giovedì 13 febbraio 2025

Come ho fatto ad ottenere 95/100 al concorso docenti secondaria di primo grado

Oggi voglio condividere con te un importante risultato che ho ottenuto il 29 giugno 2024 alla prova orale del concorso docenti AA25 francese alla scuola secondaria di primo grado, Emilia Romagna.


traccia lezione simulata



Come ho ottenuto 95/100 alla prova orale del concorso docenti (senza sapere bene l'inglese!)


Ho sostenuto la prova orale del concorso PNRR1 in una data veramente molto speciale, perchè è il compleanno di una persona che mi sta molto a cuore.
L'idea di non poter festeggiare quel giorno così particolare, mi ha motivata a dare il massimo: come per giustificare con qualcosa di estremamente positivo la mia assenza.
Certo non mi sarei mai aspettata di poter prendere il massimo dei punti possibili!
Eh già, perchè se guardi bene la griglia di valutazione e togli il punteggio massimo per la parte che riguarda la conoscenza della lingua inglese, ti accorgerai benissimo che il risultato al massimo degli ambiti valutati è proprio 95 su 100.
Quando ho visto il mio punteggio alla prova orale del concorso docenti, quasi non ci credevo! 
Ricordo che ero ferma nel parcheggio di un autogrill di ritorno verso casa quando su spinta delle mie colleghe tramite messaggio telefonico, mi sono decisa ad aprire piattaforme online.
Sono scoppiata a piangere in preda alle forti emozioni: ero riuscita a realizzare il mio obiettivo!
Un risultato che mi ha riempita di orgoglio, soprattutto considerando che ho ottenuto il massimo su progettazione didattica, padronanza dei contenuti disciplinari e interazione orale in lingua francese.

Se sei in procinto di affrontare questa sfida e ti senti insicura su alcuni aspetti, voglio raccontarti la mia esperienza e darti qualche consiglio pratico per affrontare la prova con successo.

1. Padroneggiare la progettazione didattica

Uno degli aspetti fondamentali della prova orale è la capacità di strutturare una lezione simulata efficace. 
Ho investito molto tempo nel comprendere la differenza tra lezione, UD ed UdA.
Queste definizioni devono esserti molto chiare e devi saper bene come articolarle, con obiettivi precisi, strategie inclusive e metodologie attive. 
In sede di colloquio ho dimostrato di saper adattare la didattica ai bisogni della classe, integrando strumenti digitali e tecniche innovative, come la flipped classroom e il cooperative learning.

2. Dimostrare una solida padronanza dei contenuti disciplinari

La conoscenza della mia disciplina è stata la mia forza. 
Ho studiato a fondo il programma che trovi nell'allegato A del bando di concorso alla tua classe disciplinare. 
Ho approfondito sia gli aspetti teorici sia quelli pratici, per poter rispondere con sicurezza a qualsiasi domanda. 
Il trucco? Creare schemi e mappe concettuali per organizzare i concetti e collegarli tra loro in modo logico e fluido.


3. Comprensione e produzione nella lingua di riferimento

Ho esposto la mia lezione simulata in lingua francese dimostrando la capacità di interagire, di rispondere, di esporre e di argomentare ogni parte della mia presentazione.
Ho mantenuto la pronuncia corretta, la correttezza grammaticale e l'appropriatezza lessicale.
Sei come me una docente di lingua francese e sono sicura che vuoi trasmettere attraverso la tua azione didattica la passione per la disciplina. 

4. Interazione orale sicura e coinvolgente

Anche se l’inglese non è il mio punto forte, ho puntato tutto su una comunicazione chiara, sicura e professionale. 
Ho fatto diverse simulazioni con colleghi e davanti allo specchio, lavorando sulla postura, sulla gestione del tempo e sulla capacità di rispondere in modo sintetico ma esaustivo. 
La chiave è stata mantenere la calma e mostrare passione per l’insegnamento.

Consigli pratici

Il mio consiglio per chi affronta la prova orale:

  • concentrati sui tuoi punti di forza nell'espressione in lingua straniera
  • preparati con metodo sia una maschera della lezione simulata sia per i contenuti disciplinari
  • esercitati a ripetere alcuni nodi fondamentali e generali della tua presentazione, come ad esempio l'ambiente di apprendimento o alcune metodologie didattiche che intenderai utilizzare
  • credi in te stessa perchè sei una docente che si confronta con altri docenti

Anche se ci sono aspetti in cui ti senti meno sicura, puoi compensare con una preparazione solida e una presentazione efficace.


Se anche tu stai preparando il concorso e vuoi confrontarti, scrivimi in privato. Insieme possiamo costruire un percorso vincente!

venerdì 17 gennaio 2025

Credi in te anche quando tutto va a rotoli: come restare in focus sull'obiettivo

 


Mantieni la concentrazione anche nei momenti di down 


Ti è mai capitato quel momento in cui sembra proprio che tutto vada storto? 
Quel giorno in cui apri il frigo e… niente di buono, il telefono cade, piove quando hai dimenticato l’ombrello e il tuo capo ti chiama proprio mentre stai per uscire, oppure studi per ore e non ti rimane niente in mente? 

La tentazione di mollare si insinua nei tuoi pensieri, e mano a mano che le sfortune si ammucchiano, si fa sempre più forte.

Tranquy, succede a tutti. 
E sai cosa? 
Anche se sembra che l’universo si sia coalizzato contro di te, c’è un modo per non perdere la fiducia in te stess*: fidati di Te! 
Rimani in piedi anche se tutto in quel momento attorno a te scricchiola.

Quando la vita ti gioca brutti scherzi, la prima cosa che rischi è dubitare di te stess*. 
Ma la verità è che la sfortuna non ha nulla a che vedere con il tuo valore.
La vita è imprevedibile e ha tanto da insegnarci, anche nei modi più strani.

Hai già letto La legge di Murphy
Se non lo hai fatto ti lascio il link al libro, altrimenti facciamo insieme un rapido ripassino dei punti focali.

3 Modi per tenere alta la fiducia 
(anche in una giornata proprio no)


1. Ridi (anche se ti tremano le ginocchia)

Prendila con ironia: se la tua torta cade sempre dalla parte sbagliata, forse fa solo parte della sceneggiatura.
A volte il disastro è solo un segnale che sei viva e stai facendo sul serio. 
Ridere di sé stessi è il primo passo per non farsi schiacciare.


2. Ricorda i tuoi piccoli successi

Focalizzati su ciò che puoi controllare: non puoi controllare l'esito di un esame (ad esempio) ma puoi controllare il tuo impegno.
Ogni giorno hai fatto qualcosa di buono, anche se non sembra: è il carburante per il futuro.
Sono i piccoli gesti quotidiani che costruiscono la fiducia per raggiungere le piccole vittorie. 

3. Fai un piano: questa situazione non durerà per sempre. 

Non puoi prevedere tutto, ma puoi prepararti: il momento down è un capitolo della tua storia, non tutto il libro.
Coltiva piccole strategie segrete salva fiducia e serenità, che ti aiuteranno nei momenti bui a ritrovare l'energia giusta per lo slancio.


Ricordati: ogni prova è un’occasione per dimostrare a te stess* quanto vali.

Quindi alza la testa, sorridi e preparati a trasformare ogni “disastro” in un nuovo inizio.


Spoiler: la fatica che senti oggi è il prezzo del sorriso che farai domani.
Un giorno non lontano (molto meno lontano di quanto pensi) guarderai indietro e dirai: “Ho fatto bene a non mollare.”

Ti va di condividere i tuoi "antidoti" anti-momento down? Raccontami nei commenti come hai fatto a rialzarti!

venerdì 10 gennaio 2025

5 sane abitudini che possono trasformare la tua vita

Scopri con me, come Marta (la nostra protagonista di fantasia) ha cambiato la sua vita con 5 piccole azioni: la metamorfosi inizia da dentro.




alano arlecchino
Erin, che mi hai spiegato la dolcezza



Da qualche tempo, Marta percepiva quella sensazione di malessere inspiegabile, come un seme rimasto troppo a lungo sotto terra, avvolto dall'ombra di una routine che non le apparteneva più. 

Sentiva il peso dell’invisibilità.

Poi, un giorno, neanche più riesce a ricordare come sia potuto accadere, ha deciso che fosse giunto il momento di muovere i primi, piccoli passi verso il cambiamento. 
Ha iniziato da cinque semplici gesti, ma potenti, che hanno nutrito la sua crescita, permettendole di sbocciare. 

1. Tutto è iniziato ascoltando il suo respiro: profondo, lento, vivo, potente.
Come il vento che accarezza le foglie all’alba, Marta ha lasciato che l’aria fresca le riempisse i polmoni e spazzasse via la pesantezza dei pensieri stagnanti. Ogni inspirazione era un nuovo inizio, ogni espirazione un lasciar andare.

2. Ogni boccata d'aria nutriva la sua mente con immagini di parole nuove, che sbocciavano come fiori delicati, profumati, colorati. 

Le parole, come semi, possono far sbocciare giardini rigogliosi.


E Marta ha imparato ad innaffiare la sua mente con pensieri luminosi e voci ispiranti, lasciando che la sua anima si colorasse di nuova energia.

3. Ha coltivato il silenzio
Come la rugiada che si posa lieve sul prato prima dell’alba, il silenzio ha reso più limpide le sue intuizioni. 
Ha imparato ad ascoltarsi, a percepire la sua essenza, a riconoscere i battiti del cuore come note di una melodia segreta.

4. Ha fatto spazio alla gratitudine, inalata a pieni polmoni.
Ogni giorno ha cercato un motivo per dire grazie alla SUA vita:  ha trasformato la sua prospettiva, rendendo più luminose anche le giornate nuvolose.

5. Si è librata finalmente al Sole, muovendosi al ritmo della danza della vita.
Così come un ramo non nutre nessun timore ad allungarsi verso il cielo, Marta ha preso coraggio nel protendersi verso nuovi orizzonti. 
Il cielo, il movimento, l'aria: un Inno alla Vita vibrante, partecipe al Tutto.

La trasformazione: il risveglio dell'Essere donna.


Oggi Marta sente le sue radici al sicuro nella Madre Terra ed è come un albero libero di svilupparsi, il suo tronco è più forte, le sue foglie sono portatrici di nuova energia. 

E tu, sei pronta a piantare il primo seme del tuo cambiamento?


Scrivimi subito per sapere dirmi a che punto sei.


alberi
by jplenio on pixabay



venerdì 3 gennaio 2025

Il diario di bordo: il tuo alleato per studiare meglio il francese

Diario di bordo nell'apprendimento del francese: a cosa serve e come si usa 

(anche con DSA o ADHD)

Studiare una lingua straniera come il francese può sembrare una sfida.
Alla scuola secondaria di II grado i tuoi figli hanno poco tempo, tante materie e magari anche difficoltà di concentrazione. 
Ma esiste uno strumento semplice e potente che può fare la differenza: il diario di bordo.

Cos’è il Diario di Bordo:


è un quaderno (cartaceo o file digitale) dove si possono annotare gli argomenti di studio, il come si studia e il come ci si sente mentre durante le fasi degli apprendimenti.
 

Non è un diario personale, ma uno strumento per monitorare il percorso di apprendimento.


Serve per:


  • Tenere traccia di ciò che si è imparato
  • Capire quali sono le difficoltà che ostacolano gli apprendimenti
  • Migliorare il metodo di studio passo dopo passo

Perché è utile con DSA o ADHD?


  • aiuta nell'organizzazione: non sapere da dove iniziare. Nel diario di bordo si scrivono obiettivi chiari per ogni sessione;
  • aiuta nella memorizzazione: le parole nuove scappano via subito, invece adesso sono riscritte e sintetizzate pronte per essere fissate;
  • aiuta a resistere alle distrazioni continue: col diario di bordo è possibile programmare pause e valutare quanto sei stato concentrato
  • aiuta a non perdere il filo dello studio, perchè resta traccia scritta di ogni progresso di apprendimento

Come si usa il diario di bordo per il lo studio del francese?


All’inizio della settimana:

  • Scrivi gli argomenti da studiare (es. “les articles définis”, “vocabulaire de la maison”)
  • Indica gli obiettivi (es. “imparare 10 parole nuove e usarle in una frase”)


Ogni giorno di studio:

  • Data e orario
  • Cosa hai fatto (es. “ascoltato audio”, “letto dialogo a pag. 35”)
  • Come ti sei sentito (es. “concentrato 7/10”, “difficile capire la pronuncia”)


Fine settimana:

  • Una riga su cosa hai imparato
  • Una nota su cosa migliorare (es. “ripetere vocaboli a voce alta”)
  • Una frase in francese che sai dire meglio di lunedì!



Consigli per renderlo efficace:


  • Usa colori diversi per le attività (compiti, obiettivi raggiunti, difficoltà, concentrazione, strategie, aiuti...)
  • Aggiungi icone o emoji per rendere la pagina più visiva
  • Non scrivere romanzi: bastano poche righe chiare


Perché funziona?


Perché ti costringe a fermarti e riflettere sul tuo apprendimento. 
Non studi solo per “fare i compiti”, ma diventi protagonista del tuo percorso. 


Prova da subito: prendi un quaderno e inizia il tuo diario di bordo.
Alla fine della settimana, nota se ti senti più organizzato e meno confuso.

Scrivimi nei commenti quale modello hai scelto per iniziare subito ad essere protagonista del tuo percorso di apprendimento!

sabato 28 dicembre 2024

Un nuovo anno sta per iniziare: ricomincia da te.


Cosa vuoi fare di diverso? Quale parte di te vuoi far brillare l'anno prossimo?

Queste domande non sono solo un modo per riempire una pagina bianca o per darti qualche spunto di riflessione: sono un invito. 

Un invito a guardarti dentro, a immaginare la donna che vuoi essere, a progettare un futuro dove sei tu la protagonista assoluta.

A volte, però, sembra impossibile, vero? Le giornate scorrono come un fiume in piena: bambini da accudire, casa da sistemare, bollette da pagare e un lavoro che non sempre è appagante...quando c'è...

E nel caos di tutto questo, i tuoi sogni? Dove sono finiti? Forse li hai messi in un angolo, magari pensando che non fosse il momento giusto, che ci fosse qualcosa di più urgente da fare.

Ma ti svelo un segreto: non c'è mai un momento perfetto: sei tu a creare il momento giusto!

E l'anno prossimo, tra qualche giorno,  può essere l'anno in cui scegli di far brillare quella parte di te che hai nascosto per troppo tempo.

Il tuo riscatto inizia da una scelta.

E' successo anche a me: ad un certo punto ho percepito una voglia immensa di cambiare, di costruire qualcosa di mio, qualcosa che mi permettesse di essere indipendente e, al tempo stesso, presente per i miei figli. 

Qualcosa che mi consentisse di sentirmi appagata e realizzata. Era una sfida, sì, ma è stata anche la decisione migliore che potessi prendere.

Non è stato facile. Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita stanca, persa, con il dubbio di non essere abbastanza. Ma ogni piccolo passo avanti mi ha ricordato una cosa: non si tratta di essere perfetta, si tratta di essere costante, di credere in te stessa e di non mollare.

Puoi farlo anche tu!

Tu che stai leggendo queste righe, tu che ti senti bloccata in una vita che non ti rispecchia più, tu che vorresti fare di più ma non sai da dove cominciare... tu hai tutto quello che ti serve per cambiare.

Sì, hai letto bene: hai già dentro di te le risorse per farcela. Serve solo un po' di guida, un po' di supporto, e un piano chiaro: un progetto.

Il tuo progetto, che ti accompagnerà passo dopo passo, che ti aiuterà a trasformare i tuoi sogni in realtà.

Un anno per risplendere. 

Immagina: tra un anno da oggi, il tuo progetto potrebbe essere realizzato e la tua storia potrebbe diventare un punto di riferimento per altre mamme come te. 

Potresti essere la dimostrazione vivente che è possibile conciliare la vita familiare con un progetto lavorativo che ti fa sentire viva e soddisfatta.

Non è solo un sogno. È un obiettivo raggiungibile, se decidi di iniziare ora.

Inizia a camminare da un piccolo passo


Non sarai sola e sarà un viaggio fantastico.

Allora, cosa vuoi fare di diverso?

Rispondi a questa domanda oggi. Non domani, non il mese prossimo. Oggi. Scrivila su un foglio, urlale a te stessa davanti allo specchio, condividila nei commenti se ti va. 

Quale parte di te vuoi far brillare l'anno prossimo?


Inizia ora. Il tuo riscatto comincia con una scelta.

venerdì 27 dicembre 2024

Le sfide che cambiano la vita: diventare mamma.


Due sfide, una più grande dell'altra, e io in mezzo a cercare di non perdere me stessa.

Avevo 27 anni, circa, quando mi sono trovata davanti a due delle sfide più grandi e trasformative della mia vita. 
Da un lato, la famiglia, tutta da costruire: aspettavo il mio primo figlio, con tutta l'incertezza, la paura e la responsabilità che comporta diventare mamma per la prima volta e c'era Dorian, il mio primo ed unico Cane Corso, un cucciolo dolcissimo ma impegnativo, che richiedeva cura, educazione e attenzione costante.

Dall'altro lato, c'ero io. 
Giovane, appena laureata, una vita piena di sacrifici e di sogni da realizzare.
Sogni ancora dentro al cassetto, in attesa del momento giusto per uscire.
Ma lo sappiamo: 

Diventare mamma significa mettere in pausa sogni e ambizioni per dedicarsi completamente alla famiglia.

Ricordo di quegli anni la fatica, l'amarezza e la solitudine.

Quando ero una ragazza, avevo tanti sogni nel cassetto, come forse ognuna di noi. Volevo viaggiare, scoprire il mondo, vivere esperienze che mi avrebbero resa libera e felice. Mi immaginavo a camminare tra le strade di Parigi, a studiare arte in Italia o magari a imparare a suonare il pianoforte in una piccola stanza di una città che non conoscevo ancora. Ma c’era un problema: non avevo le risorse per farlo. Studiavo con impegno, ma i soldi scarseggiavano, e spesso dovevo scegliere tra un libro e un paio di scarpe nuove. 

Non vedevo l'ora di finire l'Università e di sposarmi, perchè pensavo che avrei avuto più risorse insieme a qualcuno.

Ho sempre creduto nel detto "l'unione fa la forza".

Ma la realtà, mi è arrivata addosso senza chiedere scusa, tanto che ogni sogno sembrava allontanarsi sempre di più, sostituito da un senso di responsabilità che mi pesava sulle spalle.

La gioia immensa di essere mamma si è mescolata alle rinunce e ai sacrifici per crescere una creatura così piccola e bisognosa. Ogni giorno era una lotta tra il desiderio di essere la madre migliore possibile e la consapevolezza che qualcosa di me stessa si stava perdendo. Guardavo le mie coetanee che viaggiavano, uscivano, inseguivano i loro sogni, mentre io rimanevo a casa, circondata da pannolini, poppate e notti insonni e un corpo che non riconoscevo.

E, anche se l’amore per mio figlio riempiva il mio cuore, non potevo fare a meno di sentire una punta di amarezza. Mi sentivo intrappolata, come se la vita scorresse davanti a me e io fossi solo una spettatrice.

La solitudine era forse la parte più difficile. Non avere accanto qualcuno che capisse davvero cosa stessi vivendo, qualcuno con cui condividere il peso delle responsabilità e dei sogni infranti, mi faceva sentire invisibile. C’erano giorni in cui mi chiedevo se sarei mai riuscita a trovare uno spazio per me stessa, a recuperare quei sogni che avevo messo da parte e a riprendere il corpo che mi apparteneva da sempre.

Ma poi è successo qualcosa. Ho capito che, anche se il mio percorso era diverso, non era meno importante. Ho smesso di guardare la vita degli altri e ho iniziato a concentrarmi sulla mia. Ho deciso che meritavo il mio riscatto, nonostante tutto.

È stato un cammino lungo e difficile, fatto di piccoli passi: iniziare a credere di nuovo in me stessa, ritagliarmi momenti di tempo per coltivare le mie passioni, imparare nuove competenze, ricostruire la mia identità oltre al ruolo di madre. E lentamente, ho iniziato a sentirmi viva, a vedere che il cambiamento è possibile anche quando sembra tutto perduto.

Oggi, quando guardo indietro, non vedo più solo rinunce e sacrifici. Vedo forza, resilienza e la prova che noi donne possiamo trasformare anche le situazioni più difficili in opportunità per rinascere. Non è mai troppo tardi per riprendere in mano la nostra vita, per inseguire i nostri sogni e costruire qualcosa che ci faccia sentire orgogliose di noi stesse.

Anche tu ti senti intrappolata e senti che la vita sta scorrendo davanti a te senza darti la possibilità di esprimerti? 

Non sei sola. Il riscatto è possibile. Puoi riprenderti i tuoi sogni, un passo alla volta. E io sono qui, pronta a camminare accanto a te in questo percorso.

Io non avevo nessuno a quel tempo, ma essere guida per Dorian mi ha aiutata ad esserlo anche per me stessa.
Devo tanto a questo cane...
È stato un momento duro, pieno di notti insonni e domande: "Sono all'altezza? Riuscirò a fare tutto questo?"
Ma sai una cosa? 

È stata proprio quella doppia sfida a farmi capire quanto siamo forti noi donne. 

Se riusciamo a crescere figli, ad educare, a prenderci cura di tutto e di tutti... possiamo fare qualunque cosa!
Oggi voglio dire a te, che magari stai vivendo qualcosa di simile, che puoi farcela se lo vuoi!
Che anche se hai messo da parte i tuoi sogni per dedicarti alla famiglia, c’è sempre tempo per riscoprirti, per costruire la tua indipendenza, per prenderti il tuo riscatto.
Io ce l’ho fatta: ho trasformato le difficoltà in lezioni di vita e le paure in forza. 
Tu puoi fare lo stesso. 
Raccontami la tua storia nei commenti o in privato: sono qui per ascoltarti e, se posso, per aiutarti a trovare la tua strada verso l’indipendenza.

lunedì 19 agosto 2024

4 punti fondamentali per spiegare al tuo cliente l'uso della museruola

Come spiegare il valore della museruola ai proprietari di cani

Come istruttori cinofili, uno degli argomenti più delicati da affrontare con i clienti è spesso l'uso della museruola

Per questo ti lascio il link alla mia storia con Dorian per leggere quanto sia stata utile alla ripresa dopo un brutto trauma subito. 

Molti proprietari la vedono come un simbolo di fallimento, vergogna o addirittura come un maltrattamento per il cane. Eppure, per chi lavora nel mondo cinofilo, sappiamo bene che la museruola è uno strumento di sicurezza indispensabile in molte situazioni. 
Normalmente la popolazione cinofila si spacca in due fazioni.

Prima fazione:
Museruola no!!! Oihbò! Povero cane! È coercizione. In questo modo il cane non è libero di esprimersi e subisce miseramente dall'altro cane.

Seconda fazione:
Museruola assolutamente sì!
Il cane non deve mordere e deve...bla...bla...bla...

 

Ma come possiamo trasmettere il valore di questo strumento in modo empatico e persuasivo alla nostra clientela?


1. Parti dall'empatia: ascolta e comprendi le paure dei proprietari
 
Prima di spiegare il valore della museruola, è importante riconoscere le emozioni e le preoccupazioni dei proprietari. Spesso si tratta di un timore sociale: 
"Cosa penseranno gli altri se il mio cane indossa la museruola?". 
In quanto istruttori, il nostro ruolo è quello di accogliere queste preoccupazioni, normalizzandole e offrendo informazioni che possano modificare la percezione negativa.
Aiuta il proprietario:
  • Ad essere consapevole NELLA relazione che ha col suo cane.
  • Fai in modo di favorire un ambiente sereno di apprendimento per il binomio
  • Valuta attentamente il tipo di interazioni che avverranno tra tutti i soggetti coinvolti nella sessione di lavoro
  • Aiuta il proprietario a scegliere il tipo di museruola corretta Spiega al proprietario le tempistiche, l'obiettivo finale e ogni piccolo passaggio del percorso di apprendimento

2. Comunica in modo positivo: la museruola come strumento di prevenzione e libertà

Una comunicazione efficace può trasformare la narrazione attorno alla museruola. 
Invece di vederla come una costrizione, possiamo presentarla come una scelta responsabile che permette al cane di vivere esperienze che altrimenti sarebbero precluse. 
Il messaggio chiave è: la museruola non limita il cane, ma lo protegge, offrendogli maggiore libertà in situazioni che potrebbero essere stressanti o pericolose.

3. Usa esempi concreti e storie per creare connessione

Raccontare storie è uno dei modi più potenti per comunicare. Puoi condividere esempi di cani che, grazie alla museruola, hanno potuto superare situazioni complesse senza rischi, oppure come la sua introduzione sia stata fatta gradualmente per trasformarla in un'esperienza positiva. 

Le storie rendono il messaggio memorabile e creano un legame emotivo con i proprietari.





4. Migliora la comunicazione con i tuoi clienti

Come istruttore cinofilo, la tua capacità di comunicare efficacemente è ciò che fa la differenza tra un cliente convinto e uno dubbioso. 
È qui che entra in gioco il valore di una consulenza mirata allo storytelling e alla comunicazione empatica. 
Imparare a padroneggiare le tecniche narrative e a strutturare i tuoi messaggi in modo chiaro e coinvolgente non solo migliora la comprensione dei tuoi clienti, ma rafforza anche la tua autorevolezza e fiducia.

Vuoi migliorare la tua comunicazione e rendere i tuoi messaggi più efficaci?


Conclusione 

Questo post non è solo una riflessione sulla responsabilità e l’educazione cinofila, ma un esempio di come il marketing narrativo possa essere usato per affrontare temi importanti e coinvolgere il proprio pubblico. 

Raccontare storie autentiche e affrontare argomenti che toccano le emozioni delle persone è una strategia potente per chi opera nel mondo cinofilo, sia che si tratti di educatori, allevatori o operatori di strutture dedicate ai cani.

Se hai trovato utile questo spunto, sentiti libero di prendere ispirazione per il tuo blog o i tuoi post social. 

Ricorda, però, che ogni attività è unica, e personalizzare il messaggio per il tuo pubblico specifico può fare la differenza.

Per idee su misura o strategie più specifiche per la tua situazione, contattami subito! 

Sarò felice di aiutarti a costruire una comunicazione efficace e autentica, che rispecchi i valori della tua attività. E, se decidi di condividere il tuo contenuto ispirato a questo post, sarebbe carino citare la fonte: far sapere da dove nasce l’ispirazione è un gesto di rispetto e arricchisce il dialogo nella community cinofila.

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