martedì 28 agosto 2018

Scegliere la razza di cane giusta per le nostre caratteristiche

 Come scegliere la razza giusta di cane per il nostro stile di vita e le nostre esigenze?


Guardiamo le origini delle razze per avere un'idea del comportamento e delle attitudini di quella che abbiamo scelto per noi.
Stesso discorso se del meticcio ne conosciamo la mescolanza delle varie razze.
Osserviamo i "mestieri" che ogni cane ha svolto nel tempo e cerchiamo di capirne il tipo di carattere.
Ogni cane porta dentro di se la sua origine: dal più piccolo bassotto al più grande alano,.
Ognuno ha in se le stesse caratteristiche di base comuni ai progenitori lupi o sciacalli o dingo, ma ognuno, nella propria razza in se ha potenziato alcuni aspetti rispetto ad un altro.

Parliamo di motivazioni di razza: cosa interessa al mio cane? cosa gli piace fare?

Avremo un cane adatto alla caccia che sarà molto più interessato al movimento e dunque alla predazione (motivazione predatoria).
Un guardiano delle greggi, invece sarà molto più sedentario (motivazione territoriale).
Il levriero molto veloce e adatto ai grandi spazi (motivazione cinestesica.
Un cane selezionato alla difesa personale come è stato il rottweiler (motivazione antagonista, competitiva, affiliativa), che quindi tenderà a rimanere più vicino al proprietario e così via per tutte le specifiche di ogni razza selezionata dall'uomo nel corso dei secoli.

La selezione delle razze non è un'invenzione, ma una scelta di determinate attitudini.

L'uomo ha semplicemente spinto in una particolare direzione quando ha trovato dei caratteri e delle caratteristiche che lo interessavano particolarmente.
Quando scegliamo un cucciolo sarebbe bene avere informazioni anche sull'origine della razza.
Sarà grande indicazione per capire se abbiamo fatto la scelta corretta del cane.
Facciamo un esempio: un single, che magari lavora tutto il giorno che adotta un beagle o un barboncino, così dinamici, esploratori, curiosi e socievoli.
Cosa pensate che succederà?
Pensate a cosa potrebbe vivere in casa tutto il giorno solo.
Senza la possibilità di vedere i suoi simili e di fiutare un pò in giro. 
Oppure pensate ad una coppia amante delle belle e lunghe passeggiate in montagna che prendono con se un dolce e pacato bovaro!
Sarebbe molto meglio scegliere il cane compagno delle nostre giornate in base non solo all'aspetto fisico, ma soprattutto osservando le caratteristiche del comportamento legato alla sua origine.
Il suo vecchio impiego, quell'impiego che l'ha portato a sviluppare maggiormente alcuni aspetti rispetto ad altri.
Bisognerebbe approfondire le sue particolarità per non rimanere intrappolati in situazioni poco adatte al nostro stile di vita e di conseguenza soffrire e far soffrire.
Consigli:
Consultate un bravo educatore o addestratore prima di fare la vostra scelta per avere informazioni.
Oppure leggete molto o iscrivetevi a gruppi o forum dedicati alla razza.
Trovi su Facebook il gruppo che gestisco, iscriviti e chiedi informazioni. Segui il link nel menu a tendina in alto a destra, nella prima pagina di questo blog.
Se invece volete contattatemi.

Grazie di aver letto fino a qui. Lasciami un commento, mi fa piacere sapere cosa ne pensi.



alano arlecchino rescue
Simona ed Erinni, alano rescue





pastore tedesco adozione

venerdì 3 agosto 2018

La memoria razionale e la memoria emotiva




Secondo Goleman esistono due tipi di memoria: una legata alla razionalità e l'altra connessa alla sfera emotiva.

Di facile comprensione risulta il primo tipo, perchè è piuttosto intuitivo comprendere che ogni essere vivente è in grado di ricordare un avvenimento, un modo di fare, l'associazione di stimoli, alcune persone, certi luoghi vissuti o altri individui che non siano della stessa specie, oppure oggetti sia gradevoli che non e così via.

Ma che dire della memoria emotiva?

Quest' ultima è nettamente superiore alla sua consorella in spessore e portata, anche se succede che non sempre ne abbiamo coscienza e consapevolezza a livello razionale.
In altre parole significa che può capitarci che la nostra sfera logico/razionale non si trovi in accordo quella emotiva.

Quante volte ricordiamo esattamente una sensazione vissuta in un determinato contesto senza però riuscire a descriverlo nei dettagli?
Quante volte ricordiamo esattamente una persona per il male che ci ha inferto senza ricordarne le parole o anche i fatti avvenuti?

Le emozioni che proviamo in un qualsiasi istante della nostra vita lasciano un segno più o meno profondo a seconda dell'intensità con cui vengono avvertite.
Così nei cani abbiamo il trauma dell'abbandono, oppure l'ansia nel restare da soli o ancora la paura di certi rumori.
Ad alcuni succede che quando ci accingiamo a prepararci per andare al lavoro il cane inizi subito ad ansimare, questa è la classica manifestazione di un'ansia emotiva.
Ma capita anche di vederli illuminarsi nello sguardo quando sortiamo davanti a loro un determinato oggetto, perchè è associato alla piacevoleza di un momento vissuto insieme.
Li vediamo festosi e scodinzolanti, quasi tutti, quando prendiamo il guinzaglio in mano, perchè questo oggetto anticipa emotivamente un momento piacevole che arriverà a breve: la passeggiata insieme.
Sto cercando di semplificare al massimo il meccanismo di apprendimento attraverso le emozioni per riuscire a trasporre per iscritto quel complicatissimo procedimento che si apre in un qualsiasi soggetto tutte le volte che si avvia un “sentire”.
Il primo dato importante di questo meccanismo è dovuto al fatto che le emozioni hanno un nome ed una forma di espressione a livello di comunicazione non verbale (volontaria o meno): lo sbadiglio del cane davanti ad un oggetto, l'abbaio da eccitazione o da paura, oppure la fuga causata da uno stimolo avversivo, sono soltanto alcuni degli esempi possibili che mi vengono in mente in questo momento di comunicazione emotiva.
L'altra componente fondamentale utile alla realizzazione del processo di apprendimento attraverso le emozioni è il grado di empatia che un soggetto instaura con un altro, tanto che possa essere guidato a una progressiva modificazione dell'espressione outpout del comportamento.
Ciò vuol dire che perchè ci sia apprendimento razionale emotiva guidato dall'empatia, il soggetto discente deve essere riferito alla sua guida, altrimenti l'emozione si aprirà senza però riuscire ad essere agganciata dalla parte razionale, che deve rimanere molto più lucida e distaccata dalla circostanza in atto.
Per esempio, succede anche a noi, che se ci spaventiamo per un fatto improvviso impieghiamo molto meno tempo di recupero della calma, se al nostro fianco abbiamo una persona di fiducia alla quale riferirci, che riesca a rimanere calmo e quindi a trasmettercela empaticamente.
Tale correzione può essere fissata dall'apprendimento nella memoria e recuperata in base agli stimoli affrontati nella vita quotidiana.

Goleman ci insegna infatti che tutti gli apprendimenti fissati nella nostra memoria attraverso forti impatti emotivi rimangono molto più solidi ed indelebili che non quelli avvenuti a livello emotivo medio-basso.

Secondo questa teoria e cercando goffamente di applicarla in cinofilia, dico “goffamente” perchè è molto empirica la traduzione emotiva che possiamo fare di un linguaggio non verbale di una specie diversa dalla nostra, la figura del proprietario diventa centrale, perchè il cane entra pienamente in dinamica sistemica con la famiglia e di conseguenza con tutto il suo ambiente di vita.
Il proprietario non è più soltanto il comandante che impartisce ordini o la balia che accudisce il cane, ma è un individuo aperto alla relazione e al confronto con un'identità diversa dalla propria.
Vivere con un cane significa, secondo la mia prospettiva, superare le proprie difficoltà individuali, analizzare le proprie carenze ed accettare le divergenze di necessità per poter assaporare la soddisfazione di una sana relazione col proprio amico a 4 zampe.


domenica 8 luglio 2018

Come il mio cane Dorian mi ha fatto scoprire il potere degli integratori naturali per il benessere

 La battaglia di Dorian e la mia scoperta del potere degli integratori



cane corso mastocitoma


Nel 2014 la mia vita ha subito uno scossone che non dimenticherò mai. 
Il mio Dorian, il mio compagno di vita, il mio guerriero a quattro zampe, ha ricevuto una diagnosi che mi ha gelato il sangue: mastocitoma, un tumore maligno della pelle che si è sviluppato a partire dai testicoli.
Abbiamo tentato, ma a poco è valso l'intervento, 
Infatti, dopo neanche un mese il tumore aveva iniziato a divorare tutti i tessuti circostanti.
La pelle iniziava a rompersi, Dorian faticava a camminare per il dolore causato dal bruciore dello sfregare della pelle, non voleva più stare in nostra compagnia, si innervosiva al minimo contatto.
Dovevo cercare di fare qualcosa.
Il tumore mi stava portando via il cane anzitempo. 
 

Chiunque ami un cane come parte della famiglia sa cosa si prova in quei momenti. 

Ti senti impotente, spaventato, pronto a combattere con tutte le forze, ma senza sapere da dove iniziare.
E così ho fatto quello che farebbe chiunque al mio posto: ho cercato, studiato, chiesto, letto. 
Non volevo solo rassegnarmi a una prognosi, volevo dare a Dorian la miglior qualità di vita possibile.
Avevo ancora bisogno di vivere dei momenti con lui, non ero pronta a separarmene. 
E chi lo sarebbe?

L’integrazione fu il mio primo grande salto di fede

Avevo sentito parlare di integrazione, di prodotti naturali, tuttavia non ne avevo ancora sperimentato la forza.
Alle volte, le grandi scoperte arrivano all'improvviso e soprattutto quando non abbiamo alternativa.
Così, non volendo rassegnarmi alla chemioterapia, iniziai un'attenta "sperimentazione" di diverse combinazioni di prodotti naturali. 
In quegli anni ho iniziato a credere, davvero, nella forza dell’integrazione
Non parlo di semplici vitamine, ma di un supporto nutrizionale mirato, che potesse aiutare il suo corpo a reagire meglio per poter mantenere un'energia sorprendente nonostante tutto.

E la cosa incredibile è che ha funzionato: Dorian non era un cane malato che si lasciava andare. 

Certo, sapevo della sua battaglia, ma lui poteva ancora vivere con me dignitosamente!

Era lui a ricordarmi ogni giorno che la vita si affronta con il muso in alto e il cuore forte. 

E giorno dopo giorno, quella scelta di integrare ha iniziato a diventare una mia filosofia.

Dorian mi ha insegnato che anche noi dobbiamo prenderci cura di noi stessi.

Ogni giorno, osservandolo, mi rendevo conto di una cosa che non avevo mai considerato abbastanza: se l’integrazione stava aiutando lui, perché non avrebbe potuto aiutare anche me?

Vedevo Dorian affrontare la sua battaglia con una forza che mi sorprendeva. 
E non era solo il suo spirito, era anche il supporto che gli stavo dando. Il suo corpo stava ricevendo ciò di cui aveva bisogno, e in cambio mi stava regalando giorni insieme, di normalità nonostante tutto.

E allora mi sono fermata a riflettere: quante volte noi esseri umani ci trascuriamo? 

Quante volte ignoriamo i segnali del nostro corpo, ci adattiamo alla stanchezza, ai piccoli malesseri quotidiani, senza pensare che potremmo stare meglio?

Dorian mi ha insegnato che il benessere è una scelta. 

Una scelta fatta di consapevolezza, di ascolto, di cura. E da quel momento ho capito che non potevo più ignorarlo. 
Dovevo iniziare anche io: per me stessa, per la mia famiglia e per i miei cani.
Da lì è cominciato il mio percorso. 
Ho approfondito, studiato, provato. 
E più scoprivo, più capivo che la natura ci mette già a disposizione tutto ciò di cui abbiamo bisogno per stare meglio, per vivere con più energia, per prevenire anziché rincorrere le soluzioni quando ormai è troppo tardi.

Il mio messaggio oggi per te è forte: fai il massimo per il tuo benessere (e anche del tuo amico a 4 zampe). 


Se vuoi essere sicura di fare sempre il massimo per il tuo benessere, senza aspettare che sia troppo tardi… allora devi sapere che la nutrizione e l’integrazione possono fare la differenza.
Io l’ho visto con i miei occhi.
Io l’ho vissuto in diretta attraverso il mio cane.
E oggi voglio condividere questa consapevolezza con chi, come me, vuole il meglio per le proprie giornate.




mare simona guidotti



venerdì 8 giugno 2018

Come scegliere la pensione giusta per il cane? Cosa osservare e cosa valutare.

Dobbiamo lasciare il nostro cane per qualche giorno, ma abbiamo paura. Come riconosciamo se la struttura che abbiamo individuata a adeguata?


winalmik's discovery one


  • Come possiamo capire a chi lasciarlo in custodia?
  • Chi sarà la persona giusta per lui?
  • Quale ambiente sarà il migliore tra i tanti proposti?
  • A cosa dobbiamo porre attenzione?

Quasi sempre e quasi tutti i proprietari hanno paura a lasciare, anche solo per un giorno, il proprio beniamino a quattro zampe.
Giustamente la scelta è difficile tra tutte le proposte che possiamo trovare in rete oggi.
Per una valutazione corretta possiamo anche affidarci:
  • a nostri amici che magari abbiano già sperimentato un posto
  • al nostro veterinario
  • al centro cinofilo 
  • alle recensioni
  • alla visita diretta in struttura
  • al nostro allevatore
 
Quando avevo Dorian, Paola e Erinni abbiamo trovato case vacanza con giardino e sono sempre venuti con noi.
Tranne una volta soltanto, quando Erinni è stata troppo vecchia per affrontare un viaggio in auto troppo lungo e in quel caso ho optato per una pensione di extra fiducia con la "F" maiuscola!

Come ho scelto tra le opzioni possibili sul mio territorio la pensione giusta.


Innanzi tutto la serietà professionale.
Pensione registrata, autorizzata e in regola con le certificazioni ausl: dimensioni dei box, ordine e pulizia, spazio verde attiguo al luogo di riposo, somministrazione dei pasti e veterinario attivo in tempi rapidissimi.
Per prima cosa il benessere animale nella pulizia e l' igiene e nella tutela della sicurezza dell'animale stesso.
Non avrei mai scelto una pensione che porta a passeggio i cani, che li fa socializzare in aree comuni o che li fa giocare.
Per me questi non sono servizi se non richiesti espressamente dall' utente ed io sinceramente per la mia Erinni volevo soltanto pace e tranquillità.
Volevo che una volta entrata nel suo box stesse serena e da sola fino al mio ritorno.
Le avevo lasciato le sue cose: la sua ciotola e la sua coperta e il suo cibo preferito perchè potesse ricordarsi che sarei tornata da lei.
Era una rescue e sapevo che avrebbe potuto essere un' esperienza decisamente difficile, per questo ho scelto qualcuno capace coi cani ed affidabile.

E qui veniamo alla questione più importante: di chi dobbiamo fidarci?


Di un professionista che sia capace di gestire i cani da anni e non improvvisato esperto dell'ultimo minuto con corsi brevi o ancora peggio online come ora si sente spesso!
Un professionista che non guardi all'apparenza ma alla sostanza!

Un professionista che si senta tale non soltanto perchè ha un pezzo di carta in mano che lo certifichi, ma perchè quando si relaziona con un cane sa cosa si debba fare e cosa assolutamente no.
Ho scelto una persona che qualsiasi cosa fosse successa avrebbe saputo comportarsi.
Erinni era un Alano diffidente e riservata, messa senza di me in un contesto decisamente difficile.
Avevo chiesto un box dove non fosse obbligata a relazionarsi col gestore della pensione e così sono stata accontentata.
Per me quella persona durante la mia assenza non doveva dimostrarmi di saper gestire il cane facendo il "fenomeno" e rischiando, ma doveva darmi la sicurezza di attenersi a ciò che ci eravamo detti sul MIO cane.
Volevo uscire dal cancello della pensione sicura di aver lasciato la mia Erinni a qualcuno che non avrebbe tentato niente di diverso da ciò che avevo espressamente richiesto per la tutela del benessere del mio amato cane.
E così è stato.
Quando sono tornata a riprendere Erinni era in forma, contenta di vedermi e così come l'avevo lasciata.

Ecco cosa bisogna anche osservare: quando il cane torna a casa è ancora come prima?
Se la risposta è sì, allora avete scelto il posto giusto!



Grazie per aver letto fino a qui. Lasciami un commento qui sotto e raccontami la tua esperienza.

mercoledì 21 febbraio 2018

Una delle tecniche per insegnare al cane il "seduto"

Ermione Chetan Soul e me "seduta"


Il comando di base che di solito vogliamo insegnare al nostro cane è la posizione di "seduto".


Come facciamo?


1. prendiamo dei premi speciali che piacciano molto al nostro cane

2. mettiamoci insieme a lui in un posto privo di stimoli, non cominciate mai un esercizio nuovo in un ambiente troppo difficile a livello di distrazioni

3. invitiamo il cane a stare davanti a noi fermo e aiutiamolo a stare concentrato

4. mettiamo un bocconcino facilmente masticabile, quindi di piccole dimensioni, nel pugno chiuso nella nostra mano

5. posizioniamo la mano chiusa con dentro il boccone sul naso del cane che si dimostrerà interessato ad ottenerlo

6. con la mano sempre chiusa proseguiamo dalla punta del naso del cane verso il dietro della sua testa procedendo leggermente verso l'alto

7. con questo movimento il cane seguirà con lo sguardo la nostra mano e contemporaneamente abbasserà il suo posteriore assumendo la posizione di seduto

8. quando il cane avrà abbassato il suo posteriore apriremo la mano consegnandogli il bocconcino gratificando così la sua posizione

All' inizio dell'apprendimento possiamo anche non dire nessuna parola lavorando esclusivamente sulla ginnastica del movimento del cane.
Una volta che avrà imparato a riconoscere quale posizione del suo corpo gli stiamo chiedendo assoceremo la parola che vogliamo associare e piano piano toglieremo il gesto.

venerdì 2 febbraio 2018

Cosa sono le motivazioni di razza nel cane?

Cosa sono le motivazioni di specie? 
e quelle di razza? 
Cosa contraddistingue una razza dall'altra?


                                                                                       


Le motivazioni di un soggetto, insieme ad arousal ed emozioni, formano il pacchetto dei caratteri posizionali della mente, per cui fanno sì che il soggetto non sia esposto al mondo trasportato dagli stimoli, ma dialoghi con gli stimoli stessi diventando proattivo.
Le motivazioni sono stati mentali di orientamento nel mondo, cioè "cosa" il soggetto cerca e "come" si propone, questa immersione sensoriale ed orientativa producono il target a cui il soggetto si interessa e non viceversa.
Un esempio molto semplice: tirare la pallina ad un border collie susciterà un comportamento diverso che non tirare la stessa pallina ad un pastore del caucaso, eppure lo stimolo è sempre lo stesso!
Quando lancerò la pallina al border questo partirà come un razzo mosso dall' esigenza di dare soddisfazione al suo comportamento predatorio, mentre il caucaso troverà correre dietro a una pallina talmente tanto inutile che se ne resterà a dormire o a guardarci con quell'aria dubbiosa tipica di chi non ha capito perchè ci entusiasmiamo tanto con la palla.
Questo fanno le motivazioni di razza: orientano il soggetto nel mondo in base alla propria predisposizione.


L'insieme delle motivazioni e il loro peso individuano il carattere del soggetto, perchè sono orientamenti della mente e quindi ci dicono cosa il soggetto sarà portato a fare e come agirà davanti a uno stimolo.
Il valore delle motivazioni, cioè la tendenza ad accendersi dell' una rispetto all' altra nell 'insieme complessivo ci indica la VOCAZIONE del soggetto.
In qualità di orientamenti le motivazioni possono essere la fonte o di gratificazione o di frustrazione per tanto il mondo si divide in cose interessanti o meno.
Le motivazioni sono il retaggio filogenetico specie/specifico, questo vuol dire che ogni specie ha sviluppato le proprie in base all'adattamento che ha dovuto avere nell'evoluzione, ma vuol dire anche che ogni specie possiede tutte quelle appartenenti.
Quindi ogni razza di cane possiede tutte le motivazioni che appartengono alla sua specie, ma ogni razza avrà un volume diverso di ogni motivazione che occuperà uno spazio differente a livello neurologico, dando l'impronta a caratteristiche diverse.
Questo perchè sotto il profilo neurobiologico la motivazione è un set neurale di attivazione a cascata: quando si accende una motivazione il soggetto sviluppa quelle particolari sinapsi a scapito di altre.
Le motivazioni non possono nè essere aggiunte nè tanto meno tolte, possono solo essere modificate in volume di neuroni e in modalità espressiva.
Come dicevamo sopra bisogna che il soggetto impari ad esprimere le proprie motivazioni di razza in modo adeguato, quindi indirizzandole sui target corretti, in modo da non risultare frustranti ma appaganti!
Se abbiamo a casa con noi un rottweiler che ama mordere e fare la guardia, dovremmo insegnargli adeguatamente quali saranno i partner sociali della sua vita perchè possa vivere serenamente in mezzo a noi dirigendo le sue motivazioni di razza verso target corretti.
Le teorie psico energetiche vedevano le motivazioni come energie in eccesso da dover sfogare, mentre la teoria cognitivista reputa che siano tendenze pro-attive del soggetto che fa le sue individuali proposte al mondo.

Ogni educatore o addestratore deve quindi tener conto che tutte le attività proposte ad un cane avranno maggior efficacia se realizzate attraverso il consenso motivazionale.
se il soggetto svolge un'attività senza il consenso della motivazione si trova in uno stato di "conazione"e sicuramente non potremmo attenderci risultati permanenti di quell'esercizio.
Infatti abbiamo la voglia di riproporre un comportamento solo quando siamo in una condizione di agio e benessere.
Faccio l'esempio del mio Uri.
Lo stesso esercizio di "terra" è eseguito più volentieri, in modo più energico e costante se la gratifica arriva dal gioco e non dal cibo.

Vediamo alcuni esempi di motivazione.

  • Possessiva: mantenere il possesso di un oggetto o di uno spazio;
  • Predatoria: volgere la propria attenzione verso soggetti o oggetti in movimento più piccoli per poterli raggiungere;
  • Territoriale: difendere uno spazio ampio o un ambiente circostante;
  • Competitiva: confrontarsi o gareggiare con un compagno;



  • Perlustrativa: esplorare un ambiente;
  • Esplorativa: analizzare un oggetto nel dettaglio;
  • Di ricerca: cercare oggetti nascosti;
  • Somestesica: esplorare il proprio corpo;
  • Cinestesica: fare movimento, correre, saltare;


  • Comunicativa: esprimere uno stato o indicare qualcosa;
  • Collaborativa: fare un'attività col partner sociale, concertarsi a un'attività di gruppo;
  • Affiliativa: far parte di un gruppo ristretto;
  • Sociale: partecipare alle attività di un gruppo;
  • Epimeletica ed et-epimeletica: prendersi cura o lasciarsi prendere cura.
Volete sapere quale razza fa al caso vostro per esigenze reciproche?
Leggete Come scegliere la razza giusta per noi oppure chiamatemi senza impegno allo 3339883231 per due chiacchere

mercoledì 10 gennaio 2018

Insegna al cane il rifiuto del boccone in 4 semplici passaggi


malinois cucciolo
Il parco è un momento di svago e relax,
 cane sempre coi proprietari sotto controllo


Desiderio principale di ogni proprietario è tutelare la salute del proprio amico a 4 zampe.

Il secondo desiderio è proteggerlo anche dai possibili incontri con bocconi avvelenati. 




Ti spiego cosa puoi fare per tutelare il tuo cane.


Io ho adottato questo metodo:

1. insegna al cane fin da cucciolo il comando "no"

2. insegnagli a segnalare se trova qualche cosa in terra

3. insegnagli la discriminazione olfattiva: deve raccogliere solo quello che ha odore del proprietario

4. insegnagli con l'aiuto di collaboratori il rifiuto del cibo da altri 

Vediamo come fare nella pratica: primo passaggio


- Parti per prima cosa col comando "no" che userai solo in questa circostanza per il rifiuto del cibo e indicherà: "non mangiare niente"

- Lavora sempre cercando di non far sbagliare il tuo cane, all' inizio è consigliato l' aiuto del guinzaglio

- Scegli un ambiente adeguato, come può essere la tranquillità della casa di modo che non ci siano troppe distrazioni e il cane risulti ben concentrato su ciò che gli stiamo proponendo

- Scegli di partire da cibo poco invitante che sarà quello da rifiutare e tieni in mano qualcosa molto buono come premio

- Imposta lo scambio: se rifiuti quello a terra ti darò quello più buono

Ricordati che hai tu sempre le cose migliori


Una volta che il cane avrà associato alla parola "no" il comportamento corretto passa in ambiente esterno a casa aumentando le difficoltà degli stimoli presenti, la distanza da te e la qualità del cibo che dovrà rifiutare.


Secondo passaggio: posizione di segnalazione


- Insegna al cane una posizione a scelta tra in piedi, seduto o a terra, che dovrà assumere quando troverà cibo lungo il suo cammino (passeggiata o anche giardino)

- Osserva bene il tuo cane per capire quale tra le tre posizioni preferisca, oppure utilizza quella di terra, perché è molto più marcata ai tuoi occhi come comportamento rispetto alle altre.
Anche in questo caso inizia l' insegnamento di base in ambiente tranquillo per evitare distrazioni

- Tieni una scatolina chiusa a cui praticherai dei fori per lasciare uscire il profumo del cibo, che in questo caso sarà il più appetitoso possibile, ma evita che il cane possa inghiottirlo

- Prendi in mano la scatolina e nel mentre l' appoggi sul pavimento dai il comando "terra" (se è quello che hai scelto)

- Quando il cane è a terra metti la scatolina sul pavimento davanti a lui e premia dalle tue mani con cibo, lodalo con la voce

Non aprire mai la scatola!

Stai premiando il fatto che resti a terra, guardando la scatola stracolma di cibo.

Quando hai ben accertato questo comportamento, fai un TOTE (text operation text exit) senza scatolina per verificare che effettivamente il cane abbia imparato a segnalare cibo "straniero" MA senza mangiarlo.

Terzo passaggio discriminazione olfattiva


Da impostare sempre con le scatoline chiuse forate come prima
L'unica differenza è che in questo caso il cane riceverà cibo soltanto associato al TUO odore.

Impostare l' esercizio in due modi:

1. fai toccare qualche scatolina da altri (che non abitano con voi) e quindi premia il cane soltanto quando sceglie quella intrisa del tuo odore

oppure 

2. tocca solo la scatola che ti servirà per premiare, mentre posiziona le altre prendendole con la pinza da cucina così non avranno nessun odore

Questo è un esercizio che risulta molto utile per rafforzare il punto precedente di segnalazione.

La discriminazione olfattiva aiuta il cane a fare chiarezza in tutti gli altri esercizi perché rafforza il concetto che soltanto dal proprietario deve ricevere il cibo.

Quarto passaggio: hai bisogno di un gruppo


Aiutati con qualcuno che ti faccia da esca per concludere gli apprendimenti sul rifiuto del cibo da estranei.

Ci saranno persone sparse nel campo di lavoro che chiameranno appositamente.
Il tuo cane dovrà essere in grado di rifiutare ogni leccornia che gli altri gli offriranno.

In base all' età del cane, al grado di esperienza, all'auto- controllo che ha e al tipo di insegnamenti svolti puoi decidere se procedere al guinzaglio oppure anche libero.

Personalmente preferisco sempre partire al guinzaglio, perché aiuto il cane a non sbagliare e posso premiarlo in modo molto più rapido.
Una volta che il cane ha capito cosa voglio passo a ripetere lo stesso tipo di esercitazione in libertà.

Ricordati di non avere fretta e di procedere step by step in base alle risposte che ottieni dal tuo amico a 4 zampe.

Meglio qualche settimana in più ma cementa bene l'esercizio.


Se non sei sicuro di come stai impostando le cose, fatti aiutare da un buon professionista.

Grazie per aver letto fino a qui. Lasciami un commento con la tua esperienza.
Oppure contattami per qualsiasi informazione.


Conclusione 

Questo post non è solo una riflessione sulla responsabilità e l’educazione cinofila, ma un esempio di come il marketing narrativo possa essere usato per affrontare temi importanti e coinvolgere il proprio pubblico. 

Raccontare storie autentiche e affrontare argomenti che toccano le emozioni delle persone è una strategia potente per chi opera nel mondo cinofilo, sia che si tratti di educatori, allevatori o operatori di strutture dedicate ai cani.

Se hai trovato utile questo spunto, sentiti libero di prendere ispirazione per il tuo blog o i tuoi post social. 

Ricorda, però, che ogni attività è unica, e personalizzare il messaggio per il tuo pubblico specifico può fare la differenza.

Per idee su misura o strategie più specifiche per la tua situazione, contattami subito! 

Sarò felice di aiutarti a costruire una comunicazione efficace e autentica, che rispecchi i valori della tua attività. E, se decidi di condividere il tuo contenuto ispirato a questo post, sarebbe carino citare la fonte: far sapere da dove nasce l’ispirazione è un gesto di rispetto e arricchisce il dialogo nella community cinofila.

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