lunedì 29 ottobre 2018

Quando inizia a chiederti se il problema è solo tuo figlio: dubbi a scuola

La scuola è la grande Istituzione che insieme alla famiglia ha il compito di educare. 

Niente di più vero: l'una deve andare a braccetto con l'altra per il bene dei ragazzi.
Ognuna col proprio ruolo. 


Siamo ormai al secondo anno di scuola elementare e le cose non girano proprio benissimo.
Dopo il bruttissimo Natale passato senza doni, in 1° elementare, per il nostro Piccolo Soul, la situazione non ha accennato a migliorare (come volevasi dimostrare: una punizione strutturata nel modo in cui mi è stato consigliato mi avrebbe stupita se fosse stata quella corretta!)
Io sono stanca del solito ritornello lamentoso da parte delle insegnanti.
Le maestre sono stanche del solito comportamento scorretto, a loro avviso, in classe.
Piccolo soul è stanco di frequentare una scuola che non lo accoglie.
Ogni giorno torna a casa più chiuso, più arrabbiato, più distante.
Il suo splendido sorriso luminoso è sparito e al suo posto c'è una smorfia di disgusto stampata a caratteri cubitali.
In 2° elementare e ancora fatica a leggere e scrivere correttamente: lettere e numeri.
La sua concentrazione è brevissima, soprattutto quando lo sforzo sul compito è notevole.

Io, continuo a chiedermi cosa stiamo sbagliando come genitori e cerco di fare quello che mi viene suggerito dalla scuola, perchè mi fido.
Perché le insegnanti sanno, io no.

Eppure qualcosa non torna di queste strategie "educative" che dovrebbero insegnargli a stare al suo posto.

Richiami.
Allontanamenti.
 Piccolo soul non è cattivo.
Non è maleducato.
Non è indifferente.
Un bambino che soffre, anche se non sa dirlo con le parole.

Inizio a farmi una domanda che mi spaventa più di tutte: e se fosse DSA o ADHD
La cosa mi spaventa. 

Se ti trovi qui, probabilmente anche tu stai vivendo questo passaggio silenzioso e doloroso, perchè tutti noi genitori desideriamo per i nostri figli un futuro sereno e luminoso.
E sapere, o anche solo avere il sospetto, che qualcosa non sia correttamente al proprio posto ci fa paura. 
Ma arriva quel momento in cui smetti di cercare colpe e inizi a cercare chiavi di lettura, per il benessere dei tuoi figli. 
Inizi a desiderare di trovare non soluzioni magiche, ma strumenti concreti per capire e per poter agire.

Se anche tu stai attraversando questo momento di difficoltà a scuola, lasciami un commento e condividiamo almeno un pò di conforto tra genitori. 

martedì 23 ottobre 2018

Disciplina sportiva col tuo cane: l'obedience.




Conosci l'obedience? sicuramente ne avrai sentito parlare come quella disciplina che "fa tanti esercizi di obbedienza".

Ebbene non è soltanto questo.
Scopriamolo insieme.


Origini 

L' origine dell' obedience è veramente molto discussa.
Alcuni dicono che risalga agli anni '30 dibattendo la paternità tra Inghilterra e Stati Uniti.
Altri sostengono che fosse praticata negli anni '50/ '60 in Nord Europa.
Per certo sappiamo che si sviluppa in Italia solo verso la fine degli anni '90 quando i grandi campioni svedesi iniziano a fare stage.
L' ENCI ne riconosce l'ufficialità come disciplina nel 2000.


Ma come si costruisce questo alto livello tecnico e performativo?
Quali cani sono adatti?


La traduzione di obedience diventa in italiano “obbedienza”, ma niente di più erroneo nell'interpretare e nell'approcciarsi a questa disciplina! 
Il nostro termine non rende per niente il vero significato di questo sport.
Forse per questo nessuno non lo traduce....


Piper, di Alessandra Bellini


L' obedience è prima di tutto uno sport, quindi divertimento, affiatamento uomo-cane collaborazione della coppia.
In quanto disciplina ha un regolamento che puoi trovare sul sito ufficiale.
Troverai la descrizione degli esercizi precisi nello schema e nell'esecuzione; le modalità di partecipazione e tutte le categorie.
Si sviluppa in difficoltà crescente in base alle categorie.
Partiamo dalla predebuttanti, debuttanti fino ad arrivare ai mondiali dove si disputa un titolo molto importante, ma soprattutto dove si assiste ad un vero spettacolo di esibizione.

Tutte le razze possono partecipare a questo tipo di competizione.


Questo non vuol dire che ogni cane sia adatto!
Ed è bene che ogni proprietario osservi con attenzione se l'attitudine e la predisposizione del proprio cane sia consona a questo tipo di allenamento.
Infatti si richiede al cane grande autocontrollo, capacità di referenza verso il conduttore, dinamicità e grande concentrazione, volontà di giocare e anche un buon predatorio non guasta.

Proprio perchè l'obedience non è assolutamente una disciplina per pigroni!

La preparazione è molto attiva, basata quasi esclusivamente sulle attività di gioco che diventano la gratifica a fine di ogni esercizio.
Probabilmente le razze che vediamo di più sono i border collie e il pastore belga malinois (vedi Ion)
Queste due tipologie di cani riassumono abbastanza tutte queste doti all'interno del loro patrimonio genetico, come risultato di selezione genetica di razza.
Abbiamo detto nessuno escluso: per cui alle volte potremmo avere bravi rottweiler, oppure bracchi, cocker, beagle, golden retriever, labrador ed anche meticci.
Certo è vero che se esistono tante razze è perchè ognuna di queste racchiude un patrimonio genetico fatto di selezione specifica per diverse attività.
Quindi trovo che sia buona norma informarsi sulle predisposizioni di razza e sarebbe preferibile avere anche almeno una vaga idea su ciò che più ci appassiona e diverte insieme al nostro cane, per non rischiare di essere delusi o avere aspettative disattese.
Abbiamo parlato delle attitudini che dovrebbe avere il cane più "portato" verso l'obedience.

Ma quali doti deve avere il conduttore?


Infatti anche al conduttore è richiesta qualche dote particolare.
  • grande attenzione verso ogni piccolo comportamento del proprio cane
  • deve avere uno spiccato spirito di osservazione verso il cane
  • premiarlo al momento giusto
  • capire il contesto
  • sapere intervenire con tempismo
  • calma e gestione delle emozioni
  • interagire in modo adeguato
Queste sono soltanto alcune delle caratteristiche principali che mi vengono in mente ora.
Ne potrei elencare ancora molte altre.
Come ad esempio saper giocare col cane.
Molti proprietari pensano che basti lanciare una pallina, ma assolutamente il gioco mette in moto tutta la nostra capacità comunicativa e relazionale col nostro cane.
Avrai sicuramente capito a questo punto, che l'esecuzione tecnica degli esercizi di obedience riassumono tutta questa preparazione a monte.
I bellissimi “seduto e terra”, la chiamata, il riporto sono il risultato di tanta passione e della condivisione costante del binomio di gioie e delusioni.


Winalmik's Discovery One