venerdì 16 gennaio 2026

5 consigli di come sto preparando l'orale concorso docenti PNRR3: letteratura I

 

Concorso docenti PNRR3: ammessa all’orale. Ora si  studia.

Da qualche tempo avevo iniziato a studiare i contenuti per la prova orale del concorso docenti PNRR3, ma da oggi, inizio a fare sul serio.

Oggi sono usciti i punteggi minimi di ammissione alla prova orale del concorso PNRR3 e posso finalmente dirlo: rientro. Sono ammessa all’orale.

È una soddisfazione, inutile negarlo.
Ma soprattutto, sento che è un passaggio di fase importante.

Lo scritto è alle spalle.
Adesso serve un altro tipo di studio fatto con organizzazione, struttura e profondità sui contenuti caratteristici della disciplina.

In questi giorni mi sto organizzando con una routine costante, sostenibile, pensata per arrivare all’orale lucida e solida, non stanca e confusa.

Sono partita riprendendo la letteratura, ma questa volta con un metodo più maturo.
Non solo autori e opere, ma storia, contesto culturale e nessi, perché all’orale non basta sapere: bisogna argomentare.

Sto trovando utili questi 5 punti strategici per prepararmi al meglio.

Te li condivido qui di seguito:


1. Routine quotidiana breve ma non negoziabile

Ho smesso di pensare “quando avrò tempo”.
Ho deciso quanto tempo dedicare ogni giorno allo studio e lo faccio.

La costanza batte qualunque maratona.



2. Letteratura: dalla lista alla mappa

Sto affrontando la letteratura per quadri storici, non per elenco.

Per ogni periodo lavoro su:

  • contesto storico e culturale

  • grandi temi (ad esempio visione filosofica, società, sviluppo della lingua)

  • autori chiave ed opere centrali

  • collegamenti interdisciplinari possibili

L’obiettivo non è “dire tutto”, ma saper spiegare bene.



3. Studio attivo, non ripetizione passiva

Niente riletture infinite.

Uso:

  • mappe concettuali

  • schemi 

  • brevi esposizioni orali simulate (anche da sola)

Se non riesco a spiegarlo a voce, non lo so davvero.



4. Allenamento all’orale, non solo ai contenuti

Preparo ogni argomento già pensando:

  • come lo direi a una commissione

  • che esempio porterei

  • che collegamento farei alla didattica

L’orale non valuta solo cosa sai, ma come pensi da docente.



5. Alterno le settimane

I contenuti presenti nell'Allegato al Bando sono veramente tanti.
Ho pensato che la strategia migliore sia alternare le settimane negli argomenti.
Questa settimana per esempio sono partita dallo studio della letteratura.
Mi sono data un obiettivo realistico: dal Medioevo al Rinascimento compreso.
La settimana prossima invece affronterò un tema differente.

Infatti, non sapendo la data di convocazione alla prova orale, devo considerare di conoscere almeno gli argomenti più importanti legati alla lingua e cultura francese.
In questo modo abbasso il livello di ansia legato alla preparazione e dunque alla prestazione. 
Ma soprattutto rimango dentro la cornice di un processo di studio consapevole. 

E tu, a che punto sei?

Nei prossimi post continuerò a raccontare come mi organizzo,
cosa funziona davvero e cosa invece ho deciso di lasciare andare.

Perché prepararsi bene non significa fare tutto d'un fiato:
significa darsi una struttura che regga fino in fondo.

Raccontami come ti stai preparando al prossimo concorso docenti PNRR3 e scambiamoci consigli preziosi se ti va.

martedì 2 dicembre 2025

Concorso docenti PNRR3: come sono riuscita a prendere 84 alla prova scritta

Sbarramento alla prova scritta del concorso docenti PNRR3? Ancora non lo sappiamo.

Ora, appena uscita dalla mia prova scritta, una cosa è certa e il resto no. 

Il punteggio minimo per accedere all’orale del concorso docenti PNRR3 si farà attendere ancora per un pò.

Non sappiamo dove verrà fissato lo sbarramento, né quanti candidati passeranno alla fase successiva.

Quello che so, invece, è che anche questa volta sono riuscita a ottenere 84/100. Un risultato che porto a casa con soddisfazione, ma anche con molta consapevolezza: questa prova è stata nettamente più difficile rispetto alle due precedenti.

Le domande erano più insidiose, soprattutto per la presenza di distrattori molto simili tra loro e per la complessità dei contenuti. Non bastava riconoscere una parola chiave: bisognava capire davvero il contesto, la logica della domanda, le sfumature e aggrapparsi al tanto studio e ad una solida preparazione.

Come ho studiato (e cosa rifarei)?

Avevo già molto materiale a disposizione dai concorsi precedenti, è vero. Ma non significa partire avvantaggiati. Ogni concorso è una storia a sé, e io lo sapevo bene, soprattutto per due mie difficoltà specifiche: l’inglese e la memoria corta.

Per me, la prova, non è mai una parte “automatica”.

Quindi ho scelto consapevolmente di ripartire quasi da zero, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli errori evitabili.

Inoltre, questa volta ho riguardato anche la parte di Normativa, perchè la normativa scolastica non è una materia statica. Cambia, si aggiorna, si arricchisce di nuovi decreti, linee guida, circolari. Per questo non basta “averla già studiata”: va ripassata ogni volta, come se fosse nuova.

Ho lavorato soprattutto per concetti chiave estrapolati dagli Allegati al Bando, ricordando che sto concorrendo per la scuola secondaria di I e di II grado.

Ricordando anche che le prove scritte sono sia per posto comune che per posto su sostegno.

Tenere a mente questi nodi concettuali fondamentali, mi ha aiutata a fare collegamenti logici tra le norme, gli Autori, le teorie psico-pedagogiche e le metodologie.

Non per memorizzare tutto, ma per capire la direzione della scuola di oggi.

Studiare per categorie, non per accumulo.

Uno degli errori più comuni è studiare in modo lineare, pagina dopo pagina. Io ho fatto il contrario.

Ho diviso tutto il materiale in rubriche colorate, come quelle che una volta si usavano per segnare i numeri di telefono. Ogni rubrica aveva una funzione precisa:

  • rubriche per autori,
  • rubriche per tematiche,
  • rubriche per batterie di domande ricorrenti

Questo mi ha permesso di creare mappe mentali implicite, anche senza scriverle formalmente.

Il colore come strumento cognitivo.

Sui manuali ho usato colori diversi, sempre con la stessa logica:

  • un colore per le date,
  • uno per le opere,
  • uno per gli autori,
  • uno per i concetti chiave

Non è un vezzo estetico: il colore aiuta la memoria visiva e riduce il carico cognitivo, soprattutto quando si studia sotto pressione.

Cosa resta adesso?

Adesso resta l’attesa. So il mio punteggio ottenuto, ma non so ancora quale sarà lo sbarramento per accedere all’orale.

Finché non verrà comunicato ufficialmente, ogni previsione resta tale. 

Nel frattempo, però, una cosa è chiara: studiare in modo strategico, consapevole e personalizzato fa la differenza, anche quando la prova è più difficile del previsto.

Quando usciranno i dati ufficiali, ne riparlerò.

E tu come hai studiato?

Scrivimi nei commenti e confrontiamoci insieme sulle strategie di studio. 

martedì 11 marzo 2025

Come costruire una routine di studio alla scuola secondaria di II grado che funzioni davvero.

Apprendere il francese alla scuola secondaria di II grado: difficoltà e strategie. 


L'apprendimento della lingua francese richiede tanta costanza e attenzione, soprattutto quando arrivi alla scuola secondaria di II grado e non l'hai mai affrontata prima.
Voglio tranquillizzarti: molti apprendenti, proprio come te, iniziano con entusiasmo di conoscere una lingua nuova ed  anche il timore di sbagliare.
Perchè lo sai anche tu: il francese è armonioso e melodico nei suoni, ma quanta fatica per la pronuncia!
Alle volte, anche la grammatica può sembrare ostile.
Fatta di molte eccezioni alle regole da ricordare: hai appena imparato una cosa per poterti esprimere, che subito deve conoscere le diverse casistiche.

Ma voglio tranquillizzarti: il francese è così per quasi tutti.
Se ti stai chiedendo se anch'io ho attraversato queste difficoltà, sappi che la risposta è sì.
Mi sono sentita in imbarazzo nel pronunciare le prime parole e ho fatto molta fatica a ricordare tutte le regole di grammatica per potermi esprimere.

Per questo oggi, desidero aiutarti con questo post a costruire una routine di apprendimento.
Ti darò: 

  • alcuni consigli pratici se studi
  • alcuni suggerimenti se sei un genitore che vuole supportare senza pressare
  • una strategia vincente da usare in classe se sei un docente
Ricorda: costruire una routine è fondamentale. 

L'apprendimento di una lingua straniera non si impara in breve tempo e nemmeno correndo. 
Servono piccole azioni quotidiane ben calmirate (ogni giorno concentrati su un aspetto); impegno costante (anche solo 10-15 minuti al giorno sono ottimi per mantenersi in allenamento); un pò di sforzo iniziale (pianifica il tuo percorso) e motivazione (trova il tuo "perchè" vuoi apprendere).

Adesso siamo pronti per creare la tua routine e iniziare a ridurre lo stress, aumentare la memoria a lungo termine  e creare la sicurezza in te stess*.

Vediamo nel dettaglio. 

Consigli per gli studenti

  1. Trova il momento giusto
    Non serve studiare 3 ore: bastano blocchi di 15-20 minuti in un momento in cui sei più concentrat*.

  2. Usa il metodo “piccoli passi”
    Scegli un obiettivo al giorno: oggi memorizzo 5 parole nuove, domani ripeto i verbi di ieri. Ti consiglio il diario di bordo come strumento, trovi la spiegazione a questo link.

  3. Rendi visibile il progresso
    Spunta ogni giorno sul calendario: la continuità motiva più della perfezione. Puoi utilizzare anche Google calendar o tool simili, integrando con allegati o icone. In questo modo avrai anche la tua gratificazione visiva nel vedere i tuoi progressi e il tuo impegno (rinforzo positivo). 

Consigli per i genitori

  • Evita pressioni e frasi come “studia di più”: meglio chiedere “Hai fatto la tua piccola parte di francese oggi?”.

  • Offri spazi e strumenti: un angolo tranquillo, un dizionario a portata di mano; una poltrona comoda; un angolo studio della casa. Oppure offri l'esempio leggendo qualcosa. 

  • Premia la costanza, non il voto: interessati al percorso di apprendimento con curiosità. 

Ora veniamo a noi docenti: prova questa piccola strategia: “3 parole al giorno”

  • ogni lezione, scrivi 3 parole nuove alla lavagna (es. bonjour, maison, livre).

  • gli apprendenti devono:
    - copiarle e leggerle ad alta voce
    - scrivere una frase per ogni parola entro la lezione seguente

In 1 mese avranno 90 parole in più nel vocabolario, senza sentirne il peso, e altrettante frasi di utilizzo in contesto scelto da loro come protagonisti del loro apprendimento. 

Perché funziona?

Ognuno farà piccoli passi quotidiani, alla propria velocità ed intensità, abbassando la soglia dell'ansia e delle diffidenza nei confronti della lingua. 
Inoltre, ogni apprendente potrà esprimere la propria individualità nella costruzione delle frasi, aumentando la motivazione allo studio.
Infine, la memoria: sarà contenta di ricordare di più e con meno sforzo, perchè attivata attraverso una proposta operativa multicanale.

E tu, da che parte stai nel costruire la tua routine?
Scrivimi nei commenti e dai anche tu il tuo contributo per aiutare gli altri ad apprendere meglio. 
La cooperazione è il motore della conoscenza. 


lunedì 3 marzo 2025

Stanca di sentirti invisibile: come puoi uscire da questa brutta sensazione.

Stanca di sentirti invisibile: la storia di Marta


Marta era una bambina allegra e solare, ma che aveva presto dovuto imparare a stare in silenzio.
La sua grande energia non passava certo inosservata, tuttavia Marta non lo sapeva.
La sua poteva sembrare un'infanzia come tante altre: frequentava la scuola del paese, giocava al pomeriggio nel cortile con i suoi amici, cenava con i suoi genitori e frequentava il corso di nuoto.
Eppure, molto spesso sentiva dentro lo stomaco un gran freddo e la notte era costretta a combattere contro mostri terribili che spuntavano da sotto il letto soltanto per il piacere di farle paura.

I suoi genitori erano troppo presi dai loro problemi per accorgersi di lei e dei suoi pianti notturni.
Figuriamoci poi se avrebbero avuto il tempo di ascoltare la sua solitudine.
Nella sua cameretta, passava ore con un cane di pezza, cercando di riempire quel vuoto con la fantasia, con i libri, con i disegni che non osava mostrare a nessuno.
Ogni giorno, Marta giurava a se stessa che avrebbe costruito una famiglia diversa e la disegnava.
Disegnava la casa dei suoi desideri con la famiglia felice che avrebbe avuto un giorno.
Una bellissima casetta nella tranquillità della campagna, con tanti alberi attorno, colorata, animata, ricca di voci e di allegria.

Purtroppo però, subito dopo gli studi, sposa un uomo che non la vede. 

O meglio, la vede, ma non la riconosce davvero nelle sue emozioni.
Tanto che i suoi bisogni, le sue parole sembrano scivolare su di lui senza lasciare traccia. 
E Marta continua a piangere. 
I mostri sono spariti da sotto al letto, ma Marta piange ancora nella speranza di poter essere accolta almeno in una lacrima. 
Ogni giorno si ripropone quella orrenda sensazione di trasparenza, che conosceva fin dentro le viscere.
Continua a sentirsi sempre più invisibile, come se lentamente stesse scomparendo dalla sua stessa vita.  

La solitudine dell’infanzia era tornata a stringerla in una morsa fredda.

L'essere diventata madre non aveva colmato quei vuoti assurdi che si trascinavano nel tempo.
Il grido disperato di bambina ancora torna a riecheggiare nella sua nuova casa.

Un giorno, guardandosi allo specchio, Marta decide di parlare a se stessa con tutta l'onestà che non aveva mai pronunciato fino a quel momento.
"Sei veramente disposta a continuare a percepire quel doloroso senso di vuoto senza mai volerti concedere  l'occasione di sentirti veramente amata per la splendida donna che sei?" Si chiese.

Fu in quel momento, che Marta ha deciso che in fondo, meritava l'amore come tutti gli altri esseri viventi su questo pianeta.
Ha deciso che non avrebbe più voluto vivere accanto all'ombra di se stessa. 
Ha deciso che era giunto il momento di sentire il calore dell'affetto su di sè, bruciante come il Sole che riscalda la Terra.

Finalmente le fu chiaro, che nessuno l’avrebbe salvata dal vuoto, che l’unica persona capace di spezzare quelle catene era proprio lei stessa. 
Ma da dove avrebbe dovuto cominciare?
Cambiamento, certo, ovvio. Ma come? 
Smettere di aspettare che qualcuno le desse il valore che sapeva di meritare. Iniziare a prenderselo da sola.
Sì, certo: tutte cose sentite una volta o l'altra.
Ma come fare?
Marta non aveva mai pensato seriamente di poter uscire da quel tunnel di buio. Era abituata a piangere, a sentirsi abbandonata e incompresa. Era abituata a prendersi cura degli altri, nella speranza che gli altri lo facessero per lei.
Era abituata a mettersi da parte, a nascondere le sue esigenze ed era abituata ad arrivare sempre per ultima.

Marta aveva bisogno di accarezzare le sue cicatrici, di farle brillare ai raggi del Sole.
Fu così che ha iniziato a frequentare un gruppo online.
E certo, perchè questo le consentiva di restare nel suo angolo ad osservare: troppo difficile diventare subito protagonista della sua vita, troppo difficile saltare verso un nuovo orizzonte.
Questa rete di donne era composta da persone vere che, come lei, avevano deciso di non essere più spettatrici della propria vita. 
Osservandole, ha potuto imparare a dire no, a mettere confini, a scegliersi ogni giorno.
Oggi Marta, con grande sforzo e grande fatica, ha imparato a non sentirsi più invisibile. 
Oggi Marta si guarda allo specchio e può vedere una donna forte, capace, felice. 
Una donna che non si sente più sola, perché ha imparato a stare bene con se stessa.
Oggi il buio, il pianto, il dolore della solitudine e dell'inadeguatezza hanno fatto spazio all'aria leggera e libera di portare nuovi profumi.


E tu ti sei mai sentita così?
Sarà difficile, ma sappi che puoi cambiare la tua storia. Come ha fatto Marta. Continua a seguirmi e scrivimi.

giovedì 20 febbraio 2025

Ottimizza la tua progettazione didattica: scarica gratis la mia lezione simulata da 95/100 al concorso orale AA25 francese

Ti ho raccontato come mi sto preparando al nuovo concorso a cattedra del PNRR2 e ti ho anche raccontato come ho ottenuto un ottimo punteggio all'orale di 95/100 del PNRR1 AA25 Francese, pur non sapendo l'inglese.
Ti ho anche spiegato come interpretare la griglia di valutazione che è fondamentale per ottenere una  preparazione al top.


orale concorso docenti


Oggi voglio farti un regalo, perchè 


hai fatto tanto per gli altri e ora è arrivato il momento di prenderti ciò che meriti! 


So che sei una donna, che come me, ha dato tutto per i suoi cari e per la sua famiglia.
Rannicchiandosi in un angolo, raggomitolandosi su se stessa per essere sempre presente alle esigenze dei suoi cari.

Quante volte hai messo i tuoi sogni in fondo alla lista? 
Quante volte hai pensato "Lo farò dopo", mentre la vita scorreva e gli altri ottenevano ciò che tu desideravi?

Io ci sono passata. 
In questo post voglio regalarti qualcosa che può fare la differenza nel tuo percorso: le slide della progettazione didattica della lezione simulata che mi hanno fatto ottenere 95/100 all'orale del concorso AA25 a giugno.

Queste slide non sono solo un file. 
Sono il metodo, la strategia, la chiarezza che mi hanno permesso di spiccare e di dimostrare il mio valore. 
E ora le voglio condividere con te.

Cosa devi fare per riceverle? 

Non voglio nulla in cambio. 
Se sei qui, significa che sei pronta a prendere in mano la tua vita e a costruirti il futuro che desideri. 
Quindi, contattami subito alla mail che trovi in homepage o scrivimi in privato direttamente wa.link, e ti invierò il materiale gratuitamente. 
Basta scrivere "concorso"

lezione simulata concorso docenti orale
lo schema della mia lezione simulata AA25 francese



Ma c'è di più!

Non è solo questione di slide, è questione di mentalità e di  strategia. 

Se vuoi sapere come applicarle, se vuoi un confronto per non sentirti più sola in questa sfida, entra in contatto con me subito.

Parliamone, troviamo la strada migliore per far sì che questa volta TU arrivi prima!


Vuoi ascoltare il mio discorso davanti alla commissione?


Puoi metterti in contatto con me per una consulenza personalizzata del discorso che ho fatto alla commissione quando ho discusso la mia lezione simulata. 
Un'opportunità preziosa per capire esattamente come strutturare il tuo intervento e convincere la commissione del tuo valore!

Perchè non sei sola in questa importante sfida della tua vita.
Entra in contatto con me. 

È IL TUO MOMENTO. PRENDILO.

Scrivimi subito. 

martedì 18 febbraio 2025

Come mi sto preparando al nuovo concorso docenti 2025

Tra studio, famiglia e incarico annuale. Il mio segreto: strategie di pianificazione per la preparazione dei concorsi docente. 

Sono giorni frenetici, tanto che la preparazione per il concorso docenti sembra quasi un’impresa titanica. 

Devo affrontare lo scritto del PNRR2 al 26 febbraio e l'orale di AA24 del PNRR1 il 20 marzo.

Non è affatto facile trovare il giusto equilibrio tra lo studio intensivo, il tempo che devo dedicare sia alla mia famiglia, sia al lavoro a scuola.
Ebbene sì, come molti colleghi precari, anch'io quest'anno ho un incarico annuale che mi impegna tante energie.
Con il tempo che scarseggia e il calendario che diventa sempre più stretto, è fondamentale ottimizzare ogni singolo momento. Ecco come mi sto organizzando per affrontare questa sfida.

1. Pianifico con strategia: il giusto tempo ad ognuna delle due prove


La pianificazione è diventata il mio alleato più prezioso. 
Ogni sera prima di coricarmi mi dedico a scrivere una lista delle cose da fare, suddivisa per obiettivi a breve e lungo termine.
Ed ogni mattina, appena sveglia, controllo di essere puntuale sulla tabella di marcia.
Zero scuse, altrimenti il progetto non funzionerà.
Per aiutare la mia scarsa memoria, utilizzo 3 agende perchè ognuna ha una funzione differente.
Nell'agenda del planner settimanale, suddivido i compiti in fasi chiare e concrete, in modo da non trovarmi mai sopraffatta dalle scadenze. 

Divido il tempo in blocchi attraverso domande strategiche: 

  • quando posso studiare? 
  • quando devo occuparmi maggiormente della famiglia?
  • quando ho il tempo per progettare le lezioni?
  • quando tempo devo dedicare al riposo?
(sono alcune domande di esempio)

Ma non è tutto: sfrutto al massimo le ore serali per ripassare con le rubriche che ho preparato (su questo punto ti scriverò a breve come utilizzo le rubriche del telefono per supportare la memoria).

Il segreto per ottimizzare il tempo sta nel non disperdere l’energia e concentrarsi solo sulle azioni più rilevanti in un periodo tanto intenso.


2. Uso dei simulatori online per la prova scritta: fare pratica è fondamentale


Lo studio teorico è essenziale, ma è anche attraverso la pratica che si può arrivare davvero preparati al concorso. 
Per questo motivo, ho scelto di utilizzare simulatori online per le prove scritte. 
Ogni giorno mi dedico a fare esercizi per allenarmi a quesiti differenti. 
La ripetizione dei test è fondamentale per familiarizzare con le domande e migliorare la velocità nella risposta. 
È un modo per mettere alla prova non solo le conoscenze, ma anche la resistenza mentale e la gestione del tempo.
Inoltre, potrai accedere ai simulatori da diversi dispositivi ed anche nei ritagli di tempo.
Per quanto mi riguarda, sfrutto le ore buche a scuola.

3. Utilizzo diverse strategie di memorizzazione, tra cui i colori


Nelle prove concorsuali dobbiamo imparare nomi di Autori e le loro Opere, correnti pedagogiche, filosofiche, educative, metodologie, date ed anche tutta la parte di disciplina, talmente tante informazioni minuziose che è fondamentale conoscere diverse strategie di memorizzazione oltre che di apprendimento.

Sfruttare diverse tecniche di memorizzazione è cruciale per non confondere troppe informazioni in una sola volta. 
Utilizzo colori diversi per evidenziare i concetti chiave sui miei appunti: per esempio, evidenzio i concetti principali in blu, le definizioni in giallo e le normative in rosso; gli Autori in marrone e le loro Opere in verde.
Ogni colore ha il suo significato e permette di categorizzare visivamente i vari argomenti.

Un’altra tecnica che mi ha aiutato è l'uso delle mappe mentali. Ogni volta che ripasso un argomento, cerco di rappresentarlo graficamente, tracciando le connessioni tra i concetti principali. Le mappe mentali mi aiutano a visualizzare i contenuti, migliorando il processo di memorizzazione.

4. Ascolto i miei appunti in auto

Il registratore vocale mi ha cambiato le tempistiche


Una delle sfide più grandi è riuscire a studiare mentre sono costretta a spostarmi per lavoro o per le faccende legate alla famiglia.
Passo veramente molto tempo in auto e per questo ho imparato a sfruttare al massimo ogni minuto.


Finalmente ho trovato una soluzione: il registratore vocale.


Ogni volta che mi trovo alla guida ascolto i riassunti che mi sono preparata a casa oppure le registrazioni del materiale che mano a mano ripeto per ripassare.
Questo mi permette di ascoltarmi, di rafforzare la memoria in modo efficiente, anche quando non posso concentrarmi completamente sui libri e di calmare l'ansia "di perdere del tempo".
Utilizzo questa strategia soprattutto per la famosa domanda disciplinare durante la prova orale. 
Infatti come ormai abbiamo tutti imparato, dopo aver illustrato la nostra lezione simulata preparata nell'arco delle 24h, dobbiamo rispondere tempestivamente ad 1 domanda specifica per la nostra classe di concorso.
Durante il colloquio al concorso docente AA25 di giugno 2024 ho risposto ad un quesito relativo all'autovalutazione. 

5. Rimango motivata e non dimentico la famiglia


Infine, c'è un aspetto che non posso trascurare: la mia famiglia. Nonostante la pressione e gli impegni legati alla preparazione, cerco di non dimenticare mai il valore del tempo trascorso insieme. 
Ho imparato che non serve passare ore a studiare senza sosta per ottenere buoni risultati. 
La qualità del tempo che dedico allo studio è più importante della quantità. 
Inoltre, prendere delle brevi pause con la mia famiglia mi aiuta a mantenere alta la motivazione e a non esaurire le energie mentali.


La preparazione per il concorso docenti è una maratona, non una corsa veloce. 

Organizzare e ottimizzare il tempo è fondamentale, così come adottare strategie di memorizzazione efficaci e fare pratica costante con simulatori online. 


Non è facile, ma con il giusto approccio e una buona pianificazione, sono sicura che riuscirai a ottenere i risultati che desideri.

Se anche tu stai preparando il concorso, ricorda: 

  • pianifica
  • studia con metodo 
  • non dimenticare mai di fare pause per ricaricarti
  • sii paziente e costante
  • condividi i tuoi dubbi

Scrivimi nei commenti se anche tu stai preparando una prova concorsuale e condividiamo le nostre fatiche! E i nostri risultati! 

lunedì 17 febbraio 2025

Come ho interpretato la griglia di valutazione concorso docenti orale PNRR1 2024

Massimizza il tuo voto: strategie per leggere e usare al meglio la griglia di valutazione per le prove concorsuali.


Uno degli strumenti più sottovalutati dagli apprendenti, ma che può fare davvero la differenza nel risultato finale, è la griglia di valutazione. 
Questa tabella a volte viene vista solo come un documento burocratico, mentre in realtà è la mappa dettagliata dei criteri con cui verrà valutato il lavoro prodotto da ogni studente.
E quindi anche per te che stai preparando la prova del concorso orale per docenti, è fondamentale per ottenere il punteggio migliore per te!

Per questo motivo, leggerla attentamente e usarla in modo strategico ti permetterà di prepararti nei punti fondamentali.
A questo proposito ti lascio il collegamento ai quadri di riferimento  per la valutazione della prova orale pubblicati sul sito del MIUR.
Ti consiglio di aprire la tua classe di concorso e di scaricarti quella di tuo interesse.
Per me ad esempio, sono quelle relative ad AA25 ed AA24, francese per la scuola di primo e di secondo grado.

Ora ti spiego i passaggi di come ho sfruttato al massimo le griglie di valutazione e come ho potuto ottenere il 95/100 senza essere molto forte nella parte relativa alla conversazione in lingua inglese.  
Ti lascio il link di collegamento diretto al post.
Come ti ho sempre detto, ho molte lacune in lingua inglese e ho dovuto considerare questo fattore per potenziare gli altri ambiti di valutazione.

Vediamo il dettaglio di ogni passaggio. 


1. Perché è importante leggere la griglia di valutazione prima di iniziare a progettare la presentazione.

Immagina di dover affrontare una verifica o una presentazione: se sai esattamente su cosa verrai giudicato, puoi concentrarti sugli aspetti più rilevanti ed evitare errori banali. 
La griglia di valutazione indica chiaramente quali elementi saranno considerati e come verranno assegnati i punti. Ignorarla significa lasciare al caso parte del tuo risultato.

Prima di metterti al lavoro su un compito scritto, un progetto o un’interrogazione, prendi tempo per leggere attentamente la griglia. Analizza ogni criterio e chiediti: "Sto rispondendo a tutte le richieste?"

2. Suddividi il lavoro in base ai criteri di valutazione

Se la griglia valuta contenuto, struttura, correttezza linguistica e originalità, suddividi il tuo studio o la preparazione in queste aree. Dedica il giusto tempo a ciascuno di questi aspetti, senza tralasciarne nessuno.
Fai attenzione al lessico specifico della tua classe di concorso ed anche a quello relativo all'ambito scolastico: impara bene la definizione di lezione, UDA e UD, progettazione e non programmazione e così discorrendo.
L'ambito 2 "Padronanza dei contenuti disciplinari in relazione alle competenze metodologiche" riporta tra nel criterio di valutazione più alto l'adeguatezza, oltre alla conoscenza, della dimensione disciplinare contestualizzata.


3. Fai un check costante durante la stesura e il controllo finale prima della discussione

Prima di consegnare un elaborato o prima della sessione di una prova orale, rileggi la griglia e confrontala con il tuo lavoro. Hai rispettato tutti i punti richiesti? Hai raggiunto il livello più alto in ogni categoria?
Cerca chiarimenti e confrontati.
Se qualche criterio non ti è chiaro, non esitare a chiedere o cercare in autonomia spiegazioni. 
Durante la lettura attenta della griglia di valutazione, ho chiesto supporto ai miei punti riferimento vicini: amici, parenti, colleghi, esperienze dirette di candidati.
Tuttavia, quando queste non mi sono sembrate sufficienti a colmare i miei dubbi, mi sono rivolta a siti o canali Youtube professionali ed affidabili dedicati all'argomento.
Capire meglio cosa si aspettasse la commissione di chi mi valutava mi ha permesso di prepararmi in modo più mirato r dunque efficace.
 
4. Usa la griglia per migliorare nel tempo

Dopo ogni passaggio del tuo elaborato, confronta il tuo ipotetico risultato con la griglia. 
Quanto daresti alla tua performance?
Analizza attentamente e obiettivamente il tuo prodotto.
Dove sono i punti di forza e di debolezza della tua trattazione?
Hai rispettato tutti i descrittori nel loro punteggio massimo?


5. Organizzazione e programmazione: la chiave del successo

Essere consapevoli della griglia di valutazione non significa solo puntare a un buon voto, ma anche imparare a organizzare il proprio lavoro in modo più efficace. 
Questa è un'abilità fondamentale non solo per la scuola, ma per la vita: sapere su cosa concentrarsi, stabilire priorità e distribuire le energie in modo intelligente sono competenze che ti torneranno utili in qualsiasi ambito.
Da docente, vedo spesso studenti impegnarsi molto, ma senza una chiara direzione. 
Conoscere la griglia di valutazione ti permette di trasformare l’impegno in risultati concreti, evitando di disperdere tempo ed energie. 
Studiare non significa solo memorizzare, ma imparare a lavorare in modo strategico per raggiungere i propri obiettivi. 
E la griglia di valutazione è un ottimo punto di partenza!

6. Il punto debole

Come ti dicevo, il mio punto di maggiore fragilità è stato nella parte in inglese.
Tuttavia osservando i criteri valutativi, sono riuscita a portarmi a casa un buon 5 punti.
Ti svelo questo segreto.
All'inizio pensavo di dover riuscire a parlare perfettamente in lingua inglese, in quanto il bando di concorso è molto chiaro indicando il livello di competenza nel B2 del QCER.
La cosa mi ha preoccupata veramente molto: impossibile imparare una lingua fino a quel livello in poco tempo e con poca concentrazione.

La prima cosa che ho fatto è stato un test di autovalutazione degli apprendimenti di inglese, che è risultata in A2.
Già un inizio mi sono detta!

Osservando bene i descrittori ho constato che avrei potuto inserirmi in "Comprende, espone e interagisce in modo schematico con inesattezza lessicali [...]" 
Ti lascio scoprire il resto al link che ti ho indicato, l'importante è che a questo punto ti sia chiaro come ho sfruttato i criteri di valutazione per focalizzare la mia preparazione.

Se ancora qualche passaggio ti risulta nebuloso, scrivimi in privato e facciamo chiarezza!