martedì 28 agosto 2018

Scegliere la razza di cane giusta per le nostre caratteristiche

 Come scegliere la razza giusta di cane per il nostro stile di vita e le nostre esigenze?


Guardiamo le origini delle razze per avere un'idea del comportamento e delle attitudini di quella che abbiamo scelto per noi.
Stesso discorso se del meticcio ne conosciamo la mescolanza delle varie razze.
Osserviamo i "mestieri" che ogni cane ha svolto nel tempo e cerchiamo di capirne il tipo di carattere.
Ogni cane porta dentro di se la sua origine: dal più piccolo bassotto al più grande alano,.
Ognuno ha in se le stesse caratteristiche di base comuni ai progenitori lupi o sciacalli o dingo, ma ognuno, nella propria razza in se ha potenziato alcuni aspetti rispetto ad un altro.

Parliamo di motivazioni di razza: cosa interessa al mio cane? cosa gli piace fare?

Avremo un cane adatto alla caccia che sarà molto più interessato al movimento e dunque alla predazione (motivazione predatoria).
Un guardiano delle greggi, invece sarà molto più sedentario (motivazione territoriale).
Il levriero molto veloce e adatto ai grandi spazi (motivazione cinestesica.
Un cane selezionato alla difesa personale come è stato il rottweiler (motivazione antagonista, competitiva, affiliativa), che quindi tenderà a rimanere più vicino al proprietario e così via per tutte le specifiche di ogni razza selezionata dall'uomo nel corso dei secoli.

La selezione delle razze non è un'invenzione, ma una scelta di determinate attitudini.

L'uomo ha semplicemente spinto in una particolare direzione quando ha trovato dei caratteri e delle caratteristiche che lo interessavano particolarmente.
Quando scegliamo un cucciolo sarebbe bene avere informazioni anche sull'origine della razza.
Sarà grande indicazione per capire se abbiamo fatto la scelta corretta del cane.
Facciamo un esempio: un single, che magari lavora tutto il giorno che adotta un beagle o un barboncino, così dinamici, esploratori, curiosi e socievoli.
Cosa pensate che succederà?
Pensate a cosa potrebbe vivere in casa tutto il giorno solo.
Senza la possibilità di vedere i suoi simili e di fiutare un pò in giro. 
Oppure pensate ad una coppia amante delle belle e lunghe passeggiate in montagna che prendono con se un dolce e pacato bovaro!
Sarebbe molto meglio scegliere il cane compagno delle nostre giornate in base non solo all'aspetto fisico, ma soprattutto osservando le caratteristiche del comportamento legato alla sua origine.
Il suo vecchio impiego, quell'impiego che l'ha portato a sviluppare maggiormente alcuni aspetti rispetto ad altri.
Bisognerebbe approfondire le sue particolarità per non rimanere intrappolati in situazioni poco adatte al nostro stile di vita e di conseguenza soffrire e far soffrire.
Consigli:
Consultate un bravo educatore o addestratore prima di fare la vostra scelta per avere informazioni.
Oppure leggete molto o iscrivetevi a gruppi o forum dedicati alla razza.
Trovi su Facebook il gruppo che gestisco, iscriviti e chiedi informazioni. Segui il link nel menu a tendina in alto a destra, nella prima pagina di questo blog.
Se invece volete contattatemi.

Grazie di aver letto fino a qui. Lasciami un commento, mi fa piacere sapere cosa ne pensi.



alano arlecchino rescue
Simona ed Erinni, alano rescue





pastore tedesco adozione

venerdì 3 agosto 2018

La memoria razionale e la memoria emotiva




Secondo Goleman esistono due tipi di memoria: una legata alla razionalità e l'altra connessa alla sfera emotiva.

Di facile comprensione risulta il primo tipo, perchè è piuttosto intuitivo comprendere che ogni essere vivente è in grado di ricordare un avvenimento, un modo di fare, l'associazione di stimoli, alcune persone, certi luoghi vissuti o altri individui che non siano della stessa specie, oppure oggetti sia gradevoli che non e così via.

Ma che dire della memoria emotiva?

Quest' ultima è nettamente superiore alla sua consorella in spessore e portata, anche se succede che non sempre ne abbiamo coscienza e consapevolezza a livello razionale.
In altre parole significa che può capitarci che la nostra sfera logico/razionale non si trovi in accordo quella emotiva.

Quante volte ricordiamo esattamente una sensazione vissuta in un determinato contesto senza però riuscire a descriverlo nei dettagli?
Quante volte ricordiamo esattamente una persona per il male che ci ha inferto senza ricordarne le parole o anche i fatti avvenuti?

Le emozioni che proviamo in un qualsiasi istante della nostra vita lasciano un segno più o meno profondo a seconda dell'intensità con cui vengono avvertite.
Così nei cani abbiamo il trauma dell'abbandono, oppure l'ansia nel restare da soli o ancora la paura di certi rumori.
Ad alcuni succede che quando ci accingiamo a prepararci per andare al lavoro il cane inizi subito ad ansimare, questa è la classica manifestazione di un'ansia emotiva.
Ma capita anche di vederli illuminarsi nello sguardo quando sortiamo davanti a loro un determinato oggetto, perchè è associato alla piacevoleza di un momento vissuto insieme.
Li vediamo festosi e scodinzolanti, quasi tutti, quando prendiamo il guinzaglio in mano, perchè questo oggetto anticipa emotivamente un momento piacevole che arriverà a breve: la passeggiata insieme.
Sto cercando di semplificare al massimo il meccanismo di apprendimento attraverso le emozioni per riuscire a trasporre per iscritto quel complicatissimo procedimento che si apre in un qualsiasi soggetto tutte le volte che si avvia un “sentire”.
Il primo dato importante di questo meccanismo è dovuto al fatto che le emozioni hanno un nome ed una forma di espressione a livello di comunicazione non verbale (volontaria o meno): lo sbadiglio del cane davanti ad un oggetto, l'abbaio da eccitazione o da paura, oppure la fuga causata da uno stimolo avversivo, sono soltanto alcuni degli esempi possibili che mi vengono in mente in questo momento di comunicazione emotiva.
L'altra componente fondamentale utile alla realizzazione del processo di apprendimento attraverso le emozioni è il grado di empatia che un soggetto instaura con un altro, tanto che possa essere guidato a una progressiva modificazione dell'espressione outpout del comportamento.
Ciò vuol dire che perchè ci sia apprendimento razionale emotiva guidato dall'empatia, il soggetto discente deve essere riferito alla sua guida, altrimenti l'emozione si aprirà senza però riuscire ad essere agganciata dalla parte razionale, che deve rimanere molto più lucida e distaccata dalla circostanza in atto.
Per esempio, succede anche a noi, che se ci spaventiamo per un fatto improvviso impieghiamo molto meno tempo di recupero della calma, se al nostro fianco abbiamo una persona di fiducia alla quale riferirci, che riesca a rimanere calmo e quindi a trasmettercela empaticamente.
Tale correzione può essere fissata dall'apprendimento nella memoria e recuperata in base agli stimoli affrontati nella vita quotidiana.

Goleman ci insegna infatti che tutti gli apprendimenti fissati nella nostra memoria attraverso forti impatti emotivi rimangono molto più solidi ed indelebili che non quelli avvenuti a livello emotivo medio-basso.

Secondo questa teoria e cercando goffamente di applicarla in cinofilia, dico “goffamente” perchè è molto empirica la traduzione emotiva che possiamo fare di un linguaggio non verbale di una specie diversa dalla nostra, la figura del proprietario diventa centrale, perchè il cane entra pienamente in dinamica sistemica con la famiglia e di conseguenza con tutto il suo ambiente di vita.
Il proprietario non è più soltanto il comandante che impartisce ordini o la balia che accudisce il cane, ma è un individuo aperto alla relazione e al confronto con un'identità diversa dalla propria.
Vivere con un cane significa, secondo la mia prospettiva, superare le proprie difficoltà individuali, analizzare le proprie carenze ed accettare le divergenze di necessità per poter assaporare la soddisfazione di una sana relazione col proprio amico a 4 zampe.