sabato 23 dicembre 2017

Natale senza un dono: quando la scuola entra troppo in casa

È arrivato Natale, ma sotto l'albero manca un dono.

Quest’anno, sotto l’albero, per la prima volta, manca un regalo.

Ho seguito il consiglio delle maestre.
Un gesto forte, hanno detto.
Un segnale chiaro.
Per fargli capire che così non va bene: che non può continuare a comportarsi così male in classe.

Suo padre ed io siamo genitori affettuosi.
Di quelli che abbracciano, che parlano, che cercano di capire.
E oggi ci ritroviamo a fare qualcosa che non ci assomiglia.
Ci ritroviamo a fare differenze all'interno del nostro nucleo famigliare: regali per tutti, tranne per uno di noi.

Mi sento male. Preoccupata che questo gesto lasci il segno giusto e non una ferita da rimarginare.

Continuo a ripetermi che è per il suo bene.
Che serve a fargli capire.
Che è educativo. 
Perchè questo mi è stato raccontato. 

Ma dentro di me c’è una frattura, dalla quale inizia a farsi spazio un dubbio: da quando la scuola può entrare nelle scelte educative famigliari così prepotentemente?

Da quando, un gruppo di insegnanti elementari può decidere sui festeggiamenti natalizi di una famiglia?

Guardo le luci, le vetrine, i bambini con i pacchetti in mano e penso: come reagirà? cosa capirà davvero?

Capirà che deve impegnarsi di più? O capirà solo che ha deluso tutti?

Capirà la regola di come deve comportarsi in classe o sentirà soltanto di non meritare neanche un regalo di Natale?

A scuola dicono che è sempre distratto. Che non sta fermo. Che parla sulla voce senza aspettare il suo turno.
Che disturba. Che non segue. Che non legge e scrive come gli altri, ma che è tanto intelligente.

A casa io vedo un Piccolosoul stanco. Arrabbiato. Che si chiude. Che non vuole parlare delle cose che fa a scuola. Che fa tanta fatica a ricordare lettere e numeri. Che si siede volentieri, ma dopo poco la curiosità lo spinge ad alzarsi. Va e poi torna sul suo compito e la storia si ripete.

E per questo, loro, mi hanno detto di adottare questa punizione.
Ma questo gesto pesa: oggi, invece di proteggerlo, sto facendo qualcosa che mi fa sentire lontana da lui.

Non ho comprato quel pacchetto: la scuola è arrivata in casa e l'unica speranza che ho è che abbia ragione.
Perchè altrimenti quel peso che sento sul cuore, sarà stato vano.

Forse altri genitori mi capiranno.
Quelli che escono da scuola con il nodo in gola.
Quelli che si fidano degli adulti “competenti” anche quando qualcosa dentro dice no.
Quelli che vorrebbero solo fare la cosa giusta, ma non sanno più quale sia.

Oggi sono una madre che obbedisce, ma non una madre convinta.

E mentre preparo il Natale, una domanda continua a bussare forte:

quando un bambino fa fatica a scuola, cosa è giusto fare?

mercoledì 20 dicembre 2017

Natale senza doni per tutti: consigli da scuola.

Consiglio delle insegnanti: niente regalo di Natale per Piccolosoul


Come tutti i giorni, sono andata a scuola a prendere Piccolosoul.

Ma oggi sono uscita da scuola con un peso sullo stomaco.

Le insegnanti mi hanno preso da parte, mi hanno chiesto di aspettare che tutti i bambini fossero riconsegnati alle loro famiglie, perchè volevano parlare con me di una cosa molto importante.

Guardavo quei genitori felici di andare a scuola a prendere i loro figli.

E dentro di me qualcosa si rompeva.

Poi mi sono guardata la mano, che stringeva quella dolce manina così calda e tenera, che subito i miei pensieri si sono volati via.

Siamo stati chiamati dalle insegnanti, che dopo un discorso lunghissimo e confuso sul sistema delle punizioni e dei rinforzi positivi, mi hanno consigliato di fare un gesto forte, molto forte, per far capire al mio Piccolosoul di sette anni, che il suo comportamento in classe così non va bene. 

“Un segnale chiaro”, hanno detto. 

“Niente regalo di Natale. Così capisce che come genitori non siete contenti.”

Natale. La parola mi rimbomba in testa mentre torno a casa.

Mi guardo intorno e mi chiedo quando abbiamo deciso che l’amore può essere sospeso per insegnare qualcosa. Quando abbiamo iniziato a pensare che togliere, privare, punire sia l’unico linguaggio comprensibile per un bambino.

Lui, non è cattivo. Non è maleducato. Non è menefreghista.

È confuso. È stanco. È spesso altrove, come se il mondo che gli chiediamo di abitare andasse troppo veloce per lui.

E io dovrei punirlo per questo?

Dovrei dirgli, proprio a Natale, che non merita un dono. Che il suo valore passa attraverso il suo comportamento. Che l’approvazione degli adulti è condizionata.

Mi dicono che le punizioni servono. Che senza conseguenze i bambini non imparano. Che devo essere più dura.

Ma dentro di me qualcosa resiste. Una voce piccola, ma insistente, che mi chiede: e se invece stesse chiedendo aiuto?

E se il problema non fosse lui, ma il modo in cui stiamo guardando la sua fatica? E se togliere non insegnasse nulla, se non la paura di sbagliare?

Non ho risposte oggi. Ho solo domande scomode.

So solo che nemmeno alla scuola di cinofilia mi hanno insegnato a punire i cani.

Oggi non so ancora come andrà a finire. So solo che questa richiesta mi ha fatto male. E che, da qualche parte dentro di me, sento che così non può essere l’unico modo.


lunedì 6 novembre 2017

Difficoltà scolastiche: inizio a scrivere

Ci sono momenti in cui scrivere non è una scelta, ma una necessità.

Per me è sempre stato così e oggi più che mai.
Ho le idee confuse, i sentimenti sconquassati e scrivere mi aiuta a mettere ordine a tutto ciò che sento.
E che mi ferisce nell'animo.


La scuola che frequenta uno dei miei figli, non riesce a dare un nome a tutto ciò che ci sta succedendo.
E invece io ho ne bisogno.
Ogni giorno che passa, vedo accumularsi la rabbia dettata dalla frustrazione di non riuscire, vedo crescere il senso di inadeguatezza di chi non rientra in uno "standard" di apprendimento.
Mi sento impotente.
Anche se so, che studiando potrò trovare le risposte che mi servono.
So che in quel esatto momento in cui troverò le risposte, tutti i tasselli di questo puzzle scomposto andranno al loro posto.
Ma intanto scrivo: per ricordare e per non perdere i pezzi. 
Scrivere è diventato il mio modo per fermarmi, osservare e restituire senso.
Non per trovare soluzioni magiche, ma per costruire strategie possibili, sostenibili, umane.
Ormai questo blog non potrà più essere solo un diario di una cinofila che racconta le proprie esperienze professionali e il proprio punto di vista sulla relazione uomo-cane.
È destinato a diventare uno spazio di riflessione sulla scuola, sull’apprendimento e sui bisogni educativi che emergono quando le persone non riescono a stare dentro schemi troppo stretti.

Ma per prima cosa, devo conoscere i due lati della stessa medaglia: quali sono questi schemi "normali"?
e come si sta dentro a questi schemi?

Al momento, l'unica cosa che mi sento ripetere dalle insegnanti è questa: "signora, non sono rispettati standard di apprendimento"

Ma cosa vorrà mai dire?
Piccolosoul (nome di fantasia) parla, colora, esprime le sue emozioni e riconosce quelle altrui.
Anzi: è decisamente sensibile, veloce ad analizzare la situazione circostante, sorridente ed allegro.

O forse dovrei dire: prima di iniziare la scuola era così.
Ora si arrabbia facilmente e non vuole più raccontare quello che gli succede nella giornata.
Non vuole più inventare le storie insieme e stare abbracciato a guardare i cartoni animati.

Eppure la scuola è bella: qui a casa tutti crediamo nel valore dello studio, degli amici che si possono incontrare in classe, delle straordinarie opportunità che l'apprendimento può offrire.

Questo cambiamento fa male a una madre.
Ed è questo che mi spinge a tirar fuori il mio lato "docente" sempre più a gran voce: per conoscere strade che possono essere utili a fornire spiegazioni.

Non per insegnare “come si fa”, ma per scoprire ciò di cui ha bisogno il mio Piccolosoul ed altri come lui, per stare bene a scuola.

La relazione con l'Altro, ci spinge sempre a trovare la nostra versione migliore.


domenica 15 ottobre 2017

Inizio di giorni drammatici alla scuola elementare.

Siamo soltanto all'inizio della seconda elementare: la strada verso la fine dell'obbligo scolastico si prospetta lunga, tortuosa e difficile.

Ma cosa sta succedendo?

I primi giorni in classe sono stati un vero dramma.

Non voglio dire il nome del mio bambino, perchè penso che potrebbe succedere a qualsiasi bambino.
Anzi no. E' tutto così strano e terribile, che spero proprio non debba succedere a nessuno.

Chiamiamo il protagonista di questa triste faccenda PiccoloSoul.

Allora, il nostro PiccoloSoul non riesce a stare fermo al banco per tutte le ore di scuola, non riesce a stare concentrato e aihmè disturba e chiacchiera.

Riferiscono le maestre, che ogni attività sembra diventare una battaglia: sedersi, ascoltare, seguire le consegne, stare in silenzio.

Tutte le attività scolastiche tranne collaborare coi compagni o col personale scolastico: in quei momenti il PiccoloSoul si concentra e presta attenzione.

Tuttavia, a seguito delle lamentele delle insegnanti, le punizioni si susseguono senza sosta. 

Ma come se non bastasse l'atmosfera pesante in classe, il PiccoloSoul, torna a casa frustrato, arrabbiato e chiuso in un silenzio che non avevamo mai visto prima in famiglia.

Ancora non sa leggere le letterine e non sa scrivere.

Siamo preoccupati a casa, ogni volta che proviamo a capire cosa non va, il muro di frustrazione sembra diventare insormontabile. Ogni pomeriggio è un’esperienza difficile, piena di urla trattenute, lacrime e sconforto.

Non sappiamo che cosa si nasconda dietro tutto questo malessere. 

Quali ragioni profonde si nascondano dentro a questo piccolo e meraviglioso alunno. Tutto quello che vediamo è un bambino arrabbiato, stanco e scoraggiato.

La scuola non ha soluzioni e dentro di noi crescono timore e angoscia: come possiamo aiutarlo a stare meglio? 

Questi giorni ci stanno segnando profondamente come famiglia. Ma per certo sappiamo una cosa: non smetteremo mai smesso di cercare la strada giusta per lui.

domenica 10 settembre 2017

Il primo giorno di scuola si avvicina: tra gioie e dubbi

Ormai ci siamo: il primo giorno di scuola sta per arrivare.

Tra gioia, dubbi e insicurezza, quel giorno magico, arriverà comunque.
L'inizio della scuola elementare è sempre un momento di forte tensione emotiva all'interno di ogni famiglia.
Credo che sia difficile che passi inosservato.
Si piange di felicità nel vedere i propri figli crescere: quel giorno rappresenta quasi il primo ingresso ufficiale nella società.
Ed ogni genitore spera che sia un momento indimenticabile, che vada tutto bene.

Verso la fine dell'estate abbiamo scelto lo zainetto, molto grande per una schiena così piccola.
Abbiamo scelto i quaderni con i supereroi preferiti, che lo accompagneranno durante quelle giornate intense tipiche del primo anno scolastico.
Abbiamo comprato anche un bellissimo astuccio pieno di matite colorate e di pennarelli, perchè sicuramente alla scuola elementare coloreranno tanto.
Quando è nella sua cameretta l'ho visto che inizia a prendere confidenza con quei materiali nuovi e ancora privi di significato.
Disfa e rifà lo zaino per iniziare a sentirlo sulle spalle, per vedere se può metterci dentro il suo camioncino preferito.
E la domanda arriva chirurgica: "Come faccio a portare il trattore blu e il camion dei pompieri se dentro ci sono tutti questi libri e quaderni?"

Sento una gioia piena, quasi fisica.
È uno di quei momenti che pensi: è un inizio vero.
Sorride, fa domande, osserva tutto, ha quella luce negli occhi che hanno i bambini quando il mondo è ancora una promessa.

Mentre lo osservo giocare con i materiali della scuola, come è giusto che sia per conoscerli, spero che andrà tutto bene.
Perchè è solare, sensibile, pieno di energie, ride forte, piange forte, vive forte.
Ha bisogno di muoversi, di parlare, di toccare, di capire.
È curioso, empatico, intensamente vivo.
Deve andare tutto bene.

Eppure, dentro di me, si affaccia un dubbio leggero, quasi impercettibile.

Un pensiero che scaccio subito, ma che resta lì, come una nota stonata in sottofondo.
E se fosse troppo?
Troppo vivace.
Troppo sensibile.
Troppo emotivo per una scuola che chiede di stare seduti, zitti, composti per tutte quelle ore.

Mi dico che sto esagerando.
Che è solo l’emozione di una madre.

Che la scuola saprà accoglierlo, capirlo, valorizzarlo.


Perché come si fa a non accogliere un bambino così?
Come si fa a non vedere la bellezza della sua energia?
Lo abbraccio forte e gli dico che sta per iniziare un'avventura meravigliosa. 
Dentro di me scelgo di fidarmi.
Della scuola.
Degli adulti.
Del fatto che il suo modo di essere troverà spazio.
Oggi è solo gioia.
Il resto… non lo so ancora.

martedì 8 agosto 2017

Come scegliere il collare o la pettorina per il cane


Come scegliere lo strumento di cui veramente abbiamo bisogno?


Prova a rispondere a queste semplici domande:
  • come è fatto il tuo cane? 
  • come si muove? 
  • che posti frequentate?
  • a cosa ti servono questi strumenti?

Molto spesso pensiamo che portare a passeggio il nostro cane sia un'azione spontanea ed istintiva dove sia sufficiente far indossare "qualcosa" al cane e partire a spasso.
Appena portiamo a casa il nostro amico per la prima volta, cucciolo o adulto adottato che sia, entriamo in un negozio di animali ed acquistiamo ciò che ci colpisce oppure ciò che troviamo economico oppure ciò che ci è comodo nelle mani.

In realtà dovremmo osservare le caratteristiche del nostro cane:
  • in base alla taglia, per la quale potrebbe rendersi obbligatorio uno piuttosto che l'altro; 
  • all'età, infatti sarebbe impensabile dal mio punto di vista portare a passeggio un nonnino di 10 anni pieno di doloretti con un collare rigido e doloroso per un essere così sensibile; al tipo di passeggiata che vorremmo condurre, se ad esempio in pieno centro cambia da una stradina di campagna isolata; 
  • e agli spazi che abbiamo a disposizione, ad esempio un prato libero e ampio è ben diverso da un marciapiede stretto ed affollato, per scegliere gli strumenti di conduzione adeguati.

In questo periodo storico della cinofilia, assistiamo spesso e volentieri a faide contrapposte tra chi caldeggia esclusivamente le pettorine, pensando che coloro che utilizzano il collare stiano maltrattando il cane, e chi invece si ostina soltanto al collare pensando che le pettorine siano inutili.
Personalmente ritengo che ogni strumento abbia il proprio modo di utilizzo corretto e che tutto vada deciso in base alle esigenze della coppia uomo-cane.
Un bravo educatore dovrebbe conoscere qualsiasi mezzo in commercio per saper consigliare al meglio il proprietario già dalla prima consulenza.


esempio pettorina corretta


La pettorina è adeguata nella maggior parte delle situazioni di normale passeggiata, perchè lascia libero il cane nei movimenti e non gli procura danno o fastidio alla base del rachide cervicale.
Infatti la trazione del guinzaglio non si riversa soltanto sul collo, ma viene distribuita su tutto il baricentro del corpo del cane, di modo che un'azione scorretta del guinzaglio, sia esse perchè il cane tira oppure perchè noi abbiamo necessità di fermare improvvisamente il cane, non sarà dannosa sulle vertebre di fido.
Questa però deve essere di adeguata fattezza, quindi non sforzare sotto le ascelle per non lussare le spalle, deve avere una misura corretta per non far scivolare fuori la testa del cane che quindi potrebbe sfuggire e mettersi in pericolo e inoltre dovrebbe essere morbida nei tessuti e nei ganci.

Spesso e volentieri ho utilizzato questo strumento per portare a spasso i miei cani, sperimentando in prima persona le dinamiche che avrebbero potuto essere più difficoltose per i proprietari, imparando così a gestire tutte le situazioni, anche con cani importanti come i miei molossi del tempo.


winalmik's discovery one
collare per esposizione


I collari sono di vario genere, dimensioni e materiali in base ai loro scopi.
Infatti abbiamo materiali che vanno dalla pelle morbida e alta, spesso utilizzati per levrieri o colli lunghi e sottili; i diversi tipi di nylon dai più sottili ai più robusti oppure collari a catena, anche questa alta o bassa, per addestramento classico, quindi agonistico e competizioni di vario genere.

Non è nel mio stile criticare o caldeggiare nessuno in particolare, ma vorrei soltanto far riflettere sulle situazioni migliori in cui usare uno piuttosto che l'altro.

Pensiamo anche soltanto alle pettorine da cani cross, quanto siano specializzate nelle loro fattezze.
Sarebbe impensabile farle indossare ai nostri cani per una normale uscita.
O ancora ai collari di dimensioni veramente sottili, che invece si usano normalmente in esposizione, ma assolutamente contro indicati per una quotidiana uscita perchè rischierebbero di danneggiare carotide o cervicale.
Come al contrario potrebbe essere un collare morbido alto circa 15 centimetri non andrebbe bene per un'attività sportiva, perchè rischioso di impigliarsi anche soltanto in un attrezzo.
Per cui, come sempre, l'unico consiglio che sinceramente mi sento di dare è di pensare a quale attività si vuole impostare col proprio amico a quattro zampe e comprare di conseguenza l'attrezzatura necessaria.

Considerando che alle volte potrebbe essere normale avere qualche guinzaglio o pettorina diversi nell'armadio delle uscite col nostro pet per poter soddisfare le sue esigenze fisiologiche, morfologiche e di confort.




venerdì 28 luglio 2017

Indicazioni per scegliere collare e guinzaglio

La scelta degli strumenti di conduzione è sempre un momento cruciale.

Spesso siamo attirati da bellissimi colori e materiali, oppur da consigli di amici o di esperienze precedenti.

Oppure l'istruttore al quale decidiamo di rivolgerci ha preferenze o esigenze particolari.
Ma, tu, cosa preferisci?



venerdì 14 luglio 2017

Buddy adozione dal canile di Castell'Arquato (Pc)

foto ritocco



















Oggi vi presento Buddy: un simpatico cagnetto del canile. In adozione.

Un maschietto giovane col pelo arruffato, dall' aria molto simpatica, socievole e veramente solare.
Sono andata al canile di Castell' Arquato con la mia "ragazza" e lei ha scelto di voler passare un pò di tempo con questo giovanotto.
È riuscita a vestirlo di pettorina e guinzaglio tutta da sola da dentro al box, perché Buddy è ben disposto verso tutte le persone e probabilmente anche verso gli altri cani, anche se oggi non abbiamo avuto modo di fare questa esperienza.
Già all' uscita del box è molto equilibrato, non tira eccessivamente e si lascia gestire senza problemi da mia figlia.
La passeggiata con lui è veramente piacevole, è ben educato al guinzaglio e la sua attenzione si rivolge spesso a noi che lo conduciamo richiedendo festoso coccole e conferme.
Fiuta curioso e non dimostra nessun tipo di problema mentre incrociamo macchine, trattori e altre persone, nemmeno sembra interessarsi ai gatti.

Al rientro ci fermiamo con lui a sistemargli il pelo con un colpo di spazzola, che sembra decisamente gradire.
Si mette in posa e resta fermo senza nemmeno dover glielo dire.
Si lascia pulire e spazzolare in tutte le parti del corpo senza dimostrare tensione o disagio, anzi! 
Le coccole e le manipolazioni gli piacciono proprio!

Infatti è buona norma spazzolare e pulire sempre i cani del canile al rientro dalle uscite, perché potrebbero avere qualche spiga o qualche sterpo attaccato al pelo che potrebbe provocare lesioni cutanee.
Veramente sarebbe una pratica che andrebbe tenuta come buona norma sempre, anche con i nostri di casa, perché nel pelo alle volte si nascondono erbe secche che possono fare seri danni al nostro amico!

Per chi fosse interessato ad adottare Buddy può rivolgersi senza problema al canile di Castell' Arquato.

E comunque per chi volesse passare una mattina alternativa in compagnia lo consiglio come ambiente.

I cani sono molto ben seguiti ed è un piacere portarli a spasso oppure spazzolarli o anche solo accarezzarli, anche per chi non ha la possibilità di tenerne uno con se ma li apprezza come animali.

L' ambiente è accogliente e i volontari sono sempre molto disponibili con chi li va a trovare e a conoscere.

È stata proprio una bella domenica mattina, alternativa, rilassante ed emotivamente ricca ed appagante.

Per chi avesse bisogno di consulenze pre o post affido potete contattarmi senza impegno.

lunedì 29 maggio 2017

Parco Comunale Medesano



Parco "Rio Campanara" sito in  Medesano, è appena sotto la Chiesa del paese.
Andando in direzione Fornovo Taro trovate la Chiesa e i suoi gradoni sulla vostra destra, parcheggiate l'auto nel piazzaletto proprio dalla scalinata che salendo porta al sagrato, non potete è proprio sulla strada principale.
Scendete a piedi ed iniziate la vostra piacevole passeggiata nel parco e se volete anche accompagnati dal vostro cane, infatti all'interno del parco del paese troverete una bellissima area cani, spaziosa e molto verde, ben ombreggiata per le giornate più assolate.
Lo spazio è abbastanza grande per tutti i tipi di cani, anche quelli meno socievoli potranno starsene a proprio agio dato che non è mai troppo affollato.
Anzi alle volte può risultare un'ottimo inizio per alcuni percorsi riabilitativi, come cani ansiosi, fobici, aggressivi proprio per le dimensioni e la bassa densità di frequentazione.
Si sta bene, molto tranquillo, ben curato, si può passeggiare serenamente sia col cane sia portare i bambini a giocare, infatti l'area gioco bimbi è verso il fondo del parco, in totale sicurezza.
Da qualche tempo approfitto sempre di questo spazio, sia per me stessa con i miei cani, sia per i miei clienti, perchè possiamo avere uno spazio dove poterci incontrare in tranquillità.
Quando l'area cani è occupata potete approfittare e fare il giro del parco.
Mi raccomando: non sguinzagliate i cani fuori dall'area prestabilita!
Ci sono persone che corrono, altre in bici, ci sono bambini che giocano e magari qualche altro cane!
In ambito urbano è sempre buona norma rispettare le regole, quindi anche tenere pulito quando il cane sporca.
Link per regolamento in ambito urbano del sito del ministero salute in tutela del benessere animale e dei cittadini.
Ogni volta che si va in territorio diverso da casa propria sarebbe buona norma informarsi sui regolamenti e sulle ordinanza comunali, che potrebbero riportare qualche lieve differenza rispetto alla legge nazionale.
Per non insorgere in problematiche dell'ultimo minuto e avere spiacevoli sorprese è meglio chiedere informazioni, anche al comando dei vigili urbani del posto che si intende visitare o cercare su internet se si trovano notizie aggiornate.

Se avete aggiornamenti utili per tutti i viaggiatori 
con i cani postate i vostri commenti qui sotto!


martedì 23 maggio 2017

Gli sport cinofili: tu quale scegli?




Come scegliere lo sport giusto da praticare insieme al proprio cane: per divertirsi insieme.



Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione delle discipline sportive in ambito cinofilo, che si sono diversificate per andare incontro ai bisogni più esigenti di proprietari ed anche alle tipicità di razza dei nostri amici a 4 zampe.
Semplicemente un decennio fa l’offerta sportiva dei centri cinofili era molto meno ricca rispetto a quella attuale, un po’ come per le nostre palestre, che non disponevano di tanti corsi differenti in grado di soddisfare tante richieste sia fisiche sia di gusto.
Per quanto riguarda il settore cinofilo andiamo dallo sheepdog, al free style, all’ obedience, all’ agility, la mobilitydog, il flayball, fino ad arrivare alle discipline di morso, che in Italia si riassumono in Ipo e in Mondioring.
Ogni centro cinofilo porta avanti la propria ideologia ed esperienza formativa nell’ambito a cui ha preferito dedicarsi, oppure si preoccupa di organizzare stage formativi chiamando esperti del settore che illustrino il loro sport.
Qualsiasi tipo di sport tu voglia intraprendere col tuo cane, assincerati della professionalità di chi te lo propone per non mettere in situazioni di disagio il tuo amico fido e anzi per vivere le sessioni di allenamento in modo piacevole, costruttivo e perché no, anche educativo.
Cerca di informarti su quali esperti del settore organizzino eventi adeguati al vostro livello, magari perdi qualche ora per visualizzare alcuni video e leggerti attentamente il regolamento per capire se hai scelto lo sport adeguato alle caratteristiche fisiche e motivazionali del vostro cane.

Ritengo che le regole principali per praticare sport con il nostro Fido siano semplici e sostanzialmente riassunte così:

  • la prima e fondamentale è il rispetto delle caratteristiche morfologiche e di razza, che ci eliminerà a priori qualche ambito lasciandoci comunque amplia scelta;
  • la seconda è che sia il nostro cane, sia noi dobbiamo essere felici e a nostro agio durante le fasi di training, insomma dobbiamo divertirci insieme (pur faticando, perché lo sport è sana fatica e ottimo divertimento!);
  • la terza è che per una buona riuscita delle prime due dobbiamo consultare un professionista serio che ci proponga qualcosa di adeguato alla nostra coppia pet-partner e non soltanto quello di cui è capace;
  • infine dobbiamo essere sempre in grado di smettere quando il cane ce lo chiede.






Ritengo che gli sport siano un ottimo passatempo sia per noi che per i nostri cani, che siano costruttivi sia a livello relazionale come coppia uomo-cane sia per l’individuo che mettendosi alla prova cresce e si rafforza, gli sport aiutano ad uscire dalla noia e dalla monotonia ed hanno anche finalità educative e riabilitative del comportamento.
Purtroppo l’abuso e la scorrettezza di alcuni nei metodi e nelle proposte al pubblico sta convincendo certi proprietari soltanto dei suoi aspetti negativi e coercitivi.
Personalmente credo che come sempre sia utile avere buon senso nelle scelte come dicevamo dei professionisti che ci insegnano e che dobbiamo portare la nostra attenzione verso il benessere del nostro cane, che sempre in ogni momento cerca di farsi capire nelle sue necessità.






venerdì 10 marzo 2017

Come evitare un comportamento ossessivo-compulsivo del cucciolo





Il comportamento ossessivo-compulsivo è un comportamento altamente problematico, che bisogna evitare di creare in ogni caso.


Ovviamente in questo caso il video è stato girato per esempio esplicativo come sia semplice gratificare un comportamento che potrà essere altamente problematico se troppo sviluppato.

Uri è il protagonista del video, in un momento in cui in casa stavamo tutti giocando con la pista delle macchinine di mio figlio più piccolo.
Uri all'epoca era cucciolo quindi ovviamente interessato da tutto ciò che si muove e facilmente "stimolabile" da quel punto di vista.
Chiaramente NON ho mai più insistito sull'attività che si vede nel video, proprio per non generare un comportamento tanto radicato dalla gratificazione auto-appagante da diventare un giorno ossessivo e compulsivo.



giovedì 23 febbraio 2017

Sheepdog che passione!










        




Alcuni passaggi del nostro allenamento con le pecore. Siamo agli inizi della preparazione del secondo brevetto, cioè l' hwt.
Certo è che è un'attività che piace tantissimo a Uri, ma anche a me. Mi sento bene nel ruolo di conduttrice, mi viene in modo sempre più disinvolto. Le pecore sono degli animali straordinari, che trasmettono tanta calma e serenità. Si armonizzano molto bene nel gruppo e sono sensibilissime all'ambiente.
Trovo che lo sheepdog per un cane pastore sia proprio il suo ambiente, dove riesce ad esprimersi spontaneamente e dove la cooperazione col conduttore e la collaborazione gli riescano talmente tanto spontanee che la sinergia che si crea è di vera coesione.
Insomma trovo che attraverso questa disciplina sportiva sia possibile instaurare col cane una relazione profonda e che quindi gli apprendimenti si potenzino e si amplifichino proprio grazie all'appagamento diretto dall'attività.
All'inizio devo ammettere che ero un po' intimidita dalle pecore, perché ti si stringono addosso, ti pestano i piedi se il cane dietro le spinge troppo, saltano l'una sull'altra se il cane è troppo irruento.
Ma poi, man mano che Uri aggiustava la sua pressione sul gregge ho iniziato a sentirmi sempre maglio in mezzo a loro e loro a rilassarsi sempre di più.
E poi vedere Uri sicuro, concentrato, riflessivo, attento alle mie indicazioni mi fa sentire bene e ovviamente la voglia di continuare aumenta.
Alla fine è sempre questione delle emozioni che respiriamo: più sono positive e più abbiamo voglia di continuare a cercarle......


giovedì 9 febbraio 2017

Come riconoscere un cane adatto alla guardia della proprietà

Oggi partecipando a una discussione, sarebbe meglio dire scambio piacevole di opinioni, in un gruppo dedicato alla razza Caucaso  caucasian shepherd, mi è venuta l' ispirazione di scrivere la mia visione del cane adatto alla guardia.

Quale razza dobbiamo scegliere?
Come dobbiamo allevarlo?
Maschio o femmina?
Come si educa il cane da guardia?

Spesso sono quesiti che mi sono stati posti dai proprietari quando ancora lavoravo come educatore cinofilo.
Mi chiedevano un' educazione adatta al loro cucciolo perché potesse essere un giorno un buon guardiano della proprietà oppure un buon difensore del padrone.
Ma qui abbiamo già qualcosa da chiarire: non parliamo degli stessi cani, le razze alle volte sono diverse per una mansione o l'altra.
Non è la stessa cosa difendere un luogo o una persona.
Alle volte capita che nel mentre il cane protegga l'abitazione o i terreni difenda anche chi ci abita, ma non è detto che chi fa la scorta a un umano possa badare a tutto il territorio.
Mi spiego meglio.

Io ho avuto Cane Corso, Rottweiler, Alano Arlecchino, Pastori belga malinois: tutti difendono la nostra casa e anche i suoi abitanti, ognuno in modi differenti e ognuno ha condotto vite quotidiane differenti.
I primi ad esempio sono sempre stati più sedentari rispetto ai Belgi, tanto per dire la prima caratteristica che mi viene in mente.
Noi non abbiamo grandi spazi da difendere, il cane quando sta in giardino segnale se c'è un intruso.

Ma se stiamo pensando a una grande proprietà abitativa con tanto terreno, anche fuori vista dalla casa, a mio parere, le razze sopra citate potrebbero non essere in grado di svolgere adeguatamente il compito assegnato, soprattutto se singoli individui o in gruppi di due.

Per uno spazio ampio considero migliori razze da Pastore Guardiano, come appunto Caucaso, Asia centrale, Maremmano e simili, perché la loro memoria di razza e la loro fisicità gli aiuta in questa mansione così difficile.

Il Cane Corso è stato certamente selezionato nelle masserie pugliesi come difensore, ma il suo lavoro era principalmente attorno al cortile e forse neanche da solo.
I ritratti in storia dell' arte raffiguarano certi soggetti in tante situazioni differenti, viene dipinto persino a caccia, ma sempre al fianco dell' uomo.

I pastori guardiani come anche il conosciuto Montagna dei Pirenei, ad esempio, o quelli prima nominati, sono di mole molto superiore. Sono stati selezionati per poter "lavorare" senza neanche l'uomo presente, per cui abituati ad agire senza dover avere riferimento su nessuno.
Il ruolo del Maremmano è chiaro: stai a difesa del gregge e se arriva un predatore (umano o animale) difendi, anche a costo della tua incolumità e senza aspettare il permesso di qualcuno.
I cani guardiani di greggi o armenti sono lasciati a difesa degli animali senza che il pastore resti per tutto il tempo del pascolo.
Sono cani che nel loro DNA hanno l'azione del proteggere senza che una persona debba dirglielo.

Invece, le razze che ho preferito scegliere come compagne di vita, sono legate alla presenza dell'uomo.
Il Rottweiler è stato chiamato cane del macellaio, perchè accompagnava il riscossore dei denari e interveniva a comando, ruolo ben diverso non trovate?
L' Alano o il Cane Corso sono stati anche cacciatori, quindi sempre a fianco di una persona, così come il Malinois, cane da pastore per antonomasia, con grande attitudine ad intervenire in caso di necessità.
Infatti trovo che siano degli ottimi aiutanti nel sorvegliare la casa e nel salvaguardare la mia persona, ma ciò che amo dei cani che ho avuto e che ho tutt'ora ho al mio fianco è che il primo referente resto sempre io.
Io sono per loro la guida, il punto a cui fare riferimento in qualsiasi caso, anche durante "un attacco nemico".
Diventano un po' come le guardie del corpo, presenti, attente, vigili, pronte ad intervenire, ma sempre disposte a seguire le regole stabilite dal proprietario.

Quindi rispondendo alla domanda: Come educare un cane da guardia?

In modo equilibrato sicuramente, da cucciolo come un cucciolo felice dovrebbe essere: gioco, socializzazione, regole sensate, rispetto, fiducia ed affetto.

Ma con tanta attenzione alla razza che abbiamo vicino, perché i Pastori Guardiani avranno bisogno di vederci tanto come loro referenti per sapere se, come e quando intervenire in una situazione, altrimenti potremmo cadere in ciò che dolorosamente spesso si vede e cioè in spiacevoli incidenti o in sfortunate rinunce di proprietà.

Invece le altre razze sopra nominate avranno già la loro tendenza a seguire maggiormente le indicazioni del proprietario, ma dobbiamo essere bravi a conquistare la loro fiducia e stima perché dobbiamo essere per loro credibili.

Ma allora voi mi direte: dobbiamo essere le figure di riferimento in ogni caso?
Certamente, ciò che cambierà saranno le modalità, le tempistiche della crescita e soprattutto i risultati finali.
Vorrei specificare, che non intendo assolutamente creare l' immagine di serie A per gli uni o serie B per gli altri, bensì cerco di sottolineare di non riporre le stesse aspettative per tutti.

Sarebbe sbagliato crescere un Malinois come un Caucaso e viceversa, avremmo infelicità nei due casi, soltanto per causa di nostre false prospettive.

Ciò che dico sempre è di avere ben chiaro il tipo di cane che vogliamo nella nostra vita, per essere tutti felici e soddisfatti: cane e noi.

Le razze ci sono e debbono essere conosciute per poter adottare quella più consona al nostro momento personale.

Io sono partita col Cane Corso, di cui resto profondamente innamorata e che forse un giorno, quando avrò esigenze diverse da adesso, avrò ancora la mio fianco, di cui cercavo la forza fisica che mi facesse sentire sicura e protetta (è un esempio in realtà Dorian è stato molto molto di più). il mio libro per Dorian

Athos dei Silvanbull, Dorian, 3 mesi e mezzo, naso sempre impolverato


Insieme a lui ho avuto Paola   adozione Rottweiler, perché era un'ottima cane tutor che mi ha aiutata tantissimo nelle lezioni di classi di comunicazione che facevo all'epoca, lei era una garanzia, tanti cani hanno imparato con lei e da lei.

Paola, 15 anni


Poi ho adottato Erinni  adozione Alano, Alano Arlecchino, perché l'immensità dell'affetto che può distribuire un Alano è inimmaginabile e ne avevo bisogno in un momento di vuoto cosmico della mia vita, infatti di li a poco sapevo che avrei perso il mio Dorian.

Erinni


Poi ho scelto il Pastore belga malinois, Uri il primo e Ion dopo pochi anni, perché ho sentito il desiderio di uscire da casa, sperimentarmi e mettermi alla prova in ambito cino-sportivo.
I Malinois ti obbligano a rompere il tuo guscio e buttarti nella vita.
Era per me il momento di saltar fuori da casa e non c'è compagno migliore di loro per questo!

Ermione Chetan Soul,Ion a casa da pochi giorni

Winalmik's Discovery One, Uri


Amo i cani da guardia e da difesa personale, ma ogni momento della mia vita è stato guidato dal compagno giusto e fin ora nessuno di noi è stato infelice della convivenza.

mercoledì 11 gennaio 2017

Cosa fare se il nostro amico a quattro zampe ha paura dei botti di Capodanno

alano arlecchino
Alano Arlecchino


Sei un proprietario di un cane preoccupato a causa dei petardi e botti di Capodanno? Stai leggendo il post giusto per te.


Lo scoppio di petardi e simili sono rumori che per i nostri amici a quattro zampe sono una problematica di non poco conto.
Molti animali infatti, e non solo i cani, sono terrorizzati da colpi improvvisi.
Quindi è chiaro che fuochi di artificio, petardi e bombette possono scatenare, su alcuni, reazioni di panico.

Ma come conciliare con la nostra tradizione di far "scoppiare" artifici?


Noi umani abbiamo la tradizione (e l'abitudine) di far brillare in cielo quei bellissimi puntini colorati che ricadono sulle nostre teste lasciandoci sempre a bocca aperta.
Quel fumo che avvolge l'attesa delle strisce luminose che di li a poco compariranno e quelle fontane sbrilluccicanti: sono irresistibili, ci emozionano e ci regalano quei dieci minuti da sogno, dove possiamo dimenticarci di avere i piedi per terra.

Allora, chi ha ragione: botti sì? o botti no?

Alcuni cani riescono tranquillamente a convivere con questi rumori improvvisi e fastidiosi. 

Come fanno a restare indifferenti allo sparo?

Sono stati esercitati durante il periodo sensibile, da cuccioli.
L'indifferenza allo sparo viene gratificata ed allenata.
Nessun mistero: tanta selezione dei riproduttori migliori e tanto esercizio da cuccioli.

Cosa vuol dire abituare il cucciolo a tanto rumore?

Vuol dire creare situazioni in cui il cane senta lo sparo, ma non sia il suo focus principale.
Facciamo un esempio.
Andate al campetto dell'educatore, giocate felici col vostro cane e improvvisamente si esplode il colpo di pistola.
Continuate a giocare tranquillamente e il cane non farà neanche caso al rumore.
Pensate ad esempio, che ci sono cani che partecipano negli scontri a fuoco senza dimostrare paura o disagio.


Cosa facciamo se il cane adulto ha una fobia del rumore?
 

Per prima cosa dovremmo fare in modo che si sentano protetti in casa con noi. 

Ricaviamo per loro uno spazio dove in momenti di difficoltà estrema possano trovare conforto: la cuccia.

Insegniamo al cane a sentirsi protetto nella sua cuccia in condizioni normali, quindi quando non ha paura.
Lavoriamo sul suo stato di calma durante l'anno per essere pronti per il Capodanno.

Se vuoi sapere come fare leggi l'articolo apposta LAVORARE SULLA CALMA DEL CANE.

Inoltre potremmo pensare di portarlo magari in zone più tranquille dove non si sentano tanti scoppi di fuochi d'artificio.



Infine, se abbiamo a casa un cane che si terrorizza potremmo pensare di trascorrere il Capodanno con lui, magari in un luogo lontano da tutta questa fonte di stress o di lasciarlo in una pensione per cani di altissima fiducia.
Per questo ti consiglio l'articolo COME SCEGLIERE LA PENSIONE GIUSTA per il tuo cane.

Ricorda che ci sono bravi educatori e addestratori che possono aiutarti a risolvere il problema delle fobie.


Non aspettare però l'ultimo momento: risolvere le paure del tuo cane richiede tempo.
Lavora con lui e con un bravo insegnante durante tutto l'anno ne sarete sicuramente entusiasti!
Aiuta, con un professionista, il tuo amico a quattro zampe a capire che i botti non sono un problema.

offri un'alternativa al panico


Non arrenderti alle paure del tuo cane.
Credi in lui, così lo aiuterai a superare le sue angosce.
Esistono esercizi studiati apposta che insegnano al cane a superare la crisi, ad accettare i botti improvvisi, ad avere sul proprietario la fiducia necessaria per affidarsi in momenti difficili.
Ci sono modi di vincere le paure, allora perchè non provare?

Credo che le paure debbano essere affrontate e possibilmente superate, questo per quadrupedi e bipedi.
Ebbene sì, ritengo importantissimo per una serena esistenza individuale cercare di vincere i propri fantasmi, per poter avere una vita serena il più possibile.
I botti di Capodanno per i cani sono un argomento delicato.
Alcuni cani hanno decisamente il terrore, altri invece sopportano il rumore.
Alcune persone sono desiderose dei fuochi d'artificio, altre preferiscono salvaguardare gli animali.
Difficile prendere una posizione.
Penso che tutto ciò sia civilmente realizzabile con il buon senso e l'educazione.

Insegnare ai nostri cani a:

  • non avere paura degli spari; 
  • tenerli in casa al sicuro; 
  • non lasciarli da soli in giardino dove potrebbero esasperare la situazione magari scappare e ferirsi;
  • passeggiare al guinzaglio nei periodi più a rischio;
  • insegnare alle persone a non lanciare petardi vicino ai cani; 
  • non sparare colpi inutili che niente hanno di romantico; 
Sono alcuni comportamenti che si potrebbero tenere per vivere nel rispetto di tutti.
Pensiamo di programmare un'educazione di base, che sia anche ambientale: ascensore, autobus, metro, treno, sono alcuni esempi.
Pensiamo a preparare il cane ad alcune fonti di stress: persiane che sbattono, rumori della folla, passaggi troppo stressi, altri esempi che spesso succedono.
L'adattamento fa parte di ogni processo evolutivo.
Quando acquistiamo o adottiamo un cane, pensiamo alla sua educazione.
Anche poche lezioni, possono migliorare la qualità della vostra vita insieme.
Per qualsiasi dubbio contattami senza problema.

Grazie per aver letto fino a qui. Lasciami un tuo commento qui sotto, mi fa piacere conoscere la tua esperienza o sapere se questo articolo ti è stato utile.


Conclusione 

Questo post non è solo una riflessione sulla responsabilità e l’educazione cinofila, ma un esempio di come il marketing narrativo possa essere usato per affrontare temi importanti e coinvolgere il proprio pubblico. 

Raccontare storie autentiche e affrontare argomenti che toccano le emozioni delle persone è una strategia potente per chi opera nel mondo cinofilo, sia che si tratti di educatori, allevatori o operatori di strutture dedicate ai cani.

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Ricorda, però, che ogni attività è unica, e personalizzare il messaggio per il tuo pubblico specifico può fare la differenza.

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