lunedì 11 aprile 2016

Expo Gallarate, 10 aprile 2016





IL GIUDIZIO


I NOSTRI PREMI











ASPETTANDO IL BESTI IN SHOW



















Che giornata! La mia famiglia ed io abbiamo deciso di partecipare per diversi motivi, ma sicuramente non quello di vincere!
Ci siamo detti che poteva essere una scusa per uscire di casa tutti insieme e passare una buona domenica facendo qualcosa di nuovo e portando fuori i bambini.
Questa domenica è stata pensata per tutti: i bambini hanno avuto modo di divertirsi e di imparare, di crescere e di maturare per poter stare in una situazione affollata e di pazienza perché siamo stati là tutto il giorno!
Siamo arrivati la mattina fino al pomeriggio! Doveva essere una "giornata di paese" ed invece è stata una super esperienza e TUTTI l'abbiamo superata a pieni voti!
I bambini sono stati stupendi, mio marito mi ha sostenuta quando dalla ressa avrei voluto scappare, Uri è stato un super cucciolo ed io...bhe sono riuscita a farlo vincere il 3° posto al best in show nella sezione professional con la PETTORINA!
Quando siamo arrivati c'erano due possibilità di gareggiare: una professional ed una new per chi non aveva mai fatto niente.
Non so perché a tutti chiedevano l'esperienza, mentre a noi ci hanno dato subito professional, ma non l'ho saputo fin quando non mi sono trovata davanti ai giudici, ma a quel punto era tardi per tirarsi indietro, il voto era già stato scritto!
Così abbiamo passato la selezione del mattino ed abbiamo aspettato le 15h per il best in show di tutte le razze della stessa età.
Ero insieme a gente che fa gare da una vita, non sapevo neanche mettere in posa Uri, non sapevo fargli star su la testa e soprattutto non avevo il collare che aiuta a dargli la posizione del cranio.
Soltanto qualche trucco con i bocconcini per fargli allungare il collo il più possibile tanto da riuscire a dargli una linea.
I giudici avrebbero dovuto scegliere gli ultimi 8 finalisti, ma hanno voluto aggiungere anche noi, nonostante la pettorina!
Così elimina un cucciolo, elimina un altro ci siamo ritrovati a sfilare per la 5 volta e finalmente il giudizio: terzi, con i complimenti dei giudici! (ENCI, tra l'altro, anche che garetta di paese!)
Che esperienza!!!!!!
Resterà sempre nei nostri cuori!!!!
Il piccolo Uri!!!!
In realtà avevo pensato di partecipare come una sorta di training educativo per lui: imparare a stare in mezzo alla confusione, imparare a stare in mezzo a tanti cani senza poter giocare libero, imparare a stare fermo, imparare a farsi guardare i denti ed anche a stare sul ring senza avere paura.
Ma avreste dovuto vederlo quando trottavamo per fare il giro del ring! Nonostante tutta la giornata ed il caldo si è dimostrato sicuro e collaborativo.
Devo dire che però sono una brava maestra, modestamente piazzarsi senza esperienza e senza la giusta attrezzatura vuol dire saper gestire più che correttamente il cane e saperlo far muovere con la voce e con le direzioni.
Gli ho parlato costantemente e senza tanti bocconcini abbiamo fatto una condotta ed un passo così in sintonia che non mi era mai venuto prima così bene.
Invece che tirarlo e spostarlo in posizione ho pensato fosse meglio accarezzarlo e gratificarlo, perché in fondo quella expo è stato un momento di educazione, quindi, dato che niente era ufficiale, ho ritenuto più opportuno insistere sull'apprendimento che non sul piazzamento. Volevo che imparasse e non che vincesse.
In fondo ieri abbiamo ottenuto molto di più delle mie aspettative: ho raggiunto gli obbiettivi educativi che mi ero prefissata con Uri, siamo stati bene in famiglia e anche i bambini hanno imparato che stare insieme non vuol dire solo correre ed in più siamo anche arrivati 3°!!!!!



...ops...sarà mica a rovescio?


Reggio Emilia, Emilia Romagna

il ristorante dove abbiamo pranzato

Parco delle Caprette Reggio Emilia



http://www.rosaventi.eu/

http://parchi.comune.re.it/#home

Gita di famiglia a Reggio Emilia al Parco delle caprette, fantastico per i bambini ed anche per i nostri amici a 4 zampe, che non possono andare liberi dal guinzaglio mi raccomando! C'è gente che corre, ci sono famiglie con passeggini, ci sono biciclette ed altri cani, per cui amici attenzione e custodiamo bene i nostri cani!
A pranzo siamo stati benissimo da "Rosa dei venti", che appone sulla porta d'ingresso vietato l'ingresso ai cani, ma con gentilissimi con Uri che è invece stato ben accetto insieme a noi.
Per cui se avete un cagnolino educato, che non abbaia e che non intralcia i movimenti dei camerieri o altri ospiti, i proprietari sono gentili e ve lo lasciano tenere!

giovedì 7 aprile 2016

Come è nato il libro Dorian ed i nostri amici?


Se ti sei mai chiesto cosa significhi trasformare il dolore in qualcosa di significativo, allora questa è la mia storia. Guardate la mia intervista per la casa editrice Booksprint Edizioni, oppure acquistate il mio libro, Dorian e i nostri amici, disponibile sul loro sito.

Come è nato Dorian e i nostri amici?

La scrittura è stata la mia ancora di salvezza. Questo libro è nato dalla necessità di liberarmi dal dolore di una disavventura vissuta con il mio Cane Corso, Dorian. In quei momenti difficili, la penna è diventata il mio strumento per dare voce a ciò che il cuore non riusciva più a contenere.

Costretta a letto con la gamba bloccata e il cuore pieno di rabbia, ho trovato nella scrittura il mio rifugio. Dorian, sempre al mio fianco, condivideva il mio dolore. Non avevamo bisogno di parole: la sua presenza era sufficiente per ricordarmi che non ero sola.

Eravamo in preda alla rabbia e allo sconforto, da soli, come spesso ci è accaduto durante la nostra vita insieme.
La scrittura ha accolto la voce risonante della mia disperazione.

La scrittura come terapia

Il libro è uscito dalla mia penna per liberarmi dal dolore di quella disavventura. 

All'inizio la penna, che si muoveva nevroticamente su quei fogli bianchi, seguiva i tormenti della mia mente e soprattutto del mio cuore, aiutandomi a trascrivere scompostamente ciò che continuava a darmi dispiacere. 

Erano solo annotazioni confuse, appunti sparsi di una mente tormentata. Poi, quelle parole hanno cominciato a prendere forma, a raccontare una storia. La mia storia. La nostra storia.

Quei semplici appunti e schizzi di frasi, li sentivo alleviare le mie preoccupazioni, quelle di non poter più riprenderci, Dorian ed io, la vita che avevamo insieme.
La mia gamba era bloccata e non sapevo se avrei ancora potuto tornare a fare ciò che facevo prima di quella terribile sera, davanti casa nostra, quando all'improvviso tutto è cambiato.

Sì perchè, quando il cambiamento arriva, non si fa annunciare, non bussa delicatamente alle nostre porte, ma il cambiamento rompe tutto, dirompe e travolge.

Il cambiamento non si fa annunciare da nessun banditore, quando decide che è giunto il momento di presentarsi ci corre incontro a braccia aperte e allora devi essere pronto all'urto, stare saldo e controbilanciare la spinta per non cadere all'indietro.

Quella sera, il nostro cambiamento è arrivato, siamo stati uniti, come fanno gli amici veri nel momento di urgenza: ci sono l'uno per l'altra.
L'urto è stato forte e, una volta obbligata a letto, i libri sono stati la mia salvezza.
Nell'impossibilità di muovermi per mesi, la lettura e la scrittura mi hanno aiutata a trovare il sollievo al mio turbinio emotivo.
Eravamo soli Dorian ed io, ma tanto non avrei voluto condividere con nessuno quel dolore così profondo che sentivo voler uscire.
Ho iniziato a tracciare a intravvedere coerenza nei miei pensieri e da li ho visto delinearsi la storia del libro che ne sarebbe scaturito. 
In verità, la fase della rilettura e della correzione della bozza sono state molto più complesse che non la prima stesura spontanea, perché scrivere tutto ciò che passa per la mente è liberatorio e ti fa venire la voglia di continuare: senti che a ogni pagina che butti giù, anche i pesi della tua storia si scaricano.
Ma una volta che si riprendere in mano la bozza e si legge attentamente quello che si è scritto inizia la riflessione e questo è il vero passaggio doloroso: la presa di consapevolezza.
Nel mio caso è stato come rivivere momento per momento alcuni passaggi della mia vita, che avevo voluto ricacciare in fondo a me stessa, ma che ormai, non volevano più stare dove li avevo tenuti fino a quel momento.
Riguardarli trascritti sui fogli mi faceva spesso piangere, ma attraverso quelle lacrime ho potuto mettere finalmente la parola "fine" a quei momenti.
Ho scritto di me, delle mie esperienze, tutto rivisto grazie alla relazione che ho avuto il privilegio di assaporare con Dorian al mio fianco.
Questo è il significato vero che do alla parola "amicizia".

Scrivere significava trasformare il caos delle emozioni in ordine, affrontare i miei fantasmi e, alla fine, lasciarli andare. Ogni pagina scritta era un passo avanti verso la guarigione, un modo per ritrovare me stessa e quel legame speciale con Dorian, che non si era mai spezzato, nemmeno nei momenti più bui.

La consapevolezza attraverso le parole

Rileggere le bozze è stato difficile, forse più della stesura stessa. Ogni frase mi riportava indietro, costringendomi a rivivere momenti che avevo cercato di dimenticare. Ma affrontare quei ricordi è stato anche liberatorio.

Dorian e i nostri amici non è solo una raccolta di episodi, ma un tributo alla forza dell’amicizia e dell’amore incondizionato. È un viaggio attraverso la sofferenza e la rinascita, un messaggio di speranza per chiunque stia affrontando un periodo difficile.

Perché leggere Dorian e i nostri amici?

Se ami le storie vere, autentiche, che parlano al cuore, questo libro fa per te. È un invito a riflettere sul valore delle relazioni, sulla capacità di superare le avversità e sulla bellezza della connessione tra esseri umani e animali.

💌 Acquista il libro su Booksprint Edizioni e scopri cosa si cela dietro ogni pagina.
📹 Non perderti la mia intervista, dove racconto tutto questo e molto altro!

Seguimi per altre storie, aggiornamenti e dietro le quinte della mia vita di scrittrice.




lunedì 14 marzo 2016

Arona, Lago Maggiore 12 marzo 2016

Per il nostro decimo anno di matrimonio ci siamo regalati una giornata sul lago maggiore, bhe è venuto anche Uri con noi, perché è troppo piccino per restare a casa da solo tutto il giorno ed anche perché mi piace approfittare delle nostre uscite per "lavorare" con i cani.
Non c'è momento migliore che una bella passeggiata per approfittare delle occasioni che ci si presentano durante il tragitto per impostare l'educazione del cane.
Ci sono momenti di socializzazione con altri cani, con tante tipologie diverse di persone, luoghi, rumori, la calma al ristorante, l'auto, il relax su una panchina, socializzazione con animali diversi (in questo caso cigni ed altri uccelli di acqua)...insomma durante una nostra giornata piacevole il cane che ci accompagna "si educa"!


restare tranquilli seduti su una panchina





Approfittare di un pisolino intanto che noi mangiamo, mi piace insegnare al cane (dimensioni permettendo) a dormicchiare sotto al tavolo perché trovo che sia il posto dove è meno disturbato dal via e vai dei camerieri o altri commensali



imparare ad osservare altri animali senza per forza doverli rincorrere






http://www.paesionline.it/dettaglio_informazioni/2121083/ristorante_la_piazzetta_arona.asp
http://www.paesionline.it/dettaglio_informazioni/2121083/ristorante_la_piazzetta_arona.asp

mercoledì 9 marzo 2016

Dorian ed i nostri amici, il libro, Booksprintedizioni


Il link del mio primo libro acquistalo ora

Un'emozione unica, nuova, completa e tutta da assaporare!
Il mio libro raccontato in immagini, buona visione.