giovedì 8 gennaio 2015

lunedì 15 dicembre 2014

Mastino Sud Africano


Due splendidi esemplari di una razza che in Italia non è per niente conosciuta: mastino sudafricano o Boerboel.
In primo piano il maschietto e dietro la femmina ormai adulta.
Come razza ovviamente sono predisposti alla guardia della proprietà ed è stata selezionata appunto in Sudafrica, così muscolosa per poter competere con animali ovviamente grandi.
Nel paese di origine i soggetti vivono in gruppi numerosi senza problemi di competizione, diversamente da quello che qui da noi succede per la nostra razza autoctona come il Cane Corso che al massimo riesce a vivere pacificamente soltanto in coppia.
Questo è già un indizio importante per quello che sarà lo sviluppo caratteriale dei cuccioli.
Conoscendo questi cani mi sono accorta della loro estrema calma e lentezza nei movimenti, che ovviamente li porta ad essere molto meno reattivi rispetto ad un'altra qualsiasi razza predisposta alla guardia della casa.
Anzi, osservano molto e ascoltano l'umore ed il tono della conversazione senza controllare inutilmente la situazione.
La femmina si è dimostrata molto più riservata rispetto al maschio, dimostrando così un notevole dimorfismo sessuale, come spesso succede tra i molossi di grande taglia.
Lei sembrava quasi un Fila brasileiro nella sua riservatezza: è venuta in mezzo a noi, ha scelto un gioco, ha alzato leggermente il pelo e poi si è messa davanti alla porta di casa per poter andare a gustarsi il suo giocattolo in tranquillità.
Lui invece, con i dovuti modi, si è lasciato coinvolgere nel gioco e non ha dimostrato nessun segno di disagio sia che io fossi lì sia che mi dimostrassi interessata ai giocattoli.
Pur essendo la prima volta che ci vedevamo, i cani sono stati disponibilissimi a fare la mia conoscenza e non si sono mai mostrati preoccupati nel vedermi interagire liberamente con i proprietari e nemmeno girando per casa.
Certo che sono stata accolta dal loro punto di riferimento (i proprietari), ma questo vuol dire che nonostante siano in due, l'importanza del loro proprietario rimane fondamentale e a questo punto torniamo ai Mastini che vivono in Africa in gruppo numeroso: una persona sola non potrebbe mai gestire un gruppo grosso di questa razza se i soggetti non mantenessero interesse ed accreditamento sull'uomo!
Cosa appunto che non succedeva nelle nostre masserie dove lavorava il Cane Corso, molto più autonomo rispetto a questi cani.
Ho vissuto con un Corso per diversi anni e ho condiviso praticamente tutte le mie esperienze importanti, trovo che i Boerboel siano più prossimi all'uomo, più lenti e dunque meno reattivi. Certo rimane che hanno una potenza fisica molto maggiore del nostro Corso o del Rottweiler ed anche dell' Alano, quindi il mastino sudafricano rimane per persone che sappiano tenerlo fisicamente e che sappiano anche apprezzarlo nelle sue doti di difensore del focolare domestico.


martedì 9 dicembre 2014

Alano Arlecchino



Questa ragazza è la mia dolcissima compagna di vita Erinni, alano arlecchino di 4 anni circa.
Quando mi dicevano "un alano è diverso da tutti, un alano è un mondo diverso" non capivo con esattezza cosa volessero dire....ma a vivere con lei ho potuto toccare con mano (e col cuore) che cossa intendessero!
Un alano, come razza, nasce dall'incrocio di grandi molossi e grandi levrieri per dare maggiore slancio ed atleticità ai soggetti.
Sono stati cani da guardia delle corti più nobili ed antiche, ma anche cani destinati alla caccia.
In effetti...seguire le piste del selvatico le piace tantissimo!
ha scoperto un giorno durante la nostra passeggiata libere per i boschi un tasso canino 8col quale ha avuto un incontro molto ravvicinato!) e da allora sa che l'odore che sente è quello di un animale selvatico e le piace tantissimo seguirlo fin che può....certo la mole non danno ad Erinni grande resistenza sul percorso.
Inoltre è affettuosissima, allegra, giocherellone, prudente e riflessiva, collaborativa come altri grandi molossi non sono.
Nonostante sia uscita dal rescue solo un anno fa e quindi abbia condotto una vita piuttosto difficile, continua nella sua positività ad essere curiosa, festosa e simpatica.
Questo mi ha impressionato dell'alano: la dolcezza e la piacevolezza di viverle accanto!
Mi ha talmente tanto convinta che è bello stare al mondo che ora riesco a guardare con maggiore positività anche i momenti difficili!
Erinni è stupenda: non è contenta fin quando non mi vede serena come al solito e fa tutto quello che conosce per portarmi allegria.
Io dico che fa delle "alanate", perché non ho mai avuto un altro cane così divertente: se mi vede seria inizia a spingermi e poi a girarmi intorno abbaiando per invitarmi a giocare, oppure mi si siede davanti e piano piano si arrampica su di me per lavarmi tutta la faccia, oppure mi ruba le scarpe che usiamo per la passeggiata ed inizia a portarle in giro per il giardino fin quando non la raggiungo ed iniziamo a correrci dietro.
Insomma, ha un sacco di iniziativa per cercare di farmi tornare il buon umore!
Altrimenti se non funziona nulla mi snerva talmente tanto a piagnucolare che finisco quasi sempre per uscire a fare un giro.
Impossibile resistere al fascino di un alano!
nonostante la loro mole importante sanno farsi piccolissimi pur di stare in compagnia, riesco ad infilarsi in cucce impensabili per le loro dimensioni e anche quando ho il baule impegnato di roba lei riesce comunque a salire e trovare uno spazio microscopico pur di uscire con me.
Fantastica! Adora fare giochi insieme che talvolta si trasformano in veri e propri esercizi di "obbedienza": in 2 mesi ci siamo preparate per un esame di Rally Obedience e questo veramente è un risultato che solo un cane generoso e desideroso di stare col proprietario può dare!
tra alano ed altri molossi non c'è veramente paragone....ho amato anche gli altri due pazzamente, ma Erinni ha quel qualcosa in più che si può solo capire vivendoci.

Percorsi in canile per facilitare le adozioni


Ecco qui la piccola Jenni, adottata e felice! 
Grazie al lavoro svolto con pazienza finalmente la ragazza riesce ad uscire almeno per una breve passeggiata al guinzaglio, riesce a farsi vestire di pettorina e a fidarsi quanto basta per poter trovare una nuova casa....questa è la foto del giorno in cui è stata portata a casa dalla sua nuova famiglia. 
Buona vita ragazza!

Le mie giornate al canile: recupero cane diffidente.



Pausa merenda in compagnia degli ospiti del canile. No pietismo, soltanto affetto.



I miei compagni durante la pausa merenda, te li presento: da sinistra la giovane Cloè, Peter e Tommy. 
Sono ospiti al canile di Castell'Arquato e sono così attenti a quello che faccio perché sto mangiando un pacchetto di crackers nel box a fianco al loro. 
Stavo in realtà lavorando su un cagnetto nel box dove sono seduta in pausa.

Come recuperare un cane diffidente? 


Bhè cagnetti diffidenti sull'uomo necessitano di tanto tempo di studio e di analisi verso di noi: ci guardano, ci osservano nei movimenti e nei gesti, ma soprattutto osservano la reazione dei cani che hanno attorno quando noi ci muoviamo e interagiamo con loro. 
Per questo ho sfruttato il momento: accendere curiosità nei vicini di box! 
Ma forse non è solo questione di lavoro....a me piace condividere il mio tempo con loro e fare finta di dare loro una quotidianità: mangiare, telefonare, leggere, guardarli e coccolarli.
Lo scopo è aiutarli a gestire una routine quando un giorno saranno adottati e faranno parte di una quotidianità molto complessa, che richiede diverse competenze.
Ogni lunedì sono con loro e se non posso anticipo alla domenica, perché sono loro i miei maestri migliori.
Stando a contatto con loro riesco a capire meglio tanti comportamenti, interessi, espressioni, emozioni e la comunicazione.
Questo mi agevola tantissimo nel lavoro che svolgo con i cani di proprietà.
Grazie agli anni passati in compagnia dei cani del canile, ho imparato moltissimo su cosa fare, come farlo e soprattutto quando fare un qualsiasi tipo di intervento comportamentale.

lunedì 3 novembre 2014

Una splendida Boxer ospite al canile di Castell'Arquato (PC)


Sei una persona attiva e dinamica? Ti piace giocare col cane e fare lunghe passeggiate
Lei è la Boxer che fa per te!




E' super simpatica, attenta, zero problemi.
Va d'accordo con gli altri cani e con tutte le persone.
E' forte, anche se non è più troppo giovane.
Ama giocare e fare lunghe passeggiate.
Ovviamente le piacciono le coccole.
Fortunatamente non ha passato tutta la sua vita in canile.
E'entrata da poco e si ricorda ancora come si va in auto, come si va al guinzaglio e che è bene stare sedute quando si aspetta.
Ti sembrano banalità?
No, vero?
Sono comportamenti molto utili nella nostra vita quotidiana che fanno parte dell'indice di adottabilità di un cane.
Più abilità, conoscenze e competenze ha un cane, più sarà facile inserirlo nella famiglia adottante.
Quindi più sarà facile per lui uscire dal canile.

Rottweiler: cane aggressivo oppure errore di gestione?




Ovviamente per motivi di privacy della famiglia e del cane non scriverò nè dove si trova nè come si chiama.
Chiameremo questo cane Tato e diremo soltanto che è un adulto.
Si vede chiaramente che è di razza Rottweiler e che vive in una situazione che sicuramente non gli è adatta.
Ricordate che mestiere anticamente faceva il Rottweiler? 
Era il cane del macellaio, quindi stava sempre accanto al suo proprietario e ne custodiva la vita e la borsa dei soldi!
Secondo voi come potrà stare invece questo soggetto?
Solo, stretto, abbandonato a se stesso, probabilmente deluso dal genere umano e sicuramente non propositivo e speranzoso verso l'uomo.
Quindi perché non dovrebbe essere arrabbiato almeno un pochino?
Quando mi sono avvicinata al suo spazio non ha avuto alcuna reazione sgarbata: mi ha guardata negli occhi come io ho fatto con lui, senza sfida, ma solo con curiosità.
L'ho salutato e gli ho lanciato dentro un po' di crocchette gustose, era in imbarazzo e dubbioso.
Le ha fiutate, ne ha presa una e l'ha portata nella cuccia e visto che il sapore era buono l'ha assaggiata.
E' tornato per prenderne un'altra, ma lo stress ha preso il sopravvento e ha fatto un giro e ha fatto la pipì per calmarsi un attimo.
Allora è tornato e ne ha mangiate altre.
Con questo sicuramente non ho l'illusione di essere diventati amici.
Non sono certo una manciata di crocchette a far passare anni di gabbia!
Ma almeno ha dato dei segnali, almeno ha potuto comunicare con qualcuno, liberamente, senza forzature o giudizi.
Sono molto dispiaciuta, perché potrebbe essere un validissimo cane.
Ombroso, diffidente come un soggetto agli estremi di questa razza, ma forte, equilibrato e un gran lavoratore. 
Un compagno impareggiabile, ma a condizione di una sana ed equilibrata relazione fondata sul rispetto delle regole di base della convivenza.
Purtroppo invece se nessuno se ne farà carico resterà un altro dei tanti Rottweiler degenerati nella loro tendenza possessiva a finire in isolamento e giudicati "pericolosi".
Sono veramente rattristata dalla forza distruttiva che può generarsi dall'incomprensione comunicativa: un ringhio interpretato male, uno scatto scambiato per un'aggressione, un gioco troppo impetuoso e voilà il cane finisce nella gabbia.
Allora chi è l'aggressivo?
Il cane è un predatore di natura e noi della prede di natura, ma allora perché prima di scegliere un cane non riflettiamo attentamente sulle nostre reali possibilità?
Non possiamo definire aggressivo a priori quello che in realtà in natura è normale!
Mi spiego meglio.
Se il comportamento di aggressione in un predatore è etologicamente corretto non dobbiamo stupirci che alle volte emerga e a maggior ragione in razze in cui è stato selezionato appositamente per aiutarci in mansioni in cui noi, per la stessa etologia, saremmo carenti e abbiamo quindi bisogno dell'aiuto di quello di una specie predatoria.
Ciò considerato bisogna stabilire quale comportamento di aggressione è fuori dai pattern comportamentali normo dotati del cane.
E' chiaro a tutti ormai che se un ladro entra nel territorio di un Rottweiler il cane parta a difendere, come è anche chiaro che se un amico di famiglia entra perché invitato lo stesso cane debba rimanere tranquillo.
Qui ovviamente entra in gioco l'educazione e la buona gestione del cane fin dal suo ingresso in famiglia ( e non vuol dire che sia per forza un cucciolo!).
Come può fare il cane da solo a distinguere un ladro da un amico?
Ovviamente solo attraverso la relazione col proprietario!
Come può fare il cane a distinguere quando è un gioco di possesso e quando invece deve difendere la mia borsetta?
Anche qui soltanto attraverso la relazione.
Quindi arriviamo ad una conclusione semplicissima: esistono razze e soggetti più predisposti ad esprimersi attraverso una comunicazione aggressiva, ma soltanto perché conoscono solo quella!
E' un dovere dei proprietari dei cani far conoscere ai propri amici pelosi diversi stili relazionali e quindi comunicativi.
Questo è uno dei motivi per cui amo tantissimo i soggetti aggressivi: fondamentalmente non mi fanno paura, capisco perché sono così arrabbiati nei confronti di qualche cosa o qualcuno e soprattutto so che posso guidarli verso una comunicazione differente.
L'aggressività è favorita da un certo contesto emotivo e on è altro che un modo di esprimersi.
La cosa più importante per affrontare un soggetto aggressivo è comprendere che in quel momento non ha alternative per esprimersi: dice le cose urlando, sbattendo i pugni, distruggendo tutto quello che incontra sul suo cammino, allontanando chiunque, ma in fondo è uno spirito condannato a vivere solo e quasi sempre è proprio quella solitudine che alimenta l'aggressività.
Ritengo che la cosa più importante per aiutare un aggressivo ad uscire dal suo meccanismo sia non scappare (lavorare in sicurezza certamente!) perché soltanto così si potrà fare breccia ai suoi occhi e diventare credibili.
Tutti gli aggressivi sono soli e la solitudine alimenta la rabbia, la rabbia diventa esplosiva, devastante, nebulosa fino a confondere tutta la realtà col proprio percepito.
L'unica strategia possibile di intervento è agire sulla solitudine: essere forti, preparati e non scappare!
Ovviamente non aggredire, perché questo non farebbe altro che confermare che l'aggressività è l'unico mezzo di comunicazione possibile.
Invece è importante ancorare il soggetto aggressivo alla propria forza interiore per strapparlo al suo turbinio emotivo privato e aprirlo a nuove forme di comunicazione.
Amo con tutto il cuore gli aggressivi, perché credo di sapere cosa li rende così arrabbiati; perché sento tutta la loro solitudine, tutto il loro dolore non condiviso; perché capisco quando urlano disperati perché non sanno di avere alternative.