non perché una candidatura significhi automaticamente che il progetto sia "giusto".

Ma perché significa avere il coraggio di mettere il proprio lavoro a confronto con quello di altre persone che, nella scuola, stanno cercando nuove strade.

L'innovazione, per me, non coincide con l'utilizzo di uno strumento tecnologico nuovo.

Innovare significa chiedersi:

possiamo fare qualcosa di diverso per permettere a uno studente di imparare meglio?

E soprattutto:

quello che stiamo progettando è davvero applicabile nella scuola reale?

Questa è la domanda che mi interessa maggiormente.

Perché una buona idea che non riesce a entrare nella quotidianità di una classe rimane soltanto una buona idea.

E quindi ora inviamo

Adesso faccio clic su "invia".
Non so ancora dove mi porterà questo percorso.
So però che, qualche anno fa, non avrei mai immaginato di arrivare fin qui.

Ma forse la ricerca comincia proprio così: quando una domanda diventa talmente importante da non permetterci più di ignorarla.

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