lunedì 10 dicembre 2012

Il Rottweiler e la dogsitter

RAZZA: Rottweiler,
maschio, adulto, intero.
La foto non gli rende giustizia: è un bellissimo cane, buonissimo con chi conosce e con chi lo rispetta, che però ha un posizionamento sociale sbilanciato verso l'alto e una scarsa socializzazione secondaria, un piano prossimale d'esperienza bassissimo e problematiche varie legate alla somestesi.
Insomma tutto si traduce in un comportamento d'aggressione verso le persone se cercano in qualche modo la relazione e ancora peggio il contatto; ovviamente ha difficoltà di relazione anche con gli altri cani e una scarsa tolleranza dell'ambiente circostante.
Ho seguito questo cane ancora prima di finire il corso educatori, l'ho seguito come semplice dogsitter perchè la sua proprietaria aveva paura a portarlo fuori da sola: lui tirava, voleva mordere i passanti che gli stavano troppo vicino o che lo incrociavano dritto sul marciapiede, voleva prendere gli altri cani...insomma la signora aveva bisogno di sentirsi sicura ad uscire con lui.
Ricordo il primo giorno che l'ho visto: fiero, sicuro, curioso di conoscermi ma per nulla festoso.
Abbiamo iniziato a passeggiare sul marciapiede subito a fianco, non l'ho toccato, non l'ho fissato troppo e non l'ho nemmeno tenuto al guinzaglio. Ma ci siamo piaciuti da subito, siamo arrivati all'area cani e la proprietaria ed io ci siamo sedute a fumare una sigaretta: lui è venuto a sedersi sui miei piedi e mi ha messo il suo testone sul ginocchio...sarebbe meglio dire che spingeva col testone sulla mia gamba...tipico dei molossi!
Da lì, la signora ha deciso che sarei stata la loro dogsitter e mi ha rivelato che ne aveva valutate altre ma che il cane aveva dimostrato chiaramente di non gradire: non oso immaginare cosa abbia fatto....
Sì, il cane è aggressivo se si oltrepassano le sue regole, per esempio se lo si vuole accarezzare troppo e in zone troppo sensibili come ad esempio la testa o il collo o come se lo si volesse sollevare per caricare in auto. Quello infatti è stato un episodio che ci ha fatto scontrare. Un giorno dovevo metterlo in auto intanto che la sua proprietaria era impegnata e lui ovviamente era abituato a mettere solo gli anteriori nel baule e a farsi alzare nei posteriori, consapevolmente l'ho caricato a braccia nel baule e lui dopo una brevissima riflessione di mezzo secondo mi ha tentato di prendere pancia e collo, dico tentato, perchè il ragazzone indossava sempre la museruola.
Sapevo benissimo che sarebbe scattato, ma ho voluto approfittarne per metterlo un pò in crisi e dimostrargli che il suo atteggiamento con me non avrebbe funzionato.
In realtà non abbiamo mai avuto problemi e mi ricordo anche di momenti molto simpatici quando in area cani, rigorosamente da soli, giocavamo: a suo modo, da Rott. ma bello! ovviamente gli piaceva molto prendere qualche oggetto e tirare, ma la cosa bella almeno era che non ringhiava su un ingaggio un pò competitivo del gioco!
Sinceramente non ho mai pensato che fosse lui ad aver bisogno di recupero, che cosa poteva fare di più da solo? la sua proprietaria non voleva più occuparsene perchè diceva che era un problema, forse era difficile da gestire, ma non ho mai visto un problema. Era un Rott.cresciuto per 7 anni in un giardino e di colpo portato a vivere in centro città, che cosa si aspettavano da lui?
Si lasciava mettere e togliere la museruola tranquillamente, veniva anche al bar con noi; una cosa che gli avevo insegnato era a non tirare al guinzaglio e tutto senza premi, solo attraverso una buona comunicazione.
Devo dire che aveva capito benissimo: verso l'ultimo periodo che lo portavo a passeggio non tirava mai al guinzaglio ed ero riuscita ad andare anche alla Cittadella, un giardino della città frequentato da tante persone e cani e non è mai scattato su niente e nessuno.
Una cosa sulla quale ho sempre insistito e non ho mai voluto cedere è stato il coinvolgimento della proprietaria, ho sempre cercato di indurla a cambiare atteggiamento nei confronti del suo cane, ma a quanto pare senza successo definitivo. Quando eravamo insieme riusciva a far finta di potersi tenere il cane, appena passava qualche giorno ripiombava nelle insicurezze ed incertezze.
Parte del mio lavoro, e forse quella parte più difficile ed impegnativa, è riuscire a catturare il proprietario tanto da poterlo guidare verso quel cambiamento che renda definitiva la riabilitazione del cane.
Non si può cambiare solo il comportamento del cane, è fondamentale che anche la famiglia che se ne occupa riesca a capire quale dei propri atteggiamenti sia da modificare.
Non si può nemmeno parlare di cambiare radicalmente una persona o un altro essere vivente, ma si tratta di riconoscere in prima battuta il proprio comportamento, successivamente di leggerlo nelle risposte che provoca su i membri vicini per infine poter apportare quelle modifiche necessarie per trasformare quelle risposte che non ci piacciono in alcune che si adattano alla nostra situazione.
Ad esempio per me non era un problema che questo Rottweiler non volesse essere accarezzato, che non volesse estranei in casa o che non volesse giocare con gli altri cani, quindi per non c'era niente di così grave da dover recuperare. Quelle che infatti ho fatto è stato un lavoro sulla comunicazione tra cane e PO per chiarire al cane che l'intenzione della passeggiata non era andare a caccia di niente e di nessuno e soprattutto che non bisognava nè minacciare nè sentirsi minacciato.
Direi con successo, perchè il cane ha smesso di tirare al guinzaglio ed era molto felice di incrociare cani e persone a debita distanza, che all'inizio era abbastanza per poter stare quasi sullo stesso marciapiede...quasi...
Ma per la sua PO era un problema e questo cambiava tutta la loro comunicazione, mettendo in allerta il cane e sfiancando la proprietaria che pensava di andare in giro con un pericolo.
Penso spesso a quel cane, che mi ha insegnato tanto: mi ha insegnato a non avere paura dell'aggressività, a comunicare correttamente, a rispettare gli spazi di un individuo e i suoi tempi, a rispettare delle regole, soprattutto a non pretendere l'impossibile da me stessa.