mercoledì 4 gennaio 2017

Ring d'onore Insubria Winner 2016, Uri, Winalmik's Discovery One




Ring d’Onore – Insubria Winner 2016: riflessioni su cosa significa vincere

Caro piccolo Uri,
vederti solcare il Ring d’Onore di Insubria Winner 2016 è stata un'emozione indescrivibile!

Non è stato solo un premio. Non è stata solo una coccarda.
E' stato come se qualcuno avesse acceso una luce dentro di me e avesse detto: “Sì, quello che fai conta”.


Cosa mi ha insegnato questo riconoscimento.

Quando passi ore con animali, persone, storie, spesso ti chiedi se quello che fai “vale”. Se serve. Se qualcuno lo vede davvero. 
Quel premio è stato uno specchio: mi ha fatto vedere che sì, ciò che sono stata in grada di costruire — anche piano, anche tra dubbi — ha un valore.
Ma non un valore fissato, perfetto, sopra un piedistallo. 
Un valore che cresce se lo metti in condivisione, se lo porti fuori dalla stanza in cui solo tu vedi la fatica.

Sono ormai da tanti anni immersa nella cinofilia, nel recupero comportamentale, nel rapporto uomo-cane
Ho sempre insegnato che non si “vince” imponendo, ma costruendo fiducia. 
Ho visto cani che non camminavano al guinzaglio, che tremavano al rumore della porta, e che poi, grazie ad una buona relazione, sono tornati a vivere serenamente.
A passeggiare a testa alta, fieri.
Ora lo sono anch'io, di me stessa.
Del percorso che sto facendo.

Il riconoscimento esterno (come un premio) è bello, ma dobbiamo ricordarci che la vittoria più grande è sapersi dire "brava, ci sei riuscita".

Ho capito che questi momenti – quelli di “scena grande” come un Ring d’Onore – sono opportunità: non per lodarsi, ma per riconoscere i propri sforzi. 
Per chiedersi: “E adesso, cosa faccio con questo riconoscimento?”
Per me, adesso, significa portare avanti il mio percorso con più chiarezza. Significa tradurre le buone intuizioni che ho raccolto con i cani e con le persone in strumenti utili agli altri. 

E tu? Se hai mai provato un riconoscimento — piccolo o grande — che ti ha fatto sentire che “stai andando nella direzione giusta”, raccontami. Mi piacerebbe riflettere insieme su come fare in modo che questi momenti non restino solo ricordo, ma diventino ponti verso qualcosa di più grande.

lunedì 14 novembre 2016

STAGE DISC DOG con ADRIAN STOICA




bhe almeno quando riesco a lanciare decentemente....giocare con i dischi gli piace...veramente piace a tutti e due........







e Uri aspetta, aspetta...aspetta paziente che metto a fuoco i giusti movimenti....














Uri qui sta provando il disco direttamente con Stoica







Grande Uri! sei sempre molto paziente con me e aspetti sempre che io capisca cosa devo fare e soprattutto come devo dirti cosa dobbiamo fare.....




mercoledì 14 settembre 2016

Un pò di storia di Winalmik's Discovery One, detto Uri

All' Ikea di Parma
Una passeggiata in centro a Parma
Preparazione CANT
A casa dell'allevatrice il giorno in cui ti ho portato a casa







Giusto per non dimenticare i nostri passi insieme, che fin ora sono stati tanti e ricchi di soddisfazioni.


Momenti di relax a casa

Con Adrian Stoica corso di disc-dog




Mi auguro di poter continuare su questa strada e soprattutto di poterlo fare Insieme, Uniti, come siamo stati fino ad ora.


Grazie Uri, mi hai aperto gli occhi su mondi che non avrei mai sognato di poter raggiungere.


Allenamento con Riccardo Bonino preparazione Igp

Con Riccardo Bonino

Winalmik's Discovery One pluri campione 

martedì 13 settembre 2016

EDUCHIAMO IL CANE, ascoltiamo il respiro delle emozioni: La socializzazione: questo mistero..........

EDUCHIAMO IL CANE, ascoltiamo il respiro delle emozioni: La socializzazione: questo mistero..........

Gestione del cane in contesto urbano: cosa fare?

L' importanza della  socializzazione è riconosciuta come esperienza fondamentale sia a livello educativo sia anche riabilitativo.
Credo che qualsiasi soggetto abbia necessità di una buona base di socializzazione per poter essere un adulto equilibrato, quindi non aggressivo o diffidente, ma attento e riflessivo.
Ma a tutto bisogna dare un senso!
Vorrei concentrarmi invece sul come la gente pensa di far socializzare il proprio cane in contesto urbano, dove invece sarebbe auspicabile una gestione corretta nel rispetto di tutti: sia cani che persone, anche quelle che non hanno il cane!
Innanzi tutto SCORDATEVI di far conoscere tutti al vostro cane!
Socializzare è imparare a fare amicizia, se possibile farsi insieme una corsa, ma non è giocare necessariamente con tutti.
Se deciderete di farlo incontrare con tutti quelli che incrociate al guinzaglio avrete a fine giornata un cane stanco, sopraffatto dagli stimoli che non ha imparato niente di positivo.
In secondo luogo i cani NON si fanno incontrare al guinzaglio e soprattutto se siete obbligati a farlo chiedete educatamente se l'altro proprietario è d'accordo e adottate a quel punto la corretta comunicazione al guinzaglio per permettere la giusta comunicazione dei cani.
Terzo punto se un cane è sdraiato a terra vicino al suo padrone NON andate a disturbare!
Lo stesso vale se un cane è legato fuori da un negozio (ad esempio) che aspetta il suo padrone o a maggior ragione se riposa dentro al proprio trasportino, magari nella sua auto.
Nel contesto cittadino è doveroso porre molta attenzione nel rispetto di tutti, invece vedo spesso guinzaglioni troppo lunghi per la situazione; bambini a cui è affidato un cane troppo pesante, genitori incuranti che il proprio figlio non metta a disagio il cane e a rischio la propria persona; proprietari invadenti della sfera privata altrui...insomma gli incidenti ai quali assistiamo sono spesso dovuti a un modo trascurato di condurre il proprio cane o di avvicinarsi a quelli degli altri.
Un proprietario responsabile non vaga con un cane attaccato ad un filo, senza sapere quali responsabilità comporti quel filo!




lunedì 5 settembre 2016

Aubigny sur Nere 2016, Nazionale di Allevamento, Francia




Quest'anno sono ritornata in Francia dopo quasi 16 anni e sono tornata con nuove persone, amici, e soprattutto ho avuto al mio fianco il Piccolo Grande Uri. Che esperienza! che momenti indimenticabili! Ne sono tornata più sicura, più determinata, rinvigorita, convinta dei miei obbiettivi. Poche volte nella vita ho avuto la fortuna di provare una sensazione del genere.......












Ce la siamo giocata tutte eh Uri? ci siamo impegnati al massimo in tutti questi 10 mesi....e bhe....con grandi risultati!


giovedì 1 settembre 2016

7 bias valutativi tipici del settore cinofilia che ti fanno perdere clienti

 

Bias Valutativi: come riconoscerli e migliorare il rapporto con i tuoi clienti

Nella tua attività di professionista cinofilo, la relazione con il cliente è cruciale. La fiducia che riesci a instaurare con i proprietari dei cani può fare la differenza tra un cliente occasionale e uno che ti raccomanda a tutti i suoi amici. Ma sapevi che il modo in cui interpreti le informazioni e giudichi le situazioni può essere influenzato da bias valutativi che neppure sai di avere?




Scopriamo insieme cosa sono i bias valutativi

I bias valutativi sono delle distorsioni cognitive o errori di pensiero, che influenzano il nostro giudizio. In altre parole, senza rendercene conto, possiamo giudicare una situazione o una persona in modo non del tutto obiettivo. A te, che sei professionista del settore cinofilia, questo può accadere in due modi: 

  • nel rapporto con i clienti 
  • o durante la valutazione del comportamento di un cane

Ad esempio, un cliente che si presenta con un cane che abbaia molto potrebbe essere subito etichettato come "padrone poco competente" o "cane problematico". Tuttavia, questo pregiudizio può impedirti di vedere le vere cause del comportamento e di proporre la soluzione più efficace.

Quali sono i bias valutativi più comuni nel settore cinofilo?

  1. Bias di conferma. Tendi a cercare informazioni che confermano le tue idee preesistenti. Se pensi che una certa razza di cane sia difficile da gestire, potresti dare più peso a comportamenti problematici, ignorando quelli positivi.

  2. Effetto alone. Se un cliente ti sembra competente e amichevole, potresti sottovalutare alcuni problemi nel comportamento del cane, attribuendoli a fattori esterni invece che a una possibile lacuna nel processo di apprendimento.

  3. Bias di reciprocità. Sei più incline a offrire valutazioni positive o sconti se un cliente si mostra particolarmente gentile o ti ha fatto un favore in passato. Questo può portarti a fare concessioni che potrebbero non essere sempre nel tuo interesse a lungo termine.

  4. Bias di somiglianza. Tendi a sopravvalutare clienti che hanno forti caratteristiche in comune con te. Magari lo stesso cane. 

  5. Bias di proiezione. Sei incline a proiettare sui tuoi clienti le tue convinzioni. 

  6. Bias della negatività. La tua attenzione è rivolta soprattutto a scovare gli elementi negativi della relazione cane-proprietario che hai davanti. A seguito di questa distorsione, durante il percorso educativo, non ti soffermi a valorizzare i successi del tuo cliente. E senza che tu te ne renda pienamente conto, lo porti ad allontanarsi. 

  7. Bias dell'ancoraggio. Ti limiti a valutare una manciata di elementi, che diventano il tuo punto di confronto per valutare tutto il resto. 

Come riconoscere e superare i bias

Riconoscere i bias è il primo passo per superarli. Ecco alcune strategie pratiche che puoi adottare:

  • Autovalutazione consapevole. Prima di formulare un giudizio, fermati un momento e chiediti se stai basando la tua opinione su dati oggettivi o su pregiudizi. Tenere un diario di bordo per ogni cliente potrebbe essere un buon espediente. Spesso quando mettiamo su carta (o su file) le nostre riflessioni, queste diventano più concrete come per magia. 
  • Richiedi un parere esterno. Confrontati con un collega. Spesso, un occhio esterno può aiutarti a vedere le cose da una prospettiva diversa. Due chiacchiere con un amico/collega che condivide con te la tua stessa vision, sicuramente è di aiuto per strutturare una valutazione più obiettiva.
  • Formazione continua. Partecipare a corsi di formazione su temi come la psicologia del cliente, strategie di comunicazione efficace, counselor o coaching, intelligenza emotiva applicata al marketing, possono aiutarti a ridurre l'influenza dei bias nelle tue valutazioni.

Ricorda che i bias valutativi influiscono sui tuoi profitti

Un professionista cinofilo che riconosce e gestisce i propri bias è in grado di offrire un servizio più equo e personalizzato. Questo non solo migliora il rapporto con i clienti, ma aumenta anche la loro fiducia e soddisfazione, portando a un passaparola positivo e, di conseguenza, a maggiori entrate. 

Un cliente soddisfatto è più incline a investire nei tuoi servizi e a raccomandarti ad altri.

Essere consapevoli che è facile cadere in errori valutativi e saperli gestire non solo migliora la tua professionalità, ma ti permette di costruire rapporti più solidi con i clienti. 

Sicuramente, in un settore competitivo come quello cinofilo, questo può fare la differenza tra una carriera stagnante e un business in crescita. 

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